30/07/2019 - 12:31

"Chiediamo l'immediata convocazione di una conferenza dei capigruppo a seguito della presentazione della mozione di sfiducia sottoscritta da tutti i deputati del Partito Democratico nei confronti del ministro Salvini. Sono decorsi i tre giorni stabiliti dalla normativa per cui rientriamo nella fattispecie temporale per la quale è possibile discutere e votare la mozione di sfiducia; non è stata ancora calendarizzata su questo punto specifico la conferenza dei capigruppo, ma ci risulta convocata per la giornata di giovedì esclusivamente per la predisposizione del calendario di settembre, da che dovremmo arguire che, secondo la presidenza, questa mozione di sfiducia dovrebbe essere discussa a partire da settembre, il che cozza con due presupposti: il primo è quello della prassi. Da sempre per le mozioni di sfiducia individuali la convocazione dell'Aula è stata a ridosso della presentazione della mozione medesima per ovvie circostanze. Il secondo presupposto risiede nel fatto che analoga circostanza sia stata avviata al Senato e ci risulta che al Senato i lavori istruttori siano già cominciati e quindi ci chiediamo come mai in questo ramo del Parlamento ancora no. Stante la natura duale della fiducia del Parlamento nei confronti del governo, riteniamo che altrettanto duale debba essere la natura di eventuale sfiducia. Quindi non possiamo far valere la tesi del cosiddetto 'ne bis in idem' per cui se un ramo del Parlamento ha affrontato la questione non è necessario affrontarla anche nell'altro. Inoltre ricordo che le due camere sono indipendenti e autonome fra loro. Pertanto riteniamo che sia indispensabile far precedere l'avvio dei nostri lavori da una conferenza dei capigruppo sul tema suddetto che secondo noi ha la priorità sugli altri visto le circostanze contingenti".

Lo ha detto in Aula il deputato della presidenza del gruppo Pd alla Camera, Enrico Borghi.

26/07/2019 - 17:48

“Con il silenzio davanti al ‘sequestro’ a una delle ‘sue’ navi da parte del ministro Salvini, Toninelli rinuncia in modo definitivo alla sua dignità”. Lo dichiara Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito del caso della nave della Guardia Costiera Gregoretti.

“Forse – continua - perché impegnato a escogitare qualche nuova strategia per dire no alla Tav e insieme continuare a occupare il posto al ministero delle Infrastrutture, il ministro Toninelli non si è accorto che Salvini gli ha scippato una sua competenza. O forse non lo sa? Di certo, trovi la forza per il sussulto che scacci il peggiore dei dubbi che possono gravare su uno tutto d’un pezzo come lui: che l’unica cosa che gli interessi, sia la poltrona”,

“Il fatto che non abbia ancora rassegato le proprie dimissioni si può sintetizzare in una parola sola: disperazione”, conclude.

24/07/2019 - 20:06

“Salvini ha paragonato la mozione di sfiducia del Pd ad una “minaccia dei Casamonica”.Questo signore ormai non è più lucido, non sa la misura e il senso delle parole oltre a quello delle istituzioni. La massima autorità di pubblica sicurezza non può essere gestita da chi straparla”. Così su twitter il democratico Enrico Borghi.

24/07/2019 - 18:34

"Abbiamo depositato una richiesta di accesso agli atti presso la presidenza del Consiglio, ai sensi della legge sul Foia, per avere tutta la documentazione riguardante i viaggi in Russia di Savoini e D'Amico nelle delegazioni del Governo, le loro presenze ad appuntamenti ufficiali, le spese. Ora Palazzo Chigi è obbligato a rispondere".”. Lo dichiarano i deputati del Partito democratico Carmelo Miceli, Alessia Morani, Alessia Rotta, Emanuele Fiano e Enrico Borghi.

