28/03/2020 - 10:13

“Il direttore di Repubblica Verdelli oggi dalla colonne del suo giornale propone di isolare la Lombardia, vero focolaio italiano, per 15 giorni. No caro Verdelli, la Lombardia non va chiusa, quasi fosse un lazzaretto, la Lombardia va aiutata. Magari a partire dalle altre regioni italiane, come chiede l'appello pubblico lanciato dai primari di anestesia e rianimazione lombardi. I quali lamentano che, nonostante da 20 giorni stiano facendo sforzi estremi, non hanno ricevuto aiuti da altre regioni limitrofe, che per fortuna non hanno l'emergenza drammatica lombarda, e che potrebbero fornire personale medico e infermieristico, attrezzature di supporto, per aiutare concretamente la sanità lombarda a fare fronte al dramma che sta vivendo. Invece di invocare la chiusura della Regione Lombardia si invochi la solidarietà attiva verso la Lombardia del resto del paese, chiuso in un regionalismo che alza muri invisibili e inaccettabili. Il personale medico lombardo è allo stremo, il ministro Speranza e i governatori delle regioni limitrofe si attivino, diano una risposta all'appello accorato dei primari di anestesia e rianimazione lombardi”.

Lo dichiara il deputato democratico Alfredo Bazoli, capogruppo in commissione Giustizia.

26/03/2020 - 17:12

“Leggo le inquietanti linee guida adottate da molti stati americani per il trattamento dei pazienti Covid, nel caso di scarsità di attrezzature mediche per la terapia intensiva. Tra i criteri per scegliere chi attaccare al ventilatore in molto casi risulta anche la disabilita' intellettiva. Cioè a dire che i disabili psichici sono da mettere in fondo alla lista. Non solo, ma si prevede, per chi abbia altre patologie o età avanzata, di chiedere se non voglia lasciare lo strumento salvavita a chi ha maggiori possibilità di sopravvivenza, o maggiore valore per la società. Mettendo così il paziente sotto una pressione enorme e inaccettabile. Pur dovendo fare i conti con una pandemia disastrosa, e con le risorse scarse a disposizione, si tratta di criteri spaventosi, che alludono a una sorta di gerarchia tra vite più o meno degne di essere vissute. Una logica inaccettabile, figlia di una deriva mercantile della concezione della dignità umana, che per fortuna la nostra società e il nostro sistema sanitario ripudiano”. Lo dichiara il deputato democratico Alfredo Bazoli, capogruppo in commissione Giustizia.

25/03/2020 - 17:40

“C’è una grande preoccupazione, legata al rischio di contagio da coronavirus, che accomuna tutti i detenuti e tutti gli operatori negli istituti di pena. Anche perché le carceri sono luoghi inidonei a garantire di per sé la sicurezza rispetto al coronavirus in quanto luoghi chiusi nei quali la distanza di sicurezza non può purtroppo essere garantita. Quindi c’è una preoccupazione che è del tutto legittima. Nel decreto Cura Italia sono state disposte misure che dovrebbero servire a scongiurare il rischio di epidemia, però vorremmo sapere, ministro Bonafede, se sono sufficienti e come si intendono attuare affinché diano risultati immediati”.

Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia, intervenendo in Aula per il Question time.

Nella replica Walter Verini, responsabile Giustizia Pd, evidenzia come “bisogna accelerare, fare presto. Nelle carceri ci sono quasi 10mila  detenuti più della capienza. Una bomba sanitaria. Non è solo la necessità di rispettare la Costituzione che prevede di pene certe ma umane, e su questo diciamo grazie al Presidente Mattarella per le parole dette in tal senso proprio l’altro ieri, ma sono in gioco anche la salute e la vita di chi sta in carcere e di chi lavora in carcere. Si brucino, dunque, le tappe per avere i braccialetti elettronici. Ma si faccia in modo in sede di conversione del decreto che gli autori di gravi reati restino in carcere ma quelli con buona condotta, o a cui mancano pochi mesi, o che già escono per lavorare, restino comunque ai domiciliari. E poi basta a chi vuole spaventare la gente sparlando di svuota carceri, non è così. Inoltre, avanti con più telefonate e più collegamenti skype dei detenuti con le loro famiglie, meno tensione significa maggiore sicurezza. E’ il tempo di accelerare, di lavorare, di non fare polemiche, in questo momento non chiediamo dimissioni però ci permettiamo un suggerimento: rafforzi il vertice del Dap, ce n’è bisogno, e si ricopra quel ruolo di vicedirettore che manca da tempo”.

