Discussione sulle linee generali
Data: 
Lunedì, 6 Marzo, 2017
Nome: 
Ermete Realacci

A.C. 2607-B ed abbinate

Grazie Presidente. Come lei ha sottolineato, la collega Mariani ha fatto una ricostruzione approfondita, completa ed esaustiva del senso di questo provvedimento, che è un provvedimento importante perché delega al Governo a rafforzare il sistema di protezione civile. Ora, fuor di retorica, il sistema di Protezione civile è uno dei fondamenti di un'idea dello Stato amico dei cittadini, è un indicatore dello stato di civiltà di un Paese; lo è in generale e in particolar modo in un Paese che ha fragilità come quella dell'Italia.
  Vorrei qui svolgere solo alcune considerazioni. La prima riguarda proprio l'organizzazione della nostra attività di legislatori. Lo ricordava la collega Mariani che questo provvedimento è stato approvato dalla Camera a larga maggioranza, anche perché è un provvedimento frutto di un ampio lavoro comune, di una proposta di legge iniziale della collega Braga unificata con una proposta di legge del collega Zaratti e del collega Segoni, nel settembre del 2015, come ha detto lei, in tempo di pace, non c'erano emergenze ma tutti eravamo, come siamo, coscienti, che bisognasse riorganizzare il sistema, garantire omogeneità, non andare caso per caso a trovare soluzioni rispetto a questioni delicate, aperte, come sono quelle della gestione dell'emergenza, delle semplificazioni, delle risposte al sistema. È accaduto poi che al Senato il percorso è stato molto più lungo. Siccome dovremo convivere col bicameralismo paritario ancora a lungo, io credo che questo meriti una riflessione che consegno a lei Presidente, e anche alla Presidente Boldrini. Anzi, colgo l'occasione per augurare una pronta e completa guarigione alla Presidente Boldrini.
Certamente siamo tutti in attesa della Presidente Boldrini. Però dobbiamo ragionarci su questo, su come si organizzano i nostri lavori e lo dico anche al Governo perché poi, a volte, una fonte di ritardo e confusione è il fatto che il Governo venga nelle due Camere portando punti di vista diversi. Alcune delle modifiche introdotte al Senato erano relative a passaggi che sono stati concordati con il Governo qui alla Camera, anche con la Ragioneria per capirci, che è poi intervenuto al Senato.  Passaggi che poi alla fine ci ritorneranno carsicamente perché non prevedere forme di revisione del Patto di stabilità quando ci sono emergenze e catastrofi, come ad esempio, quelle del prolungato terremoto che ha colpito Umbria, Marche, Abruzzo e parte del Lazio, mi sembra una cosa priva di buonsenso, perché poi, alla fine, con queste cose dobbiamo fare i conti. Questo sistema è un sistema fondamentale; ovviamente, non è esaustivo, sappiamo che prima viene un'azione di prevenzione. Qualcosa è stato fatto in questa legislatura, qualcosa di importante: penso a Italia Sicura, con la prevenzione del dissesto idrogeologico. Abbiamo avviato, anche in questo caso con un consenso ampio di tutta la Commissione, un'azione più forte nei confronti della prevenzione antisismica, con il sisma bonus introdotto nella legge di bilancio che prevede fino all'85 per cento di credito d'imposta per coloro che mettono in sicurezza la propria casa.
  Ma sappiamo che molto bisogna fare ancora, anche perché i mutamenti climatici – penso, ad esempio, anche alle nevicate che hanno colpito drammaticamente molte delle zone investite anche dagli eventi sismici – ci pongono nuovi problemi. E, al tempo stesso, molto bisogna fare per organizzare la ricostruzione. Lo vedremo con un provvedimento di cui ci stiamo occupando in queste settimane in Commissione, che arriverà presto in Aula, che è legato, appunto, alla ricostruzione delle zone colpite.
  Però, e questo è il punto che volevo dire, noi dobbiamo essere convinti che questo passaggio sia un passaggio centrale per capire la traiettoria del nostro Paese verso il futuro. In un interessante libro pubblicato di recente, si chiama Italiani con gli stivali, il responsabile di Italia Sicura, Erasmo D'Angelis, ripercorre un po’ la storia, se vogliamo, degli antenati della Protezione civile e della nostra Protezione civile, e si vede che c’è un'accelerazione tutte le volte che hai un punto di avanzamento anche civile ed economico del Paese, dalle gilde che nell'anno mille si organizzano per difendersi dal fuoco, alla nascita della Venerabile Arciconfraternita delle Misericordie, dovuta a un domenicano molto eloquente e carismatico, San Pietro Martire, Pietro da Verona, nel 1244, al comune di Firenze, che, nel 1416, attraverso i magistrati della Repubblica, introduce la guardia del fuoco. Forse lì anche si è ispirato D'Annunzio nel trovare il nome dei vigili del fuoco, che è il nome che, poi, è stato introdotto, a differenza dei pompieri, come si chiamano in altri Paesi europei.
