04/08/2020 - 18:57

“La Tunisia è un paese in default, dove l'amministrazione statale non riesce più a pagare gli stipendi e dal quale stanno fuggendo famiglie, quadri impiegatizi dello Stato, esponenti della classe media oltre a strati di popolazione in difficoltà. Se vogliamo risolvere il problema degli sbarchi di questi giorni, anziché slogan e demagogia dobbiamo usare il raziocinio. E quindi sapere che è primario interesse dell’Europa evitare il default di uno Stato africano a poche ore di distanza dalle coste europee. È un tema di sicurezza, ed è anche un tema geopolitico: l'Unione Europea deve attivarsi subito sul posto, per evitare che questo paese diventi un nuovo tassello del mosaico neo-colonizzatore cinese o turco in terra d'Africa. Con tutto ciò che ne conseguirebbe. Fa bene il governo italiano a richiamare la UE in tal senso, e in questa direzione dovrebbero essere indirizzare tutte le energie delle forze politiche italiani anziché disperderle in polemiche sterili”.

 

Lo dichiara l’on. Enrico Borghi, membro del Copasir e della presidenza Pd a Montecitorio

27/07/2020 - 14:43

“In vista del voto sullo scostamento di bilancio, previsto per mercoledì, rivolgiamo un appello convinto a tutte le forze di opposizione, in quanto quel voto incide sul sistema Paese indipendentemente da chi è al governo. Sappiamo che esistono delle sensibilità all’interno dell’opposizione, anche attraverso la giusta richiesta di un forte coinvolgimento parlamentare, e riteniamo pertanto importante coinvolgere il più possibile tutte le forze politiche che non si volessero autoescludere da un confronto reale di merito”.

Lo dichiara l’on. Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio.

27/07/2020 - 14:10

" Il Recovery Fund sarà la pietra tombale del populismo, perché ora non abbiamo più scuse: dobbiamo modernizzare il Paese. E per farlo serve il riformismo, non il populismo.Cose concrete e innovatrici, non chiacchiere di una grande rivoluzione che non arriva mai. Ecco il grande, straordinario spazio del Pd.  " Così Enrico Borghi, componente l'ufficio di presidenza del gruppo Pd alla Camera e membro del Copasir , in una  una articolata  riflessione per la rivista  online  "Formiche".
"Un Pd che abdicasse alla sua vocazione maggioritaria - aggiunge Borghi - per rincorrere la fusione fredda con alcuni degli attuali alleati, immaginando Conte mallevadore, semplicemente tradirebbe la propria identità e la propria natura. Peraltro, un disegno simile aprirebbe strade e praterie alla destra facendo perdere una capacità di attrazione del nuovo, ipotetico soggetto, nei confronti di ceti produttivi, partite Iva (che sono in molti casi il proletariato 4.0) e autonomi."  Per l'esponente democratico, "Un Pd rigorosamente riformista, in grado di imporre l’agenda delle riforme, ora attuabili con il Recovery Fund, Sure e Mes, e di esprimere una leadership coerente, tornerebbe in fretta ad essere il primo partito e a superare il 30%. E al quel punto, dentro uno schema di alleanza su un programma e senza pretendere abiure o confluenze, potrebbe tranquillamente essere quello per cui è nato: la sintesi dei riformismi italiani, che non nasconde di voler guidare il governo per realizzare un programma di riforme per un’Italia più moderna e più giusta." Per Borghi "la modernizzazione del Paese, il superamento delle ataviche tare italiane può avvenire solo in un quadro riformista, con la fatica del sentiero stretto, del cambiamento costante e concreto, senza conservatorismi né rivoluzioni di salotto che lasciano tutto intatto. La sintesi dei riformismi compiuti con la nascita del Pd oggi si può saldare a nuovi fenomeni emergenti dalla società, se essi vengono trattati con rispetto e non come nuove mosche cocchiere, in un quadro da un lato di autonomia e dall’altra di capacità coalizionale. Il mondo che verrà sarà più giusto, e la lezione della pandemia sarà stata appresa, se sapremo fare tesoro di questo".