"Richiediamo di avere accesso  - continuano - agli atti amministrativi riguardanti: 1) la documentazione completa relativa ai viaggi in Russia effettuati dal Consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del Vice Presidente del Consiglio Senatore Matteo Salvini, Claudio D’Amico, comprensiva di dettaglio delle spese e di elenco dei partecipanti alle eventuali trasferte e iniziative; 2) le finalità e le motivazioni di tali missioni; 3) la documentazione completa relativa alla eventuale partecipazione del Signor Gianluca Savoini, presidente dell’Associazione Culturale Lombardia-Russia, a incontri ufficiali organizzati con il coinvolgimento dell’amministrazione interpellata, quali, tra gli altri, quello tenutosi in occasione della finale dei Mondiali durante il quale a Mosca il Vice Presidente del Consiglio Salvini ha incontrato il suo omologo, il Ministro Vladimir Kolokoltsev ed i rappresentanti del Consiglio per la Sicurezza nazionale della Federazione Russa, Yuri Averyanov e Aleksandr Venediktov, quello relativo all’organizzazione dell’incontro bilaterale tenutosi il 17 luglio 2018 a Mosca, il Convegno di Confidustria tenutosi sempre a Mosca nel medesimo anno”.

“4) L’eventuale presenza nelle delegazioni ufficiali del suddetto Signor Savoini, dettaglio dei relativi costi, rimborsi e accrediti allo stesso eventualmente concessi", conclude.

24/07/2019 - 14:52

“Prima i russi! L'ambasciatore russo scrive al ministro Salvini ("Caro Matteo") disturbato del fatto che alcuni operai (italiani!) della raffineria di proprietà russa (toh, guarda un po’, ancora petrolio russo...) ISAB Lukoil di Priolo, vicino a Siracusa, stanno scioperando per difendere i loro diritti. E nel pieno dello stile russo che stiamo importando, il Prefetto di Siracusa emana una circolare con la quale stabilisce il divieto di assembramenti davanti ai cancelli della fabbrica. Altro che gli Italiani, altro che i Siciliani. Prima i Russi. E il loro petrolio. "Caro" Matteo...”. Così il deputato democratico Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo.

23/07/2019 - 19:58

“Dopo la fantastica scoperta dell’acqua calda da parte di Giuseppe Conte, a quanto pare la linea ferroviaria alta velocità Torino-Lione non si potrà fermare. Abbiamo solo perso un anno. A questo punto, via con i cantieri (e Toninelli potrebbe anche dimettersi dopo questa figuraccia)”. Lo scrive su Twitter Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito delle parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla Tav.

23/07/2019 - 18:45

“Assistiamo alla fiducia del paradosso. Non solo perché le leggi approvate con la fiducia superano quelle approvate con normale iter e perché sembra che per voi il Parlamento sia una buca delle lettere per mettere ciò che volete forse ispirandovi alla Duma russa, che ormai sembra il vostro punto di riferimento. No, il paradosso più grande è che siete divisi su tutto. Solo 4 giorni fa Salvini diceva di non aver più fiducia in Di Maio, il quale rispondeva elegantemente che il ministro dell’Interno voleva solo coprire il caso Savoini. Magari domani darete insieme la fiducia la governo, senza però mai smettere di litigare. Anche se siete spaccati su Tav, Autonomie (con il presidente della Lombardia che vi dà de cialtroni) e su tutto il resto. Ma per mantenere i vostri posti continuerete nel paradosso”.  Lo ha detto in Aula il deputato democratico Enrico Borghi della presidenza del Gruppo.

23/07/2019 - 12:39

"Assicurare un servizio pubblico imprescindibile per bambini e famiglie ed evitare che vengano penalizzati coloro che vivono nelle aree interne e nei piccoli centri del nostro Paese. E' questo il contenuto essenziale della proposta di legge che abbiamo presentato alla Camera, e ci auguriamo che venga al più presto esaminata. La proposta di legge ha quindi come obiettivo quello di consentire agli Enti Locali di svolgere un servizio pubblico, riconosciuto nell’ambito del diritto allo studio, costituzionalmente garantito, rivolto alle famiglie a sostegno della fruizione dell’istruzione di base, senza alcun pagamento della quota di partecipazione diretta da parte degli utenti. Soprattutto per aiutare quelle zone montane dove è più difficile raggiungere le scuole. E quindi con la nostra proposta di legge proponiamo misure a sostegno per i Comuni per poter garantire il servizio pubblico scolastico senza gravare sulle famiglie". Lo dichiarano in una nota i deputati Pd, Debora Serracchiani ed Enrico Borghi, che hanno presentato una proposta di legge alla Camera dei Deputati, riguardante misure a sostegno del servizio pubblico di trasporto studenti erogato dai Comuni.

