03/08/2020 - 12:02

“Ho vinto il moto di ripulsa e ho letto l'intervista a Francesca Mambro, condannata insieme al marito Giusva Fioravanti per infiniti episodi di violenza, spietati omicidi, responsabile di lutti e sofferenze indicibili. Ho letto l'ennesima autodifesa rispetto alla condanna per la strage di Bologna, condanna definitiva che il tempo si sta incaricando di rendere sempre più certa, attraverso ulteriori inchieste che squarciano il velo delle ambiguità, certificando il marchio fascista, il coinvolgimento della loro organizzazione, la presenza inquietante della loggia P2, addirittura le montagne di soldi che avrebbero ripagato questi poveri mercenari dell'ideologia per mettere in atto l'attentato. Ma lei spiega che hanno sparato a carabinieri e poliziotti per non farsi catturare, per un atto che non avevano compiuto, quindi per una sorta di legittima autodifesa, e che la responsabilità della strage, in fondo, va cercata nella politica, non tra i neofascisti. Leggo tutto questo, e la ripulsa si trasforma in rabbia, per l'ennesimo sfregio che colpisce le vittime, vilipese dalla mistificazione che si permettono perfino i responsabili del loro destino. Che paese è il nostro, ove ai carnefici è concesso questo osceno palcoscenico?”. Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo dem in commissione Giustizia alla Camera e figlio di una delle vittime dell’attentato fascista di Piazza della Loggia a Brescia.

 

14/06/2020 - 11:59

“L'oltraggio alla statua di Indro Montanelli, imbrattata con vernice rossa, è un segnale inquietante della deriva di odio e intolleranza che rischia di sporcare anche le più nobili intenzioni. Montanelli fu gambizzato nel 1977 dalle Brigate Rosse perché considerato un nemico, secondo quella cultura dell'odio e della violenza su cui crebbe e si fortifico' il terrorismo, di destra e di sinistra, nel nostro Paese. Probabilmente chi ha versato la vernice non lo sa, ma il suo gesto di intolleranza si colloca su quel medesimo versante della storia del nostro paese, che tanti lutti ha provocato. Non è in questo modo, con questi gesti che alimentano il conflitto e le contrapposizioni, che si costruisce una società migliore”.

Così Alfredo Bazoli, capogruppo dem in commissione Giustizia alla Camera.

12/06/2020 - 16:49

“Secondo Salvini, che si conferma campione del garantismo a giorni alterni, cioè solo quando gli fa comodo, il pm che oggi ha sentito il premier Conte avrebbe già emesso la sentenza: la colpa della mancata zona rossa ad Alzano sarebbe del governo, e Conte dovrebbe chiedere scusa. Salvini omette che Conte non è indagato ma è sentito come persona informata dei fatti, che siamo in sede di indagine e non di processo, e che in Italia non sono i pubblici ministeri ma i giudici a emettere le sentenze (e per fortuna). Salvini, lui si indagato, e per un reato gravissimo come il sequestro di persona, urla e strepita contro i pubblici ministeri che lo accusano, cerca di sottrarsi al processo evocando il complotto, e si appella alle garanzie contro i soprusi della magistratura. Ma quando si tratta di avversari politici per lui la condanna, sommaria, arriva subito: basta essere ascoltati da un pm per essere colpevoli. E c'è ancora qualcuno che vuole dare credito alla favoletta dei garantisti all'opposizione e i giustizialisti al governo?”.

Così Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera.