  Ma, più recentemente, noi sappiamo che il formidabile positivo sistema di Protezione civile che noi abbiamo è figlio di tante tragedie di questo Paese, dal Vajont del 1963 a Firenze nel 1966, dove tutti collocano, in parte a ragione, la nascita del volontariato di Protezione civile, perché la forza nel nostro sistema di Protezione civile è data dalla forte collaborazione tra organismi dello Stato, vigili del fuoco, forze dell'ordine, istituzioni, e un volontariato di Protezione civile estesissimo, si parla di 2.500 organizzazioni, oltre 1.300.000 iscritti a queste organizzazioni, spesso organizzazioni di altissima professionalità, penso al Soccorso alpino, penso al CAI, penso anche alle nuove frontiere aperte.
  Per esempio, sul volontariato di protezione civile sui beni culturali, c’è l'esperienza della Legambiente delle Marche, che in questo terremoto sta svolgendo un ruolo importante. Però, poi, il nostro Paese ne ha viste tante, dal dissesto idrogeologico alle alluvioni, al terremoto del Belice, al terremoto dell'Irpinia del 1980, al terremoto de L'Aquila, all'ultimo terremoto. In questo quadro, la definizione, come ricordava la collega Mariani, con più precisione del funzionamento di questo sistema, del suo ruolo anche di consulenza in vista della prevenzione, dei picchetti entro cui svolgere con tempestività ed efficienza un'azione nelle condizioni di emergenza, delle semplificazioni, delle possibilità anche di accesso a facilitazioni economiche in occasione delle emergenze, è un punto assolutamente chiaro, ed è un punto di forza del Paese. Questo non è oggetto del contendere, né di questo provvedimento né di questa legislatura: il Governo ha molto ampliato lo spazio per il servizio civile.
  Continuo ad essere convinto che non sarebbe male ragionare anche di una corvée obbligatoria per ragazzi e ragazze, indipendentemente dal censo, dalla religione e dalla provenienza, volta a una serie di campi di cui la Protezione civile è uno dei principali, perché questo è effettivamente un'infrastruttura civile, è un patriottismo dolce, è una difesa della patria adattata alle sfide moderne, ed è un punto su cui l'Italia è avanti. Mentre siamo indietro nella prevenzione, abbiamo, a volte, dei problemi nella ricostruzione, nella Protezione civile siamo avanti, lo dico sempre con orgoglio, un orgoglio che, ovviamente, è rivolto soprattutto ai protagonisti di questo sistema, a cominciare anche da Fabrizio Curcio, che lo dirige egregiamente, assieme a tante persone di grande qualità.
  Con orgoglio noi possiamo dire, ad esempio, che situazioni come quelle che hanno colpito grandi Paesi del mondo – ho sempre a mente l'uragano Katrina, che si abbatté su New Orleans nel 2005 e che portò alla morte di 2 mila persone circa – situazioni di questo tipo nel nostro Paese non sarebbero possibili, perché siamo organizzati meglio, perché non lasceremmo sole le aree più deboli, perché abbiamo un sistema che saprebbe difendere i cittadini e la patria in occasioni difficili. Penso che questo, in fondo, era la finalità condivisa. Aggiungo, Presidente, che sono stati presentati e poi ritirati emendamenti in Commissione per favorire una rapida approvazione del provvedimento; ce ne sono, mi risulta, solo due in Aula, presentati dalla Lega Nord, ma ho parlato con la capogruppo Castiello, credo che intendano ritirarli. È veramente stata un'azione comune del Parlamento.
  Ebbene, penso che questa legge ci parli di un'Italia come tutti noi vorremmo che fosse. C’è una bella frase di Chesterton che dice che le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono: i bambini sanno che i draghi esistono. Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi. Il sistema di Protezione civile in Italia ci dice che possiamo affrontare le emergenze, e possiamo affrontarle a testa alta, se il nostro Paese è unito.