17/10/2019 - 17:24

“Il percorso tratteggiato oggi dal ministro Boccia per il raggiungimento dell’autonomia differenziata appare riguardoso delle prerogative costituzionali e raggiunge l’obiettivo di conseguire, al tempo stesso, la modernizzazione del sistema istituzionale e la coesione del Paese. Ed inoltre si mostra rispettoso delle competenze del Parlamento, a differenza del precedente impianto leghista che esautorava le Camere, silenziava il confronto e immaginava una secessione mascherata. L’attuazione del 3° comma dell’articolo 116 della Costituzione - aggiunge il deputato dem - è un obiettivo della nuova maggioranza di governo, e per essere realizzato in maniera reale deve necessariamente tenere conto di tutto il ‘pacchetto’ costituzionale interessato: dall’articolo 114, che stabilisce l’equiordinazione dei livelli di governo, al 117 relativo alle funzioni, al 118 che assegna ai Comuni tutte le funzioni amministrative sulla base dei principi di sussidiarità, adeguatezza e differenziazione, fino a giungere al 119 che prevede i fondamentali concetti dell’autonomia finanziaria degli enti e della perequazione per i territori con minore capacità fiscale per abitante”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

“E’ molto positivo - aggiunge il deputato Pd - che il governo stia pensando a una legge-quadro, sulla quale poi imperniare le singole intese regionali, e soprattutto che l’indirizzo sia quello di andare verso la determinazione di risorse certe e riconoscimento delle aree in ritardo di sviluppo su scala provinciale. Questo consentirà, da un lato, di creare una autonomia rispettosa delle prerogative unitarie dello Stato, delle competenze legislative delle Regioni e delle funzioni amministrative dei Comuni e, dall’altro, di consentire che il processo di autonomia sia propedeutico alla diminuzione delle sperequazioni territoriali, anziché da detonatore delle differenze non solo tra Nord e Sud, ma anche tra città e aree interne, tra aree urbane e zone rurali o montane. E’ evidente che dentro tale processo si deve inserire, a questo punto, la riforma degli enti locali e del loro modello di fiscalità. Ed è in questa cornice - conclude Enrico Borghi - che si devono inserire i concetti di semplificazione e modernizzazione del sistema istituzionale e amministrativo dell’Italia”.

14/10/2019 - 15:49

"Giulio Pastore, fondatore della CISL e leader storico della sinistra sociale della DC, moriva esattamente 50 anni fa dopo una vita spesa al servizio dei lavoratori e dei territori depressi (come si diceva allora). Il ricordo fatto oggi a Roma per iniziativa della Cisl, alla presenza del Presidente della Repubblica, al quale ho partecipato in rappresentanza dei Deputati PD, ha fatto emergere una volta di più la grande attualità del suo lavoro e della sua opera. Il valore dell’autonomia sindacale, dell’emancipazione dei lavoratori dalla demagogia facile, unita alla risposta istituzionale aI bisogno come motivo di affermazione della democrazia e alla crescita formativa e professionale dei singoli sono ancora le chiavi con le quali affrontare i problemi dell’oggi. Aggiungo un dato: Giulio Pastore fu direttore di due periodici (“Il Monte Rosa” di Varallo e “Il Cittadino” di Monza) e per due volte, piuttosto che sottomettersi alle prepotenze fasciste, lasciò la guida delle pubblicazioni. Un esempio di schiena dritta che -anche per questo- ha uno straordinario valore per l’attualità".

Lo dichiara il deputato democratico Enrico Borghi, della presidenza del gruppo.

11/10/2019 - 10:25

“Nel ‘decreto-legge recante misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti’, il governo - grazie all’azione del viceministro Anna Ascani che avevo sollecitato in proposito - ha inserito integralmente il testo di una Pdl presentata a firma mia e della collega Serracchiani che risolve il problema della copertura finanziaria del servizio scuolabus nei piccoli comuni. Ringrazio il viceministro dell’operato decisivo. In sede di conversione, opereremo per la conferma definitiva della norma”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, in un post sul suo profilo Facebook.