29/05/2020 - 12:31

“Il governo ha mantenuto l'impegno e la promessa assunti a seguito della nostra richiesta con la quale ai primi di aprile, insieme ai colleghi del Partito Democratico delle Province più colpite, avevamo chiesto uno stanziamento straordinario di 200 milioni. In queste ore stanno infatti arrivando sui conti correnti dei comuni bresciani le risorse straordinarie appositamente stanziate con l'ultimo decreto.  Si tratta di oltre 77 milioni di euro, di cui ben 12 per la città di Brescia e oltre 1 milione ciascuno per i Comuni più grandi, che il governo ha destinato alle nostre amministrazioni in quanto tra i territori del Paese più colpiti dal dramma della pandemia. Risorse che consentiranno ai Comuni bresciani, unitamente alle quote del fondo da 3 miliardi destinato a tutti i Comuni italiani, di fare fronte all'emergenza con maggiore tranquillità e respiro. Un segnale di attenzione importante per il nostro territorio, grazie a un impegno corale che, unitamente al nostro, ha visto in prima fila la delegazione del Partito Democratico al governo, e in particolare i ministri Lorenzo Guerini e Paola De Micheli, e i vice  ministri Antonio Misiani e Matteo Mauri.”

Lo dichiarano in una nota i deputati dem Marina Berlinghieri e Alfredo Bazoli.

28/05/2020 - 11:22

“Quest’anno, per la prima volta da 46 anni, la strage di Piazza della Loggia a Brescia non potrà essere commemorata con una manifestazione pubblica in piazza. Ma l’impossibilità di ritrovarsi insieme, dovuta all’immane tragedia dell’epidemia che ha colpito in modo particolare la nostra città, non rende meno importante celebrare la memoria sullo sfregio che Brescia sopportò 46 anni fa. Perchè è vero che la strage di Piazza della Loggia è figlia di un contesto storico che si è esaurito, ma è anche vero che la violenza politica non è sparita, che l’integralismo e il fanatismo sono insidie ancora presenti.” Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo dem in commissione Giustizia alla Camera e figlio di una delle vittime dell’attentato fascista di Piazza della Loggia a Brescia.

“Nel 2017 - aggiunge il deputato dem - è arrivata una sentenza definitiva che, per la prima volta, ha condannato gli autori della strage: il capo del movimento neofascista Ordine Nuovo, Carlo Maria Maggi, e l’agente infedele dei servizi Maurizio Tramonte. E’ stata una pietra miliare dal punto di vista giudiziario, ma lo è stata anche da un punto di vista storico, perché ha confermato che la strage di Piazza della Loggia, così come quella di Piazza Fontana di 5 anni prima, maturò in ambienti eversivi neofascisti, nel tentativo di favorire una svolta autoritaria nel paese, e che la verità processuale fu ritardata di oltre 40 anni per il lavorio di apparati deviati dello stato, fedeli a un malinteso senso di appartenenza al patto atlantico più che alla Repubblica.”

“Eppure anche di recente qualcuno - conclude Bazoli - ha evocato a proposito delle stragi fasciste fantomatiche responsabilità di servizi segreti dell’Europa dell’Est, in una mistificazione che piega la storia ad esigenze di propaganda politica che umiliano, insieme alla verità, anche le vittime.

L’Italia, la nostra democrazia hanno invece bisogno di diradare i dubbi e dissipare le nebbie, di spazzare via gli usi politici e strumentali di quella parte della nostra storia. Solo sulla verità e sulla limpidezza si edifica più forte la democrazia. Per questo, anche oggi, ricordare è importante, non solo per noi familiari delle vittime.

14/05/2020 - 12:07

“Esprimiamo soddisfazione per la norma introdotta ieri nel decreto legge di rilancio del Paese in merito agli esami di avvocato, che raccoglie le comprensibili preoccupazioni di molti aspiranti avvocati che hanno sostenuto la prova scritta nello scorso dicembre. Grazie a questa norma le commissioni di esame saranno autorizzate a correggere gli elaborati anche da remoto, salvaguardando comunque la collegialità, e potranno anche svolgere gli esami orali a distanza, laddove ciò fosse opportuno. In questo modo si garantirà il completamento dell'esame, e saranno salvaguardati i diritti e le legittime aspirazioni dei candidati. Una buona soluzione, alla quale il Partito Democratico ha contribuito fattivamente.” Lo affermano in una nota i deputati dem Alfredo Bazoli, capogruppo in commissione Giustizia alla Camera e Walter Verini, responsabile Giustizia del Partito Democrativo.

