20/09/2019 - 17:17

“Che la Lega e il rispetto per le donne e la differenza di genere non fossero un abbinamento azzeccato era per me chiaro da tempo, e questi 14 mesi di Governo purtroppo ce lo hanno dimostrato in più passaggi”. Lo dichiara Susanna Cenni, deputata del Partito democratico, a proposito della proposta del consigliere leghista, Roberto Salvini, di mettere le "donne in vetrina per favorire il turismo.

“Dal ddl Pillon – spiega - alla follia della terra per il terzo figlio, passando per il congresso mondiale delle famiglie. Ma quanto esternato dal consigliere leghista Salvini tocca vette che avremmo pensato irraggiungibili”. Così Susanna Cenni, parlamentare del Pd alla Camera commenta la proposta del consigliere leghista, Roberto Salvini, che in commissione nel consiglio regionale della Toscana, ha suggerito di mettere le ‘donne in vetrina per favorire il turismo’. Il richiamo alle donne in vetrina per incrementare il turismo, sarebbe già una pessima battuta da bar ma il fatto che queste parole siano state usate durante i lavori di commissione aggravano ancora di più l’episodio e dimostrano la statura politica del consigliere, il cui cognome evidentemente ispira un’idea di onnipotenza della parola senza riflessione. Consiglio vivamente al Salvini toscano un po’ di approfondimento, studio e buone letture, magari scoprirebbe che in questa terra le donne hanno prodotto moltissimo, anche in termini di economia turistica guidando aziende e creando progetti di grande qualità nel territorio, ma anche governando Comuni e all’interno di settori importanti della Regione”

“Ci sono tante ragioni per le quali il governo di questa terra non può essere lasciato nelle mani della destra e della Lega, oggi ne abbiamo una in più, e sono certa che le donne toscane non lo permetteranno. Credo invece che lasciar fuori dal Governo toscano la Lega e le aspirazioni sovraniste, anche in futuro, possa aiutare a mantenere e accrescere il turismo di qualità del mondo intero”, conclude.

19/09/2019 - 16:05

“Contrastare l’utilizzo dei fitofarmaci illegali o contraffatti nel nostro Paese”. Lo chiede Susanna Cenni, vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera, con un’interrogazione al ministro dell’Agricoltura.

 “L’Italia – spiega - è tra i maggiori consumatori di pesticidi a livello europeo. Secondo l’ultimo report dell’Agenzia europea per l’ambiente, il consumo di fitofarmaci per ettaro è maggiore del 50% rispetto alla media dell’Ue. Negli ultimi anni circa il 60 per cento dei pesticidi di vecchia produzione sono stati vietati nell’Ue a causa del loro alto indice di tossicità. Mentre i nuovi prodotti fitosanitari (autorizzati) sono mediamente più costosi. Si è venuto quindi a creare una sorta di mercato parallelo di prodotti fitosanitari contraffatti e illegali a basso costo, gestito dalla criminalità organizzata, che opera aggirando le normative e mettendo a repentaglio la salute di agricoltori e consumatori. Oltre l’80 per cento dei pesticidi illegali utilizzati in Europa proviene dalla Cina. Si tratta per lo più di prodotti chimici non testati e non soggetti alla regolamentazione vigente, che possono comportare notevoli rischi per la salute degli agricoltori e dei consumatori, danni ambientali su flora e fauna e contaminazione del suolo. L’elevato margine di profitto rende i pesticidi contraffatti e illegali un’area in rapida crescita della criminalità organizzata che sta adottando strategie sempre più complesse come il riconfezionamento e la sostituzione per potenziarne la redditività. Una recente inchiesta pubblicata dal Venerdì di Repubblica rivelerebbe l’utilizzo massiccio di fitofarmaci illegali e contraffatti in alcune aziende del Lazio e dell’Agro Pontino. Si tratta di imprese agricole che riforniscono il mercato di Fondi (latina): il più grande mercato ortofrutticolo d’Europa. la conferma dell’utilizzo di fitofarmaci proibiti o contraffatti nelle aziende dell’Agro Pontino è confermato dei sequestri dei Nas di Latina”.

