Dichiarazione di voto
Data: 
Martedì, 12 Marzo, 2019
Nome: 
Piero De Luca

A.C. 1432-A

Grazie, Presidente. Oggi discutiamo in Aula la legge europea. Prima di svolgere alcune considerazioni al riguardo, non possiamo però non ritornare sullo psicodramma che si è consumato in queste ore nel Governo e che ha enfatizzato ulteriormente, se possibile, il fallimento dell'Esecutivo nella gestione delle politiche europee. Ricordiamo che solo ieri abbiamo appreso della nomina del professor Savona a Presidente della Consob e delle relative dimissioni dalla carica di Ministro. Ora, da un punto di vista politico, questa vicenda conferma quanto noi abbiamo denunciato a più riprese: Savona era da tempo, forse da subito, isolato e nei fatti commissariato all'interno del Governo e ciò ha fortemente rallentato, se non annullato del tutto, l'azione dell'Esecutivo sui tavoli continentali. Mi domando, allora, cosa sia cambiato però in questi dieci mesi, cosa è successo in così poco tempo. Savona - ve lo ricordiamo, cari amici di Lega e Cinque Stelle - era il professore per la cui mancata nomina a Ministro dell'Economia e delle finanze avete avuto il coraggio vergognoso di paventare l'impeachment al Presidente della Repubblica. Questo era Paolo Savona. Vi siete resi conto che forse oggi non era adeguato a ricoprire quel ruolo, allora forse dovreste chiedere scusa al Paese. Ma la nomina alla Presidenza della Consob alimenta anche un'altra considerazione critica legata alla inopportunità di una simile scelta a prescindere da profili di eventuale incompatibilità che l'Antitrust dovrà e potrà probabilmente rilevare. La Consob è un'autorità amministrativa indipendente che svolge una delicata attività di vigilanza: non è e non può diventare un dopolavoro in cui pensionare ministri non graditi o scomodi. La Consob è un organismo del Paese: non è proprietà privata della Casaleggio associati, della piattaforma Rousseau, della “Bestia”, la sua credibilità non può essere ferita con scelte puramente politiche. Basta utilizzare le poltrone per regolare i vostri conti interni; basta giocare con le istituzioni. Nel merito, guardate, la discussione di oggi all'apparenza tecnica e forse per qualcuno noiosa ha in realtà un significato politico molto significativo: per la prima volta gli amici di Lega e 5 Stelle si stanno rendendo conto che dietro le regole e le norme europee si nascondono previsioni che incidono sulla vita e sul futuro delle famiglie, delle imprese, delle aziende, degli enti pubblici del nostro Paese.

Sarebbe tutto normale se non fosse però che c'è un piccolo dettaglio: sono mesi e anni che voi amici Cinquestelle e Lega sostenete l'esatto contrario. Sostenete l'idea di un'Europa matrigna a causa di ogni male e difficoltà. Allora noi pretendiamo una spiegazione e un chiarimento una volta per tutte perché la dovete finire di vivere nell'equivoco e nell'ambiguità e dovete imparare ad assumervi le vostre responsabilità. Voi, guardate, siete quelli che hanno paventato l'ipotesi a più riprese un'Italexit, di un abbandono dell'euro, quelli che hanno invocato il cigno nero, fondi sovrani russi in soccorso delle finanze italiane; voi avete rappresentanti che con volgarità e violenza hanno calpestato gli appunti di Moscovici in conferenza stampa, questo siete voi! Siete quelli che hanno avuto il coraggio di offendere Mario Draghi, al quale noi invece rivolgiamo un caloroso ringraziamento per il lavoro che sta facendo per l'Italia e per l'Europa in questi anni. Proprio voi allora, oggi, presentate al Parlamento un progetto di legge europea, con quale coraggio? La verità è che in questi mesi e in questi anni, per racimolare qualche voto in più, avete raccontato bugie e falsità nei confronti dell'Europa. Da disposizioni comunitarie come quelle in esame oggi, in realtà, dipendono piccole e grandi cose come, ad esempio, il riconoscimento delle qualifiche professionali; gli incentivi per gli impianti di biomasse, biogas e bioliquidi dai quali derivano migliaia di posti di lavoro; l'autorità competente in materia di dispositivi medici e diagnostici in vitro e soprattutto - udite, udite che forse qualcuno di voi è un po' distratto - la certezza e la rapidità dei pagamenti alle imprese che effettuano opere pubbliche per le amministrazioni locali e centrali perché, guardate, vi diamo una notizia: l'Europa finanzia le opere e le infrastrutture per creare crescita e sviluppo e vuole portarle avanti dando serietà e velocità ai pagamenti nelle pubbliche amministrazioni. Siete voi che volete bloccarle; siete voi che tornate indietro: spiegatelo voi alle aziende e alle imprese italiane che volete bloccare le grandi opere e i pagamenti alle imprese del nostro territorio. Allora il disegno di legge europea ci dimostra in modo inequivocabile che, grazie all'Europa e grazie al mercato unico e non grazie all'isolamento provocato dai sovranisti italiani, possiamo davvero aiutare e difendere gli interessi nazionali. Perché questo sia possibile il Governo italiano, anche un Governo incapace e incompetente come il vostro, avrebbe avuto un compito semplice in questi mesi semplicemente adeguare il nostro ordinamento alle norme europee. Purtroppo però l'azione dell'Esecutivo al riguardo è stata fallimentare anche sotto questo profilo e sciogliamo un equivoco che è emerso ieri nel dibattito. Voi non state ponendo fine ad alcuni inadempimenti ereditati dal passato: è falso questo, è falso! È vero l'esatto contrario e non c'è bisogno di scienziati o maghi per leggere dati molto semplici: 7 giugno 2018, procedure di infrazione aperte nei confronti dell'Italia: 59; 7 marzo 2019, pochi giorni fa, procedure aperte di infrazione nei riguardi del nostro Paese: 74. Avete bisogno di altro per capire cosa avete provocato in questi mesi? Quindici nuovi inadempimenti contestati in soli dieci mesi. Oggi porrete rimedio forse solo a cinque e ne rimarranno aperti ancora dieci. Allora il dato è semplice e lo rivendichiamo: noi, i Governi a guida PD, hanno dimezzato le infrazioni comunitarie passando da 121 a 59, recuperando credibilità e autorevolezza in Europa. Voi avete raddoppiato e battuto il record di Governo più prolifico per gli inadempimenti ai danni del Paese. Tra alcuni ancora aperti ve ne sono due che volevo rapidamente segnalare: forse non ne siete nemmeno a conoscenza. Il primo concerne il mancato recepimento della direttiva 2017/738 che modifica le regole sui limiti di piombo presenti nei giocattoli. Si tratta di una disciplina volta a evitare esposizioni supplementari dei bambini europei a questo materiale che può provocare effetti potenzialmente negativi sul loro sviluppo neurologico. Vi chiediamo e ci chiediamo perché il Governo, perché la maggioranza ha deciso di non trasporre questa normativa: è il frutto della vostra incapacità o vi sono altre ragioni tecniche, scientifico-ideologiche dietro questa scelta: non vorremmo che gli stregoni o i guru che vi indicano la strada abbiano delle remore e contestino anche questi dati scientifici. Sgombrate allora oggi il campo da ogni equivoco intollerabile. Basta scherzare sulla pelle dei bambini come avete fatto finora provocando danni con la vostra scelte irresponsabili sui vaccini nelle scuole (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). È quello che dovete smettere di fare: non tolleriamo più posizioni medievali che mettono a rischio la salute e la vita dei nostri figli.

