Dichiarazione di voto
Data: 
Mercoledì, 14 Febbraio, 2024
Nome: 
Chiara Braga

A.C.384-B

Presidente, care colleghe e cari colleghi, ci troviamo qui, nell'anniversario dei primi provvedimenti presi per arginare la diffusione di un virus piccolissimo, comparso in una lontanissima città della Cina, che è stato causa di un vero e proprio sovvertimento mondiale che, come hanno ricordato in molti, ha paralizzato la vita economica e sociale del pianeta: 4 miliardi di persone confinate, 800 milioni di malati, 7 milioni di morti. Lo scorso 5 maggio, l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato ufficialmente la fine della pandemia, eppure, ancora oggi, in centinaia di migliaia di famiglie, in Italia e nel mondo, si affronta il virus, non più quello che ci spaventava nel 2020, ma comunque un virus che il corpo umano combatte, a seconda dello stato di salute, dell'età, delle condizioni generali di vita e di assistenza, sempre più spesso con facilità, per fortuna, ma non di rado, ancora, con tante sofferenze e conseguenze fatali.

Tuttavia, se oggi nessuno più legge e controlla i dati sulla diffusione del COVID è perché abbiamo combattuto quel virus, utilizzando tutti i mezzi messi a disposizione dalla medicina, dalla scienza e applicando tutte le misure opportune per il suo contenimento. Eppure, di fronte a una battaglia difficilissima, ma vinta, in barba al buonsenso e all'opportunità, avete deciso di aprire un processo politico contro chi allora si caricò del peso di scelte difficili e impopolari, contro chi non si lasciò certo blandire da opportunismo o, peggio ancora, da demagogia, per mettere in salvo le persone, i fragili, gli anziani e, poi, sì, solo dopo, perché - va detto - esiste una scala di valori che dovrebbe essere condivisa da tutti, in cui al primo posto c'è sempre la difesa della vita umana, solo dopo, difendere l'economia del Paese, senza la quale, come sappiamo bene, non si continua a vivere!

Voi, invece, avete scelto, avete deciso di gettare un cono d'ombra su quelle scelte, ma alla base di questa contestazione non ci sono i fatti, c'è il desiderio di mistificare ciò che è accaduto, per costruire una realtà alternativa, dove la causa di mesi terribili e di anni difficili si possa finalmente attribuire a qualcuno, a un nome, a una carica politica che allora aveva la responsabilità di Governo e che, oggi, invece, sta all'opposizione. Voi, così, rendete un cattivo servizio al Paese e alla politica.

La Presidente Meloni ha scritto, qualche giorno fa, visitando la mostra dedicata a Enrico Berlinguer, che l'unica soluzione ai problemi è la politica, eppure, qui, per la sua maggioranza, per voi, la politica è il problema; la politica quando si fa guidare dalla saggezza basata sul sapere scientifico, quando opta per il bene comune e per l'interesse di tutti e non di una parte, perché questo è accaduto quattro anni fa: Governi e Ministri scelsero di ascoltare la scienza, di vaccinare tutti, di salvare quante più vite possibili e, ora, invece, secondo voi, dovrebbero giustificare le ragioni di quelle scelte, dovrebbero giustificare di aver chiesto a un popolo di vaccinarsi, del fatto che i vaccini siano una delle più grandi scoperte mediche e scientifiche di tutti i tempi e siano la chiave di volta per la prevenzione ! Dovrebbero addirittura spiegare l'aumento della spesa sanitaria decisa in quei momenti, per un servizio che è un bene prezioso da tutelare, perché universale e di qualità, tra i migliori al mondo, un diritto - lo ricordo - sancito dalla Costituzione, quel servizio pubblico che voi, invece, volete smantellare, a favore della sanità privata, proprio come se il COVID non ci avesse insegnato nulla e cioè che servono più presidi sanitari, più case della salute, più medici e infermieri vicini ai cittadini, più prevenzione.