24/07/2020 - 18:06

“La montagna e le aree interne e rurali sono un'idea e un modello di Paese di domani, per uscire dalla crisi economica e sociale indotta dal Covid-19.  Sono la piattaforma naturale e il luogo di attuazione delle politiche decisive nel campo dell'innovazione, dell'ambiente (con il Green New Deal), delle infrastrutture, del nuovo welfare che va ricostruito sui territori e con i territori. Nel ‘Piano nazionale di ripresa e resilienza’ la montagna deve essere uno dei capisaldi, perché è dai territori, dai Comuni che passa la chiave per la ripartenza e attuazione delle politiche di sviluppo. Non saranno solo gli interventi economici, pure importantissimi, a risollevarci. Ma lo sarà la straordinaria attitudine delle comunità a fare coesione, a fare adattamento, a fare risposta di prossimità. Il nostro futuro è fatto dalla dinamica continua dei soggetti vivi della società, come i corpi intermedi, gli enti locali, il terzo settore che hanno fatto in questi mesi da rete di protezione. Questo è il DNA della montagna questo è il modo col quale potremo avere un posto nel futuro perché ripartiremo dai noi stessi e dalla nostra identità”.

Lo ha detto oggi a Roccaraso, aprendo la sessione degli Stati Generali della Montagna, l’on. Enrico Borghi della presidenza Pd a Montecitorio.

24/07/2020 - 09:24

“Non sono i soldi del Bengodi, e per spenderli presto e bene non servirà nè il corporativismo nè tantomeno l’assalto alla diligenza. Servirà un’idea di Paese, uno sguardo di modernizzazione su cosa vogliamo sia l’Italia tra 20 anni, affrontando i nodi che frenano da anni la nostra crescita. Serve un pensiero forte, e bisogna che sia il Parlamento il luogo del confronto e delle scelte.”

Cos’ l’on. Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio, ha replicato alla domanda sull’impiego delle risorse del Recovery Fund nel corso di una diretta televisiva a La7Gold.

24/07/2020 - 08:30

“Un Paese serio e un governo all’altezza quando ci sono donne e uomini che annegano in mare li salva e provvede ad aiutarli. Non si volta dall’altra parte lasciandoli morire. Poi viene in tema della loro redistribuzione. E sotto questo profilo vorrei ricordare che in tema di ricollocamenti questo governo ha fatto il 600% in più del governo precedente, a dimostrazione che un conto è la demagogia delle chiacchiere e un altro è la risposta concreta. Non siamo noi a portare in Italia i migranti, come dice qualcuno. Noi li salviamo, e abbiamo riattivato un sistema di integrazione e ricollocazione che era stato volutamente bloccato. Quando poi all’accusa, che ieri ci è stata fatta in Parlamento, che utilizzeremmo i malati di Covid-19 tra i migranti per salvarci la poltrona, si tratta di volgarità che non merita nemmeno un commento”.
Lo ha dichiarato stamattina l’On.Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio, nel corso di una diretta televisiva a “La7Gold “ interloquendo con un cittadino che ha telefonato in diretta al programma “Aria Pulita”

23/07/2020 - 17:07

“Valutiamo positivamente la possibilità di dare vita a una commissione parlamentare che abbia il compito di discutere le riforme e gli interventi da adottare per l’utilizzo del Recovery Fund. Dopo aver ottenuto un importante successo in Europa, è fondamentale il ruolo del Parlamento per un efficace uso delle risorse per progettare il futuro del nostro Paese. Così come è importante avviare un reale confronto con tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione. Ci troviamo in un passaggio cruciale della nostra storia e non possiamo sprecare un’occasione come quella che ci si presenta dopo il vertice Ue per risollevare il nostro Paese dalla crisi creata dalla pandemia, correggere ritardi storici e mettere a punto un piano di sviluppo che sia sostenibile, che affronti i temi della scuola, della sanità, della digitalizzazione e risolva le crisi industriali e di molte imprese grandi, piccole e medie che non possiamo più rinviare. Per questo è importante che il Parlamento abbia un ruolo centrale”.

Lo dichiara il deputato democratico Enrico Borghi della presidenza del Gruppo.

22/07/2020 - 18:13

“Il Presidente del Consiglio è venuto in Aula a illustrare le conclusioni del Consiglio Europeo. Con il nostro capogruppo Graziano Delrio abbiamo detto che il cambiamento sul piano europeo, dopo i balbettii e i silenzi iniziali, è stato anche per opera nostra, e che il lavoro paziente tessuto per mesi (penso al lavoro in particolare di Paolo Gentiloni e di David Sassoli) è stato decisivo per costruire quella rete di alleanze indispensabile per ottenere dei risultati. Ora dobbiamo scrivere il ‘Piano nazionale di ripresa e resilienza’ per dare concretezza al rilancio economico, per usare le risorse europee in modo da azzerare il pesante impatto economico indotto dal Covid-19 e costruire un’Italia più moderna, più giusta, più bella. Per questo, oggi non è il momento di futili festeggiamenti o inutili polemiche. E’ il momento di avvertire una grande responsabilità: quella di far rinascere la speranza per il futuro nella nostra società, tra i nostri cittadini, nelle nostre comunità”.

