17/04/2019 - 17:23

“A tutt’oggi, i genitori che, per motivi religiosi e/o culturali, intendono far circoncidere il proprio figlio trovano risposte diverse nei diversi Sistemi sanitari regionali: dal riconoscimento nell’ambito dei Lea in Toscana (Dgr n.561/2002,) alla possibilità di esecuzione, a carico del richiedente, con tariffa in vigore per la circoncisione terapeutica in Friuli Venezia Giulia (Dgr n.600/2010), alla completa assenza di risposta da parte di altre regioni. Questa disomogeneità nell’ambito del Ssn, la mancanza di un supporto adeguato da parte della Comunità di appartenenza, la scarsa disponibilità economica della famiglia o semplicemente l’assenza di informazione al riguardo, favorisce l’esecuzione di tale pratica in condizioni non sicure dal punto di vista sanitario. L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza è intervenuta sulla circoncisione rituale con una nota di raccomandazione alla ministra della Salute, Giulia Grillo, in cui chiede di intervenire a tutela della salute di neonati e bambini che rischiano di riportare complicanze gravi, se non addirittura letali, per interventi praticati al di fuori delle strutture sanitarie”.

Così i parlamentari Dem della commissione Infanzia, Paolo Siani, Caterina Bini, Paola Boldrini, Ubaldo Pagano, Patrizia Prestipino, Eduardo Patriarca e Rosa Di Giorgi.

“La circoncisione - aggiungono i parlamentari del Pd - è un intervento chirurgico che va effettuato con tutte le garanzie possibili per la tutela della salute di tutti i bambini per cui chiediamo con urgenza, pur nella consapevolezza della complessità dell’argomento in ambito giuridico, etico e religioso, che la ministra della Salute senza altre inutili e dannose perdite di tempo emani  esplicite direttive a livello nazionale atte ad assicurare ai genitori, che intendono sottoporre a Crm il proprio figlio, la possibilità di accesso alle strutture sanitarie pubbliche e/o convenzionate del nostro Ssn con percorsi definiti e con costi accessibili alla famiglia richiedente, nel rispetto delle vigenti norme di tutela della privacy. Non possiamo più tollerare bambini morti per una circoncisione. E vogliamo ricordare alla ministra - concludono - che il diritto alla salute e all’uguaglianza di ogni bambino ‘senza distinzione di razza, di colore, di sesso, di religione’, è garantito dall’art. 3 della Costituzione italiana, e dall’art. 24 della Convenzione di New York, del 1989”.

24/01/2019 - 16:04

Sbagliato tornare a discrezionalità nell’attribuzione dei fondi

Ecco il testo dell’appello pubblico che i parlamentari Pd delle commissioni Cultura di Camera e Senato hanno rivolto al ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Alberto Bonisoli.

“Onorevole signor Ministro Bonisoli,

il Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo, soppresso nella notte in Senato con un emendamento a firma Lega, era un importante organo di indirizzo e controllo sulla destinazione delle risorse pubbliche e totalmente a costo zero. Un’opportunità, votata in modo bipartisan nella scorsa legislatura, per poter porre fine alla discrezionalità nell'attribuzione dei fondi a sostegno dell’industria cinematografica e audiovisiva. L’articolo soppresso assegnava al Consiglio la definizione di linee guida condivise tra le categorie del settore per la distribuzione dei fondi a carattere selettivo e automatico.

In un comparto come quello del cinema e dell’audiovisivo - che da oltre 50 anni attendeva una riforma strutturale come quella introdotta dalla Legge 220/2016 - il Consiglio Superiore, organo consultivo del Ministro, era una forte garanzia di trasparenza e offriva inoltre consulenza e supporto nella elaborazione e attuazione delle politiche di settore e nella predisposizione di indirizzi e criteri generali sulla destinazione delle risorse pubbliche.

Gli organi consultivi e di indirizzo sono strumenti necessari nei governi democratici.

Onorevole signor Ministro, esprimiamo la nostra indignazione per la soppressione di questo organo, avvenuta con un emendamento inserito all'interno di un provvedimento omnibus esaminato non dalla commissione di merito, ossia la Cultura, ma dalle commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavori Pubblici.

