13/06/2019 - 17:56

“Ormai è una prassi: questo Governo fa esattamente il contrario di quanto dichiara: invece di sbloccare i cantieri, questo governo li blocca e procede con improvvisazione secondo un collage di interessi sparsi e senza organicità”. Lo ha dichiarato Maria Chiara Gadda, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera, intervenendo in Aula durante le votazioni del decreto Sblocca cantieri.

“Con il cosiddetto decreto ‘Sblocca cantieri’ – spiega - si condanneranno ulteriormente all’incertezza centinaia di opere pubbliche. Il governo non è intervenuto sul vero tema, che è la riduzione dei tempi delle procedure, e nulla è stato fatto sul contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata che mina alle basi la competitività del Paese e la sana concorrenza tra le imprese. Così come da mesi sono sospesi miliardi di opere pubbliche per l’incapacità di questo governo di decidere sull’Alta velocità, su infrastrutture strategiche al Nord così come al Sud. Una stasi che danneggia persino il nostro sistema agroalimentare e il Made in Italy, penalizzato dalla inefficienza di reti fisiche e digitali. Inoltre, la sospensione delle misure sull’appalto integrato e il ritorno alla sciagura del massimo ribasso e alla pratica del sub appalto, sono una mannaia sui lavoratori, sulla sicurezza e sulla qualità delle opere. Le misure proposte sono, insomma, frutto della estemporaneità: servirà un nuovo regolamento generale e diciotto decreti attuativi che porteranno nuova incertezza al sistema. Al nostro Paese serve realizzare le opere utili, in tempi e costi certi”.

“In tutto ciò il ministro Toninelli è assente: in Aula così come in commissione. Che dica al Paese quali opere pubbliche si vogliono realizzare.  Con queste norme si manda inoltre al Paese un messaggio di resa, sembra che senza commissari straordinari che operano in deroga a questo codice stesso, non si possano realizzare opere in Italia”. Un peccato che il governo non abbia nemmeno accolto il mio ordine del giorno, in cui si chiedeva di analizzare entro l’anno gli effetti prodotti da queste norme e da queste sospensioni, al fine di correggere con tempestività eventuali storture del sistema”, conclude.

06/06/2019 - 14:59

“Le parole del presidente di Confcommercio Sangalli sono state molto chiare. La ripresa è nulla e gli impegni di spesa sono stati concentrati su misure inefficaci come il reddito di cittadinanza. Le imprese non possono accettare che si aumenti l’Iva per stanchezza, per mancanza di coraggio, e per l’incapacità di progettare strategie alternative al mero aumento delle tasse”, “. Lo dichiara Maria Chiara Gadda, deputata del Partito democratico, a margine dell’assemblea nazionale della Confcommercio che si è tenuta a Roma.

“L’aumento dell’Iva – prosegue - sarebbe una sciagura per il Paese e una vera flat tax al contrario che pagherebbero tutti i cittadini. Oggi il ministro Di Maio ha ripetuto che ci sarà ogni tentativo per scongiurarne l’aumento, come se non si ricordasse che questa situazione dipende dalle scelte sciagurate che questo governo ha fatto nella scorsa legge di bilancio indirizzando gran parte delle risorse su misure tampone e inefficaci anziché sulla crescita e sugli investimenti. Le infrastrutture sono ferme da mesi non solo per la burocrazia come ha affermato oggi Di Maio, ma soprattutto perché questo governo decide di non decidere, trincerandosi dietro studi di fattibilità di cui si perdono a un certo punto le tracce. Allo stesso modo il fantomatico Decreto Crescita, tanto sbandierato dal ministro questa mattina è un flop”.

“Gli porgo una informazione: è ancora bloccato in commissione poiché in maggioranza navigano a vista su contenuti e coperture”, conclude.

31/05/2019 - 19:03

“Per comprendere meglio la sentenza della Cassazione, relativa alla commercializzazione dei prodotti a base di canapa, e sulle preoccupazioni sulle ricadute occupazionali che sono sorte tra gli operatori del settore, attendiamo le motivazioni allegate alla sentenza. Purtroppo, la retorica qualunquista sul tema portata avanti da mesi dal ministro degli Interni Salvini, per mera propaganda per altro visto che non si sono visti atti normativi in tal senso, ha creato confusione tra i cittadini e apprensione tra gli operatori del settore”. Lo dichiara Maria Chiara Gadda, capogruppo in Commissione Agricoltura.

“Attualmente – continua - dobbiamo attenerci alla legge che sul punto dice, come definito dall’Istituto Superiore di Sanità, che per i prodotti a base di canapa, la soglia di efficacia drogante del principio attivo THC è di 0,6%, quindi non è un reato vendere prodotti derivati delle coltivazioni di canapa sativa con livelli di Thc sotto questi limiti perché appunto non trattasi di droghe. L’Italia negli anni ‘50 era il secondo produttore al mondo di canapa, che ha moltissimi utilizzi, da quello tessile fino alla cosmesi. In questi ultimi anni il mercato ha visto una crescita importante ed è nata nuova occupazione che va tutelata. Non serve creare confusione ad arte, ma è necessario fare chiarezza. La sentenza può essere di ausilio in questo senso, e se si dovesse rilevare un vuoto legislativo rispetto alla commercializzazione di questi prodotti, siamo pronti a colmarlo per evitare che un settore rimanga nell’ambiguità preservando investimenti e occupazione”.

“Non è accettabile la criminalizzazione strumentale e confondere piani che spesso non hanno per nulla a che vedere con l’uso di droghe o uso ricreativo o terapeutico”, conclude.

