04/07/2020 - 15:31

Umberto, sei un vecchio guerriero. Non mollare, e torna. Perché vogliamo presto ritornare a confrontarci e, se nel caso, a scontrarci dialetticamente con te. Auguri
Lo scrive su twitter l’on. Enrico Borghi deputato dem.

04/07/2020 - 15:06

Il Fondo per il sostegno alle popolazioni e alle imprese residenti nei comuni svantaggiati delle aree interne italiane viene incrementato di 30 milioni. Lo ha deciso la Commissione Bilancio della Camera, approvando nella serata di ieri venerdì 3 luglio l’emendamento presentato in tal senso dal Partito Democratico (a prima firma del deputato Enrico Borghi).
Grazie a questa iniziativa, viene portata complessivamente a 90 milioni la dotazione del Fondo per sostenere iniziative di enti pubblici e imprese finalizzate a contrastare lo spopolamento, la deprivazione sociale e l’invecchiamento dei comuni più emarginati d’Italia.
L’emendamento Pd, oltre ad incrementare il fondo, stabilisce che sarà un decreto del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro del Sud e della Coesione Territoriale, ad emanare un decreto per la ripartizione delle risorse. Gli interventi che potranno godere del sostegno finanziario saranno l’adeguamento di immobili da concedere in comodato d’uso gratuito per l’apertura di attività commerciali, artigianali o professionali; l’avvio di attività commerciali, artigianali ed agricole; la concessione di contributi per il trasferimento della residenza e dimora abituale nei comuni delle aree interne (il cosiddetto “incentivo insediamento”). Il testo di legge, inoltre, dispone la possibilità nei Comuni svantaggiati delle aree interne di concedere alle persone fisiche immobili pubblici in comodato d’uso gratuito, da adibire ad abitazione principale, nonchè la concessione in uso gratuito di locali appartenenti al patrimonio pubblico, al fine di esercitare ogni forma di lavoro agile, con oneri manutenzione a carico dei concessionari.
“Si tratta-osserva il primo firmatario dell’emendamento, on. Enrico Borghi- di un un’ulteriore rafforzamento della strategia a sostegno delle aree interne, perchè l’emergenza COVID19 ci dice che ci sono tantissimi Italiani che in presenza di servizi e di pari dignità sarebbero pronti a ripopolare questi paesi, contribuendo in tal senso ad un equilibrio ambientale, demografico e democratico del Paese. Questo è un ulteriore tassello di un mosaico che vogliamo continuare a comporre, dando seguito alle previsioni della legge nazionale sui piccoli comuni che abbiamo voluto nella scorsa legislatura e colpevolmente bloccata dalla Lega al governo, ed è uno degli elementi con cui ci presenteremo agli Stati Generali della Montagna previsti per fine luglio a Roccaraso”. 

25/06/2020 - 17:00

“Piena solidarietà alla vicepresidente Mara Carfagna, alla collega

Giusi Bartolozzi, alle donne e ai magistrati offesi oggi nell'Aula di

Montecitorio da una volgare e indegna sceneggiata” Lo scrive su Twitter Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

 

19/06/2020 - 14:04

“Sbloccare il progetto di legge depositato da numerosi deputati Pd riformisti, che modifica il criterio di elezione del Csm eliminando il collegio nazionale e introducendo i collegi territoriali, per spezzare il gioco delle correnti e andare incontro alla concretizzazione dei moniti del Presidente della Repubblica.
Spendere ‘presto e bene’ le risorse, tante, che l'Ue sta per metterci a disposizione per la ripartenza. Ma facendo un passo in avanti, perché se applichiamo al Recovery found il meccanismo dei Fondi di Coesione (da Bruxelles a Roma, da Roma alle Regioni, dalle Regioni a una miriade di beneficiari) passeremo anni e anni prima di vedere spesi i soldi. Sul piano dei beneficiari occorrono Piani Operativi Nazionali per opere infrastrutturali di rilevanza strategica complessiva (5G, alta velocità, green communities, per fare tre esempi) e poi un fortissimo coinvolgimento degli enti locali per la spesa. I Comuni spendono meglio e più in fretta di Stato e Regioni. Fidiamoci di loro. Lo Stato stabilisca il quadro, le Regioni facciano la pianificazione, i Comuni spendano. Senza sovrapposizioni”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, in un post su Facebook dal titolo “Il foglio del come” in cui chiede di superare “il solito profluvio di opinioni, interventi, moniti, attacchi obliqui” per evitare che “tutto rimanga esattamente come prima”. “Sembriamo un paese condannato davvero al ‘giorno della marmotta’. Eppure - scrive il deputato Dem - la politica e il riformismo serve per andare avanti, non per pestare l'acqua nel mortaio”.
 