23/03/2020 - 20:27

“Leggo che alcuni pazienti di covid sono in partenza dalla Lombardia per Lipsia. Così come leggo di ong americane che installano ospedali da campo a Cremona, di medici provenienti da Cuba, di aiuti dalla Russia. Bene, grande e apprezzabile generosità per aiutare il nostro sistema sanitario al collasso. Ma non sono ancora riuscito a farmi spiegare da nessuno, nonostante chieda da giorni, come sia possibile che mentre riceviamo aiuti da mezzo mondo non siamo in grado di sfruttare i letti di terapia intensiva di ospedali a mezz'ora di macchina da Brescia, come a Verona, dove per fortuna l'epidemia non è esplosa come da noi, e i posti sono ancora per una parte rilevante non utilizzati. A Brescia e Bergamo si muore per la saturazione dei posti, e in Veneto sono ancora liberi due terzi dei letti di terapia intensiva. Dobbiamo mandare i pazienti in Germania, quando a due passi da qui ci sarebbe ampia disponibilità. Tutto ciò è privo di senso e inaccettabile, possibile che nessuno ne risponda, possibile che non si riesca a rompere questo muro invisibile ora, subito, in queste ore? Credo proprio che la regionalizzazione spinta della sanità andrà ripensata completamente, finita questa emergenza”.

Lo dichiara in una nota Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia.

05/03/2020 - 15:25

Le misure eccezionali adottate dal governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria appaiono opportune e necessarie. Oggi la priorità è certamente quella di contenere la diffusione dell’epidemia, per evitare picchi di contagio che potrebbero mandare al collasso il sistema sanitario, e creare danni ancora più pesanti all’economia del Paese. Giusto quindi sospendere le attività didattiche in scuole e università, sospendere ogni attività che comporti affollamento di persone, adottare tutte le opportune cautele laddove ciò sia richiesto.

In questo quadro riteniamo che anche gli uffici giudiziari - luoghi dove notoriamente transitano quotidianamente centinaia di persone, dove si celebrano udienze in stanze spesso piccole e affollate, ove le misure di cautela su distanze tra persone sono obiettivamente difficili da rispettare - non possano rimanere estranei a provvedimenti finalizzati a contenere la diffusione del virus e a tutelare gli operatori del settore.

Raccogliendo allora anche le preoccupazioni di avvocati e magistrati abbiamo girato queste nostre sollecitazioni al governo, che le sta opportunamente valutando, affinché i capi degli uffici giudiziari siano responsabilizzati e messi nelle condizioni di adottare le misure organizzative più idonee a garantire la sicurezza, anche prevedendo la sospensione temporanea o il rinvio delle attività giurisdizionali non urgenti, in modo da diluire le presenze negli uffici giudiziari ed evitare così che diventino luoghi di potenziale diffusione del contagio.

Lo affermano i parlamentari democratici Alfredo Bazoli (capogruppo in commissione Giustizia alla Camera), Franco Mirabelli (vice capogruppo senatori Pd) e Walter Verini (responsabile Giustizia).

27/02/2020 - 13:34

“La nuova legge sulle intercettazioni introduce regole equilibrate che disciplinano l'uso di uno strumento di indagine importante, e finalmente garantiranno la fine della pubblicazione sui giornali di brani di conversazioni irrilevanti ai fini delle indagini, lesive di ogni minimo principio di privacy e riservatezza”. Lo dichiara il capogruppo democratico in commissione Giustizia Alfredo Bazoli.

“Quanto alle proteste di Forza Italia e della Lega, in nome del garantismo – prosegue Bazoli -, ci chiediamo: quale garantismo? Quello della giustizia forcaiola che farebbe marcire in carcere i detenuti in spregio all'art. 27 della costituzione? Quello della giustizia sommaria e fai da te? Quello a corrente alternata, pronto a stracciarsi le vesti per gli aumenti di pena ai corrotti, ma in prima fila quando gli aumenti di pena riguardano reati di strada o di droga, garantisti coi potenti e giustizialisti coi deboli? A questi autoproclamati sacerdoti del garantismo suggeriamo di fare i compiti a casa, prima di dare lezioni agli altri”.