Lo dichiara Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

“Per questo, ora che il lavoro europeo è compiuto positivamente, ci aspettiamo che il Presidente del Consiglio ci esponga un piano definitivo di misure, attivando tutti gli strumenti che l'Europa ci ha messo a disposizione. MES incluso. Lo diciamo senza reticenze. Senza farne un fardello ideologico, ma usandone le potenzialità effettive. Perchè il Recovery Fund sostiene investimenti in conto capitale per digitale, Green economy, infrastrutture. Mentre il MES finanzia spese sanitarie (anche di parte corrente) per adeguare ospedali, ricerca, vaccini, scuole. Ecco perché - conclude Borghi - vanno attivati entrambi. Ecco perché siamo pronti a lavorare, in Parlamento, per dare concretezza agli obiettivi che abbiamo conseguito in Europa”.

21/07/2020 - 11:20

“È stato un risultato importante, che potrebbe rivelarsi decisivo. L’Unione Europea, combattendo il liberismo sovranista di chi la vorrebbe solo zona di mercato, ha dato un segnale preciso nel solco della identità comunitaria e solidaristica. Il ruolo svolto dal governo italiano è stato di primo piano. E conferma l’importanza del ruolo del Pd, che ha impresso una svolta europeista alla politica italiana risultata essenziale (immaginiamoci cosa sarebbe accaduto con Salvini al governo, costretto a uniformarsi alla logica sovranista...). Ora però non ci sono più alibi e sconti. Questi soldi li dobbiamo spendere presto. E bene. Per superare i divari storici dell’Italia. Digitalizzazione, ammodernamento della pubblica amministrazione, riduzione dei divari geografico-territoriali, economia verde, devono diventare i capitoli di una politica incisiva e concreta. Al lavoro”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, in un post su Facebook dal titolo “Ora presto, e bene”.

17/07/2020 - 13:05

Dichiarazione di Enrico Borghi, dell'Ufficio di presidenza del gruppo Pd Camera

“Sui temi della sicurezza è più  che legittimo che ci possano essere dei dubbi, anche delle contestazioni. Come Pd intendiamo  riaffermare  che nella responsabilità di governo occorre compiere delle scelte.” Così Enrico Borghi, dell'ufficio di Presidenza del gruppo del Pd alla Camera, intervenendo oggi in Aula sul tema della sicurezza posto dal suo gruppo al ministro dell'Interno Lamorgese. “Quella che è stata fatta sulla vicenda libica  è una scelta giusta – ha affermato Borghi -  perchè  garantisce il transito dell'assistenza della Guardia costiera alla Marina militare libica, dando così un maggiore ruolo alla missione  “Irini”. Inoltre,  perchè avvia,  e per noi è questione importante,  la conclusione della  revisione del Memorandum,   attribuisce all'Onu un ruolo di controllo di centri di detenzione e  inserisce un contrasto più forte al traffico degli esseri umani .” Rispondendo poi alle critiche nei confronti del Pd ,  Borghi ha precisato: “qualcuno , furbescamente, cerca di accreditare l'immagine di un Pd uguale agli altri. Si sbaglia di grosso.  Tra il cinismo della destra sovranista, che ha guardato altrove nei mesi e negli anni scorsi, ignorando  lo spaventoso aumento dei morti nel Mediterraneo e pensando che quei temi si sarebbero risolti a colpi di slogan  e di decreti inefficaci e una declamazione retorica, sostanzialmente propagandistica che mescola una intransigenza verbale con una assenza di reale iniziativa , noi democratici abbiamo imboccato un sentiero stretto ma importante : quello riformista, fatto di politiche selettive,  di miglioramento progressivo ma ineludibile della realtà e di reale attenzione ai più deboli e con una graduale ma costante modifica delle strutture economiche e sociali che generano ingiustizie “.
“Mi chiedo – ha concluso Borghi – cosa sarebbe accaduto se noi   avessimo fatto decadere  il rapporto con la Libia, quali sarebbero stati gli effetti reali di questa scelta che fortunatamente il parlamento non ha condotto. L'Italia – ha precisato Borghi - sarebbe stata  sostanzialmente espulsa dal teatro libico e  sarebbe stata sostituita da una nazione come la Turchia che proprio sulla gestione cinica del fenomeno dell'immigrazione ha determinato nel corso di questi anni un elemento di ricatto  nei confronti delle opinioni pubbliche europee . I più deboli avrebbero pagato una scelta per il  nostro disimpegno.” Per l'esponente del Pd “ è stato giusto non aver  consentito questa sostituzione ,   perché avrebbe determinato un ulteriore impiego strumentale dei flussi migratori come arma nei confronti delle nostre realtà. Peraltro – ha aggiunto-  chiamandoci fuori avremmo constatato l'impossibilità reale di poter intervenire sul controllo dei centri di detenzione dei migranti e sul controllo della guardia costiera con la revisione in corso del memorandum. Sarebbe stato un fallimento che invece  abbiamo saputo evitare. “