16/06/2020 - 17:26

"L'incontro di oggi fra i ministri italiano e elvetico degli esteri segna un passaggio importante nella relazione tra i nostri paesi, che all'indomani della drammatica crisi Covid19 consente di proseguire una reciproca azione di collaborazione dalla quale tutti i Paesi hanno reciproca convenienza.
L'integrazione delle economie di confine, ben rappresentata da un lato dalla indispensabilità dei lavoratori italiani in alcuni comparti chiave svizzeri come la sanità e dalla rilevanza nel comparto turistico-commerciale della domanda espressa da cittadini elvetici, esce rafforzata dall'incontro tra il ministro Di Maio e il suo omologo svizzero Ignazio Cassis.
Le dichiarazioni del ministro Di Maio sull'esigenza di salvaguardare i frontalieri e il quadro di relazioni con la Svizzera smentiscono coloro che, per meschina finalità di polemica politica interna, hanno ingiustamente nelle scorse settimane accusato l'esecutivo italiano e le forze di maggioranza di non volersi interessare del tema. Se oggi si riaprono finalmente le frontiere, contribuendo alla ripresa economica dei territori italiani di confine duramente provati nel loro tessuto economico dalla crisi Covid, è perchè il governo e la maggioranza hanno operosamente lavorato in questa direzione. Le dichiarazioni del capo della diplomazia elvetica Cassis, che ha ribadito la competenza federale in materia di accordi internazionali sullo status dei frontalieri, sgombrano il campo rispetto alle aspettative dei sovranisti ticinesi e dell'ultradestra svizzera che da questo vertice si attendevano evidentemente cose che non sono arrivate. E in tal senso, l'attenzione e la determinazione mostrata dal ministro Di Maio sta a dimostrare che tutta la maggioranza su questo dossier sta lavorando, senza fughe in avanti e senza ambiguità".

Lo dichiara in una nota L'on. Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd a Montecitorio.

10/06/2020 - 14:50

“Zaia non sia generico, ma si rivolga ai suoi alleati di Fratelli d’Italia che stanno bloccando il Parlamento per chiedere uno slittamento all’infinito della data delle elezioni e di Forza Italia che pretende di non fare l’election day. Se dipendesse da noi, il decreto sarebbe già stato da tempo licenziato. Le responsabilità su chi stia bloccando i lavori sono molto chiare, e stanno tutte nel campo del centrodestra a cui appartiene il presidente Zaia”.

Lo dichiara Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

10/06/2020 - 10:34

“Sul Corriere della Sera la vicepresidente UE Věra Jourová conferma quanto già analizzato dal Copasir su fake-news e pandemia. Una attestazione importante e autorevole, che da un lato certifica il nostro lavoro e dall’altro richiama all’attenzione su un fenomeno in atto.” Lo scrive su Twitter il deputato dem Enrico Borghi, membro della commissione Difesa della Camera e componente del Copasir.

09/06/2020 - 19:29

“Fuori, ruggisce una società che sta per infilarsi dentro la crisi –economica, sociale e chissà anche cos’altro.
Dentro, il rito dell’ostruzionismo ci inchioda in surreali discussioni comprensibili ai più come un trattato scritto in sanscrito.
Non ci vuol molto a capire su quale sentiero siamo incamminati (tutti quanti, maggioranza e opposizione…) se non poniamo fine rapidamente a questo processo di dissociazione tra la vita reale e la bolla mediatico-autoreferenziale di chi (noi) sta in quello che Pasolini definiva “Palazzo”, e che oggi appare surrealmente come una cattedrale gotica svuotata nella quale si celebra un rito stanco e che rischia irrimediabilmente una pericolosa incomprensione.
Ma forse, è come diceva Guccini, “ è difficile  spiegare,  è difficile capire se non hai capito già”. Lo scrive su facebook Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera.