08/10/2019 - 10:21

“Leggo, piuttosto sconcertato, sul Giornale di oggi che Augusto Minzolini mi attribuisce, con una frase mai pronunciata, un concetto relativo all’esigenza di ‘lasciare i moderati a Renzi’ che corrisponde esattamente all’opposto del mio pensiero. Nella conversazione fatta ieri in Transatlantico con Minzolini, dopo due battute sul taglio dei parlamentari, ho fatto un passaggio sulla vicenda portoghese con una frase in spagnolo che evidentemente non è stata compresa dal mio interlocutore, che ha liberamente interpretato confondendo probabilmente il proprio pensiero col mio. La prossima volta mi esprimerò rigorosamente in italiano. Per la cronaca, infine, Costa ha vinto le elezioni in Portogallo perché il Ps ha preso i voti anche al centro. Esattamente quello che dobbiamo fare in Italia”.

07/10/2019 - 17:48

“La riforma che noi ci apprestiamo a votare parte da un assunto: per noi quello sul taglio degli eletti è un accordo politico e un passaggio in avanti significativo rispetto alle precedenti tre stesure”. Lo ha dichiarato in Aula Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera.

“Non solo – ha continuato - perché vi è una costruzione complessiva, un'idea, un progetto, un pensiero di come debbano essere le istituzioni repubblicane ma anche un sostanziale passo in avanti rispetto alla precedente giustapposizione fra partner di Governo. Vogliamo anche rimarcare l'importanza che noi attribuiamo al fatto che, fra poche ore, tutti i capigruppo della maggioranza su questo tema esprimeranno un documento congiunto. È un passo in avanti significativo, in un rapporto di fiducia tra forze politiche, perché la differenza che c'è tra il contratto e un accordo politico: noi non abbiamo bisogno di un notaio, di firmare fideiussioni o cambiali in bianco. Noi ci assumiamo reciprocamente degli impegni e, sotto questo profilo, il Partito Democratico, per primo, fa un passo in avanti, nella consapevolezza che altri ne seguiranno da parte degli altri partner di Governo”.

“L’antipolitica si è radicata in questi anni, anche a causa della chiusura a oligopolio dei partiti, di tutti i partiti, quelli vecchi e quelli nuovi. Questo tentativo vuole essere anche la scommessa con la quale archiviamo le troppe stagioni improduttive con le quali si è risposto alle crisi che hanno attraversato la nostra Repubblica in maniera sterile. È un tentativo di riprendere in mano un'idea di politica, in cui i partiti non siano più sovrastrutture della società, ma il luogo del dialogo dei cittadini”, ha concluso.

03/10/2019 - 11:18

“Con la scomparsa di Giorgio Squinzi, l’Italia perde un grande imprenditore e un galantuomo che ha saputo trasformare un’azienda familiare in una multinazionale tra le più significative in Europa e nel mondo. E’ stato un esempio di come si possa fare impresa, sui versanti sia dell’innovazione che della capacità di stabilire proficue relazioni industriali, sia con i propri dipendenti, che con i territori nei quali ha deciso di investire. A tale riguardo, non posso tacere quanto sia stato importante l’impegno di Squinzi per il rilancio dello storico marchio Vinavil, che ha consentito in una zona a declino industriale come la Valle Ossola di salvaguardare l’unità produttiva di Villadossola, da lui trasformata in un esempio di positiva relazione tra la produzione chimica e l’ambiente. Anche per questo, il nostro pensiero di cordoglio deve intrecciarsi con un sentimento di gratitudine”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

30/09/2019 - 13:18

“Consiglio al presidente, Giuseppe Conte, e al ministro, Sergio Costa: l’Italia la sua legge sulla green economy ce l’ha già! È la 221/2015, nota come ‘Collegato ambientale’. Peccato che i decreti attuativi sono rimasti nei cassetti. Sblocchiamo questa, e avremo il Green New Deal”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, sul suo profilo Twitter.

19/09/2019 - 17:30

"IL 99,9% del nostro tempo lo dedichiamo alla soluzione dei problemi che attanagliano l'Italia”. Lo ha dichiarato Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, nel corso di una diretta radiofonica a Radio Radicale per la rubrica "Filo Diretto".

“Ci dedichiamo cioè – continua - a evitare l'aumento IVA, far ripartire l'economia, creare le condizioni per il lavoro, ridurre la disparità uomo-donna e le differenze territoriali nel nostro Paese, e più in generale attuare il programma del governo al quale abbiamo dato convintamente la fiducia. I nostri interlocutori sono il Presidente del Consiglio, i capigruppo dei 5 stelle in Camera e Senato e i deputati e senatori pentastellati con il quali stiamo iniziando a lavorare proficuamente nelle commissioni. Lo 0,01% del tempo che ci rimane, se proprio vogliamo fare salotto, possiamo eventualmente anche dedicarlo alle opinioni del signor Di Battista”.