Le chiediamo con forza di rivedere questa scelta che potrebbe danneggiare irrimediabilmente un settore cui tanta attenzione si era riservata nella scorsa legislatura, un settore fondamentale per la tutela della nostra identità culturale e determinante per l’economia e per il lavoro di centinaia di migliaia di persone nel nostro paese".

23/01/2019 - 18:29

“Abolito il Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo, l’organismo istituito nella Legge sul cinema approvata nella scorsa legislatura dal governo di centrosinistra, che aveva un importante ruolo di indirizzo e di controllo sulla destinazione delle risorse pubbliche per il cinema e l’audiovisivo ed era totalmente a costo zero.

Un vero e proprio blitz avvenuto nella notte in Senato con un emendamento della Lega, nascosto all'interno di un provvedimento di conversione di un Decreto Legge esaminato non dalla commissione di merito, ossia la Cultura, ma dalle commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavori Pubblici, un ulteriore grave segnale di mortificazione del Parlamento, cui la maggioranza ormai ricorre costantemente”.

Lo dichiara in una nota la deputata PD, Rosa Maria Di Giorgi, relatrice della Legge sul Cinema approvata nel 2016. “Da ora in poi, quindi, nessun controllo sull'operato del Ministro e sull'erogazione dei contributi pubblici nel settore. Un’azione gravissima contraria a quella trasparenza tanto sbandierata dal governo gialloverde ma clamorosamente smentita nei fatti”.

“Il Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo – continua Di Giorgi –, nominato nella scorsa legislatura e presieduto da Stefano Rulli, era costituito da otto personalità del settore di particolare qualificazione e da tre membri scelti tra le associazioni di categoria. Il Consiglio aveva il compito di formulare proposte sulle politiche pubbliche per il cinema, di contrastare la pirateria cinematografica e audiovisiva e di promuovere lo sviluppo di tutto il comparto.  Esprimeva pareri sulle norme relative al settore e organizzava consultazioni periodiche con i rappresentanti dei settori professionali interessati, esprimendo pareri in merito ad accordi internazionali in materia di coproduzioni cinematografiche e di scambi nel settore del cinema e delle altre arti e industrie di immagini in movimento. Il Consiglio emanava, inoltre, le linee guida per il settore in raccordo con il Ministro. È bene ripetere che era totalmente a costo zero e durava in carica tre anni. Ai componenti non spettavano gettoni di presenza, compensi, indennità ed emolumenti comunque denominati. Si abolisce pertanto un essenziale organo di vigilanza del MiBAC per poter avere mani libere in un settore strategico e molto rilevante per il mondo della cultura e dell’economia”.

10/01/2019 - 20:19

“Come ricercatrice Cnr, come nonna e mamma, come cittadina e parlamentare, non posso che condividere e sottoscrivere convintamente il contenuto del Patto trasversale per la Scienza del professor Burioni”. Lo dichiara Rosa Maria Di Giorgi, deputata del Partito democratico, a proposito del 'patto per la scienza' proposto dall'immunologo Roberto Burioni per sostenere la ricerca scientifica e contrastare la pseudomedicina.

“In questa epoca in cui i diritti fondamentali – spiega - quali quello alla salute, vengono troppo spesso calpestati, in cui chiunque, anche se privo di alcun titolo, si sente in diritto di negare verità oggettive e inventare realtà prive di fondatezza, è fondamentale che ci sia una convinta condivisione bipartisan dell’importanza della scienza e del progresso scientifico”.

“La difesa da parte di tutte le istituzioni - di qualsivoglia colore politico - degli studi e delle cure mediche, dei vaccini, delle ricerche e delle competenze scientifiche è fondamentale per lo sviluppo della nostra società e per la tutela della vita di tutti noi”, conclude.

