10/04/2020 - 16:55

“Dispiace che Buffagni, in questi momenti di emergenza, perda tempo prezioso con dell’inutile propaganda. Premesso che i deputati e i senatori del Pd hanno raccolto e stanno raccogliendo circa duecentomila euro per la Protezione civile e le numerose raccolte locali, non si capisce perché non si possa discutere di un contributo di solidarietà da parte di chi ha redditi molto elevati a favore di chi, avendo redditi molto bassi o addirittura nulli, soffre maggiormente questa situazione di crisi. Non è tempo di battutine, cerchiamo tutti di essere seri e di aiutare chi più si trova in difficoltà”.

Lo dichiara Enrico Borghi, della presidenza Pd alla Camera dei Deputati.

09/04/2020 - 15:56

“Il Sindaco di Verbania, Silvia Marchionini, oggi ha sollevato con una lettera pubblica l’incresciosa situazione del laboratorio analisi della città lacustre, presso la quale ormai da oltre venti giorni è presente un macchinario per l’analisi dei tamponi - donato dall’Unione Montana delle Valli dell’Ossola - inspiegabilmente fermo per una non meglio specificata carenza di reagenti. La situazione sta creando numerosi problemi al territorio del Verbano Cusio Ossola, i cui tamponi vengono processati nelle strutture di Novara, con lungaggini e tempi persi che in questi giorni decisivi. Perché il laboratorio di Verbania non parte? Perché il macchinario donato è ancora fermo, dopo che la Stampa aveva nei giorni scorsi a più riprese annunciato l’avvio del servizio? L’ASL e la Regione Piemonte hanno il dovere di attivarsi e di rispondere al Sindaco di Verbania. Invito anche il Prefetto ad attenzionare la vicenda, e ad attivarsi di conseguenza”

Lo dichiara Enrico Borghi, della presidenza Pd alla Camera dei Deputati.

07/04/2020 - 19:04

La situazione nelle Rsa piemontesi sta diventando, di ora in ora, sempre più preoccupante. Il numero dei decessi è in aumento, completamente fuori dimensione rispetto alla dinamica della curva del contagio nella società, e il numero di contagi e decessi è sicuramente e decisamente superiore a quelli rilevati.Ad oggi non abbiamo i dati corretti delle dimensioni del fenomeno. Nelle prossime ore rischiamo il collasso del sistema delle Rsa e delle Case di Riposo, perchè l'esponenzialità del contagio degli ospiti unito alla quarantena obbligatoria del personale determina la tempesta perfetta. Molte strutture sono di piccole e medie dimensioni, e quindi rischiano seriamente di non trovarsi più nella condizione di disporre del personale adeguato e di coprire i turni  per poter far fronte alle esigenze di una utenza delicata ed esposta. Non si può procedere con logiche burocratiche o con la politica dello struzzo. Serve con immediatezza uno screening a tappeto di tutte le strutture, perchè non sono credibili i numeri attualmente in campo, con la capacità di analizzare la risposta anticorpale perchè il semplice tampone non risolve da solo l'intera problematica, e conseguentemente occorrono misure straordinarie, sia sul versate della assunzione di personale sia sull'assunzione di responsabilità di chiusura di strutture che si dovessero rivelare dei focolai attivi in corso. Serve immediatamente un bando regionale di reclutamento straordinario a tempo determinato di personale, come contemplato dai decreti varati dal governo. Ad integrazione di ciò,
Il ministro Boccia ha chiarito che qualora ci fossero esigenze di ulteriori task force della Protezione Civile, il governo è immediatamente disponibile ad attivarsi per le RSA all'istanze su richiesta delle Regioni con la consueta, massima collaborazione. Non risulta che la Regione Piemonte si sia attivata in tal senso, mentre dai territori emergono le notizie preoccupanti delle RSA dove inizia a mancare il personale che viene rintracciato in maniera talora abborracciata. Non possiamo più tergiversare."