“Non sprechiamo energie e tempo in parole, dedichiamoci al lavoro concreto e alla soluzione dei problemi degli Italiani", conclude.

17/09/2019 - 17:40

“Sono stato molto confortato dal fatto che nessuno dei presenti dell’incontro con gli scritti e i simpatizzanti del Pd a cui ho partecipato ieri sera a Verbania, sia intervenuto a sostegno delle ragioni della scissione promossa da Matteo Renzi, ma al contrario sono emerse da un lato preoccupazioni e sbigottimento per una scelta che appare incomprensibile e dall’altro determinazione a procedere nella piena consapevolezza della complessità del momento”. Lo scrive su Facebook Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera.

“Un partito – continua – è una esperienza collettiva per concretizzare nella storia valori, principi e pensiero in una logica di organizzazione degli interessi in funzione del bene comune. In questa ottica, ritengo che le motivazioni che ci portarono a fondare il Partito Democratico siano ancora tutte valide, e confesso di non comprendere le motivazioni politiche e strategiche di un strappo come quello imposto. Ho condiviso la stagione di Matteo Renzi alla guida del partito e del governo. Non ho né abiure né rinnegamenti in tal senso. Ma proprio per questo fatico a rivedere le ragioni del riformismo, della modernizzazione del Paese e del cambiamento del sistema in un partito frutto non di una operazione sociale e culturale ma di un puro posizionamento parlamentare. Mi spiace che esperienze e potenzialità di grande valore decidano di restringersi in qualcos’altro che ricorda il PRI di La Malfa e che temo possa avere anche qualche sembianza dell’Udeur. Le ragioni del riformismo - resto di questa opinione - si applicano e si praticano all’interno di un partito a vocazione maggioritaria socialmente e politicamente, senza imboccare la pericolosa spirale del partito personalistico, senza perdere la visione di insieme e il senso della prospettiva.  Per questo, sia pure nella complessità della vicenda, il Pd resta la mia casa ed in essa cercherò di proseguire il mio impegno politico di rappresentanza. Lavoriamo perché il Pd sia plurale, nonostante ciò che accade in queste ore. Sarà il modo reale per superare i traumi, e riconfermare la nostra ragione storica”.

“A Matteo e alle amiche e amici che stanno scegliendo un’altra strada, auguro buona vita. Per quel che mi riguarda, i rapporti personali di stima e amicizia resteranno immutati”, conclude.

13/09/2019 - 17:24

“Il grido d’allarme lanciato oggi a Novara dalle autorità locali e regionali circa l’esigenza di passare alla fase finale delle procedure ministeriali per l’attuazione della Città della Scienza e della Salute di Novara è fondato. Nei mesi scorsi, l’ostracismo ideologico della ex ministra Giulia Grillo aveva impedito di finalizzare il percorso autorizzativo per la nuova struttura sanitaria novarese, portato avanti in maniera del tutto analoga per il nuovo Parco della Salute di Torino per il quale invece dal ministero era avviato il via libera. La dichiarazione resa oggi dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, circa la disponibilità regionale a varare una legge a garanzia del partenariato pubblico-privato per la realizzazione del nuovo ospedale di Novara -condizione posta, forse impropriamente, dal ministero per procedere oltre- sgombra il campo da ogni dubbio. Mi attendo a questo punto che il nuovo ministro della Salute, Roberto Speranza, finalizzi in maniera concreta e definitiva un percorso per il quale vi è già stato l’accordo di programma tra Stato e Regione, nonché l’assenso della Conferenza delle Regioni con il relativo inserimento nel Piano Sanitario Nazionale, e avrò modo di sollecitarlo direttamente e personalmente in questa direzione.

Peraltro, visto che la Regione Piemonte si appresta a legiferare in materia di garanzie per la nuova struttura pubblica di Novara, potrebbe tranquillamente fare altrettanto anche per il Verbano Cusio Ossola mettendo finalmente la parola fine a questo traccheggiamento in materia di edilizia sanitaria che rischia di far perdere le risorse pubbliche già stanziate per il nuovo nosocomio del VCO“.

Lo dichiara il deputato Enrico Borghi, segretario d’aula e membro dell’ufficio di presidenza del Partito Democratico alla Camera, che oggi ha partecipato a Novara alla riunione pubblica indetta dalla giunta regionale presso l’Azienda Ospedaliera.

