16/04/2019 - 13:15

Alle 16 conferenza stampa alla Camera con Delrio, Ceccanti, Migliore, Giorgis

I deputati del Pd hanno abbandonato i lavori della commissione Affari costituzionali alla Camera dove è in corso la discussione sulla legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari. “C’è un limite alla farsa, la maggioranza sta impedendo alle opposizioni di poter svolgere il proprio ruolo’ ha denunciato il democratico Stefano Ceccanti uscendo dalla commissione. 

16/01/2019 - 13:28

Sintesi della relazione di minoranza del deputato democratico Stefano Ceccanti

Ciò che consideriamo non superabile come Pd  è la scelta in base alla quale qualsiasi riforma deve fondarsi sull'integrazione tra le due logiche, quella di una democrazia che è e deve restare primariamente rappresentativa, imperniata sul rapporto fiduciario, e quella di perseguire un ampliamento degli spazi di partecipazione diretta, quali preziosi correttivi.

Le differenze con la proposta della maggioranza sono ancora profonde al punto che, nonostante i correttivi introdotti in Commissione, si può parlare di netta opposizione: noi riteniamo che si possa parlare di rischi rottura di quell'equilibrio e, quindi, di tensione rispetto ai principi supremi che si condensano nella formula della "forma repubblicana".

I due punti-chiave sono i limiti di materia e il rapporto tra progetto popolare e controprogetto parlamentare.

La prima questione è la scelta dei limiti, che coinvolge, in particolare, le leggi di spesa, sia in relazione alla questione generale della possibilità di riscrittura surrettizia della legge di bilancio sia della relativa facilità di individuare i beneficiari di alcuni interventi e invece della difficoltà di percepire gli eventuali danneggiati. Vi sono poi altri aspetti, in particolare quello della legislazione penale e di procedura penale, facili oggetti di tentazioni populistiche.

La questione dei limiti ha come decisivo corollario quello del ruolo della Corte costituzionale. Se nel referendum abrogativo il controllo sulla costituzionalità è solo successivo giacché il caso di una sua incostituzionalità si presenta obiettivamente come raro, trattandosi degli effetti solo di soppressione di norme, viceversa con uno strumento che inserisce direttamente nuove norme nell'ordinamento, la questione è più delicata. Se si mantenesse solo un controllo successivo la Corte sarebbe chiamata a decidere dopo una decisione popolare diretta. Per questa ragione sembra impossibile evitare un controllo pieno, rispetto all’intera Costituzione, per le proposte di origine popolare”.

La seconda questione è il rapporto tra iniziativa popolare e risposta parlamentare. Come accade col referendum abrogativo, è ragionevole che, laddove il Parlamento intervenga e ci sia comunanza nei principi ispiratori o nei contenuti normativi fondamentali con la risposta parlamentare, l'iniziativa sia da considerarsi esaurita, avendo imposto nell'agenda sia il tema sia sostanzialmente la soluzione, lasciando al Parlamento dei margini per una ragionevole mediazione sui dettagli. Ben altra cosa è invece, anche di fronte a variazioni minime, consentire ai promotori di proporre seccamente all'elettore la scelta tra status quo, proposta popolare e controprogetto parlamentare. Ciò significa muoversi chiaramente nell'ottica dell'alternatività tra le due logiche (rappresentativa, partecipativa diretta) perché si consente ai promotori di considerare la proposta di derivazione popolare comunque come intoccabile, non negoziabile, quasi dotata di fatto di una superiore legittimazione. 

20/09/2018 - 18:29

Abbiamo alla fine capito che il ministro Fraccaro è il portavoce dei gruppi parlamentari di maggioranza sulle riforme costituzionali, per cui la mancata iniziativa del governo è solo un fatto formale. Il punto politico è però che una grande democrazia come l'Italia non può essere governata a colpi di referendum come la Svizzera, ma solo con una rinnovata democrazia rappresentativa che non si intravede nelle proposte della maggioranza che eludono il problema della riforma del bicameralismo e della scelta diretta del Governo.

Lo afferma Stefano Ceccanti, deputato del Pd in commissione Affari costituzionali della Camera.

19/09/2018 - 18:35

Il ministro Fraccaro annuncia trionfalmente la presentazione di due disegni di legge costituzionali. Tuttavia non si capisce bene a nome di chi parli: sono iniziative del governo? Se invece sono parlamentari non dovrebbero dichiarare i deputati e senatori firmatari? Nel merito: se si tratta di allineare l'Italia agli altri ordinamenti europei non si dovrebbe anzitutto superare il bicameralismo ripetitivo che è una nostra anomalia anche per ridurre i conflitti centro-periferia? Quanto ai referendum, in tutte le grandi democrazie sono solo dei limitati correttivi a un funzionamento rappresentativo. Attendiamo quindi di conoscere forme e limiti degli stessi per capire se si intenda o meno svuotare il Parlamento.

Lo afferma Stefano Ceccanti, deputato del Pd in commissione Affari costituzionali della Camera.