Lo dichiara in una nota l'on. Enrico Borghi, della presidenza Pd alla Camera dei Deputati.

07/04/2020 - 16:59

"Non si capisce la logica per la quale, in Piemonte, il Presidente della Regione abbia dimenticato gli operatori delle Forze Armate tra i beneficiari dell'accesso prioritario ai generi alimentari e di prima necessità, giustamente previsto per altri operatori impegnati nella gestione della crisi sanitaria. Vogliamo supporre e sperare che si sia trattato di una mera svista burocratica, di quelle che possono capitare quando si scrivono ordinanze per far fronte a situazioni di emergenza. In tal caso, come Partito Democratico invitiamo il Presidente Cirio a porre mano rapidamente ad una modifica del testo, chiarendo che il Piemonte riconosce anche ai membri delle Forze Armate - alle quali va il nostro ringraziamento e il nostro apprezzamento per la meritoria opera che stanno svolgendo al pari di molti altri soggetti - l'accesso prioritario agli esercizi di prima necessità".

Lo dichiara in una nota l'on. Enrico Borghi, della presidenza Pd a Montecitorio e membro della Commissione Difesa della Camera

30/03/2020 - 12:56

“I poteri dello Stato in materia di protezione dell’interesse strategico nazionale vanno estesi in fretta e bene, sia in profondità che in allargamento. L’emergenza in corso, fra le altre cose, ci sta regalando una severa lezione, che mette in profonda discussione alcuni presupposti quasi ideologici di un passato abbattuto dall’epidemia. Si pensi ad esempio al comparto dell’energia, oscillato tra l’esaltazione del libero mercato che rischia di aprire la strada alla nostra colonizzazione economica e la dinamica autarchica e localistica inserita ad esempio nel decreto semplificazioni che toglie allo Stato ogni competenza in una materia strategica e delicatissima come l’energia idroelettrica. Bisogna allargare il campo, per comprendere nella protezione statale non solo i soggetti che detengono titoli del debito pubblico, ma anche settori decisivi come il farmaceutico, il biomedico, la ricerca genomica per fare alcuni esempi. E bisogna andare in profondità, perchè questa emergenza è anche uno stress-test su una normativa di settore che vede ancora decreti attuativi mancanti all’appello e perchè l’esercizio dei poteri speciali deve vedere un rafforzamento di tutte le strutture pubbliche chiamate a sostenere il governo nell’esercizio di questi poteri speciali. Si parla spesso, e sovente a sproposito, di sovranismo. E’ bene dire che senza una protezione dei nostri asset strategici e fondamentali, ogni esercizio di retorica in tal senso risulta essere pari al concetto di chiacchiera. È il momento questo del patriottismo, e l’estensione del golden power rappresenta il caposaldo di questa nuova linea del Piave che stiamo vivendo”.

 Lo dichiara in una nota l’on. Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd a Montecitorio e rappresentante del Pd all’interno del Copasir.

13/03/2020 - 12:47

“Riteniamo che la CONSOB debba verificare se esistano le condizioni per una ispezione su eventuali atti speculativi legati alla giornata borsistica di ieri in connessione con le dichiarazioni rese dalla presidente della Banca Centrale Europea, Chistine Lagarde.

A breve depositeremo una interrogazione parlamentare per sollecitare le autorità competenti a compiere tutte le verifiche e le indagini su eventuali attività speculative, connesse o conseguenti alle dichiarazioni della presidente Lagarde.

Il sistema produttivo italiano è molto fragile in questi giorni, e nelle ore in cui a seguito di mal ponderate dichiarazioni sta precipitando la capitalizzazione di molte imprese bisogna mantenere molto alta l’ attenzione contro il rischio che vi possano essere operazioni speculative che mirino ad acquistare patrimoni industriali, tecnologici e scientifici nazionali, oltre a marchi storici del “Made in Italy”.