16/07/2020 - 17:26

“Il precetto che impone di discutere a scadenza fissa, e nell'Aula del Parlamento, il rifinanziamento delle missioni internazionali di pace è un precetto assolutamente saggio, che ci consente di articolare la nostra presenza nei vari teatri internazionali anche alla luce del fatto che il contesto politico internazionale si evolve, muta, cambia”.

Lo ha dichiarato Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula sul tema delle missioni internazionali.

“È vero che la supremazia occidentale è al tramonto? Con essa è al tramonto anche il nostro sistema dei valori sul piano globale? È vero che stiamo vivendo una nuova guerra fredda fra Stati Uniti e Cina, certamente sul piano commerciale? Qual è il futuro dell'Alleanza atlantica dentro questo contesto? E, più in generale, quali saranno i principi, i valori, le regole che fonderanno il nuovo ordine internazionale in questo secolo? Molti sono gli interrogativi, e dovremmo diffidare di chi ha gli slogan facili in tasca. Noi, però, abbiamo alcuni punti fermi - ha proseguito l'esponente dem - che ci aiutano in questo senso: il punto fermo del multilateralismo, che ci evita un pericoloso ritorno di fiamma del nazionalismo. E il secondo punto fermo è il mantenimento di un quadro di relazioni internazionali stabili, di amicizie e di alleanze, perché è la premessa per risolvere, oggi, quei problemi che sembrano insolvibili”.

“Sessant'anni fa un giovane democratico concludeva la convenzione che lo avrebbe candidato alla Presidenza degli Stati Uniti d'America, si chiamava John Fitzgerald Kennedy, con parole che valgono per noi anche oggi, perché diceva: io credo che i tempi richiedano fantasia, coraggio e perseveranza. Parlava di coraggio, Kennedy, non di compiacenza, diceva che era il bisogno di allora, ma è anche il nostro bisogno di oggi; parlava di leadership e non di arte di vendere. Ecco - ha concluso Borghi - noi crediamo che fantasia, coraggio e perseveranza siano la leadership italiana che deve continuare per esprimere quella pace e quella giustizia che è scolpita nella nostra Costituzione”.

11/07/2020 - 15:12

"La nostra azione emendativa è stata decisiva: ora sarà più semplice accedere all'ecobonus anche per gli edifici storici sottoposti a vincolo, e si innesca un potente incentivo per il recupero di centri storici e piccoli comuni” .

Lo dichiara Enrico Borghi, della presidenza Pd alla Camera, che da subito è stato tra i promotori dell’estensione de super ecobonus al 110% alle seconde case e ai centri storici. Ora le modifiche alla norma del Decreto Rilancio approvate in dall’aula di Montecitorio aprono a questa misura, che rappresenta un tassello di attuazione della legge 158 del 2017 sui piccoli comuni e i centri storici, e nelle speranze del legislatore crea i presupposti per la più importante stagione di restauro italiano con ricadute importanti sull’indotto dell’edilizia.

"L'emendamento di maggioranza che abbiamo costruito prevede, infatti, che gli immobili che hanno il requisito di beni culturali, e che quindi non possono essere sottoposti a lavori troppo invasivi, possano elevare al 110 per cento le detrazioni previste oggi al 50 per cento purché l'edificio abbia un miglioramento di almeno due classi energetiche. Si tratta di una norma - conclude Borghi - che promuoverà la riqualificazione dei centri storici, anche dei piccoli comuni, nel pieno rispetto del Codice del Paesaggio”.