23/07/2019 - 10:01

“Alla luce della dichiarazione del presidente della Camera di ieri in merito alle nostre richieste della presenza qui in Aula del ministro dell’Interno a riferire sulla vicenda del cosiddetto Russiagate in cui afferma di non aver avuto alcuna risposta da parte del Viminale, chiediamo che il presidente Fico venga qui a riferire all’apertura dei lavori pomeridiani”. Lo ha dichiarato in Aula alla Camera il deputato democratico Enrico Borghi in un intervento sull’ordine dei lavori.

“Non basta l’utilizzo dei media – ha proseguito Borghi - esporre in Aula quanto sta avvenendo è una forma di rispetto che si può definire il minimo sindacale. E’ incredibile che una maggioranza e un governo che litigano su tutto, abbiamo l’esempio sconcertante di ieri con gli attacchi reciproci fra il ministro Toninelli e il ministro Salvini mentre l’Italia era spezzata in due, non trovi il tempo per rispettare un dovere istituzionale”.

22/07/2019 - 12:06

“Il Partito democratico chiede formalmente al presidente della Camera Fico di venire in quest’Aula per dare una risposta chiara al Parlamento: a fronte delle due comunicazioni avanzate dallo stesso Fico e dal ministro per i rapporti con il Parlamento Fraccaro, il governo ha risposto o no? Sulla vicenda dei fondi russi e della relazione fra la Lega e Mosca il ministro dell’Interno Salvini riferirà alla Camera o al Senato sì o no? Perché se si arrivasse al paradosso che Salvini si rifiutasse di intervenire su questo tema, mentre invece verrebbe in Aula solo per prendersi gli applausi sul decreto sicurezza bis della sua maggioranza e delle minoranze che intendono entrare a far parte di un nuovo esecutivo, noi non potremmo accettarlo. Qualora questo si verificasse, il nostro atteggiamento durante la discussione del decreto sarebbe coerente e proporzionato rispetto alla gravità di quanto avvenuto”.

Così Enrico Borghi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula sull’ordine dei lavori.

“Mentre in quest’Aula non giunge alcuna comunicazione di risposta, col la modifica in corso d’opera di una prassi - aggiunge il deputato Dem - assistiamo, attraverso i mezzi di comunicazione di massa, a non meglio precisati segnali obliqui all’interno della maggioranza. Con il ministro dell’Interno che, avendo parzialmente modificato la sua originaria versione, sembrerebbe ora incline a intervenire mercoledì al Senato non come membro dell’esecutivo, ma prendendo la parola dai banchi del suo gruppo. Circostanza - conclude Enrico Borghi - che dal punto di vista politico parlerebbe da sola della fine di questo governo”.

18/07/2019 - 13:00

“Un sottosegretario che cinque anni fa, di questi tempi, definì "una farsa" lo sbarco dell'uomo sulla Luna, pochi istanti fa in una commissione parlamentare ha detto che lui non è lì per ascoltare i deputati di minoranza. E' certamente una farsa che lui stia nel governo della seconda potenza industriale d'Europa”. Lo scrive sui social Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd della Camera.

