24/06/2019 - 17:49

“Va sminata anche solo l’idea di poter fare cassa con i 2 mld della sanità del 2020 per sanare i conti dello Stato, dopo aver ipotecato il futuro del Paese con misure non destinate alla crescita nella legge di bilancio 2019. La ministra Grillo chiede garanzie a Tria? Bene, ma il Mef è parte del governo, non un ministero separato dalla maggioranza. Segno che Lega e M5S non hanno ancora deciso su quali asset vogliono investire. Scegliere la ‘sanità’ è fattore essenziale per diminuire le disuguaglianze. Insieme alle politiche sociali, quelle per la non autosufficienza e la cronicità sono elementi di intervento imprescindibili. Investire in salute è un grande fattore produttivo. Ad esempio in settori fondamentali, quali ricerca, innovazione tecnologia, farmaceutica, chimica, che purtroppo la ministra vede più come nemici. Serve un correttivo che Nicola Zingaretti ha chiamato #Quota10: 10 miliardi di investimenti in più nei prossimi 3 anni; 50 milioni subito sulle scuole di formazione per i giovani medici laureati; un piano straordinario per assumere 10mila operatori. Il nostro servizio sanitario nazionale avrebbe bisogno di impegni precisi. Il Pd è pronto a dare il suo contributo. Il governo scelga da che parte stare”.

Così Elena Carnevali, della Presidenza del gruppo Pd alla Camera.

17/06/2019 - 13:14

“Siamo vicini alla famiglia di Emanuele Anzini, il carabiniere travolto e ucciso durante il servizio a un posto di blocco da un’auto guidata da un pirata della strada. Un dolore profondo e una sincera tristezza per questa vita spezzata. Alla moglie e alla figlia inviamo tutto il nostro cordoglio, un sentimento che rivolgiamo anche all’intera Arma dei Carabinieri. Ci lascia un servitore dello Stato che con dedizione e impegno lavorava per garantire la sicurezza di tutti noi”.

Così i parlamentari bergamaschi del Pd, Elena Carnevali, Maurizio Martina e Antonio Misiani.

13/06/2019 - 12:40

“Le condizioni di operatività delle motorizzazioni in tutta Italia sono critiche e in alcune sedi quasi al collasso, con riflessi pesanti su imprese e sistema economico, per i ritardi sulle revisioni degli autoveicoli, e sulle famiglie. Il conseguimento della patente rappresenta un miraggio per la mancanza di esaminatori, con la conseguente crisi del settore delle autoscuole e la ‘gabella’ per il rinnovo del foglio rosa. Questo governo ha avuto in eredità la possibilità di assumere 200 unità di personale per le motorizzazioni con la Legge di Bilancio del dicembre 2017. Ma le preselezioni avvenute a novembre e le prove scritte per il concorso di 148 ingegneri meccanici al Mit svolte a febbraio 2019, quasi un anno dopo, causa che ad oggi non ci siano ancora gli esiti delle prove scritte e, se tutto va bene, solo a settembre ci saranno le prove orali. Poi seguirà la compilazione della graduatoria e i tempi scorreranno verso la fine dell’anno. Quindi le previsioni del ministero di chiudere l’iter a settembre per l’immissione in servizio del personale sono irrealistiche, come le scadenze dichiarate fin qui nelle interrogazioni del Pd. Da mesi sollecitiamo inutilmente il ministro Toninelli a prendere coscienza della situazione insostenibile delle motorizzazioni”.

Così Elena Carnevali, della presidenza del gruppo Pd alla Camera.

“Ora sappiamo - aggiunge la deputata Dem - che la Pa bandirà entro l’estate un nuovo concorso per 60 funzionari amministrativi e 140 assistenti: quindi passerà un altro anno di attesa e possiamo solo sperare nelle assunzioni delle ultime settimane per 50 ingegneri e altri 50 annunciati per settembre. Ma bisognava arrivare alle proteste di piazza delle scuole guida, alle gabelle per le famiglie e alla crisi del sistema per agire? Ora altri ritardi non sono più accettabili. Si velocizzino gli esiti delle prove scritte e i bandi della Pa senza far passare il periodo estivo - conclude Elena Carnevali - perché i riflessi negativi sulle imprese e famiglie non vanno in vacanza”.

07/06/2019 - 18:51

“La ministra Grillo dice che in caso di ulteriori tagli al Fondo nazionale sanitario si dimette. Ne deduciamo che si accorga solo ora che le politiche fallimentari del governo ci avrebbero portato a questo: benvenuta nella realtà”. Lo dichiara Elena Carnevali, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito delle parole della ministra Giulia Grillo sull’ipotesi del taglio dei fondi per il sistema sanitario nazionale.