10/07/2020 - 09:47

Enrico Borghi, dell'ufficio di presidenza del gruppo Pd alla Camera, è intervenuto stamane alla trasmissione tv LA7Gold
 E' del tutto strumentale il tentativo di Salvini di appropriarsi della memoria di Berlinguer. Tentativo maldestro, che risponde ad un preciso obiettivo:  quello di far passare lo stereotipo, falso e subdolo, per il quale la Lega sta con il popolo ed il Pd con i ricchi. Una bugia , e come tale con le gambe corte, che smonteremo operando sul campo per dare forza ad una politica popolare di attenzione ai bisogni dei ceti popolari. Le straordinarie misure di questi mesi sulla cassa integrazione, sul blocco dei licenziamenti , sul sostegno al reddito vanno in questa direzione. Così come la misura sull’assegno unico familiare per sostenere le famiglie numerose e la natalità. Tutte politiche di sviluppo messe in campo in questi mesi  per generare occupazione e sostegno ai ceti più deboli e maggiormente colpiti dalla crisi economica. . Dobbiamo perseguire e intensificare la nostra azione di governo lungo questa strada, per dare corpo ai valori di solidarietà e di giustizia sociale per i quali  Berlinguer spese la vita e che appartengono alla più profonda identità del centrosinistra italiano. 

06/07/2020 - 14:48

“Siamo ormai ai confini dell’incredibile, oggi in aula il deputato Alberto Gusmeroli, a nome della Lega, ha sollevato il tema dello stato delle statali delle Valli Ossolane, tirando in ballo implicitamente l’Anas che della manutenzione e realizzazione delle strade statali è l’unico responsabile.

Peccato che proprio per iniziativa della Lega, nel precedente governo, si passò dalla governance dell’amministratore unico al ripristino del consiglio di amministrazione, nel quale tuttora il Presidente Claudio Andrea Gemme, è espressione della Lega, oltre ad essere Commissario di governo per la viabilità dei Mondiali di Cortina. Consiglio pertanto ai leghisti di non rivolgersi alle forze di governo, che per il contratto di programma Anas hanno stanziato complessivamente 29,9 miliardi di investimenti per la manutenzione e messa in sicurezza della rete, quanto invece di guardarsi in casa. Stiamo pagando oggi gli errori di governance commessi da loro quando erano al governo. Si astengano dai comizietti facili, e si attivino per dire ai manager di loro espressione di darsi una mossa”.

Così in una nota il deputato Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio.

06/07/2020 - 12:37

“Il Regno Unito sarebbe pronto a iniziare ad eliminare gradualmente la tecnologia Huawei dalla rete 5G della Gran Bretagna.

La decisione del premier Johnson, in controtendenza rispetto ad alcune iniziali aperture di alcuni mesi fa, pone un tema sul quale è opportuno riflettere anche in Italia. La Grecia nei mesi scorsi ha formalmente deciso di  puntare su Ericsson per implementare la propria rete di accesso, escludendo il ricorso alla tecnologia di origine e produzione cinese per la realizzazione del 5G nel territorio ellenico. Già nello scorso dicembre, nella relazione al Parlamento sui rischi cibernetici,  il Copasir ha richiesto al governo di valutare con grande attenzione l’esclusione delle aziende cinesi nella realizzazione delle reti 5G in Italia.” Lo dichiara in una nota Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio e membro del Copasir.

“Non si possono infatti che ritenere in gran parte fondate - sottolinea il deputato dem - le preoccupazioni circa l’ingresso delle aziende cinesi nelle attività di installazione, configurazione e mantenimento delle infrastrutture delle reti 5G. La decisione inglese, dopo quella greca, pone quindi un tema all’Italia su come tutelare la sicurezza nazionale nel momento in cui -giustamente- stiamo ponendo il tema della realizzazione del 5G come punto qualificante del Piano Nazionale di Riforma e dell’impiego delle risorse del Recovery Funds, che potrebbero utilmente essere impiegate per lo sviluppo di una tecnologia europea per le reti 5G in grado di assicurare sicurezza e qualità alle nostre infrastrutture e non dipendenza da soggetti estranei al nostro perimetro di alleanza.”

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