13/12/2018 - 18:08

"La decisione del ministro Bonisoli di non dare corso al protocollo d'intesa siglato dall'ex ministro Franceschini con il Vicariato di Roma che prevedeva il pagamento del ticket di 2 euro per l’ingresso al Pantheon rappresenta l’ennesima occasione mancata". Così in una nota la deputata Pd Rosa Maria Di Giorgi, che aggiunge: "È una scelta incomprensibile perché, con quasi 9milioni di visitatori - nella quasi totalità stranieri -, l’adozione del biglietto di ingresso per i turisti avrebbe fruttato un tesoretto importante che avrebbe portato ossigeno vitale al polo Museale del Lazio e a tutto il comparto culturale della Capitale". 
"È un tema noto questo a chi si occupa di patrimonio culturale e di governo delle città d'arte - prosegue la deputata - , un tema su cui c'è forte disaccordo tra il Pd, che ritiene che un contributo dei visitatori, da reinvestire nel nostro immenso patrimonio, sia molto utile, e altre forze politiche, il Movimento 5 Stelle in primis, contrarie a priori.
Questa decisione rappresenta, ancora una volta, un atto volto semplicemente a cancellare quanto fatto dal nostro governo, in questa preoccupante "furia destruens" che ormai ha assunto carattere maniacale nel governo giallo verde".

12/12/2018 - 18:39

“Leggendo in queste ore le agenzie, quello che sta avvenendo al Congresso regionale siciliano è un abuso di potere”. Lo dichiara in una nota, la deputata Rosa Maria Di Giorgi.

“A colpi di maggioranza - prosegue Di Giorgi -, si esercita con prepotenza un ruolo di predominio, facendo strame delle regole condivise perché l'obiettivo è vincere con qualsiasi metodo. La candidata Piccione, che si ritira da una partita a suo dire truccata, parla di un futuro probabile coinvolgimento nel voto di domenica prossima di elettori provenienti da altri partiti. Prove generali di una nuova formazione politica trasversale che guarda a destra? È il nuovo partito renziano che si affaccia in terra di Sicilia per vedere "l'effetto che fa"? Vedo citato Micicchè in questa partita...che c'entra? Trovo queste notizie molto preoccupanti e credo che il Pd non meriti tutto questo.
Ci vuole rispetto per regole e persone. Si azzeri tutto in Sicilia - conclude Di Giorgi - e si riparta dal confronto e da relazioni corrette”.

06/12/2018 - 19:36

"Per quanto riguarda la ricerca la manovra appare del tutto inadeguata: Mancano gli investimenti promessi, si sprecano le già scarse risorse e non c'è un progetto politico". Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Rosa Maria Di Giorgi nel corso della conferenza stampa organizzata oggi a Montecitorio per denunciare, insieme agli altri membri Pd della commissione Cultura, come la "legge di bilancio sia impietosa per scuola, cultura, ricerca ed editoria".

"Negli emendamenti da noi presentati avevamo formulato proposte sostenibili tra cui, ad esempio, la cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, per coordinare i programmi di ricerca di tutti i Ministeri, Università e Ricerca, Salute, Ambiente, Sviluppo economico, Difesa, Trasporti ecc. e un aumento di 300 milioni del Fondo ordinario enti vigilati dal MIUR per un consolidamento strutturale dei 12 Enti nazionali  - tra cui CNR, ASI, INFN, INGV, INAF - vigilati dallo stesso MIUR che avrebbe compreso anche una loro razionalizzazione.

Nessuna nostra proposta è stata accolta, mentre negli emendamenti approvati figura l’istituzione della Scuola Normale Superiore Meridionale, che costa 8 milioni di euro per il 2019, 21 per il 2020, poco meno di 20 per il 2021, 17.8 per il 2022, 14.6 per il 2023, 9.3 per il 2024 e 3.5 per il 2021, e la costituzione del nuovo Istituto di ricerche Tecnopolo Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile, con sede a Taranto, dal costo di 9 milioni di euro in tre anni e con competenze perfettamente sovrapponibili sia all’ENEA che al CNR. Cifre incomprensibili se si pensa che per tutte le Università italiane l’aumento del fondo ordinario sarà di soli 40 milioni di euro - su un fondo di 7 miliardi - e per gli enti vigilati dal MIUR l’aumento previsto sarà di soli 10 milioni per il 2019 - su un fondo di circa 1 miliardo e 700 milioni di euro.

La manovra è quindi totalmente deludente e le poche risorse sono spese male. Restano sul tavolo tutti i problemi della ricerca in Italia che avrebbero trovato una giusta collocazione nella Legge di Bilancio, da quelli strategici, come il mancato coordinamento delle politiche di ricerca con una legislazione degli anni ’90, a quelli più specifici per i ricercatori, come il mancato adeguamento dei limiti sul trattamento accessorio rispetto agli interventi di stabilizzazione, le difficoltà nella contrattazione collettiva di avere un comparto unico che unisce alla scuola università e ricerca”.

