Jobs Act

11/03/2015

AGGIORNAMENTO DOPO L'APPROVAZIONE DI DUE DEI DECRETI ATTUATIVI

MARZO 2015

Il rilancio dell’occupazione è per noi un tema centrale.

Dalla convinzione che fosse necessario riformare il mercato del lavoro, ed estendere le tutele ai tanti lavoratori che ne erano esclusi, nasce il Jobs Act. Fin da subito sono stati stanziati 1,5 miliardi di euro a copertura delle maggiori tutele a cui si aggiungeranno 200 milioni nel 2015 e altri 200 milioni nel 2016.

Approvato in prima seduta alla Camera il 25 novembre 2014, è diventato legge il 4 dicembre dello stesso anno, dopo l’approvazione al Senato. Gli interventi contenuti nel provvedimento verranno realizzati attraverso l’esercizio delle deleghe entro 6 mesi dall’entrata in vigore. I primi due decreti legislativi – il n. 22 e il n. 23 - sono già stati approvati dal Governo il 4 marzo 2015.

La riforma prevede dunque un nuovo e più flessibile contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, nuove regole sui licenziamenti, il potenziamento e l’allargamento della rete di ammortizzatori sociali: sono questi i pilastri su cui si reggono i primi due decreti legislativi varati dal Governo, che danno attuazione alle prime due deleghe della Legge n.183/2014, nota come Jobs Act.

Il primo istituisce la Nuova prestazione di assicurazione sociale per l'impiego (Naspi) che entrerà in vigore il 1 maggio 2015 e sostituirà l’ASPI e la mini ASPI, introdotte dalla Legge Fornero. La novità più importante riguarda il potenziamento dell’assicurazione sociale usufruibile da una platea di lavoratori più ampia. Secondo il Governo coinvolgerà 1,5 milioni di persone. Per i lavoratori co.co.co (collaborazione coordinata continuativa e a progetto) viene introdotta la DI_COLL: un’indennità di disoccupazione mensile e non più una tantum come nella precedente normativa.

Il secondo decreto attuativo mira a superare finalmente la foresta dei contratti precari di questi anni, con l’introduzione del contratto a tempo indeterminato unico a tutele crescenti. In particolare, il testo prevede un indennizzo monetario pari a due mensilità per ogni anno di anzianità di servizio, con un minimo di 4 mesi ed un massimo di 24 mensilità. Il ricorso all'indennizzo monetario si applica anche ai licenziamenti collettivi.

Grazie all’approvazione degli emendamenti del Partito democratico alla Camera, invece il reintegro nel posto di lavoro è previsto per i licenziamenti discriminatori, nulli, intimati in forma orale e per quelli disciplinari. Gli altri decreti attuativi in attesa di approvazione, saranno finalizzati a completare l’iter di semplificazione delle procedure in materia di lavoro, al riordino della tipologia dei contratti, a rafforzare le misure di sostegno delle cure parentali, a revisionare il sistema degli ammortizzatori, al riordino delle politiche attive, affinché ferie, maternità, indennità di malattia, scatti di carriera, indennità di disoccupazione non restino diritti per pochi ma diventino diritti veri per tutti.

L’obiettivo del Jobs Act è quindi migliorare la vita dei lavoratori partendo proprio da quelli più deboli, i precari, e creare le condizioni affinché le aziende tornino ad investire e ad assumerefinalmente con un contratto a tempo indeterminato, reso economicamente più conveniente e quindi centrale. Lavoro e solidarietà, questo è il Jobs Act.

 

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