“E’ impossibile contare le volte – continua – in cui, durante la redazione della precedente legge di Bilancio, abbiamo messo in guardia la Grillo e previsto il rischio che le scriteriate politiche economiche del governo giallo-verde potessero avere delle ripercussioni sui livelli di spesa per il Ssn. Per tutta risposta la ministra ci ha ignorato e, in alcune occasioni, perfino sbeffeggiato. Perché non ci ha ascoltato quando era il momento?”

“Il drammatico scarto tra la bolla della propaganda in cui vive il governo e il mondo reale sta venendo a galla. Purtroppo il rischio che a pagare il prezzo di questa distanza siano i cittadini, è sempre più concreto”, conclude.

06/06/2019 - 16:45

“La clausola introdotta nella bozza del nuovo ‘patto per la salute’ inviata dal ministero della Salute alle Regioni è il preludio al taglio di 2 miliardi di euro al fondo sanitario nazionale? Qual è il livello di finanziamento del servizio sanitario nazionale per i prossimi due anni, vista la necessità delle Regioni di avere un quadro certo dei finanziamenti senza che questi siano condizionati alla variazione del quadro macroeconomico?”.

Sono le domande rivolte alla ministra della Salute, Giulia Grillo, contenute nell’interrogazione presentata dalle deputate e dai deputati Dem Luca Rizzo Nervo, Vito De Filippo, Elena Carnevali, Giuditta Pini, Ubaldo Pagano, Paolo Siani, Angela Schiro’.

“Le Regioni - si legge nel testo - sono fortemente preoccupate dal contenuto del primo articolo del nuovo ‘patto per la salute’ dove, alla voce finanziamenti è stata introdotta la clausola, che evidenzia come le risorse definite nell’ultima manovra (2 mld in più per il 2020 e 1,5 mld per il 2021) sono confermate ‘salvo eventuali modifiche che si rendessero necessarie in relazione al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica e variazioni del quadro macroeconomico’. Una formula - segnalano le deputate e i deputati del Pd - che fa suscitare più di qualche apprensione per il concreto rischio di futuri tagli, soprattutto alla luce della decisione della Ue di aprire una procedura d’infrazione a danno dell’Italia”.

05/06/2019 - 19:57

“L’ennesima rottura tra lo Stato e la Regioni nelle trattative sul Fondo sanitario nazionale è un bruttissimo segnale”. Lo dichiara Elena Carnevali, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito dell’andamento della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni.

“La ministra Grillo – continua – faccia chiarezza una volta per tutte e dica se punta al definitivo collasso del sistema sanitario italiano. La sua scarsa determinazione nel trovare un’intesa è inaccettabile non solo alla luce della disponibilità dimostrata dalle Regioni, alle poche risorse stanziate sugli specializzandi e al mancato incremento del Fondo nel 2019 ma anche degli impegni che lo Stato si è assunto con la precedente Legge di Bilancio, prevedendo un incremento di 2 miliardi nel 2020. Il fatto che ora persino quelle risorse siano messe in dubbio è assolutamente impensabile”.

“Urge quindi che il ministro usi parole chiare sulle risorse su cui il sistema sanitario potrà contare nel prossimo anno. Solo così si potrà capire se i proclami e le garanzie offerte dalla Grillo a dicembre con la Legge di Bilancio fossero seri. In caso contrario, ci troveremmo davanti al rischio deliberato di far implodere il sistema sanitario pubblico”, conclude.

30/05/2019 - 20:00

“Inaccettabile il doppio registro morale del M5S in primis da vicepremier Di Maio e dalla ministra Grillo. Pochi giorni fa dichiaravano che la politica sarebbe stata furori dalle nomine e garantito la trasparenza. Abbiamo invece   smascherato un inaccettabile conflitto di interessi sulle nomine che coinvolgeva la relatrice Nesci e a cui è seguita una reazione isterica della ministra Grillo, che ha dimostrato di non avere in nessun modo a cuore la trasparenza. Atteggiamenti delle due rappresentanti del M5s in totale contrasto con i proclami che fanno in ogni occasione. Restano però ancora aspetti di opacità e di inadeguatezza delle norme. Per esempio, le procedure di nomina dei direttori amministrativi saranno effettuate senza la necessaria trasparenza, non sono state destinate le necessarie risorse aggiuntive per gli specializzandi e non si affronta in modo adeguato il problema creato dall’uscita di personale causato da quota 100”. Lo dichiara la deputata democratica Elena Carnevali, della presidenza del Gruppo.

