25/11/2014
Roberto Morassut
Argentin, Carella, Boccadutri, Bonaccorsi, Campana, Coscia, Cuperlo, Fassina, Ferro, Garofani, Giachetti, Gregori, Marroni, Pierdomenico Martino, Melilli, Miccoli, Minnucci, Piazzoni, Pilozzi, Terrosi, Tidei, Martella, Rosato e De Maria.
3-01185

 Per sapere – premesso che: 
il giorno 11 novembre 2014 si sono verificati a Roma nel quartier Tor Sapienza violenti scontri tra forze di polizia e manifestanti contro la presenza di cittadini extracomunitari del centro di accoglienza di Via Giorgio Morandi; 
il quartiere di Tor Sapienza – in particolare il complesso abitativo unitario Ater di Via Giorgio Morandi – vive una situazione di profondo disagio sociale caratterizzata da una caduta del tenore di vita degli abitanti, in buona parte anziani, pensionati e famiglie con situazioni di disoccupazione; 
alto è il numero di pregiudicati e di elementi che vivono di attività illegali, compreso il traffico di stupefacenti da parte di cittadini italiani e di nazionalità bulgara e rumena; 
il suddetto centro di accoglienza esiste da quattro anni e non risultano esservi mai stati problemi di ordine pubblico a carico dei cittadini ospitati all'interno; 
il giorno 11 novembre 2014, a seguito di un episodio di aggressione di tre elementi non identificati a danno di una ragazza del quartiere, si è sviluppata una violenta protesta che ha assunto il centro di accoglienza come obbiettivo ed i cittadini extracomunitari come responsabili dell'accaduto e come causa dei più complessivi problemi di disagio sociale del quartiere; 
i suddetti scontri hanno visto il deleterio protagonismo di alcuni soggetti che, in assetto da guerriglia urbana, hanno assalito le volanti ed i mezzi della Polizia di Stato con petardi, spranghe e fiaccole da stadio, provocando danneggiamenti ai mezzi stessi e rischi di incolumità per gli agenti; 
in particolare, a fomentare gli animi e a guidare le azioni più violente ci sarebbero stati elementi riconducibili a formazioni di estrema destra come Forza Nuova e Casapound e a gruppi di ultras di tifosi di opposte fazioni – romaniste e laziali – ma unite in quel momento da quello che agli interroganti appare lo stesso intento criminoso; 
tali azioni hanno contribuito a surriscaldare il clima di esasperazione della popolazione locale, indirizzando il disagio latente contro le forze dell'ordine e contro cittadini inermi, colpevoli solo di essere alloggiati nel quartiere, per buona parte minori non accompagnati –: 
quale sia stato il reale e accertato andamento dei fatti sulla base dei rapporti delle forze dell'ordine di cui dispone il Ministro interrogato, a tal riguardo specificando il ruolo avuto da elementi non appartenenti al quartiere di Tor Sapienza e, in particolare, al complesso abitativo popolare di Via Giorgio Morandi. 

Seduta del 26 novembre 2014

Illustrazione di Ileana Argentin, risposta del governo di Angelino Alfano, Ministro dell'Interno, replica di Roberto Morassut.

Illustrazione

Signor Presidente, signor Ministro, quello che ci terrei a sapere è esattamente come si sono svolti i fatti l'11 novembre a Tor Sapienza, vista la gravità degli scontri che ci sono stati e vista la strumentalizzazione che è avvenuta sugli immigrati che, ormai da quattro anni, non hanno mai creato situazioni problematiche o difficoltà al quartiere. 
  Credo che, dietro questo, ci sia stata la volontà da parte di gruppi estremisti di creare un disagio alla città e al quartiere, in modo particolare. Sono qui, quindi, a chiederle di sapere, se possibile, quali sono stati i fatti e le situazioni e se la polizia è stata in grado di darci informazioni su questo. 

Risposta del Governo

Signor Presidente, l'onorevole Argentin unitamente ad altri colleghi chiede di conoscere il reale andamento degli incidenti verificatesi l'11 novembre a Tor Sapienza, nel comune di Roma, e, in particolare, il ruolo che vi hanno svolto elementi estranei al quartiere. Gli incidenti a Tor Sapienza hanno avuto inizio nella serata del 10 novembre, durante una manifestazione tenutasi in via Giorgio Morandi, vicino al centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, che ha visto la partecipazione di circa cento residenti del quartiere per protestare contro il degrado della zona e l'asserito tentativo di aggressione ai fini di stupro operato da tre stranieri ai danni di una donna. Nella circostanza, i manifestanti hanno incendiato quattro cassonetti e una parte di essi è entrata all'interno del centro di accoglienza. La protesta è proseguita nella prima serata del giorno successivo quando circa 400 residenti si sono radunati nuovamente in via Morandi per qualche ora. 
  Dopo che i manifestanti si sono allontanati senza che fossero intercorsi incidenti, settanta persone travisate e armate di bastoni si sono radunate, intorno alle 22 circa, nei pressi del centro di accoglienza, iniziando un fitto lancio di bombe carta e oggetti contundenti all'indirizzo delle pattuglie di polizia rimaste a presidio della struttura e incendiando alcuni cassonetti della nettezza urbana. Il lancio di oggetti da parte dei facinorosi, a cui si è unito quello proveniente dai palazzi prospicienti, si è intensificato all'arrivo del personale di polizia di rinforzo, rendendo necessario ricorrere a cariche di alleggerimento con l'uso, anche, di lacrimogeni. Solo verso l'una di notte la polizia è riuscita a riportare la calma e a disperdere i facinorosi. Durante gli scontri 14 operatori di polizia e un cameraman della RAI hanno riportato lesioni con prognosi dai tre agli otto giorni. Al momento, non sono emersi elementi di riscontro circa la presenza all'interno delle frange più violente di soggetti appartenenti ai movimenti dell'estrema destra romana né, tanto meno, di aderenti alle formazioni ultras della tifoseria capitolina. Sono in corso, comunque, le indagini che sono finalizzate alla identificazione dei responsabili degli scontri.

Replica 

Signor Presidente, signor Ministro, le informazioni che ci ha fornito con questa interrogazione sono molto importanti, perché in parte confermano la sensazione che si è avuta in quel quartiere, in quei giorni, di una azione che in qualche modo è andata oltre la protesta e il disagio dei residenti. È evidente dalle sue stesse parole che ci sono state iniziative di gruppi violenti, sulle quali è in corso un'indagine da parte delle autorità, ed è nostra massima attenzione, spero lo sia anche del Governo e delle autorità di pubblica sicurezza, che anche in altre situazioni che vanno evidentemente estendendosi in altri quartieri della periferia sia assicurato l'ordine pubblico e soprattutto l'attenzione ad evitare e a contrastare forme di strumentalizzazione politica che, al di là degli accertamenti che saranno fatti, sembrano emergere abbastanza chiaramente – debbo dire la verità – dalle cronache dei giornali, anche dalle iniziative che si sono diffuse in altri quartieri a Roma, in particolare all'Infernetto nei giorni scorsi.