24/06/2019 - 14:38

“Negli ultimi giorni sono accaduti fatti davvero terribili che hanno al centro minori e donne vittime di violenza maschile. A Cremona, una bambina di due anni è stata uccisa dal padre, denunciato dalla moglie a seguito di una aggressione. A Padova invece dei minori sono stati affidati dal tribunale civile ad un padre già condannato in due gradi di giudizio per maltrattamenti in famiglia e violenza assistita. Come è possibile tutto ciò?”

Lo denuncia di Lucia Annibali, deputata del Partito Democratico.

“Quella bambina non doveva stare con il padre senza una protezione, da mesi viveva infatti in una casa protetta con la madre. Ignorare la violenza nella definizione dei diritti di custodia o di affido dei figli, viola le norme internazionali - sottolinea la deputata Dem -. La Convenzione di Istanbul, che all' art.31 raccomanda molto chiaramente di prendere in considerazione gli episodi di violenza quando si tratta di stabilire il diritto di visita dei figli al fine di non comprometterne la sicurezza, la Cedaw e anche la direttiva europea 2012/29 che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato, tutti obblighi internazionali precisi che vanno rispettati. E le donne che denunciano violenza devono essere ascoltate e credute”.

“Il Ministro della Giustizia e il Sottosegretario Spadafora non hanno nulla da dire in proposito? E come è possibile che i giornali continuino a raccontare questi fatti in modo così distorto? "Un uomo sconvolto dalla separazione" si legge oggi su un quotidiano nazionale, come se la colpa fosse della moglie che ne aveva chiesto la separazione. Un racconto della violenza sulle donne  - conclude Annibali - che continua a basarsi su stereotipi e sensazionalismo e che finisce per non rispettare le vittime”.

21/06/2019 - 15:23

Bene richiesta atti da Commissione Inchiesta Femminicidio

“Il decreto con cui la Giudice del Tribunale civile di Padova ha stabilito l’affido dei figli ad un padre già condannato in due gradi di giudizio per violenza e lesioni alla ex moglie, maltrattamenti in famiglia e violenza assistita, appare incomprensibile. Come è possibile, che in sede civile si ribaltino fatti e responsabilità già accertati in sede penale? E’ evidente che questa vicenda merita un approfondimento”.

Lo dichiarano Lucia Annibali, deputata del Partito Democratico, e Laura Boldrini, deputata di Liberi e Uguali

“Il timore è che in quelle decisioni che sembrano ritenere più attendibile un marito che usa violenza rispetto alla moglie che denuncia, possano insinuarsi stereotipi ancora troppo presenti, che rischiano di minare l’equilibrio dei processi. Bene quindi che la collega Valeria Valente, nella sua veste di Presidente della Commissione di inchiesta parlamentare sul femminicidio, abbia chiesto gli atti di entrambi i procedimenti per capire le ragioni di una tale decisione”. Concludono Annibali e Boldrini.

08/05/2019 - 18:15

Il parere del Csm sulle norme del cosiddetto Codice rosso confermano le preoccupazioni e le criticità evidenziate dal Partito democratico durante la discussione in Aula. Fermo restando il generale favore nei confronti di norme volte a contrastare più efficacemente la violenza sulle donne, il Csm sottolinea, come già fece il Pd, da un lato la necessità di intervenire sulla prevenzione dei reati e non solo sulla repressione, e dall'altro il termine troppo breve e perentorio concesso ai magistrati per sentire le persone offese, che rischia di produrre enormi problemi organizzativi agli uffici oltre che rischi di vittimizzazione secondaria delle vittime. Confidiamo che la maggioranza, che non ha voluto ascoltare il Partito democratico, dia retta almeno al Csm e colga l'occasione del passaggio della legge al Senato per correggere il testo.

Lo affermano Alfredo Bazoli e Lucia Annibali, rispettivamente capogruppo e deputata del Pd in commissione Giustizia della Camera.

10/04/2019 - 19:49

“Il vicepremier Di Maio o fa finta di non capire o prende in giro le cittadine e i cittadini. Il ddl Pillon è pericoloso e non può essere usato come punto di partenza per qualsivoglia riscrittura.