05/06/2020 - 18:14

“Il PD ha presentato un emendamento al Decreto Rilancio a tutela dei lavoratori frontalieri italiani che non risultano già coperti da forme di protezione sanitaria e economica previsti dalla legge o da contratti di lavoro individuali e collettivi applicati dal Paese estero, affidando all’INPS l’erogazione delle misure necessarie. Queste le misure previste dall’emendamento presentato dai deputati democratici in Commissione Bilancio e segnalato al governo: equiparare il periodo trascorso in quarantena da covid-19 con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria alla condizione di malattia ai fini del trattamento economico anche per i lavoratori frontalieri; accordare loro la possibilità di usufruire di permessi retribuiti di dodici giorni complessivi usufruibili per i mesi di maggio e giugno 2020;  estendere ai lavoratori frontalieri titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, ai lavoratori subordinati, ai titolari di partita Iva che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro frontaliere a far data dal 23 febbraio 2020 l’indennità di 600 euro per i mesi di marzo aprile e maggio 2020 ovvero, il trattamento previsto dal reddito di emergenza; estendere le misure dei congedi parentali a sostegno dei lavoratori frontalieri.”. Lo dichiarano i deputati democratici Chiara Braga, Enrico Borghi e Debora Serracchiani, primi firmatari dell’emendamento a tutela dei lavoratori frontalieri. 
“Un emendamento che vuole garantire un’equità di trattamento a tutti i lavoratori frontalieri che hanno subito pesanti contraccolpi per effetto delle conseguenze economiche della pandemia  da covid-19. Lasciamo ad altri le polemiche inutili, noi continuiamo nell’impegno costante di questi mesi a favore dei lavoratori frontalieri”.

05/06/2020 - 16:05

Il Consiglio dei Ministri, riunito oggi venerdì 5 giugno 2020 alle ore 10.50 a Palazzo Chigi,  su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha deliberato di impugnare di fronte alla Corte Costituzionale la legge della Regione Lombardia n° 5 del 08/04/2020 recante "Disciplina delle modalità e delle procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche in Lombardia e determinazione del canone in attuazione dell'art. 12 del d. lgvo 16 marzo  199, n. 79, come modificato dall'articolo 11 quater del decreto-legge 14 dicembre 2018, n° 135 convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12".
A giudizio del Governo, la norma lombarda di attuazione del cosiddetto "decreto semplificazioni" varato dal governo giallo-verde, ha violato gli articoli 9 e 117, secondo comma, della Costituzione, che attribuiscono allo Stato la competenza legislativa in materia di ordinamento civile e materia del paesaggio, e ha violato altresì l'articolo 117, terzo comma, della Costituzione con riguardo alla materia produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia, nonché gli articoli 42 e 43 della Costituzione i quali impongono alla legge di riconoscere un indennizzo ai privati che subiscano limitazioni nella disponibilità di beni di loro proprietà o necessari per lo svolgimento di un'attività di impresa.
La decisione viene commentata così dall'on. Enrico Borghi (Pd), consigliere speciale del governo per la montagna: "La decisione del Consiglio dei Ministri è ineccepibile, e conferma che la volontà tetragona della Regione Lombardia di infilarsi nel ginepraio giuridico creato dalla norma pasticciata del decreto semplificazioni anziché convenire con noi su un processo condiviso di riforma che evitasse il blocco del sistema sia stato un errore, dettato da pure esigenze di natura propagandistica. Siamo al secondo ricorso davanti alla Corte Costituzionale, dopo quello già promosso lo scorso anno dalla Regione Toscana, su questa materia. E già si annuncia una pioggia di ricorsi da parte dei concessionari interessati. Eravamo stati facili profeti, quando preconizzavamo il rischio del blocco del sistema a causa di una norma mal fatta targata Lega. Motivo in più per procedere sul percorso di riforma del sistema, come da noi proposto, che tenga conto  dell'esigenza di assicurare stabilità e certezza del diritto al comparto, obbligo e certezza di investimenti, coinvolgimento pieno dei territori e degli enti locali, protezione dal rischio di scalate estere e pieno rispetto delle competenze legislative e amministrative di tutti gli attori istituzionali in campo".