“Si chiede pertanto al ministro di avviare un’indagine nazionale sui flussi di fitofarmaci illegali nel nostro Paese e una campagna straordinaria di controlli mirati sulle aziende e sui prodotti ortofrutticoli a partire dall’Agro Pontino”, conclude.

06/09/2019 - 13:14

“Le aggressioni verbali, e le offese personali e sessiste che la neo ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, ha subito in queste ore ci indignano pesantemente. Noi che conosciamo Teresa e che come deputate della commissione Agricoltura della Camera avremo il privilegio di poter lavorare con lei da oggi in poi, non solo le esprimiamo la nostra totale solidarietà, ma sappiamo che la sua presenza al Mipaaf determinerà una svolta in termini di efficienza e presenza politica e istituzionale come dimostra la sua storia personale”.

 

Così Maria Chiara Gadda, Susanna Cenni e Antonella Incerti, deputate Dem della commissione Agricoltura.

05/09/2019 - 11:27

"Buon lavoro alla nuova Ministra delle politiche Agricole Teresa Bellanova". Lo dichiara Susanna Cenni, vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera.

"L’attendono - continua - scadenze importanti e delicate a partire dal Piano strategico nazionale, alla definizione del Pan, la gestione di importanti crisi non risolte, da una piena applicazione della legge contro il caporalato, e da una svolta ancora più green della nostra agricoltura pilastro di presidio ambientale".

"Sono certa che con lei non mancherà attenzione alle donne in agricoltura e il suo piglio e la sua determinazione contribuiranno all’inaugurazione di una nuova stagione nel Governo dell’agricoltura Italiana e ci consentiranno di costruire nuove alleanze in Europa e nei mercati internazionali. Buon lavoro Teresa!", conclude.

09/08/2019 - 17:56

“Mentre chi fa i conti con il proprio tornaconto apre la crisi per evitarsi la responsabilità della manovra economica, c’è chi continua ad occuparsi di lavoro, dignità e rispetto dei diritti: bene la Regione Lazio, che ha approvato la legge contro Caporalato”. Lo dichiara Susanna Cenni, vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera, a proposito della legge sul caporalato approvata oggi dal Consiglio regionale del Lazio.

“Lo sfruttamento nei campi – continua - si sconfigge intervenendo ovunque con norme, con controlli, prezzi adeguati e retribuzioni trasparenti d dignitose, nonché con la costruzione di una cultura del consumo attenta alla qualità e alle filiere di provenienza”.

“Peccato che anche in questo campo il governo non abbia fatto nulla per migliorare controlli e piena applicazione della legge 199”, conclude.

31/07/2019 - 15:08

“In questi anni molti Paesi, con il nostro in prima fila, hanno investito sulla qualità dell’olio Evo, su tracciabilità e certificazioni. Per questo davanti alla vicenda Coi, unico organismo rappresentativo del comparto a livello globale, tutti abbiamo chiesto di non rinnovare i vecchi vertici”. Lo dichiara Susanna Cenni, vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera, a proposito dell’articolo di Italia oggi sulle irregolarità denunciate da Israele sulla nomina dei vertici dell’organismo.

“Questo – continua – perché occorre dare rappresentanza al nostro Paese e alle produzioni olivicole che hanno investito su tracciabilità e qualità. Nonostante la posizione di molti Paesi produttori, si è andati avanti a colpi di accetta, tagliando fuori l’Italia anche da ruoli non di primo piano e imponendo la riconferma degli uscenti. Quanto emerge oggi dalle pagine di ‘Italia Oggi’, aggiunge alla gravità di un processo che taglia fuori il nostro Paese, possibili e gravi irregolarità”.

“C’è un solo modo per sanare questa situazione: chiedere l’azzeramento delle nomine. Il governo, con il ministro Centinaio ed i nostri rappresentati in Europa si attivino per questo”, conclude.