Così Lucia Annibali, deputata del Partito Democratico, risponde a Luigi Di Maio che si augurava una riscrittura del disegno di legge insieme alle opposizioni

“Il disegno di legge su cui si è aperta la discussione non solo è sbagliato, ma - spiega la deputata Dem - è dannoso sia per le donne sia per i figli. È un provvedimento subdolo, pensato come punitivo per le donne e che nega la violenza. Stupisce, poi, il silenzio di Bonafede: un ministro della giustizia che non ritiene opportuno spendere una parola su un testo all’esame della Commissione Giustizia è su cui è in atto l’ennesimo finto balletto all’interno della maggioranza”

“Il testo non parla solo di bigenitorialità perfetta, ma anche alienazione parentale e mediazione obbligatoria in caso di figli minori. Sono temi inseriti nel contratto di governo, quindi - conclude Annibali- nessuna riscrittura potrà mai eliminare questi orrori.  Il provvedimento non va riscritto, va ritirato”. 

02/04/2019 - 13:10

“Con l’annuncio della creazione del Telefono Rosso ancora una volta il vicepremier Salvini mostra di non sapere di cosa parla e di utilizzare le donne solo per fare propaganda”.

Così Lucia Annibali, deputata del Partito Democratico, commenta le dichiarazioni di matteo Salvini in merito alla violenza sulle donne .

“Salvini vuole creare qualcosa che già esiste. Il 1522, numero nazionale antiviolenza, - spiega la deputata Dem - è stato istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel  2006 e nel 2013 ha integrato l’assistenza alle vittime di stalking con la legge 38/2009. Il ministro dell’Interno dovrebbe informarsi prima di parlare, soprattutto se l’oggetto delle sue parole sono le donne, in particolare quelle che subiscono violenza”.

“Nel giorno in cui la Camera approva il Codice Rosso, norma che è un’occasione persa per affrontare la violenza contro le donne in modo serio e completo, Salvini – conclude Annibali - prosegue con la sua propaganda priva di contenuti. Si vergogni”.

29/03/2019 - 11:56

"Per combattere la violenza sulle donne occorre abbattere gli stereotipi che purtroppo ancora resistono. La Ministra Bongiorno forse non lo sa #isteria #codicerosso”

Lo scrive su twitter Lucia Annibali, deputata del Partito Democratico, commentando il tweet, poi cancellato, della ministra Giulia Bongiorno

Pensavamo – aggiunge - di non doverci più trovare davanti a un “processo per stupro” in cui la vittima veniva trasformata in imputata. Stupisce e rammarica – conclude Annibali - che a dirlo sia stata proprio un’avvocata che sulla violenza contro le donne ha fatto la sua bandiera mediatica”.

28/03/2019 - 17:37

“Nessuna sorpresa sulla chiusura della maggioranza in merito alla richiesta di tutte le opposizioni di inserire nel testo del cosiddetto “codice rosso” la fattispecie di reato denominata Revenge porn. Mostrano, ancora una volta, di essere più interessati alla propaganda che alla sostanza”.

Lo dichiara Lucia Annibali, la deputata del Partito Democratico e prima firmataria di un progetto di legge abbinato

“Anche oggi sono prevalse le logiche, tutte interne alla maggioranza, che hanno segnato e inficiato l’iter del provvedimento fin dal suo esordio in commissione, dove – spiega la deputata Dem - abbiamo registrato un atteggiamento di totale chiusura nei confronti di pressoché tutte le proposte del Partito Democratico”.

“Questa è l'ennesima occasione mancata. – conclude Annibali - I partiti di maggioranza hanno deciso di rinunciare ad una norma di più ampio respiro, e in grado di affrontare le criticità emerse anche nel corso delle audizioni, in nome della loro bandierina”.