14/02/2020 - 16:28

“Troppo presi dalle polemiche sulla prescrizione, quasi nessuno si è accorto che ieri il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge sul processo penale che, in tempi normali, avrebbe suscitato clamore. Si introducono tempi di fase per i processi, si riducono e rendono certi i tempi delle indagini preliminari, si introducono i criteri di priorità per dare trasparenza alle attività delle procure, si allargano e incentivano fortemente i riti alternativi, si mettono ulteriori risorse economiche e di personale. Tutte cose da sempre chieste a gran voce da avvocati e magistrati, tutti interventi che possono farci diventare un Paese normale, dove è l’efficienza del sistema, e non la prescrizione, a garantire processi brevi. Ad alleati e avversari allora dico: archiviamo la stagione delle polemiche e inauguriamo quella del confronto costruttivo su un terreno, quello della riforma del processo, sui cui possiamo lavorare insieme nell'interesse del Paese”.

Così Alfredo Bazoli, capogruppo dem in commissione Giustizia alla Camera.

07/02/2020 - 11:02

“Con l'accordo di ieri sera, il ministro Bonafede ha accettato di ridurre l'area di applicazione della sua riforma sulla prescrizione del 40%, perché tanti sono gli assolti in primo e secondo grado per i quali la prescrizione continuerà a decorrere. Non solo, ma ha accettato di istituire subito un tavolo di monitoraggio con avvocati, magistrati e professori che verifichi la concreta applicazione della norma, pronto a ulteriori modifiche se si registreranno storture. Questo è il risultato della mediazione del Partito democratico, altro che ripiego su posizioni giustizialiste! Ora siamo pronti a lavorare per una riforma del processo che dia tempi certi, unica cosa che interessa ai cittadini italiani. Italia viva si è chiamata fuori da questo percorso in modo inspiegabile e immotivato. Ci auguriamo cambierà idea nei prossimi giorni, perché l'alternativa è sabotare la maggioranza, con l'esito paradossale di non cambiare nulla della riforma Bonafede, di non fare la riforma del processo, di rimettere a rischio politico il Paese”.

Lo dichiara il capogruppo democratico in commissione Giustizia alla Camera Alfredo Bazoli.

28/01/2020 - 14:06

“Oggi non c’è più, al governo, chi scambia la vendetta privata con la giustizia. O chi invoca la giustizia della delazione e del citofono, della caccia all’uomo, approfittando anche del silenzio complice dei suo alleati. Accanto a questa virtuosa discontinuità, registriamo una virtuosa continuità. I dati che il ministro ha fornito nella sua completa ed esaustiva relazione, ci consegnano un quadro del funzionamento della giustizia confortante. Un miglioramento iniziato alcuni anni fa e continuato in questa legislatura con politiche in continuità con quelle del ministero retto dal collega Orlando. Il rafforzamento delle assunzioni di personale di magistratura e di quello amministrativo hanno cominciato a produrre effetti visibili. Ad esempio con la spettacolare riduzione, -30%, del numero delle pendenze civili e la diminuzione dei tempi di durata media dei procedimenti. Bene poi il cambio di passo in tema di misure alternative e che si stia dando seguito alla fondamentale riforma del nuovo codice della crisi di impresa. Un quadro certo meno soddisfacente nel settore penale, dove alla diminuzione dei procedimenti nelle procure non si è realizzata anche quella nei tribunali e nelle corti d’appello, e sul quale occorrerà intervenire con coraggio, nella consapevolezza che una congrua riduzione dei tempi dei processi è l’unica condizione per risolvere il problema che oggi la prescrizione è chiamata in modo improprio a gestire. Servono riforme efficaci e destinate a durare nel tempo. Senza rinunciare alle nostre idee, principi e valori, intendiamo lavorare in modo costruttivo e leale in questa direzione”.

Così Alfredo Bazoli, capogruppo dem in commissione Giustizia alla Camera, intervenendo in Aula per annunciare il voto favorevole del Pd alla relazione annuale sulla giustizia del Guardasigilli, Alfonso Bonafede.

27/01/2020 - 15:46

“Ancora una volta i fantasmi dei rigurgiti neofascisti colpiscono Brescia. Dopo le scritte ingiuriose e gli ordigni messi davanti alla casa del sindaco di Collebeato, reo di ospitare sul suo territorio alcuni immigrati sotto protezione internazionale, ora è il turno di Rezzato, dove un bar gestito da una ragazza di origine marocchina è stato vandalizzato da scritte razziste e inneggianti al nazifascismo. Brescia è una comunità ospitale e democratica, e non può tollerare queste continue provocazioni inaccettabili e violente, tanto più oggi, in una giornata dedicata al ricordo del più infame lascito dei regimi nazifascisti, i campi di concentramento. Nel manifestare la mia personale solidarietà alla ragazza vittima di questa vigliaccata, auspico la ferma reazione della comunità civile bresciana e delle istituzioni democratiche. Queste provocazioni indegne vanno stroncato sul nascere”.

Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera.

15/01/2020 - 17:41

“Dopo aver votato con la Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia, facendosi scudo della responsabilità del Partito democratico, mi sarei aspettato da Italia Viva un silenzio pudico, più che un attacco scomposto al Pd. Sarà il caso di ricordare agli amici di Italia Viva che piantare le bandierine è un comportamento uguale a quello da sempre contestato al m5s, che può forse aiutare a trovare una identità, ma è l'esatto contrario di una cultura di governo cui dovrebbe ispirarsi un movimento che si autodefinisce riformista”. Lo dichiara il capogruppo dem in commissione Giustizia Alfredo Bazoli.

“Portiamo pazienza e guardiamo avanti – prosegue Bazoli -. Il partito democratico continuerà a lavorare con ostinazione e lealtà per conseguire una riforma del processo che garantisca tempi certi e tempi brevi, e una disciplina della prescrizione coerente con quegli obiettivi.

15/01/2020 - 16:04

“La scelta del Partito democratico di votare in commissione Giustizia contro la proposta di Forza Italia sulla riforma della prescrizione è coerente con l'avvio del nuovo percorso avviato ad inizio gennaio all'interno della maggioranza per trovare un punto di equilibrio tra punti di vista diversi.

In particolare, come noto, si è registrata la disponibilità del ministro a rivedere la sua riforma distinguendo tra sentenze di condanna e di assoluzione, come chiedevano magistrati e avvocati, e una larga convergenza su una riforma più complessiva in grado di ridurre significativamente i tempi dei processi, che consentirà di rendere la questione della prescrizione meno rilevante di quanto non sia oggi.

Ovviamente ci aspettiamo, anzi siamo certi che a breve, e in particolare prima che la proposta di Forza Italia giunga in aula, gli accordi presi saranno concretizzati in atti e proposte di legge conseguenti”. Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia di Montecitorio.

09/01/2020 - 19:07

“La sentenza che condanna all'ergastolo l'esponente neofascista Gilberto Cavallini per la strage di Bologna del 1980, per aver fornito supporto organizzativo e logistico agli esecutori Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, è una conferma della bontà del lavoro svolto dagli inquirenti in questi anni. Ma soprattutto spazza via le tesi sostenute dai condannati, che hanno sempre negato ogni addebito, rilanciando fantomatiche piste palestinesi, sulla base della strana teoria che un reo confesso di tanti omicidi, come sono loro, non avrebbe motivo di non ammettere anche la responsabilità di una strage. Teoria bizzarra perché se un omicidio politico è compatibile con l'immagine di terrorista neofascista tutto di un pezzo, di certo non lo è una strage di uomini donne e bambini con una bomba piazzata in una stazione. Dunque è finita qui: la strage di Bologna del 1980, l'assassinio vigliacco e infame di tanti innocenti, fu organizzato e realizzato da loro, dai neofascisti Mambro, Fioravanti e Cavallini. La storia non si riscrive”.

Lo dichiara Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera.

21/12/2019 - 18:45

“L'approvazione in cdm del decreto che consente l'entrata in vigore la riforma Orlando sulle intercettazioni, con qualche piccola modifica migliorativa, è un'ottima notizia. Una legge fortemente voluta dal Partito democratico, che salvaguarda le esigenze investigative, garantisce il diritto alla difesa, ma finalmente dà adeguata tutela anche al diritto alla privacy e alla riservatezza di coloro che con le indagini non c'entrano nulla, troppo spesso in questi anni dati in pasto all'opinione pubblica per vicende del tutto private e personali. È un passo in avanti nella tutela di diritti fondamentali di uno stato liberale, che dovrebbe essere salutato con soddisfazione da tutti coloro che hanno a cuore il rispetto delle garanzie nel nostro Paese”.

Così Alfredo Bazoli, capogruppo Dem in commissione Giustizia della Camera.

20/12/2019 - 12:47

“Salvini ha paura del processo per sequestro di persona e, improvvisamente, si scaglia contro la riforma della prescrizione che rischia di allungare i processi. Peccato che quella riforma l’abbia voluta e votata lui con la Legge Spazzacorrotti. Forse perché allora c’era in ballo proprio la sua autorizzazione a procedere sul caso Diciotti e, pur di garantirsi il salvacondotto della sua maggioranza, avrebbe votato qualsiasi cosa. Quanta ipocrisia”.

Così Alfredo Bazoli, capogruppo dem in commissione Giustizia alla Camera.

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