30/07/2019 - 17:53

“Recepire nel nuovo Pan gli impegni assunti con l’approvazione della mozione di pochi mesi fa alla Camera”. Lo dichiara Susanna Cenni, vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera, che ha presentato un’interrogazione in questo senso, intervenendo alla conferenza stampa organizzata a Montecitorio dalle sigle che aderiscono a “Cambia la terra”.

“Siamo – ha spiegato - davanti a un passaggio necessario. Serve un cambio dei paradigmi del nostro sistema di sviluppo, i disastri ambientali ce lo ricordano ogni giorno. Questa necessità riguarda anche l’attività agricola e l’abuso di fitofarmaci, che possono compromettere fertilità dei suoli e salute delle persone. Dovremo essere coerenti negli atti che riguarderanno Pac e sviluppo rurale, generando una svolta verde come da molti territori ed esperienze locali, dal basso, ci viene chiesto”.

“Se la politica non farà questo forse è meglio che smettiamo di lodare Greta e la mobilitazione dei giovani per il clima”, ha concluso.

26/07/2019 - 12:06

 

“Il Piano d’azione per l’uso sostenibile dei fitofarmaci (PAN) è scaduto lo scorso febbraio e ancora il governo non ha dato nessun segno “di vita” per rinnovarlo, nonostante il Parlamento con voto unanime abbia approvato una mozione con impegni precisi e nonostante l'approvazione alla Camera della legge sull'agricoltura biologica. Se l’esecutivo c’è batta un colpo, perché in ballo c’è la qualità della nostra agricoltura sempre più orientata al biologico e a filiere ecosostenibili, nonché la salute dei cittadini”. Lo afferma Susanna Cenni, vicepresidente della commissione Agricoltura, che nei giorni scorsi, ha presentato un’interrogazione ai ministri delle politiche agricole, dei beni culturali e della salute sul blocco del PAN. 

“Siamo di fronte a un ritardo inaccettabile – continua Cenni – perché ciò di cui stiamo parlando può avere delle conseguenze gravi sulla salute dei cittadini che risiedono nelle aree rurali. Nel nostro Paese molti sindaci di varie realtà geografiche e politiche hanno avviato mobilitazioni dal basso, hanno fatto ordinanze per vietare l’uso di glifosate vicino a scuole e aree abitate, hanno concorso alla nascita di biodistretto e progetti di transizione verso sistemi più sostenibili. Il governo deve sostenere queste esperienze attuando quanto di sua competenza. Per tutto questo dopo aver presentato un’interrogazione lo scorso gennaio alla quale non ho ancora ricevuto risposta, torno alla carica oggi perché il tema è delicatissimo. Al governo, oltre a chiedere i motivi di questo ritardo, chiedo anche se intende inserire nel nuovo piano d’azione misure efficaci per tutelare le popolazioni interessate e salvaguardare le coltivazioni biologiche dalla contaminazione accidentale. Trovo ormai schizofrenico il continuo richiamo generico al nostro Made in Italy non corredato da fatti concreti. Alcune associazioni in merito al PAN hanno parlato di un vero e proprio ‘insabbiamento’ nei confronti di una tema, quello dell’uso responsabile dei fitofarmaci in agricoltura, che coinvolge la salute dei cittadini e la qualità del nostro ambiente. Nel caso suggerisco paletta e secchiello: è tempo di tirare fuori dalla sabbia il Pan e di produrre le modifiche attese da mesi”. 

 

22/07/2019 - 17:33

“Un testo cestinato dagli esperti, dalle competenze giuridiche, dalle donne Italiane e da chi ha a cuore la civiltà di questo Paese, l’autonomia femminile, l’evoluzione dei diritti delle donne e dei bambini, viene rimesso in sella? Ci mobiliteremo in ogni modo contro questo scempio e questa forzatura”. Lo dichiara Susanna Cenni, deputata del Pd.