14/03/2019 - 15:13

“Chiediamo al Ministro Bonafede meno ipocrisia. La violenza maschile contro le donne ė cosa troppo grave e seria per essere oggetto di propaganda. La proposta del cosiddetto “codice rosso”, parziale, senza risorse finanziarie e con tante criticità sollevate dagli auditi in Commissione, per il Governo rappresenta uno spot”. Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico della Commissione Giustizia, Lucia Annibali e il capogruppo Alfredo Bazoli.

“In Commissione Giustizia ci sono provvedimenti abbinati e organici, tra i quali quello del PD a mia prima firma - spiega Annibali -. Avevamo proposto e concordato di dare vita ad un comitato ristretto per un testo unificato, che entro pochi giorni avesse consentito un voto unanime. Ma il Governo e la maggioranza hanno imposto una strada diversa, che ha sollevato la contrarietà di tutti i gruppi di opposizione. Una grave marcia indietro, soprattutto da parte del Movimento 5 Stelle, che ha persino sconfessato la propria relatrice”. 

“Si rischia di perdere una occasione, per miopia e grave sottovalutazione. Tuttavia noi combatteremo per condurre in porto una legge seria, che punti sulla prevenzione, sulla educazione e sulla reale messa in sicurezza delle donne e dei minori. Sfidiamo quindi Governo e maggioranza - concludono Annibali e Bazoli - a dimostrare se si ha a cuore questo o si vuole solo fare propaganda”.

08/03/2019 - 17:51

Anche sul codice rosso il governo dimostra ancora una volta che è più interessato alla propaganda che alla qualità delle leggi. Dopo settimane di lavoro in commissione sulle diverse proposte presentate dalle forze politiche, speravamo di giungere a una legge condivisa. Invece proprio ieri l’esecutivo ha deciso di adottare come testo base quello governativo, che presenta molte criticità. Evidenziate da tutti: associazioni, magistrati, professori. Un testo che per noi ha pesanti limiti perché il contrasto alla violenza sulle donne ha bisogno di risorse, mentre il provvedimento è ad invarianza finanziaria. E perché la violenza maschile sulle donne non si affronta solo e soltanto con la repressione. Tuttavia, il Partito democratico darà il suo contributo come ha sempre fatto.

Al di là dell'importanza delle leggi, il problema culturale è, e resta, la vera grande sfida che dobbiamo vincere. La violenza sulle donne affonda le sue radici in una profonda e persistente disparità di potere tra uomini e donne e in un'organizzazione patriarcale della società che ancora oggi permea la vita di milioni di donne in Italia. E duole constare come i diritti delle donne e la parità di genere siano scomparsi ormai completamente dall'agenda politica di questo governo: occupazione femminile; conciliazione; parità salariale, tutti temi di cui non ci si occupa più. Le uniche proposte messe in campo sino ad ora hanno il sapore del ritorno ad un passato che speravamo di esserci lasciate alle spalle: penso alla proposta di legge Pillon sull'affido condiviso, a quella per un ritorno alle case chiuse, agli attacchi alla 194. Un disegno abbastanza chiaro, per chi lo vuol vedere, volto a limitare la libertà delle donne.

Lo afferma Lucia Annibali, deputata del Pd in commissione Giustizia della Camera.

16/01/2019 - 18:03

Assicura impunità che non sarà mai concessa

“Come prevedibile, maggioranza e Governo hanno bocciato in Commissione Giustizia tutte le proposte emendative del Partito democratico”. Lo dichiara Lucia Annibali, deputata Pd e componente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito del ddl sulla legittima difesa.