04/05/2020 - 12:05

“La notizia della conclusione senza alcun verdetto del processo nei confronti dei responsabili della strage alla Love Parade di Duisburg del 2010 rappresenta una offesa al più comune e profondo senso di giustizia. Nella strage morirono 21 ragazzi, tra cui la 21enne bresciana Giulia Minola, schiacciati dalla calca in un tunnel del tutto inadeguato a garantire un ordinato deflusso, e che rappresentava l'unica modalità di ingresso e di uscita per le centinaia di migliaia di persone accorse al concerto. Una organizzazione evidentemente carente ed inadeguata, gravemente negligente, per responsabilità che la giustizia tedesca non è stata in grado di riconoscere e di attribuire ad alcun organizzatore. La morte di Giulia Minola per la giustizia tedesca è dunque dovuta al caso, gli organizzatori, tra cui il land di Duisburg, non hanno alcuna colpa, e la sua famiglia non ha diritto nemmeno ad alcun risarcimento. Una conclusione beffarda e ingiusta che procura una ulteriore ferita ai familiari, cui va il mio abbraccio e la mia solidarietà. Mi auguro che la Germania, o le istituzioni europee, trovino comunque qualche modalità per onorare la memoria delle giovani vittime e ristorare i familiari, rimasti orfani di giustizia”. Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia di Montecitorio.

24/04/2020 - 14:02

“Con l'accoglimento di un ordine del giorno della maggioranza, proposto su impulso del Partito democratico, il governo si è impegnato a prevedere che il processo telematico in ambito penale non si applicherà alle udienze istruttorie e a quelle di discussione, salvo accordo tra le parti. È una precisazione importante, che consente di rimuovere le preoccupazioni che da parti significative di avvocatura e magistratura erano pervenute, circa i rischi che una eccessiva estensione delle udienze da remoto avrebbe potuto comportare per il corretto esercizio dei diritti di difesa e un adeguato contraddittorio. Al contempo, non si pregiudica la possibilità di continuare a fare funzionare la giurisdizione pur in questo periodo di chiusura degli uffici giudiziari. In ogni caso, la disciplina prevista dal decreto Cura Italia esaurirà i suoi effetti il 30 giugno prossimo. Ci sarà tempo e modo, finita l'emergenza, di affrontare, al riparo da urgenze, il tema del processo telematico, con una discussione necessariamente approfondita che tenga conto di tutti i delicati interessi e aspetti che coinvolge”.

Così i deputati dem, Alfredo Bazoli, Walter Verini e Franco Vazio.

23/04/2020 - 12:46

“Salvini deve piantarla di raccontare bugie per spaventare gli italiani. Non c'è nessuna circolare che autorizza a scarcerare i boss mafiosi. I magistrati di sorveglianza si limitano ad applicare le norme in vigore da decenni, che consentono di espiare a domicilio o in ospedale la pena quando le condizioni di salute non consentono la permanenza in carcere. Per evitare queste conseguenze, in questo momento di emergenza occorre ridurre in modo calibrato la popolazione carceraria, in modo che si liberino spazi e chi viene contagiato dal virus o ha patologie a rischio possa essere isolato in carcere, e non chiedere di uscire. Per evitare che escano i boss dal carcere occorre cioè fare quello che ostinatamente sta perseguendo il partito democratico, e contro cui invece continua a sbraitare la Lega. Bel paradosso, vero Salvini?”.

Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia di Montecitorio.

28/03/2020 - 10:13

“Il direttore di Repubblica Verdelli oggi dalla colonne del suo giornale propone di isolare la Lombardia, vero focolaio italiano, per 15 giorni. No caro Verdelli, la Lombardia non va chiusa, quasi fosse un lazzaretto, la Lombardia va aiutata. Magari a partire dalle altre regioni italiane, come chiede l'appello pubblico lanciato dai primari di anestesia e rianimazione lombardi. I quali lamentano che, nonostante da 20 giorni stiano facendo sforzi estremi, non hanno ricevuto aiuti da altre regioni limitrofe, che per fortuna non hanno l'emergenza drammatica lombarda, e che potrebbero fornire personale medico e infermieristico, attrezzature di supporto, per aiutare concretamente la sanità lombarda a fare fronte al dramma che sta vivendo. Invece di invocare la chiusura della Regione Lombardia si invochi la solidarietà attiva verso la Lombardia del resto del paese, chiuso in un regionalismo che alza muri invisibili e inaccettabili. Il personale medico lombardo è allo stremo, il ministro Speranza e i governatori delle regioni limitrofe si attivino, diano una risposta all'appello accorato dei primari di anestesia e rianimazione lombardi”.