13/05/2019 - 15:11

“Condivido la preoccupazione esternata oggi dall’ordine dei Medici di Roma che traccia un quadro  allarmante del clima di ostilità nel quale sono costretti ad operare gli operatori sanitari.  Aggressioni, violenze verbali e minacce sono ormai all’ordine del giorno soprattutto nei pronto soccorso e negli ambulatori. Un problema che sta assumendo contorni sempre più ampi e pericolosi, non si comprende come mai il Governo non ne ravveda l’urgenza come ad esempio ha fatto per altre questioni. Da novembre è al Senato il disegno di legge governativo che dovrebbe garantire tutela e sicurezza agli operatori sanitari, ma da fine aprile, termine di scadenza degli emendamenti al testo, se ne riparlerà probabilmente dopo le elezioni europee. E’ evidente che in questo momento andare a toccare certi temi, penso anche al dl sui vaccini, fermo addirittura da più tempo, non fa bene ai calcoli elettorali del Governo. 

Il tema della sicurezza sul lavoro e soprattutto dell’incolumità dei lavoratori è un tema che va affrontato subito e con fermezza. Per quanto mi riguarda ho presentato una proposta di legge, che mi auguro verrà abbinata al testo del Governo e che  prevede una maggior tutela degli esercenti sia della professione  sanitaria sia degli operatori del sociale, vittime di aggressioni fisiche o verbali, mediante l’introduzione di circostanze  aggravanti:  per i reati di lesioni volontarie (art. 582 cod. pen.), violenza privata (art. 610 cod. pen.), minaccia (art. 612 cod. pen.) quando sono commessi nei confronti dei medici, del personale sanitario e del personale dei servizi sociali nell’esercizio delle loro funzioni. L’inasprimento delle pene nei confronti degli operatori sanitari e degli assistenti sociali, quest’ultimi anche loro soggetti alle violenze e alle aggressioni dei loro assistiti, potrebbe creare un effetto deterrente oltre che di riconoscimento della gravità del reato, più efficace dell’attribuzione della qualifica di pubblico ufficiale”. Così la deputata democratica Elena Carnevali.

13/05/2019 - 11:43

Presentato interrogazione parlamentare: fare chiarezza”

Questa mattina a Brembate é stato rimosso dai Vigili del Fuoco uno striscione esposto da un privato cittadino dalle finestre della propria abitazione. Lo striscione, che riportava una generica dicitura “Non sei il benvenuto”, è apparso nel giorno in cui è in programma la visita del segretario nazionale della Lega, Matteo Salvini, in paese.

«L’episodio di questa mattina è grave e va immediatamente fatta chiarezza - dice Elena Carnevali, dell’ufficio di presidenza del Gruppo Pd alla Camera - Non si spiegano le ragioni di questa repressione del dissenso, visto che la nostra Costituzione garantisce la libertà di pensiero ed espressione nel nostro Paese. Lo striscione, esposto fuori da una casa privata, è stato rimosso dai vigili del fuoco benché non fosse offensivo né minaccioso. Chi ha dato incarico ai vigili del fuoco di effettuare un intervento che nulla a che fare con ragioni di sicurezza o di emergenza e quali sono le ragioni che ne hanno motivato l'intervento è il contenuto dell'interrogazione parlamentare che ho presentato questa mattina. Questo è solo l’ultimo di una serie di casi in cui le forme di protesta pacifiche e democratiche a Salvini vengono impedite. E’ doveroso che venga fatta chiarezza al più presto su quanto è accaduto»

03/05/2019 - 12:59

“Trascorsi ormai più di due mesi dalla mia interrogazione alla ministra Grillo sulle questioni relative all’Agenzia Italiana del Farmaco, l’unica risposa avuta è un silenzio assordante. Non solo la ministra sembra essersi completamente dimenticata di affrontare le problematiche da me sollevate su una delle Agenzia più importanti del nostro Paese, le cui decisioni sono fondamentali per garantire rapidità ed equità di accesso ai farmaci ai pazienti, ma non sembra nemmeno disponibile a fornire al Parlamento e ai cittadini una risposta su cosa intende fare per garantire il normale funzionamento di Aifa tramite la nomina del Presidente, dei dirigenti degli Uffici e superare l’attuale accentramento dei poteri nelle mani del Direttore Generale (Ufficio di Presidenza; Area Strategia ed Economia del Farmaco; Settore Hta ed economia del farmaco; Ufficio Diritti Umani, Farmaci e Salute; Ufficio stampa e della Comunicazione; Ufficio Affari Giuridici)”.