E, invece, in quest'Aula la Presidente del Consiglio, qualche settimana fa, ha balbettato sulla rimozione del tetto di spesa per il personale sanitario e con la sua maggioranza si è arrampicata sugli specchi per motivare, difendere, giustificare i tagli sulla salute mentale, sull'assistenza sanitaria domiciliare, si è opposta alla richiesta di investire almeno il 7,5 per cento del PIL in sanità, così come eravamo riusciti a fare negli anni del COVID. Ecco, allora, come salvare la sanità pubblica sarebbe dovuto essere il primo banco di prova del dopo pandemia, non una Commissione d'inchiesta che divide e offende un pezzo di Parlamento; una Commissione d'inchiesta che vuole intervenire peraltro lì dove la magistratura si è già espressa non riscontrando alcun reato, perché il processo giudiziario a voi non è bastato e la prova sta esattamente scritta in questa legge, lo abbiamo ricordato anche oggi. Una Commissione d'inchiesta che esclude completamente dal perimetro d'indagine le regioni, a cui la Costituzione affida invece compiti rilevanti in materia di sanità e che sappiamo hanno avuto un ruolo importante nella gestione dell'emergenza. Chiederemo a parlamentari che non hanno alcuna competenza di esprimersi su studi clinici sui vaccini, ma rinunciamo invece a ragionare in quale modo le diverse le regioni hanno retto all'onda della pandemia, su quanto abbia contato o meno avere una sanità pubblica territoriale capace di fare fronte a una prova senza precedenti. E così oggi voi vi assumete la responsabilità di scrivere una pagina indegna per questa istituzione, piegando lo strumento delle Commissioni d'inchiesta a una finalità che è di sola propaganda e mettendo addirittura in discussione il rapporto costituzionale tra poteri dello Stato, come autorevolmente ha ricordato il Presidente Mattarella: “Non esiste un contropotere giudiziario del Parlamento, usato parallelamente o, peggio, in conflitto con l'azione della magistratura”. In realtà, a voi non interessa indagare, il verdetto lo avete già in tasca, l'indagine serve solo a fare un po' di propaganda elettorale, strizzare l'occhio a teorie complottistiche e simpatie no-vax arrivando a sfruttare senza pietà la paura delle persone, magari quelle meno attrezzate culturalmente, e ciò che loro rimane di quell'esperienza drammatica.

Qui nessuno intende svilire la portata di quello che è accaduto 4 anni fa, lo dice meglio di chiunque altro Roberto Speranza che, in quegli anni da Ministro della Sanità, ha gestito quella prova inimmaginabile, per questo a lui vanno tutta la nostra stima e riconoscenza.

Chiunque abbia avuto la responsabilità nella gestione di un evento così drammatico come la pandemia, dal Capo dell'OMS al sindaco del più piccolo comune, passando per ogni livello di decisione, deve essere pronto a rispondere sempre e a rendere conto del proprio operato. La democrazia funziona così e va difesa, sempre.

Ecco, le costrizioni di quei mesi durissimi hanno portato tutti noi a interrogarci anche sulle priorità della politica, sul valore di un servizio sanitario pubblico universale, ma anche sui nostri stili di vita, sul nostro rapporto con la salute, sui veri bisogni delle persone. È nata, in quella stagione, una generazione COVID, composta da tutti noi abitanti del mondo di quest'epoca, a prescindere dall'età, dalla cultura, dal censo, dal posto occupato nel mondo, che ha il compito e il dovere di imparare da quello che ci è successo e anche di costruire e stabilire una nuova rotta, con l'opportunità di tracciare un cammino completamente diverso dal precedente. Era ed è l'unica vera missione del post pandemia, sprecarla, come state facendo con questa legge, è un'offesa a milioni di morti, alla scienza e anche al nostro compito di legislatori.

Per questo motivo voteremo convintamente “no” a questo provvedimento.