Lo dichiara il deputato democratico Alfredo Bazoli, capogruppo in commissione Giustizia.

26/03/2020 - 17:12

“Leggo le inquietanti linee guida adottate da molti stati americani per il trattamento dei pazienti Covid, nel caso di scarsità di attrezzature mediche per la terapia intensiva. Tra i criteri per scegliere chi attaccare al ventilatore in molto casi risulta anche la disabilita' intellettiva. Cioè a dire che i disabili psichici sono da mettere in fondo alla lista. Non solo, ma si prevede, per chi abbia altre patologie o età avanzata, di chiedere se non voglia lasciare lo strumento salvavita a chi ha maggiori possibilità di sopravvivenza, o maggiore valore per la società. Mettendo così il paziente sotto una pressione enorme e inaccettabile. Pur dovendo fare i conti con una pandemia disastrosa, e con le risorse scarse a disposizione, si tratta di criteri spaventosi, che alludono a una sorta di gerarchia tra vite più o meno degne di essere vissute. Una logica inaccettabile, figlia di una deriva mercantile della concezione della dignità umana, che per fortuna la nostra società e il nostro sistema sanitario ripudiano”. Lo dichiara il deputato democratico Alfredo Bazoli, capogruppo in commissione Giustizia.

25/03/2020 - 17:40

“C’è una grande preoccupazione, legata al rischio di contagio da coronavirus, che accomuna tutti i detenuti e tutti gli operatori negli istituti di pena. Anche perché le carceri sono luoghi inidonei a garantire di per sé la sicurezza rispetto al coronavirus in quanto luoghi chiusi nei quali la distanza di sicurezza non può purtroppo essere garantita. Quindi c’è una preoccupazione che è del tutto legittima. Nel decreto Cura Italia sono state disposte misure che dovrebbero servire a scongiurare il rischio di epidemia, però vorremmo sapere, ministro Bonafede, se sono sufficienti e come si intendono attuare affinché diano risultati immediati”.

Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia, intervenendo in Aula per il Question time.

Nella replica Walter Verini, responsabile Giustizia Pd, evidenzia come “bisogna accelerare, fare presto. Nelle carceri ci sono quasi 10mila  detenuti più della capienza. Una bomba sanitaria. Non è solo la necessità di rispettare la Costituzione che prevede di pene certe ma umane, e su questo diciamo grazie al Presidente Mattarella per le parole dette in tal senso proprio l’altro ieri, ma sono in gioco anche la salute e la vita di chi sta in carcere e di chi lavora in carcere. Si brucino, dunque, le tappe per avere i braccialetti elettronici. Ma si faccia in modo in sede di conversione del decreto che gli autori di gravi reati restino in carcere ma quelli con buona condotta, o a cui mancano pochi mesi, o che già escono per lavorare, restino comunque ai domiciliari. E poi basta a chi vuole spaventare la gente sparlando di svuota carceri, non è così. Inoltre, avanti con più telefonate e più collegamenti skype dei detenuti con le loro famiglie, meno tensione significa maggiore sicurezza. E’ il tempo di accelerare, di lavorare, di non fare polemiche, in questo momento non chiediamo dimissioni però ci permettiamo un suggerimento: rafforzi il vertice del Dap, ce n’è bisogno, e si ricopra quel ruolo di vicedirettore che manca da tempo”.