05/06/2020 - 15:40

Lo comunica l'on. Enrico Borghi (Pd), consigliere speciale del governo per la montagna

Si sblocca la questione delle autorizzazioni per la riapertura degli impianti di risalita nelle aree montane, oggetto nei giorni scorsi di fitte interlocuzioni tra le associazioni di categoria, i sindaci delle stazioni turistiche montane, le Regioni, i parlamentari e il governo dopo la previsione del DPCM dello scorso 17 maggio che -al fine di contenere le possibile situazioni di contagio da Covid19- aveva stabilito che gli impianti a fune dovevano restare chiusi fino alla data del 14 giugno 2020.
Della vicenda si è occupato anche il deputato piemontese Enrico Borghi (Pd), che nella sua funzione di consigliere speciale del governo per la montagna oggi comunica gli sviluppi della questione.
"In queste ore -dichiara l'on. Enrico Borghi- il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con una nota firmata dal capo di gabinetto del Ministro, consigliere Alberto Stancanelli, ha annunciato che ai sensi del Decreto legge 16 maggio 2020, n.33, le Regioni interessate possono introdurre da subito misure derogatorie ampliative o restrittive, rispetto a quelle disposte con Dpcm, in relazione alla situazione epidemiologica del territorio. Nella medesima nota, si fa presente che a valle del termine del 14 giugno sarà presumibilmente possibile riaprire gli impianti con le precauzioni  previste in materia di prevenzione sanitaria, e quindi si ritiene che nel frattempo si possa procedere a programmare la ripresa delle attività per la stagione estiva e ad avviare tutte le operazioni propedeutiche per la riapertura degli impianti, come ad esempio le manutenzioni, le verifiche e le prove funzionali finalizzate all'apertura. Ci siamo attivati in questi giorni per contemperare l'interesse pubblico alla salute dei cittadini con la ripresa delle attività turistiche e commerciali, e ringrazio in tal senso i ministri De Micheli e Boccia per il lavoro che hanno svolto, raccogliendo le istanze da noi portate sul tavolo del governo.
Ora la palla passa alle Regioni, che nell'ambito delle rispettive competenze potranno attivarsi per sbloccare definitivamente la riapertura degli impianti di risalita in montagna, assicurando quindi la ripresa delle attività turistiche e commerciali con l'imminenza della stagione estiva".

05/06/2020 - 14:01

“La Svizzera intende revocare le vigenti restrizioni d’entrata nei confronti di tutti gli stati dell’Unione Europea a partire dal 15 giugno. La comunicazione giunta oggi dalla consigliera federale Karin Keller-Sutter, che ha informato il Consiglio Federale circa la volontà del Dipartimento federale di Giustizia e polizia che intende revocare le vigenti restrizioni in entrata in Svizzera a decorrere dal 15 giugno, va nella direzione delle aspettative che in varie sedi politiche ed istituzionali abbiamo manifestato, dando voce alle esigenze dei territori di confine.
Abbiamo lavorato in silenzio con la Farnesina in queste settimane, e questo risultato di ritorno progressivo alla normalità potrà andare nella direzione della ripresa economica dei territori di frontiera italiani”.

Lo dichiara l’on. Enrico Borghi,della presidenza Pd a Montecitorio.