Crediamo che le competenti autorità debbano verificare con scrupolo ed attenzione se siano o meno in atto attività fondate su intenti speculativi o strategie a danno delle imprese a capitalizzazione italiana, tema che aprirebbe a inquietanti scenari sui possibili effetti depressivi sul tessuto produttivo e sui livelli occupazioni da potenziali intenti predatori sul mercato.”

Lo dichiarano in una nota congiunta l’on. Carmelo Miceli, membro della segreteria nazionale del Pd con delega alla sicurezza, e l’on. Enrico Borghi, deputato Pd e membro del COPASIR.

13/03/2020 - 10:38
“Il Canton Ticino stamane ha decretato una serie di misure restrittive di contenimento del Coronavirus, tra le quali la chiusura di tutte le scuole dell’obbligo da lunedì. È stata recepita la richiesta avanzata anche dall’Italia, della quale ci siamo fatti interpreti. Ringrazio le competenti autorità federali e cantonali, oltre che il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e la Farnesina per la determinante azione  svolta.”

Lo dichiara in una nota l’on. Enrico Borghi, della presidenza Pd alla Camera, che nei giorni scorsi si era reso protagonista di una iniziativa parlamentare in tal senso.

 

13/03/2020 - 10:19

“Chi mi conosce sa che sono un europeista. E lo sono ancora di più alla luce della vicenda del Coronavirus, la cui emergenza ovviamente non  si cura di frontiere, stati nazionali, divisioni. Il virus non si ferma ad un check-point, non ha i timbri sul passaporto, non valuta le condizioni geopolitiche. Semplicemente si espande, secondo la logica della natura che è diversa da quella degli uomini. Di fronte all’emergenza, continuiamo a marciare a ranghi sparsi, tra qualche dichiarazione farneticante tardo imperialista di Boris Johnson e i giochi degli specchi un pò sciovinisti di Macron costretto ad importare  misure “à l’italienne” ma senza poterlo dire. Ma l’imperizia più grande (voglio chiamarla così, voglio sperare che non sia altro) sul piano europeo sono state le parole incredibili di Christine Lagarde ieri. Così non può funzionare! Se di fronte ad una crisi potenzialmente epocale, che può creare macerie sociali ed economiche nelle nostre realtà, a Francoforte si mette in soffitta il “bazooka”e la linea Draghi, per acconciarsi su una burocratica gestione modello Fondo Monetario Internazionale, sperando sostanzialmente di scaricare la patata bollente su Commissione e Stati membri, si commette un errore esiziale per l’intera Unione Europea.” Lo scrive sul suo profilo Facebook Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera. 

“La Lagarde - sottolinea il deputato dem - con le sue improvvide dichiarazioni, non è solo responsabile del più pesante crollo di Borsa (ovvero del più grande impoverimento) mai registratosi sulla piazza di Milano (nella quale, se devo dirla tutta, non mi entusiasma certo una figura come Paolo Savona al volante della CONSOB). No, lei è responsabile di qualcosa di più profondo: della capacità della UE di far fronte ad una crisi sistemica dalla quale -che ci piaccia o meno- usciremo tutti diversi. Per questo ho scelto la fotografia di Dresda dopo il bombardamento, per commentare la situazione. Perchè fu per ricostruire ed evitare queste cose che nacque l’Europa comunitaria. Se l’Europa perde la sua anima, trasformandosi solo in una zona di libero scambio nella quale chi deve governare si affida al cinismo di una mano invisibile che non esiste (se non per generare ingiustizie), faremo la fine di Dresda. C’è tempo per cambiare la rotta,a cominciare dall’Eurogruppo del 16 marzo. Ma bisogna essere consapevoli che da questa vicenda non ne usciremo se non come Europei. E quindi o seppelliti, se prevarranno i cinismi alla Lagarde, o risorti se si imporranno le culture politiche che hanno fondato l’Europa e che trovano oggi nel presidente Mattarella il suo epigono.”