23/03/2020 - 20:27

“Leggo che alcuni pazienti di covid sono in partenza dalla Lombardia per Lipsia. Così come leggo di ong americane che installano ospedali da campo a Cremona, di medici provenienti da Cuba, di aiuti dalla Russia. Bene, grande e apprezzabile generosità per aiutare il nostro sistema sanitario al collasso. Ma non sono ancora riuscito a farmi spiegare da nessuno, nonostante chieda da giorni, come sia possibile che mentre riceviamo aiuti da mezzo mondo non siamo in grado di sfruttare i letti di terapia intensiva di ospedali a mezz'ora di macchina da Brescia, come a Verona, dove per fortuna l'epidemia non è esplosa come da noi, e i posti sono ancora per una parte rilevante non utilizzati. A Brescia e Bergamo si muore per la saturazione dei posti, e in Veneto sono ancora liberi due terzi dei letti di terapia intensiva. Dobbiamo mandare i pazienti in Germania, quando a due passi da qui ci sarebbe ampia disponibilità. Tutto ciò è privo di senso e inaccettabile, possibile che nessuno ne risponda, possibile che non si riesca a rompere questo muro invisibile ora, subito, in queste ore? Credo proprio che la regionalizzazione spinta della sanità andrà ripensata completamente, finita questa emergenza”.

Lo dichiara in una nota Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia.

05/03/2020 - 15:25

Le misure eccezionali adottate dal governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria appaiono opportune e necessarie. Oggi la priorità è certamente quella di contenere la diffusione dell’epidemia, per evitare picchi di contagio che potrebbero mandare al collasso il sistema sanitario, e creare danni ancora più pesanti all’economia del Paese. Giusto quindi sospendere le attività didattiche in scuole e università, sospendere ogni attività che comporti affollamento di persone, adottare tutte le opportune cautele laddove ciò sia richiesto.

In questo quadro riteniamo che anche gli uffici giudiziari - luoghi dove notoriamente transitano quotidianamente centinaia di persone, dove si celebrano udienze in stanze spesso piccole e affollate, ove le misure di cautela su distanze tra persone sono obiettivamente difficili da rispettare - non possano rimanere estranei a provvedimenti finalizzati a contenere la diffusione del virus e a tutelare gli operatori del settore.

Raccogliendo allora anche le preoccupazioni di avvocati e magistrati abbiamo girato queste nostre sollecitazioni al governo, che le sta opportunamente valutando, affinché i capi degli uffici giudiziari siano responsabilizzati e messi nelle condizioni di adottare le misure organizzative più idonee a garantire la sicurezza, anche prevedendo la sospensione temporanea o il rinvio delle attività giurisdizionali non urgenti, in modo da diluire le presenze negli uffici giudiziari ed evitare così che diventino luoghi di potenziale diffusione del contagio.

Lo affermano i parlamentari democratici Alfredo Bazoli (capogruppo in commissione Giustizia alla Camera), Franco Mirabelli (vice capogruppo senatori Pd) e Walter Verini (responsabile Giustizia).

27/02/2020 - 13:34

“La nuova legge sulle intercettazioni introduce regole equilibrate che disciplinano l'uso di uno strumento di indagine importante, e finalmente garantiranno la fine della pubblicazione sui giornali di brani di conversazioni irrilevanti ai fini delle indagini, lesive di ogni minimo principio di privacy e riservatezza”. Lo dichiara il capogruppo democratico in commissione Giustizia Alfredo Bazoli.

“Quanto alle proteste di Forza Italia e della Lega, in nome del garantismo – prosegue Bazoli -, ci chiediamo: quale garantismo? Quello della giustizia forcaiola che farebbe marcire in carcere i detenuti in spregio all'art. 27 della costituzione? Quello della giustizia sommaria e fai da te? Quello a corrente alternata, pronto a stracciarsi le vesti per gli aumenti di pena ai corrotti, ma in prima fila quando gli aumenti di pena riguardano reati di strada o di droga, garantisti coi potenti e giustizialisti coi deboli? A questi autoproclamati sacerdoti del garantismo suggeriamo di fare i compiti a casa, prima di dare lezioni agli altri”.

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