07/08/2018 - 13:04

“Criticare le ragioni di necessità ed urgenza per un decreto come questo è come sparare sulla Croce Rossa. Già il preambolo del testo è davvero sconcertante. Capisco che M5s e Lega si siano abituati con l’autocertificazione sui vaccini, ma non si può autocertificare la necessità e urgenza. La prima è per una ragione generale. In questo caso il dato di fondo è che ci troviamo di fronte a una riserva di legge, stabilita dall’articolo 95, che è molto rigorosa. Inoltre, se si va a fare un intervento almeno questo deve essere ragionevole e ben meditato, e non per sofismi ma per un problema di imputazione della responsabilità. Se il legislatore, soprattutto con decreti, fa e disfa continuamente, il cittadino che non segue quotidianamente questo smontaggio e rimontaggio come fa a capire chi è il responsabile politico di quel settore? E soprattutto, poi, quando deve valutare le performance tra un governo e l’altro, per valutarle bene, la struttura deve essere un invariante, perché, se la struttura cambia, è difficile dare un giudizio di adeguatezza, efficacia ed efficienza ai governi che si succedono”.

Così il deputato Dem Stefano Ceccanti intervenendo nell’Aula di Montecitorio per illustrare la questione pregiudiziale di costituzionalità presentata dal Pd al dl riordino ministeri.

“Questo - ha aggiunto Stefano Ceccanti - è il primo governo della legislatura e fa un cosiddetto contratto in cui pretende di durare per cinque anni. Allora, se ci crede davvero, non ha bisogno di un decreto: può tranquillamente fare un disegno di legge e, con i tempi ragionevoli, vederselo approvato. Se, viceversa, fa una cosa del genere, forse non crede a se stesso, non crede cioè alla possibilità di durare una legislatura. Oppure vi è un’altra spiegazione: che vi siano degli eccessi di zelo. Queste innovazioni esplicite, infatti, avvengono dopo una surrettizia, quella per cui il presidente del Consiglio sbuca fuori alla fine come esecutore di un programma scritto da altri. È impossibile dunque capire volta per volta chi risponde alle varie policies, sempre che il ministro Salvini non si ritenga lui stesso depositario di tutte le policies dal Governo”.

22/06/2018 - 14:44

“Tutelare i lavoratori delle imprese contoterziste in crisi che appartengono all’indotto di aziende che hanno delocalizzato pur ottenendo finanziamenti pubblici”: è quanto chiede al Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico la deputata del Pd Lucia Ciampi, in una interrogazione sottoscritta anche dai colleghi Pd Susanna Cenni e Stefano Ceccanti. L’atto parlamentare vuole fare luce sulla crisi di Tmm di Pontedera (in provincia di Pisa), storico stabilimento di produzione di marmitte per veicoli oggi sull’orlo del fallimento anche a causa del calo delle commesse garantite fino agli scorsi anni dal Gruppo Piaggio.

“Il Ministro Di Maio ha più volte annunciato che il governo varerà un decreto dove verranno inserite norme per disincentivare le delocalizzazioni delle imprese che hanno ricevuto fondi pubblici. Si passi ora dalle parole ai fatti. Sono necessari provvedimenti urgenti per salvaguardare i livelli occupazionali dell’indotto dei grandi gruppi industriali che, per ottenere maggiori profitti, stanno trasferendo gli ordinativi verso siti produttivi esteri”, dichiara Lucia Ciampi.

“Ai dipendenti di Tmm che da mesi cercano pacificamente di far valere i propri diritti va tutto il nostro appoggio e la nostra solidarietà, mentre condanniamo con forza la decisione della proprietà che ha addirittura chiesto i danni ai lavoratori accusandoli di boicottare la liquidazione dell’azienda”, conclude la deputata dem.

13/06/2018 - 15:15

"Il ministro Salvini la smetta con gli annunci  ad effetto e ci dica cosa vuole fare per contrastare il commercio illegale ambulante nelle vie del centro storico di Pisa”. È  quanto chiedono i deputati Pd Lucia Ciampi e Stefano Ceccanti, in una interrogazione presentata oggi  a Montecitorio sulla vicenda dei giorni scorsi che aveva visto il ferimento di due carabinieri impegnati in una attività di controllo e sequestro di merce falsa. L’atto è stato sottoscritto anche dalla deputata Pd Susanna Cenni.

“Matteo Salvini – proseguono  i parlamentari democratici -  pensa di poter risolvere tutti i problemi del Paese minacciando ‘rimpatri’. Fa forse finta di non sapere che molto spesso gli ambulanti, anche abusivi, hanno regolare permesso di soggiorno e che dietro il business della contraffazione ci sono le mafie. Evidentemente la lotta alla criminalità organizzata non è una priorità per l’attuale ministro dell’Interno”.

06/06/2018 - 20:18

"L'aggressione ed il ferimento a Pisa del carabiniere impegnato in una attività di controllo del territorio è un fatto gravissimo. I responsabili devono essere assicurati alla giustizia al più presto, mentre alle Forze dell'Ordine che garantiscono ogni giorno la legalità e la sicurezza dei cittadini va il nostro sostegno ed il nostro ringraziamento. Ricordiamo al ministro Salvini che con gli slogan si possono prendere voti ma non si può governare. Non è soltanto con la minaccia dei rimpatri che si arresta questo fenomeno. Va contrastata con efficacia la criminalità organizzata che con la contraffazione guadagna miliardi euro ogni anno danneggiando il Made in Italy e sfruttando i migranti".

E' quanto dichiarano in una nota congiunta i deputati Pd Lucia Ciampi e Stefano Ceccanti.