17/07/2019 - 16:47

Lavori terminano il mercoledì, maggioranza indecorosa

“Ringrazio la presidenza per aver tutelato il Parlamento e il ruolo dei parlamentari. Quanto accaduto è totalmente inaccettabile. Non è la prima volta che durante il question time un membro dell’esecutivo si rivolge in maniera minacciosa nei confronti dei deputati dell’opposizione. Avevamo avuto la scorsa settimana i gesti di scherno del ministro Salvini, prima che diradasse le sue presenze in Parlamento per le note questioni russe, e oggi abbiamo dovuto assistere a questo penoso spettacolo del ministro Toninelli che ha dato cattiva prova di sé. Rafforziamo dunque l’istanza della presidenza di portato all’attenzione degli organi competenti il modo in si sta trasformando il question time, da strumento ordinario di interlocuzione fra le Camere e il governo in autentico spettacolo televisivo. Vorrei segnalare inoltre che, anche questa settimana, per una precisa ed esclusiva responsabilità della maggioranza, non essendoci nulla all’ordine del giorno, i nostri lavori si concludono il mercoledì pomeriggio per poi riprendere il martedì successivo. Siamo costretti ad assistere, dunque, a questo triste e indecoroso spettacolo di una maggioranza che non ha la capacità di portare in Aula provvedimenti debitamente costruiti, perché impegnata solo a regolare i conti al proprio interno”.

Così Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula.

17/07/2019 - 12:37

“Una vergognosa strumentalizzazione contro Andrea Romano, condotta da una maggioranza in difficoltà di fronte alla vicenda di #Moscopoli. Se le inventano tutte per tentare di deviare l’attenzione dalla fuga di Salvini”. Cosi su twitter il deputato della presidenza del gruppo Pd alla Camera, Enrico Borghi.

16/07/2019 - 17:31

“Chiediamo che venga convocata immediatamente la conferenza dei capigruppo per definire l’agenda dei nostri lavori. Non possiamo continuare a discutere di provvedimenti pur importanti come la patente nautica e la riforma del codice della strada, quando è in discussione la sicurezza nazionale”. Lo dichiara Enrico Borghi della Presidenza del gruppo Pd alla Camera.

“Chiediamo che venga immediatamente calendarizzata l’informativa del ministro Salvini. Di ora in ora arrivano notizie, informazioni e particolari che impongono la necessità che al centro dell’agenda dei nostri lavori ci sia questa discussione e non altro. Emergono ulteriori dichiarazioni rilasciate a Repubblica dallo stesso Salvini nel 2014, quando era europarlamentare, nelle quali afferma: ‘Ora mi aspetto un finanziamento da parte di Putin; non cerco regali ma un prestito conveniente come quello concesso alla Le Pen lo accetterei volentieri’. Siccome non stiamo parlando di pettegolezzi – conclude Borghi - ma della sicurezza nazionale, è fondamentale che il Parlamento sia informato immediatamente”.

15/07/2019 - 14:52

"Già la scorsa settimana il Partito democratico aveva invitato il ministro dell'Interno a venire in Aula a riferire su fatti che inondano da giorni le pagine di giornali nazionali ed internazionali. All'indomani della nostra richiesta, oggi il ministro dell'Interno ha avuto modo pubblicamente di dichiarare che non è sua intenzione di intervenire in Parlamento e dover rendere informative in ordine a questi aspetti. Noi riteniamo questa dichiarazione molto grave. E' una questione di rispetto del Parlamento venire a riferire in Aula su fatti così gravi; non si capisce sulla base di quale argomentazione e di quale ragionamento un ministro come Salvini che per altro nei question time non perde occasione di venire in Aula e trasformare i suoi interventi in vere e proprie piece teatrali, nella circostanza specifica non addivenga a quello che per lui è un obbligo. Nel momento in cui un ministro della Repubblica è chiamato ad intervenire in Aula non rientra nella sua discrezionalità decidere o meno di riferire, ma nei suoi obblighi e prerogative. Abbiamo già depositato formalmente una serie di atti di indirizzo ispettivo in questa direzione; chiediamo formalmente la convocazione immediata della conferenza dei capigruppo affinché il governo ci fornisca la data nella quale intenda riferire in Aula sulla vicenda russa e venga calendarizzata cosi la nostra richiesta. Non possiamo assolutamente permettere che un fatto del genere venga derubricato. Il ministro Salvini non si trinceri dietro al silenzio richiamando generiche e fumose dichiarazioni per giustificare la sua assenza".

Lo dichiara in Aula il deputato della Presidenza del gruppo Pd alla Camera, Enrico Borghi.

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