28/11/2018 - 16:07

Oggi in commissione Bilancio della Camera è stato bocciato il mio emendamento alla Legge di Bilancio, sottoscritto da tutto il gruppo del Pd, in cui si chiedeva di istituire una cabina di regia presso la presidenza del Consiglio per il coordinamento delle risorse impegnate in Italia nella ricerca scientifica. Attualmente questo ruolo dovrebbe svolgerlo il Miur che, per sua stessa ammissione, non riesce a coordinare le risorse finalizzate alla ricerca assegnate a ministeri diversi - oltre al Miur stesso, quello dell’Agricultura, dell’Ambiente, del Lavoro e delle Politiche sociali, della Salute, dello Sviluppo economico e della Sanità, dei Beni e Attività culturali e dell’Economia - e dei molti altri Istituti di ricerca pubblici e privati che usufruiscono di risorse statali. Una bocciatura miope di un emendamento che avrebbe modificato la legge 204 del 1998 ormai inapplicata nella parte del coordinamento. Il governo Salvini-Di Maio, del tutto disinteressato alla razionalizzazione delle risorse, si contraddistingue ancora una volta per la sua limitata visione strategica”.

Così la deputata Dem, Rosa Maria Di Giorgi.

“Con questo emendamento - spiega la parlamentare del Pd - si sarebbe potuta chiudere un’esperienza fallimentare di coordinamento (inesistente), scegliendo la strada già adottata da altri Paesi europei che vede una regia unica negli investimenti per la ricerca e che consente una valorizzazione di quel mondo e di tutto il comparto, ricercatori e docenti, impegnati sul campo. Ancora una volta - conclude Rosa Maria Di Giorgi - la maggioranza boccia, senza nemmeno esaminarla con attenzione, ogni tipo di proposta, anche quelle valide e non costose, facendo strame del contributo positivo della minoranza”.

14/11/2018 - 19:08

“Condivido la decisione presa dai direttori di 100 istituti del Cnr di sottoscrivere un Manifesto per salvare l'Ente rivolto al presidente della Repubblica, a quello del Consiglio e al Miur”. Lo afferma Rosa Maria Di Giorgi, deputata del Partito democratico, e proponente l’emendamento alla Legge di Bilancio sulla Cabina di regia di coordinamento della ricerca scientifica.

“Non bastano più – continua - i proclami ma occorrono soluzioni sostenibili in termini di investimento pubblico e di organizzazione strategica. La legge di Bilancio è l’occasione per mettere ricerca e innovazione al centro delle politiche di sviluppo economico, sociale e culturale del Paese. L’Italia non solo investe poco in ricerca ma lo fa anche male. In realtà non c’è ministero che non investa nel settore, però manca un coordinamento effettivo ed efficace a livello nazionale coerente con gli investimenti effettuati dalle regioni per lo sviluppo del territorio e dall’Unione europea con i suoi programmi e risorse a sostegno delle politiche Ue. L’emendamento da me proposto consentirebbe di razionalizzare le competenze di indirizzo politico in ambito governativo con una struttura di missione snella, realizzata valorizzando il sistema dell’Università e della Ricerca esistente. La misura sarebbe accompagnata da un sostegno di 300 milioni di euro per un triennio per una razionalizzazione e un consolidamento degli Enti di ricerca vigilati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Enti tradizionalmente “non strumentali” rispetto alle diverse politiche perché costituiscono la maglia nazionale di laboratori per la ricerca di base e applicata coordinata dal MIUR. Nella scorsa legislatura è stato avviato un percorso di cambiamento significativo di cui sono emblematiche alcune misure, come lo stanziamento di 400 milioni di euro per i Progetti di rilevante interesse nazionale PRIN, la stabilizzazione dei ricercatori precari degli enti di ricerca con 57 milioni di euro a regime, lo sblocco di oltre 137 milioni di euro fermi da complesse e inutili procedure premiali”.