Così Elena Carnevali, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

“Inoltre - aggiunge la deputata Dem - mentre il capo politico del movimento a cui appartiene la ministra Grillo proclama impegni per ridurre il problema del precariato e delle disparità di trattamento tra lavoratori, la ministra della Salute sembra non preoccuparsi in alcun modo dei precari che lavorano nel suo ministero e negli Enti vigilati, tra cui Aifa, così come quelli che ogni giorno lavorano nelle numerose strutture sanitarie presenti sui territori per garantire salute e benessere ai nostri concittadini”.

02/05/2019 - 15:52

“Le notizie di aggressioni al personale sanitario e dei servizi sociali sono ormai a cadenza quasi quotidiana. Nonostante il fenomeno sia sempre più sotto i riflettori, non sembra arrestarsi. Si tratta di un problema che sta assumendo contorni sempre più ampi e pericolosi e proprio per questo motivo è bene che il Legislatore si affretti e affronti in maniera definitiva il problema, trovando delle soluzioni normative. Secondo i dati di ANAAO il 65% dei medici, rispondendo ad un sondaggio interno, ha risposto di essere stato vittima di aggressioni: di questi il 66,19% riferisce aggressioni verbali mentre il 33,81% aggressioni fisiche. Dato ancora più allarmante per i Medici che lavorano in Pronto Soccorso e 118 dove le stesse percentuali salgono all’80,2%. A volte gli aggressori sono familiari di pazienti, a volte persone borderline che vagano nell’ambiente ospedaliero di notte o nei fine settimana. Il tema della sicurezza sul lavoro e soprattutto dell’incolumità dei lavoratori è uno dei temi che come Pd stiamo portando avanti in Parlamento.

La proposta di legge che abbiamo presentato prevede una maggior tutela degli esercenti sia della professione sanitaria sia degli operatori del sociale, vittime di aggressioni fisiche o verbali, mediante l’introduzione di circostanze aggravanti: per i reati di lesioni volontarie (art. 582 cod. pen.), violenza privata (art. 610 cod. pen.), minaccia (art. 612 cod. pen.) quando sono commessi nei confronti dei medici, del personale sanitario e del personale dei servizi sociali nell’esercizio delle loro funzioni. L’inasprimento delle pene nei confronti degli operatori sanitari e degli assistenti sociali, quest’ultimi anche loro soggetti alle violenze e alle aggressioni dei loro assistiti, potrebbe creare un effetto deterrente oltre che di riconoscimento della gravità del reato, più efficace dell’attribuzione della qualifica di pubblico ufficiale.

La proposta prevede, inoltre, che venga assicurato un collegamento diretto e continuo con le forze di polizia al fine di garantire un intervento immediato delle stesse a tutela dell'incolumità pubblica. Naturalmente per contrastare questo odioso fenomeno è necessario puntare anche sulla promozione di campagne informative e di sensibilizzazione sul ruolo svolto dal personale sanitario sia medico che infermieristico nella gestione delle criticità presso i pronto soccorso e dotarsi di uno strumento, a mio giudizio utile, quale l’Istituzione dell'Osservatorio antiviolenza nelle strutture sanitarie per un monitoraggio concreto e costante. In Parlamento la discussione è stata già avviata, mi auguro che in tempi brevi le numerose proposte di legge presentate possano diventare legge dello Stato".

Lo afferma Elena Carnevali, della Presidenza del Gruppo Pd della Camera.

18/04/2019 - 12:30

“Apprendo dopo aver interpellato gli Uffici preposti di Aifa, che la carenza per uno dei farmaci utilizzati dai malati di Parkinson, il SINEMET, è già terminata, e a breve dovrebbe essere disponibile anche il secondo, differente nella confezione. Dopo le segnalazioni ricevute da alcuni malati di Parkinson e sulla base delle dichiarazioni del Presidente dell’associazione italiana Parkinsoniani Gianni Pezzoli riguardo all’indisponibilità del farmaco Sinemet 100+25, ho ritenuto doveroso chiedere all’Aifa un chiarimento sullo stato dell’arte.”

E’ il commento dell’on. Elena Carnevali (Pd) alla circolare AIFA sulla carenza del farmaco SINEMET.