“Attendiamo parole e soprattutto atti coerenti degli esponenti M5s che hanno sempre parlato di uno stop al provvedimento. Oppure si chiacchiera in libertà, ma si negozia anche sulla pelle delle donne pur di mantenere in piedi un governo decotto dalle liti quotidiane? Vi fermeranno le donne italiane”.

18/07/2019 - 17:24

Istituire un tavolo al Ministero delle politiche agricole, formato anche dalle rappresentanze femminili del mondo agricolo, per individuare linee adeguate di intervento, anche in vista della prossima programmazione dei fondi legati all’attuazione della politica agricola comune, per rendere maggiormente incisiva la partecipazione delle donne allo sviluppo dell’agroalimentare europeo e italiano e nelle aree rurali. Intervenire con appositi provvedimenti normativi a sostegno alla crescita dell’imprenditoria femminile in agricoltura. Sostenere, nelle future politiche di sviluppo rurale e strutturali, misure dedicate alla promozione di servizi nelle aree rurali utili a favorire la conciliazione fra la sfera familiare e lavorativa delle donne e intervenire con una legge per prevedere una quota di rappresentanza di genere nell’ambito degli enti pubblici che operano nel settore dell’agricoltura. Promuovere studi e indagini per approfondire potenzialità e limiti della presenza e dell’agire delle donne in agricoltura e nell’ambito rurale, in modo da programmare le scelte politiche e istituire un apposito ufficio presso il Ministero delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo con il compito di accompagnare, monitorare e valutare trasversalmente le politiche e gli interventi. Sono questi gli impegni richiesti al Governo dalla risoluzione presentata dalle deputate Dem, a prima firma Susanna Cenni, in commissione agricoltura della Camera. 

Governo assente sul fronte delle politiche a sostegno delle dell'imprenditoria e del lavoro femminile in agricoltura. "Il contributo femminile all’agricoltura è fondamentale per lo sviluppo sostenibile dell’agroalimentare italiano, un settore strategico per l’Italia, che ha un giro d’affari di 190 miliardi di euro, pari al 17 per cento del Pil italiano - ricorda Susanna Cenni - Per questo è necessario mettere in campo iniziative efficaci a sostegno della presenza delle donne in agricoltura. Azioni e politiche che l'attuale Governo non ha portato avanti, bocciando per esempio, nella scorsa Legge di Bilancio, le proposte emendative che promuovevano l’accesso al credito per le imprenditrici agricole, per l’innovazione tecnologica delle imprese e gli strumenti di conciliazione nelle zone rurali e marginali. O anche promuovendo politiche che sembrano invece valorizzare una figura arcaica e anacronistica di agricoltura, come ad esempio ha fatto la norma giallo-verde che prevede l’assegnazione a titolo gratuito di terreni a famiglie numerose, imponendo modelli patriarcali con una connotazione maschile che denigra e scredita il ruolo delle donne”. 

Le donne in agricoltura motore di per la crescita sociale ed economica del nostro Paese. "Come indicano studi e ricerche le imprenditrici agricole esprimono assolute eccellenze in molti campi dell'agricoltura, a partire dal settore vitivinicolo, dimostrando una forte propensione alle pratiche biologiche ed ecosostenibili, all’agricoltura sociale e all’innovazione - spiega ancora Cenni - La Fao ha stimato che se le donne avessero lo stesso accesso alle risorse degli uomini, la produzione agricola potrebbe aumentare fino al 30 per cento. E poiché in molti paesi poveri l'agricoltura è la principale occupazione delle donne, questo potrebbe far sì che 150 milioni di persone potrebbero nel prossimo futuro uscire dalla loro condizione di insicurezza alimentare. Un immenso valore capace non solo di dare valide risposte nella gestione delle risorse umane, ma  che è assolutamente strategico per la crescita sociale ed economica del nostro Paese. Una sfida e un'opportunità che abbiamo il dovere di cogliere nel migliore dei modi, attraverso lo sviluppo di politiche a sostegno dell'imprenditoria e del lavoro femminile in agricoltura".