“Questa è la strada da seguire sulla base di un progetto Paese di medio periodo le cui linee sono state già tracciate nel corso delle ultime due legislature dalle Commissioni Cultura di Camera e Senato. Le dichiarazioni di intenti e le buone intenzioni non aiutano se non sono seguite dai fatti e si rischia di compromettere gli sforzi compiuti”, conclude.

13/11/2018 - 18:33

"Il diritto di critica è sacro ma non deve mai travalicare i limiti della decenza, sfociando nell'intimidazione istituzionale: ovvero esattamente quello che abbiamo letto in questi giorni da parte del vicepresidente del consiglio Luigi Di Maio e del suo collega di partito Alessandro Di Battista, che hanno attaccato in maniera vile e pesante l'intera categoria dei giornalisti”. Lo dichiara Rosa Maria Di Giorgi, deputata del Partito democratico.

 

“Un fatto grave – continua - che va censurato con forza. Bene hanno fatto dunque i giornalisti a protestare oggi in tutta Italia. A loro va la mia vicinanza e la mia solidarietà. Siamo chiaramente di fronte a una concezione illiberale della società Gli attacchi sguaiati che hanno fatto seguito all'assoluzione della sindaca Raggi vengono pochi giorni dopo l'attacco frontale contro alcune testate ree di criticare il Movimento, il progetto di abolizione dell'Ordine dei giornalisti, e quello di una legge sull'editoria che sa tanto di rappresaglia contro chi non vuole allinearsi".

 

"Come opposizione vigileremo affinché questo non accada, perché in gioco non c'è solo il lavoro di centinaia di migliaia di professionisti ma l'essenza stessa della libertà di pensiero che è il fulcro di qualsiasi democrazia", conclude.

07/11/2018 - 14:33

“La decisione di rimuovere Roberto Battiston dal suo ruolo di presidente dell’Agenzia spaziale è chiaramente una decisione politica. Era stato scelto all’interno di una cinquina proposta da una Commissione scientifica internazionale di altissimo livello”. Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd Rosa Maria Di Giorgi.

“L’Agenzia Spaziale italiana - prosegue Di Giorgi - è un ente di ricerca e come tale è sempre stato autonomo e ben lontano dalle logiche politiche e di “fiducia” governative. Se non fosse drammatico, farebbe sorridere il fatto che questo cambiamento ai vertici dell’Asi avvenga proprio per mano di chi continua a raccontare di essere contrario alle interferenze politiche in settori che con la politica non c’entrano. Quanto successo in queste ore non solo svilisce tutto il lavoro portato avanti - tra mille difficoltà - dai nostri scienziati e dai nostri ricercatori ma rappresenta un attacco preoccupante all’indipendenza della ricerca scientifica, alla sua libertà, ledendo irrimediabilmente anche le prospettive di crescita nazionali nel settore”.

24/10/2018 - 19:07

“Questa iniziativa legislativa sulla videosorveglianza in asili nido e residenze sanitarie assistite non mi vede favorevole e la nostra non condivisione si è manifestata con il voto di astensione del Pd in Aula”.Lo dichiara in una nota la deputata Pd Rosa Maria Di Giorgi.
“Trovo che la soluzione che si vuole adottare sia rischiosa per l’intero sistema educativo e assistenziale in quanto penalizza in maniera indiscriminata, attraverso la predisposizione di telecamere, tutte quelle persone - che per fortuna sono la maggioranza - che lavorano in maniera inappuntabile e fra mille difficoltà in queste strutture.
La convinzione che le telecamere fungano da deterrente mi sembra essere soprattutto una reazione non sufficientemente meditata a seguito di gravi violenze, sia nei confronti di bambini che di persone anziane o disabili, che hanno colpito fortemente le nostre coscienze.
Penso, tuttavia, che la soluzione proposta in legge all’art.5 non risponda all’esigenza sacrosanta di evitare la violenza contro questi soggetti più deboli. Gli strumenti necessari sono altri, alcuni dei quali previsti in legge. Il massimo rigore nella selezione delle risorse umane, la regolare formazione di operatori ed educatori, costanti valutazioni attitudinali, sono strumenti validi sia per fermare questi episodi intollerabili che per sostenere e incentivare le migliaia di operatori che con passione e professionalità si occupano della cura e dell’educazione dei nostri cari”.