La seconda infrazione ancora aperta riguarda la presenza eccessiva di ossidi di azoto nell'aria di tante nostre città che è determinata e causata dall'eccessivo traffico stradale principale responsabile di queste emissioni.

Allora voi di fronte a queste emergenze, invece di ipotizzare nuove opere, invece di sbloccare i cantieri per arginare le emissioni della circolazione su gomma, fate invece e state facendo l'impossibile per bloccare le grandi infrastrutture ferroviarie come la TAV. Siete degli irresponsabili! Questo è il tema vero, questa è la vostra responsabilità maggiore. Sapete che - come emerge dallo studio dell'Unione europea relativo al corridoio del Mediterraneo, lo studio che anche la società del vostro amato professor Ponti ha contribuito ad elaborare - tra i benefici che la TAV procurerà vi sono non solo 800 mila nuovi posti di lavoro, ma anche 26 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica in meno fino al 2030. Ciò nonostante, il Governo ha deciso di andare avanti per la sua strada sconsiderata: decide di non decidere, ha sbloccato procedure per 2,3 miliardi di euro di lavori ma con una clausola di dissolvenza. Abbiamo toccato il fondo, guardate.

Allora è ora - lo diciamo a voce alta e forte - di dire basta ai giochi di prestigio, basta alle invenzioni da circo, basta agli azzeccagarbugli alle spalle del Paese, basta difendere quello che fate voi: un contratto di Governo più di un contratto internazionale. Basta difendere anzi un vero e proprio contratto di potere, che voi state portando avanti per restare incollati alle poltrone che occupate e riscaldate per bene. Serietà: questo vi chiede il Paese, perché se c'è una cosa che si sta dissolvendo, guardate, si è già dissolta, è la credibilità di questo Governo; non vi consentiremo di dissolvere anche l'autorevolezza del Paese.

Di tutte queste procedure, allora, e delle altre che rischiate di causare - penso a quelle sul debito e forse deficit eccessivo - voi siete pienamente responsabili. Dovevate sbattere i pugni sui tavoli europei, e invece in Europa non ci siete neppure andati! Il fu Paolo Savona ha candidamente ammesso in Commissione di essere sbarcato a Bruxelles una sola volta in dieci mesi: ci rendiamo conto di cosa avete provocato, di cos'era il vostro Ministro per gli affari europei? Salvini è latitante: se voleva ancora e davvero risolvere in modo strutturale i problemi migratori e della sicurezza, doveva partecipare ai Consigli giustizia e affari interni, in cui è risultato assente, assente! Questa è la sua presenza in Europa: nulla! Altro che twittare sui mojito, Nutella, Milan o Sanremo. Conte, se voleva aiutare il Paese, doveva recuperare autorevolezza, invece di lasciare le deleghe in bianco del suo voto alla Cancelliera Merkel, com'è accaduto troppe volte in Europa.

Dovevate allora cambiare la politeia europea, dovevate acquistare autorevolezza, peso e forza in Europa; e invece l'unica cosa che avete acquistato sono i libri, 300 copie del libro di Savona al Ministero per gli affari europei. Questo avete acquistato voi!  sociale, solidale, un'Europa migliore. Però voi non siete per questo: voi siete per un ritorno al passato, per la chiusura delle frontiere, per la chiusura alla circolazione delle idee, della cultura e dei valori. Voi siete quelli che si alleano con i gilet gialli in Francia: è vergognoso! Noi saremo orgogliosamente dall'altra parte, perché noi siamo invece per creare e difendere un'Europa che emozioni, che appassioni, che coinvolga emotivamente 500 milioni di cittadini. Noi siamo per concretizzare e rafforzare il sogno di quella generazione Erasmus, che hanno immaginato e cullato: Antonio Megalizzi, Valeria Solesin, Fabrizia Di Lorenzo. Noi siamo per questa Europa, un'Europa migliore, più generosa, più coraggiosa. Un'Europa della speranza e non della paura.