“Tale medicinale risultava inserito nella lista dei farmaci temporaneamente carenti per problemi produttivi dell’azienda titolare AIC ed Aifa si era attivata con l’autorizzazione all’importazione alle strutture sanitarie per analogo farmaco autorizzato all'estero, che però stando alle dichiarazioni dell’Associazione dei pazienti, sembra non esistere in Italia. La circolare, emanata da Aifa pochi giorni fa, ha sicuramente rassicurato i pazienti circa l’effettiva disponibilità del farmaco. Per cui se la carenza per un farmaco può dirsi terminata, attendiamo ora che anche il secondo farmaco lo sia in breve tempo”.

18/04/2019 - 11:25

“Ciò che sta avvenendo sulla pagina ‘Inps per la Famiglia’ è quanto avevamo già denunciato in Parlamento: il Reddito di cittadinanza si tramuterà in un grande bluff che deluderà le tante aspettative in esso riposte. Purtroppo eravamo stati facili profeti. Dai commenti che si leggono on line, per migliaia e migliaia di richiedenti ottenere il reddito di cittadinanza è diventato un caos, una vera e propria corsa a ostacoli e per chi, con fatica, riesce a giungere all’arrivo, ecco l’amara sorpresa: otterrà solo qualche decina di euro o poche centinaia, nonostante le tante spese e le difficoltà economiche. Avevamo detto che si poteva seguire la via maestra del rafforzamento del Reddito di inclusione, una misura già rodata, in atto, che se potenziata nel finanziamento avrebbe potuto meglio raggiungere i suoi obiettivi di contrasto della povertà, ma M5s e Lega non hanno voluto darci retta. Oggi a pagarne le conseguenze sono i cittadini italiani, quelli più in difficoltà”.

Così Elena Carnevali, della Presidenza del gruppo Pd alla Camera.

09/04/2019 - 13:34

“Presenteremo una proposta di legge sui 10 giorni di congedo di paternità obbligatorio, facendo nostra la petizione popolare lanciata dall’associazione Libertà e diritti”. Lo affermano le deputate della Presidenza del Gruppo Pd della Camera Chiara Gribaudo, Elena Carnevali e Stefania Pezzopane che oggi hanno incontrato Titti Di Salvo, presidente dell’associazione Led, promotrice dell’iniziativa.

“Alla luce della nuova direttiva Ue approvata giovedì scorso – proseguono le deputate del Pd - che vincola l’Italia a raddoppiare l’assenza obbligatoria di paternità entro tre anni, chiediamo che il Parlamento calendarizzi al più presto la nostra proposta. Siamo convinte che sarebbe un importante passo avanti sociale e culturale per il Paese e crediamo che siano questi gli strumenti più utili, al contrario del ddl Pillon, per le famiglie e per incoraggiare i padri a prendersi sempre più cura dei propri figli”.

04/04/2019 - 15:59

“L’incompetenza del governo è tale che il pasticcio nella stesura degli emendamenti al Decretone crea il forte rischio di bloccare l’erogazione del reddito di cittadinanza”. Lo dichiarano Debora Serracchiani, Elena Carnevali e Carla Cantone, deputate Pd in Commissione Lavoro alla Camera, a proposito del Decretone.

“Tutto – spiega – ruota attorno all’espressione ‘per ogni ulteriore componente’ contenuta in uno degli emendamenti del governo. Nel comma modificato questa espressione è ripetuta due volte ma nel dibattito che si è svolto alla Camera, aiutandosi con la logica, si è opportunamente riferito la modifica alla sola seconda ricorrenza dell’espressione per evitare un effetto paradossale (non consentire il conteggio di quanti sono gli adulti in famiglia ed escludere la possibilità di incremento dell’importo nel caso in cui ci sia in disabile) che si determina riferendolo alla prima. Sulla Gazzetta ufficiale, però, il testo coordinato prende a riferimento proprio la prima delle due occorrenze, finendo per creare le condizioni per l’effetto paradossale di cui si è detto”.

“I moduli predisposti dall’Inps per la richiesta del beneficio sono attestati sull’interpretazione della Camera ma questa è contraddetta dal testo in Gazzetta ufficiale. In altre parole, il pasticcio del governo fa sì che ogni iniziativa nell’erogazione rischia di essere arbitraria e quindi di innescare contenziosi o mancati riconoscimenti. E’ assolutamente necessario porre rimedio a questa situazione con un’interpretazione autentica che il governo deve adottare subito. Altrimenti il reddito di cittadinanza rischia seriamente di bloccarsi”, conclude.

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