20/08/2019 - 17:11

Salvini è battuto, la sua guerra-lampo è fallita. Ma per sconfiggere il salvinismo, che serpeggia nel Paese alimentato dal mito dell’uomo forte e dal clima di paura alimentato dal sovranismo, serve proseguire su tre livelli. Capacità politica, per agire con dialogo nelle sedi istituzionali al fine di evitare che la recessione si abbatta sui ceti più fragili; iniziativa sociale, per il evitare che il sovranismo diventi un punto di riferimento dei bisogni popolari; azione culturale, per smontare ogni subalternità concettuale di fronte al populismo. Oggi deve iniziare una lunga marcia per portare fuori l’Italia dalle secche in cui è stata portata dal nazional-populismo.  Ed è una bella giornata, perché al Viminale non ci sarà più chi fino a quindici giorni fa sembrava l’invincibile Capitano, mentre si è rivelato un semplice caporale di giornata.

Lo afferma Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd della Camera.

08/08/2019 - 18:17

“Matteo Salvini sta perseguendo un disegno lucido di destrutturazione della nostra democrazia rappresentativa, usando i 5 Stelle come spalla, e imponendo ogni giorno sempre più una deriva putiniana alla nostra Repubblica”. Lo ha detto Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, intervenendo oggi a Villadossola nel corso della festa piemontese dell’unità nel corso di un dibattito con il capogruppo di Leu, Federico Fornaro, il responsabile della segreteria Pd per le istituzioni Andrea Giorgis e la vice capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Gribaudo.

“Valga – ha continuato - per tutti quelli che ha preteso venisse scritto nel decreto sicurezza bis: lì dentro si danno tutti i poteri di vita e di morte in mare al Ministro dell’Interno, che ‘informa’ di ciò che fa il Presidente del Consiglio. È la codificazione legislativa del ‘governo del contratto’: il premier ridotto a cameriere del suo vice, che assume su di sé un potere inedito, oltre che incostituzionale.  Il tutto sullo sfondo di un Parlamento ormai ridotto come la Duma, dove ci si preoccupa solo di ratificare a colpi di fiducia i vari decreti dell’esecutivo. Salvini sta operando ogni giorno una subliminale modifica sotto pelle delle nostre istituzioni: si è posto al centro, ha svuotato la Presidenza del Consiglio di ogni potere, si sostituisce ogni giorno a turno a praticamente tutti i suoi colleghi esondando anche dalle alleanze e dai trattati a cui l’Italia aderisce, e contemporaneamente attacca tutte le autorità indipendenti, dalla magistratura alla Chiesa, dalla stampa all’Europa”.

“Nel mentre i chierici della deriva autoritaria sembrano essersi presi una pausa, il capo leghista esonda puntando a trasformarci nella Bielorussia cisalpina. Bisogna che si abbia piena la consapevolezza di ciò che sta accadendo, perché non siamo in una situazione ordinaria”, ha concluso.

 
08/08/2019 - 16:32

"A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, (...) facciamo appello perché uniti insieme propugnino nella loro interezza gli ideali di giustizia e libertà". 60 anni fa nasceva al Cielo don Sturzo

Questo il ricordo su Twitter di don Luigi Sturzo a 60 anni dalla morte del deputato democratico Enrico Borghi.

02/08/2019 - 19:36

“Solidarietà a Gianfranco Rotondi. Se un parlamentare non è libero di esprimersi, non sono liberi neppure i cittadini. Si fermi l’odio verbale, ad iniziare da chi ha maggiori responsabilità istituzionali”.

Così su Twitter il deputato democratico Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo.

31/07/2019 - 11:03

“Ieri si è dato vita a un grave precedente per responsabilità della maggioranza ma anche dei gruppi di Forza Italia e Fratelli d’Italia che si sono accodati sul rinvio dell’esame della mozione di sfiducia al ministro Salvini, che così può scappare ancora una volta dal chiarimento dei rapporti opachi con una potenza straniera e con società straniere, fuori dalle nostre alleanze. Il M5s che un tempo proclamava la centralità del Parlamento forze non capiva il significato di quella affermazione; infatti ha dato adito a una linea che porta al superamento della Repubblica parlamentare verso una Repubblica in mano a un ministro che fa e disfa ogni cosa persino dalle nostre spiagge. Così, per la prima volta nella storia, una mozione di sfiducia è stata procrastinata a data da destinarsi. E’ una ferita inaccettabile al Parlamento. Ma forse ormai i 5 stelle sono più attratti dal generale agosto e tutto si può rimandare a temperature più fresche”. Così in Aula Camera il deputato democratico Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo.

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