12/07/2019 - 19:29

“Esprimo tutta la mia vicinanza e solidarietà a Lucia Ciampi, vittima di ignobili minacce e atti vandalici per aver espresso critiche a esponenti della Lega. Una simile violenza è intollerabile, serve fare chiarezza al più presto. Mi unisco alla richiesta di intervento immediato delle autorità competenti”.

Lo dichiara Susanna Cenni, deputata del Partito democratico.

09/07/2019 - 13:49

"Ancora un volta vediamo un governo allo sbando, dove le due forze politiche Lega e M5S litigano a colpi di dichiarazioni a mezzo stampa ed interviste sulla pelle degli italiani, e in questo caso soprattutto delle italiane, strumentalizzando problemi gravi radicati nel tessuto sociale: oggi è il caso della violenza contro le donne. E' notizia di poco fa che il governo avrebbe cancellato la conferenza stampa per la presentazione del piano antiviolenza, per altro fermo da oltre un anno, mentre il sottosegretario Spadafora rilascia interviste su Italia sessista, tema indubbiamente vero se analizziamo gli atti di questo Governo e linguaggio di importanti esponenti a cominciare dal ministro Salvini. Vorremmo però che il governo chiarissse  immediatamente le sue posizioni e soprattutto che producesse fatti e non parole: ricordiamo che ad oggi i fondi stanziati nel 2018 dal governo Pd per i centri antiviolenza non sono ancora stati trasferiti alle regioni ma sono bloccati e chissà quando verranno sbloccati; la maggioranza ha respinto tutti i 90 emendamenti al Codice Rosso proposti per rafforzare la tutela delle donne vittime di violenza. Ministri e sottosegretari di questo governo dunque evitino di usare le donne come mezzo di propaganda e attuino al più presto il Piano antiviolenza per la tutela delle donne".

Lo dichiara la deputata del Pd, Susanna Cenni.

27/06/2019 - 13:06

"Il tema dei prezzi troppo bassi praticati al produttore nell'acquisto dei prodotti agroalimentari e le modalità con cui questo avviene e con cui il prezzo viene spesso imposto in via unilaterale è la ragione prima per cui noi ci siamo messi a lavorare per redigere la proposta di legge che oggi stiamo discutendo in quest'Aula e che spero verrà approvata fra pochi minuti". Lo dice in Aula la deputata del Pd, Susanna Cenni, esprimendo voto favorevole alla pdl in materia di limitazioni alla vendita dei prodotti agricoli e agroalimentari sottocosto e di divieto di aste a doppio ribasso per l'acquisto dei medesimi prodotti.

"Voglio ricordare che l'iniziativa è stata del Pd e condivisa da tutti; abbiamo fatto buone cose come i distretti del cibo, abbiamo fatto un buon lavoro in commissione, migliorando il testo ottenendo un buon risultato. Voglio ricordare a tutti che le aste a prezzi troppo bassi non riconoscono la dignità del lavoro degli agricoltori, che dietro ad un prezzo troppo basso la catena del valore viene sconvolta e il costo di questo sconvolgimento grava inevitabilmente sul produttore agricolo e sul lavoro, che sono i due elementi più fragili della filiera. Spesso i piccoli produttori cessano la loro attività perché non ce la fanno più. Qui in Parlamento abbiamo il dovere riequilibrare la catena del valore della filiera alimentare svantaggiata rispetto alla grande distribuzione e all'industria e dobbiamo continuare a combattere le cosiddette pratiche sleali delle aste a doppio ribasso e del sottocosto, e completare anche il lavoro intrapreso con la legge contro il caporalato voluta fortemente dal Pd e dal governo di centrosinistra, con il divieto di tenere aste elettroniche al doppio ribasso per l'acquisto e l'approvvigionamento di prodotti agroalimentari ed anche per la ristorazione collettiva e il contenimento della pratica del sottocosto e introduzione di maggiori elementi di trasparenza nella filiera, scegliendo di investire sulla qualità", prosegue la Cenni.

