22/11/2023
Luciano D'Alfonso
3-00817

Al Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   l'articolo 2, comma 3, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 2003 dispone: «È fatto obbligo di procedere a verifica, da effettuarsi a cura dei rispettivi proprietari,(...) sia degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, sia degli edifici e delle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso (...) entro cinque anni dalla data della presente ordinanza (...)»;

   il termine per effettuare tali verifiche è stato prorogato al 31 dicembre 2023 dal decreto-legge n. 198 del 2022 e queste devono riguardare:

    a) immobili di «interesse strategico nazionale»: sedi di amministrazioni regionali, provinciali e comunali, strutture sanitarie;

    b) immobili di «speciale rilevanza»: scuole, nidi d'infanzia, università, luoghi di culto, centri commerciali, case di cura private, residenze per anziani, cinema, teatri, discoteche, musei, biblioteche, stadi e impianti sportivi;

   la specificità e complessità delle verifiche da eseguirsi da tecnici specializzati, la rilevanza del loro costo, culminante nel rilascio del certificato di «vulnerabilità sismica», che varia dai 10.000,00 ai 120.000,00 euro e, in caso di bisogno, del costo della realizzazione degli interventi che eventualmente fossero necessari, non solo non consentono di rispettare il termine, ormai prossimo, del 31 dicembre 2023, ma costituiscono ancora i motivi per i quali non si riesce a dare attuazione alla normativa che, a partire dal 2003, è stata oggetto di ripetute proroghe e le verifiche di vulnerabilità sismica che avrebbero dovuto, in un primo tempo, concludersi nel 2008, sono ancora bloccate;

   se non si interviene con urgenza tutti gli immobili coinvolti dalla normativa antisismica dovrebbero chiudere e con essi tutte la attività economiche, non economiche e istituzionali;

   le prime conseguenze disastrose della normativa in esame già si stanno riscontrando in Abruzzo dove, contrariamente a quanto accade in altre regioni e comuni d'Italia e della stessa regione Abruzzo, secondo quanto consta all'interrogante si verifica che il comune di Pescara sta condizionando l'efficacia delle autorizzazioni rinnovate e da rinnovare agli asili nido all'adempimento dell'obbligo delle verifiche antisismiche entro il 31 dicembre 2023. La loro chiusura si ripercuoterebbe su migliaia di genitori, che non saprebbero a chi affidare i loro figli per andare al lavoro, così come pure perderebbero l'occupazione tutti gli operatori del settore (attualmente 1120 famiglie e 320 dipendenti solo su Pescara);

   a nessuno sfugge l'importanza delle indagini sismiche, che sono un mezzo per raggiungere l'obiettivo finale di sicurezza e, proprio per questo, sono quanto mai necessarie. Permettono di ottenere le informazioni utili ad individuare il rischio sismico, di stilare una lista di priorità di intervento, di impostare un piano manutentivo e di indirizzare le risorse economiche solo verso interventi necessari ed efficaci. Ma per far questo occorre avere risorse ed è quindi urgente sostenere con adeguati supporti economici i privati che, da soli, non riuscirebbero sicuramente a far fronte a simili costi –:

   quali iniziative di competenza si intenda assumere per scongiurare la chiusura dei locali coinvolti dalla normativa antisismica e con essi di tutte le attività economiche, non economiche e istituzionali;

   se si intenda adottare iniziative che consentano l'adeguamento antisismico solo per le costruzioni nuove e non per quelle che, al tempo della costruzione, erano in regola con la normativa antisismica e, in ogni caso, se si intenda adottare iniziative normative per prorogare, almeno di ulteriori 5 anni, il termine per adempiere agli obblighi di verifica;

   quali iniziative si intenda adottare per prevedere adeguati supporti economici, al fine di consentire anche ai privati sia di effettuare le verifiche sismiche, sia di intervenire in un tempo compatibile con le condizioni di rischio riscontrate.