05/06/2020 - 09:04

“Il tema delle aree interne è uno dei pilastri dell’azione emendativa che il gruppo del Partito Democratico alla Camera sta predisponendo, sul complesso dell’articolato del Dl Rilancio che sta per partire il proprio iter a Montecitorio. Abbiamo elaborato una serie di proposte per il sostegno delle piccole e medie imprese delle aree interne, per la valorizzazione delle attività di Smart working, di estensione delle misure del super-eco bonus ai centri storici dei paesi sotto i 5.000 abitanti.
Proposte che porteremo all'attenzione del confronto parlamentare, e che speriamo vengano sostenute non solo dalla maggioranza ma anche da altre forze politiche. Certo è complicato prevedere stanziamenti a livello nazionale -da ultimo i 120 milioni stanziati per il sostegno alle attività economiche, commerciali e artigianali- quando si assiste a livello regionale ad una inerzia non spiegabile per dare seguito alle procedure burocratiche connesse con l’attuazione della SNAI.
Penso in particolare alla Regione Piemonte, la più lenta di tutto il Nord Italia ad implementare le misure di propria competenza. Emblematico è il caso delle prime due aree selezionate. La prima area, la Valle Maira e Grana, ha visto la firma dell’Accordo di Programma Quadro un anno fa, e in un anno la Regione non ha ancora provveduto a richiedere l’anticipo dei fondi previsto dalla normativa per girarlo ai Comuni. La seconda area, la Val d’Ossola, da mesi ha trasmesso a Torino tutte le integrazioni necessarie e si attende una delibera di approvazione dell’APQ da parte della Giunta Regionale che non arriva, tenendo bloccati 12 milioni di investimenti stanziati da anni.
Questa inerzia rischia di ripercuotersi anche a danno della terza e quarta area sperimentali individuali, le Valli di Lanzo e la Valle Bormida, che rischiano di arrivare lunghe e non poter rispettare poi i vincoli di rendicontazione fissati dall’Unione Europea.
C’è bisogno che la Regione si allinei in termini di efficienza e di attuazione, perché diversamente rischiamo di allocare risorse finanziare anche importanti e poi di vederle lasciate ferme per inspiegabili motivi. Faccio una volta di più un appello al Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, perché si attivi in questa direzione. Per parte nostra, continueremo nell'azione di sostegno ai territori montani e delle aree interne nei prossimi provvedimenti parlamentari”.

Lo dichiara in una nota l’on. Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio.

03/06/2020 - 18:40

“Però eviterei definizioni tipo il “Piano di Rinascita Democratica” oppure “programma di rinascita nazionale”. Almeno per la memoria di Tina Anselmi”.

Così su Twitter il deputato dem Enrico Borghi della presidenza del Gruppo. 

02/06/2020 - 19:29

Ve lo immaginate un 14 luglio in Francia, fatto non della parata del Presidente sugli Champs Elysees, ma di manifestazioni di “gilet gialli” da un lato e di utilizzo del tricolore da parte delle opposizioni dall’altro? Impensabile.
Ve lo immaginate un 4 luglio negli Stati Uniti, con i Democratici che si impossessano della “Stars and Stripes” per farne un’arma contundente contro il Presidente degli USA, Donald Trump? Impossibile.
Nelle democrazie mature, i momenti fondanti della vita di una comunità nazionale non sono oggetto di divisioni, ma motivo di unità.
Domani si celebra la nascita della Repubblica Italiana, una Repubblica generatasi dopo un evento luttuoso e traumatico come la II guerra mondiale -vissuta fin dentro le carni profonde del nostro tessuto sociale- e nata dal primo, grande atto di libertà nel quale il popolo italiano tutto si assumeva su di sè con il voto la responsabilità del proprio futuro.
Per questo, il 2 giugno dovrebbe essere la festa di tutti gli Italiani, e il Tricolore dovrebbe essere usato per unire, non per dividere.
Invece, non sarà così. L’opposizione di destra, che in una sua parte già sul 25 Aprile mostra di avere ancora i nervi scoperti, ha deciso di impiegare la giornata della festa di tutti per mettere in scena una serie di manifestazioni che, se assolutamente legittime sul piano politico, stridono sotto il profilo della volontà di costruire e investire sulla coesione sociale.
Fin dalle scelte al limite del provocatorio (come il tentativo di utilizzare l’Altare della Patria prima del Presidente della Repubblica, come se il Capo dello Stato nel rendere omaggio al Milite Ignoto non lo facesse a nome di tutti gli Italiani, ma solo di una parte!), l’opposizione ha deciso di posizionarsi su un crinale molto noto, che per la verità in passato non portò grande successo a chi lo professava.
Anzichè decidere di incalzarci sul piano della qualità dell’azione di governo e del progetto politico per il governo della crisi, gli slogan della destra sembrano essere incentrati sulla logica da un lato del “tanto peggio tanto meglio”, e dall’altro del consueto “più uno”.

Buona Festa della Repubblica a tutte e a tutti.

Lo scrive su Facebook il deputato democratico Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd

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