“Trasformare in legge in tempi rapidi – continua - lo slogan leghista ‘la difesa è sempre legittima’ fa parte dello scambio che i 5 Stelle hanno accettato in cambio della desistenza leghista sulla riforma costituzionale che introduce il referendum propositivo. Perché di questa legge non c’è nessuna necessità reale se non quella della propaganda. Noi respingiamo con forza questa legge: presenta aspetti incostituzionali, fa finta di proteggere i cittadini esponendoli in realtà a maggiori rischi, fa saltare basilari principi di convivenza e civiltà e si fonda su un inganno. Ai cittadini si dice, armatevi e difendetevi come volete perché per noi è sempre legittimo, senza chiarire però che poi verranno inevitabilmente iscritti nel registro degli indagati. E proprio qui sta l’inganno. Assicurano impunità e lo fanno consapevoli di promettere qualcosa che non è possibile, cioè l’apertura di un procedimento, stante il principio costituzionale della obbligatorietà dell’azione penale. Il rischio poi è che questa riforma incentivi la diffusione delle armi. Il nostro ordinamento compensa la facilità di ottenere una licenza per armi, con le stringenti condizioni stabilite dalla legge sulla legittima difesa. Il venir meno di queste condizioni potrebbe portare molti italiani ad armarsi con conseguenze terribili per la sicurezza soprattutto delle donne. Molti femminicidi vengono commessi da persone con regolare porto d’armi. E i dati ci dicono che mentre gli omicidi sono in calo, ad aumentare sono quelli familiari e passionali”.

“Ancora una volta si conferma la schizofrenia di questo Governo che da una parte dichiara di voler proteggere le donne dalla violenza con il codice rosso e dall’altra le mette in pericolo con la riforma della legittima difesa”, conclude.

18/12/2018 - 18:53

“Non riescono a chiudere la legge di Bilancio ma sono già pronti a festeggiare nelle piazze un provvedimento incostituzionale e dagli effetti nefasti, sperando così di distrarre gli italiani dalla loro incapacità e dalla loro inconcludenza”. Lo dichiara Lucia Annibali, deputata del Partito democratico, a proposito del Ddl Anticorruzione.

“Quello sulla corruzione - continua - è un provvedimento che tenta di completare un processo di riforma sulla lotta alla corruzione avviato dai precedenti governi, ma lo fa in modo poco rigoroso e con norme a forte rischio di incostituzionalità. L’Iter del ddl è stato poi irrimediabilmente compromesso dalla scelta scellerata del Ministro Bonafede di inserire di imperio una ‘norma manifesto’ che riguarda la prescrizione, in un provvedimento che aveva a oggetto tutt’altro. La lunghezza esasperata dei processi a cui andremo incontro avrà un costo economico e un effetto nefasto per le vittime. Il rinvio sine die della conclusione del processo, ritarderà il risarcimento dei danneggiati con il paradosso che con l’obiettivo di salvaguardare le vittime si finirà con il danneggiarle. Ma questo immagino non lo spiegheranno ai cittadini nei loro banchetti il 22 dicembre prossimo”.

“Come sempre ci sarà un racconto distorto dei fatti, una narrazione artefatta per manipolare il consenso. Ma la realtà ha la testa dura e prima o poi sfalderà queste bugie costruite dalla propaganda", conclude.

05/12/2018 - 18:22

“Il governo disattende ogni promessa e continua nella politica di tagli. Tante belle parole e niente fatti. Nulla per le donne, la conciliazione e il contrasto alla violenza”.

- lo dichiara Lucia Annibali, deputata del Partito Democratico -

“Maggioranza e governo hanno annunciato l’introduzione del Codice Rosso, l’estensione dell’uso dei braccialetti elettronici per chi compie reati di stalking, ma – sottolinea la deputata Dem – a saldi invariati. In pratica scatole vuote se mancano i finanziamenti”. 

“I 5 stelle fanno finta di dare ascolto alle richieste e presentano emendamenti che poi ritirano con abile mossa. Il risultato: non un euro in più per il piano di contrasto alla violenza di genere. Non si incrementa il fondo per le pari opportunità, per l’anti tratta e per la promozione della parità di genere, nessun segnale di inversione di rotta per eliminare i tagli messi in campo – spiega ancora – neppure le misure per la conciliazione sono state confermate”.

“Non c’è alcuno sguardo al futuro: per anni abbiamo detto che la prevenzione e l’impegno per contrastare le recidive sono l’arma migliore, ma la maggioranza, pur di non investire e trattenere le risorse per provvedimenti che non arriveranno, bocciano addirittura il mio emendamento per implementare negli istituti penitenziari i trattamenti psicologici per chi ha compiuto reati contro le donne.  Nel loro desiderio di cambiamento – conclude Annibali - fanno tabula rasa delle migliori iniziative messe in campo nella scorsa legislatura, a tutto danno per le donne”.  

