08/03/2019
Maria Elena Boschi
Ferri, Rotta, Orfini, Guerini, Fregolent, Bordo, Andrea Romano, Cenni, Ascani, Ceccanti, Buratti, Carè, Morgoni, Rossi, Marco Di Maio, Cantini, Raciti, Annibali, Miceli, Ubaldo Pagano, Pagani, Pellicani, Sensi, Migliore, Paita, Di Giorgi, Marattin, Giachetti, Rosato, Vazio, De Menech, Fragomeli, Anzaldi, Berlinghieri, Nobili, Bazoli, Del Barba, Carnevali
2-00298

  I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere – premesso che:

   nel tragico incidente di Freginals, in Catalunya, del 20 marzo 2016, persero la vita tredici studentesse tra le quali sette ragazze italiane che si trovavano in Spagna nell'ambito del progetto Erasmus: Francesca Bonello, Lucrezia Borghi, Valentina Gallo, Elena Maestrini, Serena Saracino, Elisa Sacrascia Mugnozza, Elisa Valent;

   immediatamente, l'allora Governo in carica mostrò vicinanza alle famiglie attraverso la presenza in Spagna del Presidente del Consiglio pro tempore Renzi che, nell'ambito della sua interlocuzione istituzionale con l'Esecutivo spagnolo, chiese che venisse accertata la verità;

   al fine di fare piena luce sull'accaduto, il Juzgado de instrucción di Amposta (il GIP) dispose un'istruttoria penale e venne iscritto nel registro degli indagati, con l'accusa di omicidio colposo plurimo, il conducente del mezzo coinvolto, Santiago Rodrigues Kimenez;

   i Governi Renzi e Gentiloni hanno sempre ribadito alle autorità spagnole l'aspettativa che venissero tempestivamente chiarite le eventuali responsabilità, sia personali dell'autista sia della compagnia proprietaria del pullman;

   tuttavia, già nel novembre 2016 il magistrato titolare del procedimento decise di archiviare la causa penale senza acquisire la deposizione del citato autista. La decisione produsse sconcerto tra le famiglie delle vittime, che presentarono subito appello. Grazie anche ad una serie di iniziative coordinate volte a rappresentare al più alto livello la sensibilità che vi era al riguardo in Italia, anche il pubblico ministero (fiscal) si attivò per sostenere l'istanza delle famiglie italiane, ottenendo la riapertura delle indagini;

   il 10 marzo 2017 si svolse una seduta dell’audiencia provincial di Tarragona (equivalente alla corte d'appello), per esprimersi sul ricorso presentato dal legale dell'autista contro la riapertura dell'attività di istruttoria. Le conclusioni della corte decretarono il proseguimento dell'istruttoria, mettendo fine ad ogni possibile ulteriore ricorso da parte dell'autista del pullman. La fase istruttoria si concluse il 19 settembre 2017 con la decisione del giudice spagnolo di archiviare il caso, ritenendo non vi fossero elementi sufficienti per procedere in via penale. I legali delle famiglie presentarono, quindi, ricorso contro il decreto di archiviazione;

   secondo quanto dichiarato dal Governo nella seduta del 9 ottobre 2018, «appresa la notizia, l'Ambasciatore d'Italia a Madrid intervenne immediatamente sul capo di gabinetto e sul Ministro della giustizia spagnolo, e sul direttore generale per le relazioni con gli organi giudiziali, ribadendo la particolare attenzione con la quale il caso era seguito in Italia, ed esprimendo al contempo lo sconcerto con cui anche la nostra opinione pubblica aveva accolto la decisione di archiviazione dell'istruttoria. L'Ambasciatore ritenne inoltre opportuno indirizzare una lettera di disappunto direttamente al fiscal di Tarragona; analogo passo fu compiuto nei confronti del Ministro della giustizia spagnolo»;

   il 19 gennaio 2018 il tribunale, in risposta ai ricorsi presentati da alcuni familiari delle vittime, tuttavia confermò l'archiviazione dell'istruttoria, con immediate reazioni da parte del consolato a Barcellona e dell'ambasciata a Madrid, ai più alti livelli politici e giudiziari;

   l'8 giugno 2018 la Corte d'appello («Audiencia Territorial») di Tarragona ha quindi deciso di accogliere il ricorso presentato dai legali delle famiglie delle ragazze e dal Fiscal avverso l'ultima decisione di archiviazione emanata dal giudice istruttore del tribunale n. 3 di Amposta;

   la riapertura del procedimento istruttorio dovrebbe finalmente condurre alla fase dibattimentale, una volta ottenute le maggiori prove richieste dalla Corte d'appello di Tarragona al Tribunale di Amposta grazie anche ad una ulteriore proroga di 18 mesi per la conclusione della fase istruttoria;

   nell'attuale contesto, non è ipotizzabile quale possa essere la data di conclusione di questa fase del processo;

   sarebbe auspicabile, in ogni caso, che il Juzgado di Amposta – a quasi tre anni dall'incidente, vista la scarsa attività processuale degli ultimi tempi e, soprattutto, tenuto conto del dolore e dello sconforto che questa lunghissima attesa comporta per le famiglie e per i congiunti delle vittime – riprendesse con solerzia la propria attività, concludendo quanto prima l'istruttoria e concentrandosi sui profili di responsabilità del conducente, sul funzionamento dell'impianto frenante del pullman e sulla adeguatezza delle misure di sicurezza passive;

   in questo quadro, è alta la preoccupazione e grande lo sconforto delle famiglie che chiedono semplicemente giustizia per le proprie figlie –:

   nel rispetto dell'indipendenza della magistratura spagnola, se, in continuità con quanto fatto dai Governi Renzi e Gentiloni, intenda assumere iniziative per sostenere le richieste delle famiglie innanzi alle autorità spagnole al fine di pervenire quanto prima all'accertamento della verità processuale, che si auspica corrisponda a quella sostanziale, rappresentando anche ai più alti livelli istituzionali spagnoli l'aspettativa di giustizia di tutta la comunità italiana.