11/03/2020 - 19:32

“Nella giornata odierna, le autorità del Canton Ticino hanno reso nota la decisione di mantenere aperte le scuole dell’obbligo e di chiudere le scuole post-obbligo dalla giornata di domani fino al prossimo 29 marzo. La decisione assunta parte dal presupposto esattamente opposto a quello attuato in Italia, e cioè il fatto che chiudere le scuole dell’obbligo è una delle condizioni essenziali per il contenimento dell’epidemia da Coronavirus. Chiediamo quindi al Governo quali misure urgenti intenda adottare per richiedere alla Svizzera l’uniformazione degli standard di prevenzione e di profilassi sui livelli di maggiore sicurezza e di più alto contenimento, perché c’è il pericolo che i lavoratori frontalieri vengano esposti a potenziali rischi e conseguentemente ad un allargamento del contagio anzichè ad un suo necessario contenimento”.

Lo spiega il deputato della presidenza del Pd alla Camera, Enrico Borghi, che ha presentato una interrogazione urgente ai ministri della Salute e degli Esteri in tal senso.

09/03/2020 - 13:11

“È il momento di ‘stringersi a coorte’ come dice il nostro inno nazionale, fare tutti la nostra parte per impedire la diffusione del contagio e dare ascolto a scienziati ed esperti che ci chiedono di limitare al massimo le relazioni sociali e pubbliche. È una questione di responsabilità collettiva e individuale”. Così il deputato democratico Enrico Borghi, dalla presidenza del Gruppo Pd di Montecitorio, ai microfoni di “Blu Radio”, emittente radiofonica di Arona che lo ha intervistato sulla sua condizione di sottoposto a quarantena.

“Non ho alcun sintomo - ha continuato Borghi – tuttavia, avendo incontrato il Presidente della Giunta regionale del Piemonte Alberto Cirio, al quale vanno i miei auguri, sono stato posto in isolamento obbligatorio per 14 giorni. Continuo a lavorare da casa, e spero che tutti comprendano l’esigenza di rispettare le indicazioni delle autorità sanitarie perché dobbiamo impedire il collasso delle strutture sanitarie e ospedaliere. Dalla responsabilità di ognuno passa la salvezza della nostra comunità nazionale: tutto insieme ce la faremo”.

 

04/03/2020 - 17:14

“Riteniamo positiva l’esperienza delle autonomie, da consolidare e sviluppare, però in questa situazione di emergenza tutto ci possiamo permettere tranne avere voci dissonanti, e indirizzi diversi, che creano incertezza nei cittadini sule normative da applicare. Per questo chiediamo al ministro per gli Affari regionali quali iniziative intenda prendere per evitare il sovrapporsi a livello locale di prescrizioni differenti per contenere il coronavirus. Misure che potrebbero addirittura porsi in contrasto con quelle adottate a livello nazionale. E se, a suo parere, sia stato svolto in maniera omogenea in tutte le aree del Paese un effettivo controllo pubblico sul servizio sanitario”. 

Lo dichiara Stefano Ceccanti, deputato del Partito democratico, intervenendo in Aula per il question time. 

Nella replica, dopo aver espresso apprezzamento per le parole del ministro Boccia, il deputato democratico Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo, ha ribadito che “il Paese è chiamato ad affrontare un’emergenza, abbiamo quindi bisogno di nervi saldi e di quel principio di leale collaborazione tra le istituzioni previsto dalla Carta costituzionale. Per superare questa situazione abbiamo bisogno di dire tre no: No al sindacalismo istituzionale, per il quale ogni istituzione rivendica a sé brandelli di competenza; No allo scaricabarile, e No alla cacofonia di voci che impedisce di capire la reale linea di comando. E dobbiamo invece dire tre sì: Sì all’organizzazione; Sì alla responsabilità e Sì alla logica della clausola della supremazia statale. Così facendo – conclude Borghi - tutti insieme supereremo questo momento di difficoltà”

26/02/2020 - 18:30

“Non siamo soddisfatti della risposta del Mef secondo cui l’applicazione dell’aliquota agevolata al 5% su prestazioni erogate in Svizzera riguardo alla previdenza professionale obbligatoria per cittadini italiani non sia possibile in quanto non tracciabile. Il Mef fa riferimento ad una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate che a nostro avviso fornisce una interpretazione errata della legge perché comporta una disparità di trattamento nei confronti di pensionati comunque italiani anche se le somme vengono corrisposte a conti correnti in Svizzera e non in Italia.

