06/03/2019
Susanna Cenni
Ciampi, Braga, Annibali, Cantini, Pezzopane, Ceccanti, Ascani, Berlinghieri, Pizzetti, Prestipino, Fragomeli, Ferri, De Menech, Siani, Muroni, Topo, Boldrini, Piccoli Nardelli, Madia, Bruno Bossio, Colaninno, Di Giorgi, Anzaldi, Lotti, Scalfarotto, Serracchiani, Quartapelle Procopio, Gribaudo, Bonomo, Carla Cantone, Mura, Incerti
2-00295

  I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'interno, per sapere – premesso che:

   l'attuale assessore alla cultura del comune di Pisa Andrea Buscemi è stato riconosciuto dal tribunale di Firenze responsabile di «stalking» anche se la sentenza emessa in data 30 maggio 2017 e depositata il 25 agosto 2017 ha dichiarato di non dover procedere per «estinzione del reato per prescrizione»;

   la sentenza della corte d'appello di Firenze ha infatti condannato Buscemi «al risarcimento dei danni a favore della parte civile», oltre a «rifondere alla parte civile le spese di difesa», cioè tutte le spese del primo processo e di quello d'appello;

   nella sentenza sono descritti i fatti che hanno portato il giudice alla condanna: violenze fisiche, pedinamenti, continue telefonate, ricatti, pressioni, minacce e violenze fisiche alle vittime (sono più di una) e ai testimoni. L'abbondanza delle prove testimoniali e documentali rendono conto delle gravi violenze protratte per oltre 15 anni e rilevano chiaramente la condotta aggressiva e manipolatrice del soggetto;

   a carico di Buscemi sono state emesse anche misure cautelari di divieto di avvicinamento a due testimoni. Nella sentenza d'appello, infatti, è riportato: «l'istruttoria dibattimentale ha fatto emergere reiterati atti persecutori messi in atto dall'imputato» e ancora «l'imputato nel corso del procedimento penale si è reso responsabile di condotte di minaccia ai danni di due testi per indurle a non testimoniare, a seguito delle quali il giudice per le indagini preliminari ha emesso un divieto di avvicinamento alle predette testi»;

   l'11 gennaio 2019, da quanto si apprende dalla stampa, «la Cassazione ha rigettato il ricorso proposto da Andrea Buscemi assessore alla cultura di Pisa contro la sentenza di secondo grado, che lo dichiarava responsabile del reato di stalking compiuto nei confronti della sua ex compagna a partire dal febbraio 2009 al novembre 2009 e ha rinviato al giudice civile il giudizio riguardo al risarcimento del danno che il Buscemi dovrà riconoscere all'ex compagna»;

   sempre dai media si viene a sapere che il 27 febbraio 2019 si è tenuta l'udienza del processo di primo grado che vede imputato Andrea Buscemi nei confronti dei citati testimoni da lui minacciati;

   contro la nomina di Andrea Buscemi ad assessore si sono mobilitati cittadini, associazioni e un ampio settore dell'opinione pubblica non soltanto a Pisa ma in tutta Italia e hanno preso posizione pubblica molte personalità politiche di tutte le forze politiche, compresa la Ministra Bongiorno;

   tra le associazioni che hanno chiesto le dimissioni di Buscemi vi è la Casa delle donne di Pisa che ha promosso numerose iniziative per sensibilizzare la cittadinanza e l'opinione pubblica sulla vicenda a partire da una raccolta firme;

   la Casa della donna è un'associazione femminile, di promozione sociale, senza scopo di lucro, fondata nel 1996 (ma attiva fin dal 1990) impegnata da molti anni sui diritti delle donne; la Casa è sostenuta dal lavoro volontario delle socie e di tante cittadine. La Casa è uno spazio di incontro, di riflessione e iniziativa culturale e politica dove quotidianamente viene promossa una intensa attività per il contrasto alla violenza di genere in ogni sua forma. La Casa della Donna è collegata alle reti regionali e nazionali dei centri antiviolenza, alle biblioteche e ai centri di documentazione, alle altre Case delle donne;

   il 17 luglio 2018 sono state consegnate al sindaco di Pisa Michele Conti 37 mila firme raccolte per chiedere le dimissioni di Andrea Buscemi;

   il 31 luglio 2018 il consiglio comunale di Pisa ha respinto la mozione che chiedeva la sfiducia e conseguentemente le dimissioni di Andrea Buscemi;

   lo stesso Andrea Buscemi, che era già intervenuto pubblicamente contro l'associazione, ha dichiarato sui media che «se non verranno sostituiti gli attuali vertici della Casa delle Donne di Pisa» il comune bloccherà i contributi previsti per l'attività sociale e il supporto logistico dell'associazione;

   il sindaco di Pisa, ad avviso degli interpellanti, ha tenuto fino ad oggi sulla vicenda un atteggiamento neutro, non dando nessuna rassicurazione e dimostrando di non volere affrontare in maniera seria questa gravissima situazione;

   nei giorni scorsi alcune attiviste della Casa delle donne, dopo aver manifestato pacificamente sulla gravità della presenza nella giunta comunale di Pisa di un assessore accusato di reato di stalking, sarebbero state identificate dalla polizia municipale e successivamente insultate e denigrate sui social media a causa della pubblicazione non autorizzata di loro fotografie –:

   se il Governo sia informato sulla vicenda;

   se il Governo non ritenga di dover assumere ogni iniziativa di competenza per tutelare l'autonomia delle associazioni impegnate contro la violenza e garantire la piena e libera prosecuzione delle loro attività, tutelando e rafforzando i presidi istituzionali a difesa dei diritti dei cittadini e delle cittadine e, in questo specifico caso, dei diritti delle donne vittime di «stalking» e violenza.