28/11/2018 - 15:45

Leggerò il testo del decreto con attenzione non appena sarà disponibile, ma a giudicare dalle dichiarazioni dei ministri proponenti, si è preferita ancora una volta la propaganda alle soluzioni ragionate e concrete. È  antipatico dover ricordare che il cosiddetto bollino rosso è in realtà già previsto dal codice di procedura penale. La legge n.119/2013 c.d. sul femminicidio, all’articolo 132 bis delle disposizioni attuative del c.p.p., prevede infatti una corsia preferenziale di trattazione dei procedimenti per i reati di stalking, violenza sessuale, maltrattamenti. Questo significa che è già obbligo di legge garantire una trattazione prioritaria con la conseguenza che mettere nel cassetto una denuncia può portare a responsabilità disciplinari, civili, eventualmente penali di chi omette la trattazione di quel singolo caso.  Il problema sta nella organizzazione degli uffici giudiziari e nella adeguata formazione che è necessaria per non trascurare o sottovalutare questo tipo di reato e le conseguenti denunce e per dare piena applicazione all’articolo 132 bis. Questo ci dicono anche le recenti linee guida sul tema approvate dal Consiglio Superiore della Magistratura. Mi auguro che nel suo iter in Commissione la maggioranza e il Governo si rendano disponibili a una discussione approfondita e costruttiva e che vengano garantite le risorse necessarie affinché questo provvedimento non sia solo un “bel libro dei sogni”.  

Lo afferma Lucia Annibali, deputata del Pd in commissione Giustizia alla Camera.

24/11/2018 - 13:13

“Altro che libro dei sogni . Spadafora dovrebbe  leggere meglio quanto il governo precedente aveva realizzato contro la violenza alle donne.  Un piano frutto di un lavoro intenso , ragionato, condiviso e anche faticoso che ha richiesto oltre  un anno di impegno .
Un piano pensato  appositamente   come strategia complessiva che il governo Gentiloni ha messo  in campo per il triennio 2017-2020 . Al suo interno è stata  prevista   la istituzione del comitato tecnico in sostituzione del vecchio osservatorio, e indicate le modalità per la sua attuazione attraverso una serie di schede obiettivo che individuano priorità e risorse umane ed economiche che spetta poi ai singoli ministeri e regioni mettere in campo. Non è un lavoro lasciato a metà. L’impegno del dipartimento è andato avanti anche nei mesi di campagna elettorale e nel passaggio tra vecchio e nuovo esecutivo. Lasciando quindi un lavoro ragionato e innovativo. Ora spetta ai ministeri di questo esecutivo dimostrare quanto tengono a contrastare il fenomeno della violenza maschile sulle donne. Quanto alle risorse citate, sono quelle  già stanziate dal precedente governo grazie all’impegno dall’allora sottosegretaria Boschi . Spadafora,  invece che cercare di demolire quanto è stato  fatto , dovrebbe viceversa riconoscere di aver ereditato   un lavoro importante e anche innovativo. Che ci auguriamo sappia utilizzare nel migliore dei modi.“

02/10/2018 - 16:26

“Dunque anche il M5s si è accorto delle criticità presenti nel ddl Pillon”. Lo dichiara in una nota la deputata del Pd, Lucia Annibali, a proposito dell’intervista rilasciata dall’On. Spadoni al Fatto Quotidiano.

“Meglio tardi che mai – continua - verrebbe da dire. Mi chiedo però se la vice-presidente della Camera, Spadoni, abbia condiviso questa sua riflessione con i colleghi di partito che al Senato hanno firmato quel testo. Aggiungo che l’intero impianto di quel provvedimento è da rigettare. Non si tratta solo di fare qualche piccola correzione, l’ideologia che sottende a quel ddl è maschilista e oscurantista, penalizza la libertà femminile e mina l'equilibrio dei minori”.

“L’onorevole Spadoni sia più coraggiosa e ci aiuti a chiedere il ritiro immediato del ddl Pillon”, conclude.

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