Provvederemo quindi ad una modifica della legge in modo da chiarire questo nodo interpretativo e ripristinare l’applicabilità della misura agevolativa anche nel caso in cui le somme non siano direttamente ricevute in Italia”. Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Enrico Borghi e Chiara Braga replicando alla risposta del Mef ad una loro interrogazione presentata in commissione Finanze della Camera.

25/02/2020 - 15:33

“Come avevamo auspicato, la conferenza dei capigruppo della Camera ha compiuto una scelta di buon senso. Sarà possibile infatti procedere alla conversione del decreto che contiene misure urgenti sulla grave emergenza del coronavirus senza che questo significhi il blocco dei lavori parlamentari e quindi l’approvazione del decreto intercettazioni. Credo che in questo modo sia stato accolto l’appello a non alimentare divisioni nelle istituzioni e nel Paese in una fase così difficile che tutti dobbiamo affrontare con serietà a fianco di tanti che stanno compiendo ogni sforzo per dare le giuste risposte all’emergenza”.

Lo dichiara il deputato democratico Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo, a margine della conferenza dei capigruppo della Camera.

25/02/2020 - 11:57

“250 ordini del giorno presentati sul decreto Intercettazioni dalle opposizioni. Ma che senso ha? Mentre nella vita reale il Paese vive l’emergenza del Coronavirus, noi rischiamo di trascinare tutta la settimana parlamentare in uno sterile e ozioso ostruzionismo che ci impone di parlare di altro, mentre dovremmo rapidamente passare a esaminare il testo del decreto varato dal governo per contrastare l’emergenza. Avanzo una proposta alle opposizioni: create le condizioni per l’approvazione entro la nottata di oggi del decreto Intercettazioni, e chiediamo - tutte le forze politiche unite, senza inutili polemiche - che da domani l’Aula venga investita della discussione sul Coronavirus. Gli strumenti parlamentari esistono. In un Paese normale, tutte le forze politiche sottoscriverebbero una risoluzione che stabilisce i termini con i quali l’esecutivo deve muoversi. Facciamolo! Chiudiamo rapidamente la pratica del decreto Intercettazioni, e chiediamo che domani il presidente del Consiglio e il ministro della Salute vengano in Aula per comunicazioni immediate e straordinarie. Se lo si vuole, si può. Confidiamo nel senso di responsabilità delle opposizioni”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

24/02/2020 - 18:28

“Le polemiche sollevate dalla Lega in queste ore sul calendario dei lavori della Camera sono inopportune. Come Pd abbiamo proposto, nel corso della Conferenza dei Capigruppo, di anticipare i lavori senza attendere le 24 ore previste dal regolamento allo scopo di esaurire l'esame del decreto intercettazioni e dedicarci da subito al varo del decreto per l'emergenza Coronavirus. Proprio dalla Lega è giunto un diniego in tal senso. Non si comprendono pertanto le motivazioni di queste polemiche”. Lo dichiara il deputato democratico Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo.

“Sarebbe assurdo - aggiunge Borghi – solo pensare di sfruttare l'emergenza sanitaria in corso in alcune parti del Paese per finalità di parte e pura propaganda. Per parte nostra, siamo quindi pronti a ultimare con il voto di fiducia e il voto sul provvedimento finale i lavori sul decreto intercettazioni. Se vi sarà la collaborazione, che auspichiamo, delle opposizioni, subito dopo e quindi nel corso di questa settimana l'aula potrà dedicarsi all'emergenza Coronavirus rendendo subito definitive sul piano legislativo le misure per far fronte alla grave situazione sanitaria in corso”.

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