18/09/2018 - 20:28

“Il modo dello spettacolo attende dal ministro della Cultura Bonisoli non misure spot ma tempi certi per i decreti attuativi della Legge sullo Spettacolo approvata dal nostro governo”. Lo dichiara in una nota la deputata Pd Rosa Maria Di Giorgi, relatrice nella scorsa legislatura della Legge sullo Spettacolo dal Vivo in Senato.

“La scadenza – continua - è al 31 dicembre e ancora il Parlamento non ha visto alcun testo.  È questa l’urgenza cui il Ministro dovrebbe dedicarsi. Il mondo dello spettacolo dal vivo italiano nutre aspettative perché molte sono le criticità a fronte di una situazione per anni non gestita da nessuno fino alla nostra legge.  Noi con la legge abbiamo dato dignità e creato la cornice adatta perché queste problematiche venissero risolte definitivamente. Parliamo di problemi che riguardano centinaia di migliaia di lavoratori - con la delega sul lavoro nello spettacolo - migliaia di comuni - a cui viene data  la possibilità di riaprire e ristrutturaste i teatri -  migliaia di giovani - che potranno grazie alla legge accedere a finanziamenti per opere prime e seconde anche di musica popolare”.

“Tanto è stato fatto nello scorso quinquennio, non vorremmo adesso assistere a una battuta d’arresto che sarebbe inspiegabile, perché renderebbe vano il grande lavoro di confronto con le categorie di lavoratori e con gli operatori e gli artisti del teatro e annullerebbe la volontà quasi unanime espressa dal Parlamento nella scorsa legislatura”, conclude.

13/09/2018 - 15:36

"L’accanimento contro i Comuni dimostrato dal governo gialloverde è intollerabile. Imponendo la prima fiducia sul decreto Milleproroghe, Lega e 5 Stelle cancellano di netto 1,6 miliardi di euro destinati al piano periferie, gettando così nel caos le centinaia di amministrazioni locali, di ogni colore politico, che contavano su quelle risorse per avviare necessarie opere di manutenzione e recupero urbano". Lo dichiara Rosa Maria Di Giorgi, deputata del Partito democratico, a proposito del decreto Milleproroghe.

"Dal giorno alla notte - prosegue -, la regione Toscana vede improvvisamente sfumare oltre 150 milioni di euro di fondi. La sola città di Firenze deve rinunciare a ben 17,8 milioni, euro che sarebbero stati impiegati in gare e progetti sociali per i cittadini, risorse che in alcuni casi sono già state investite in opere o servizi per la collettività.  Non posso che condividere la preoccupazione sollevata dal sindaco Nardella e la volontà di chiedere i danni che questa decisione scellerata causerà all’amministrazione comunale e alle tasche dei fiorentini. Gli effetti che si avranno sui territori saranno devastanti”.

“Le amministrazioni saranno obbligate ad operare dei pesanti tagli per poter assolvere ai pagamenti dei progetti già accordati e che oggi si ritrovano senza alcuna copertura economica. Un danno gravissimo causato da un’incapacità gestionale ancor più inaccettabile perché colpirà come una scure le imprese e i lavoratori italiani”, conclude.

11/09/2018 - 12:31

“Siamo sotto osservazione da parte dell’Onu per razzismo. L’Italia è considerata un Paese che non rispetta i diritti umani. Il governo è responsabile, con il suo ministro degli Interni, Matteo Salvini, di una nuova collocazione nello scenario internazionale del nostro Paese. Qualcosa di impensabile che addolora e preoccupa. È necessario che ci sia un impegno da parte di tutti e c’è bisogno di procedere con l’integrazione dei profughi, in modo da creare opportunità e garantire la sicurezza dei nostri territori. Risposte possibili anche attraverso un importante lavoro nelle scuole per la cultura dell’accoglienza e del rispetto. Ormai niente sembra scontato e dobbiamo riaffermare il diritto internazionale e i principi della nostra Costituzione. Noi parlamentari del Partito Democratico siamo impegnati su questo fronte con forza, così come tanti amministratori, il mondo del volontariato e la maggioranza dei cittadini italiani”.

Lo dichiara in una nota la deputata Pd, Rosa Maria Di Giorgi. 

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