Welfare

L'assegno unico per i figli. Una rivoluzione per l'Italia

21/07/2020

L’ASSEGNO UNICO E UNIVERSALE PER I FIGLI

UNA VERA RIVOLUZIONE PER L'ITALIA

 

L'assegno unico è robusto, equo, semplice, universale, continuo

Per contrastare la denatalità

Per dare una speranza al Paese

Per rinforzare la previdenza, i consumi, la crescita

 

La proposta di legge, approvata alla Camera, ha l’obiettivo di riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e universale, al fine di favorire la natalità e sostenere la genitorialità.

Il testo base sul quale ha lavorato la Commissione Affari sociali è quello presentato dal Partito Democratico, a prima firma Delrio.

Questo testo rappresenta una delle due colonne delle iniziative legislative a favore della famiglia, l’altra è rappresentata dal Family Act, che si concentrerà in misura maggiore sui servizi alle famiglie.

L’assegno unico è destinato a sostituire le detrazioni fiscali e gli assegni familiari per figli a carico, nonché le altre misure di sostegno alla natalità attualmente previste.

L’assegno mensile è riconosciuto per ciascun figlio a carico ed è corrisposto dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del diciottesimo anno di età. È maggiorato a partire dal terzo figlio. Dai diciotto ai ventuno anni, l’importo dell’assegno è inferiore a quello per i minorenni, ma è concesso soltanto a determinate condizioni, ad esempio se il giovane frequenta un corso di laurea o un tirocinio oppure svolge il servizio civile universale.

Per favorirne l’autonomia, l’assegno può essere corrisposto direttamente al figlio maggiorenne.

Ai figli con disabilità spetta un assegno maggiorato, rispetto agli importi riconosciuti ai figli minorenni e maggiorenni, in misura non inferiore al 30 per cento e non superiore al 50 per cento, secondo le condizione di disabilità. L’assegno ai figli disabili a carico viene corrisposto, senza maggiorazione, anche dopo il compimento del ventunesimo anno di età.

L’assegno unico e universale è concesso oltre che attraverso una erogazione mensile di denaro anche in forma di credito di imposta.

Un organismo, aperto alla partecipazione delle associazioni a tutela della famiglia maggiormente rappresentative, avrà il compito di monitorare l’attuazione e verificare l’impatto dell’assegno.

 

Sono tre gli aggettivi che sintetizzano questa proposta:

 

  • Semplice, perché finalmente si mette fine alla variegata e confusa giungla di sussidi, bonus e assegni.
  • Equa, perché modulata sulle soglie dell’ISEE, è destinata a tutti a prescindere dalla condizione lavorativa.
  • E infine continuativa, perché è una misura strutturale, che inizia a decorrere dal settimo mese di gravidanza fino a ventuno anni.

 

Una riforma epocale, paragonabile alla riforma agraria nel secondo dopoguerra o all’istituzione del Servizio sanitario nazionale nel 1978.

Una riforma coerente con gli indirizzi della Costituzione italiana, che è orientata nella tutela della promozione della famiglia, della natalità e, in modo particolare, delle famiglie numerose.

 

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