"Il sottocosto non è una pratica che aiuta i redditi più bassi ma strozza i produttori e consegna ai consumatori prodotti di bassa qualità. Con questa pdl non risolviamo tutto perché il tema è molto vasto ma oggi diamo un messaggio importante e cioè diciamo che ci sono costi insopprimibili, la fatica degli agricoltori e la dignità del lavoro e tutto questo contribuisce a dare valore al cibo ed è una cosa che abbiamo scelto di fare tutti insieme qualche anno fa ospitando Expo su un tema così delicato, nutrire il mondo. Oggi diamo un contributo parziale che dovrà vedere ulteriori passi in avanti come il recepimento della direttiva comunitaria sulle pratiche sleali ma stiamo dando un messaggio di grande civiltà al nostro Paese e di solidarietà e sostegno ai nostri agricoltori", conclude Susanna Cenni.

12/06/2019 - 16:01

“Questa mattina dalle parole di sindaci di varie realtà Italiane abbiamo avuto la conferma che sono in moto tante importanti iniziative dal basso che vedono assieme amministratori, cittadini, associazioni e mondo agricolo per territori liberi da pesticidi”. Lo ha dichiarato Susanna Cenni, vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera, nel corso di “Libera da pesticidi: l’Italia comincia dai Comuni”, seminario che si è tenuto oggi a Roma.

“Tra queste – continua – c’è la bella e coraggiosa esperienza di Edoardo Prestanti, sindaco di Carmignano. Il messaggio e molto chiaro: investire su pratiche sostenibili, ridurre, giungendo in tempi brevi alla totale eliminazione dell’uso di glifosate e altri pesticidi. Buone pratiche a tutto tondo di economia circolare, sostegno alla trasformazione verso il bio, regolamento, ordinanze e soprattutto tanta informazione e formazione civica, il tutto con varie forme di coinvolgimento civico, di partecipazione e di democrazia dal basso. Mi pare evidente di non poter non interpretare tutto questo come una spinta dal basso, dalle amministrazioni, dai cittadini, all’approvazione al Senato della legge sul Bio”.

“Bene, poi, la richiesta di incontro al Governo per modifiche al PAN. La Camera ha già raccolto quelle richieste con una mozione su uso pesticidi approvata nei mesi scorsi, adesso tocca al Governo e alla maggioranza raccogliere la sfida”, ha concluso.

12/06/2019 - 15:09

“Questa mattina dalle parole di sindaci di varie realtà Italiane abbiamo avuto la conferma che sono in moto tante importanti iniziative dal basso che vedono assieme amministratori, cittadini, associazioni e mondo agricolo per territori liberi da pesticidi”. Lo ha dichiarato Susanna Cenni, vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera, nel corso di “Libera da pesticidi: l’Italia comincia dai Comuni”, seminario che si è tenuto oggi a Roma.

“Tra queste – continua – c’è la bella e coraggiosa esperienza di Edoardo Prestanti, sindaco di Carmignano. Il messaggio e molto chiaro: investire su pratiche sostenibili, ridurre, giungendo in tempi brevi alla totale eliminazione dell’uso di glifosate e altri pesticidi. Buone pratiche a tutto tondo di economia circolare, sostegno alla trasformazione verso il bio, regolamento, ordinanze e soprattutto tanta informazione e formazione civica, il tutto con varie forme di coinvolgimento civico, di partecipazione e di democrazia dal basso. Mi pare evidente di non poter non interpretare tutto questo come una spinta dal basso, dalle amministrazioni, dai cittadini, all’approvazione al Senato della legge sul Bio”.

“Bene, poi, la richiesta di incontro al Governo per modifiche al PAN. La Camera ha già raccolto quelle richieste con una mozione su uso pesticidi approvata nei mesi scorsi, adesso tocca al Governo e alla maggioranza raccogliere la sfida”, ha concluso.

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