30/05/2019 - 11:23

Occorrono misure di sostegno e strategie di lungo termine su cambiamenti climatici

“L’apicoltura italiana è in ginocchio. L’effetto dei cambiamenti climatici, mostra il suo impatto più devastante in agricoltura dove gelate, alluvioni, siccità e diffusione di malattie, distruggono intere produzioni”.

Così Maria Chiara Gadda, capogruppo Pd in commissione Agricoltura, interrogando il governo alla Camera in merito alle enormi difficoltà in cui versa il comparto apistico nazionale.

“Si stimano perdite di produzione del miele di acacia e di tutti gli altri mieli primaverili (tarassaco, ciliegio, arancio, millefiori) tra il 50% e il 70%, il fenomeno riguarda le regioni del nord Italia come Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto e Piemonte così come del sud, in particolare Abruzzo, Basilicata e Puglia. Nella mia provincia, Varese, la situazione è drammatica e colpisce addirittura prodotti a denominazione come la Dop di acacia varesina”, prosegue la deputata dem. “Per fronteggiare questa vera e propria emergenza - spiega Maria Chiara Gadda - servono risposte immediate per il ristoro ai produttori danneggiati ma soprattutto è necessario mettere in campo politiche di medio e lungo termine. Il Pd ha sostenuto gli emendamenti a sostegno del settore nella legge di bilancio 2019, e apprezzo che il governo intenda proseguire il programma nazionale di sostegno al settore apistico 2017-2019 avviato dal precedente governo grazie alle risorse assicurate dai fondi della Politica Agricola Comune. Le incertezze legate alla nuova Pac devono però vedere il governo impegnato maggiormente su questo fronte. È necessario inoltre agevolare l’accesso a strumenti assicurativi per i produttori, ma soprattutto perseguire con maggiore concretezza gli obiettivi definiti dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Altrimenti - conclude la parlamentare varesina - dovremo sempre inseguire emergenze, in un contesto di risorse finanziarie sempre più scarse”.

10/05/2019 - 17:15

“Il quadro che emerge dall'inchiesta che ha sostanzialmente azzerato i vertici di Forza Italia nel Nord, getta un’ombra inquietante anche sull’intero sistema di alleanze all’interno del centro-destra che ha governato in provincia di Varese in questi anni”. Lo dichiara Maria Chiara Gadda, deputata del Partito democratico, a proposito dell’inchiesta della Dda di Milano in Lombardia.

“La Lega – continua - che oggi tenta di fare la vittima di questo sistema, dal punto di vista politico non può certo chiamarsi fuori avendo condiviso per anni il percorso politico e amministrativo con tali personaggi. Da quanto si evince dalle indagini, emerge un sistema capillare e colluso con una politica malsana, che ha determinato ruoli, incarichi pubblici, e inquinato appalti in diversi comuni della Provincia di Varese. Un sistema produttivo di valore come il nostro, non si meritava di giungere alle cronache nazionali per questi fatti. Senza volere entrare nel lavoro di inquirenti e magistratura e sui profili personali e penali, che devono fare il loro corso, la lettura di alcune intercettazioni fa rabbrividire per lo squallore e per la disinvoltura con la quale si è ritenuto di disporre di pubblici amministratori usati come burattini. Questo dovrebbe indurre i componenti delle società partecipate coinvolte e di tutti coloro che hanno avuto contatti con questi gravi fenomeni, a immediate dimissioni. Sotto il profilo dell’opportunità politica e in conseguenza di questi accadimenti ritengo che Emanuele Antonelli, Presidente della Provincia di Varese nonché sindaco di Busto Arsizio, dovrebbe agire di conseguenza, avviando una ricognizione relativamente ai presupposti politici e alle alleanze che hanno portato ad avere la maggioranza di centro destra in Provincia, nonché di tutte le nomine effettuate dalla Provincia durante questi primi mesi di gestione a guida centro destra.  Questo per l’onorabilità e l’efficienza dell’ente”.

“Credo si debba inoltre prendere atto dell'assenza tecnica della maggioranza in Provincia. Si tratta ormai della terza assemblea dei Sindaci andata a vuoto per assenza del numero legale, fatto mai avvenuto in precedenza soprattutto con un delicato bilancio di previsione da approvare”, conclude.

10/04/2019 - 15:33

Domani, 11 aprile, alle ore 16, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati (via della Missione, 4) il Pd presenterà in una conferenza stampa le sue iniziative parlamentari per mettere fine alla pratica delle aste al doppio ribasso ed evitare le vendite sottocosto. Lo farà con una proposta di legge contro le vendite sottocosto e le aste al doppio ribasso (prima firma Cenni) e altre iniziative che saranno illustrate.

Intervengono Susanna Cenni, vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Maria Chiara Gadda, capogruppo Pd della stessa commissione, Maurizio Martina, deputato Pd, già ministro delle Politiche agricole.

(Per gli accrediti mandare un’email a pd.ufficiostampa@camera.it entro le 14 dell’11 aprile).

04/04/2019 - 17:18

Ministro adesso scelga figura in grado di garantire continuità ricerca

"La decisione del ministro Centinaio di commissariare il Crea va nella giusta direzione: è un passo necessario per garantire la continuità delle ricerche e l’importante lavoro di un istituto fondamentale per il mondo dell’agricoltura”. Lo dichiarano Lo dichiarano Susanna Cenni, vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera, e Maria Chiara Gadda, capogruppo Pd della stessa commissione, dopo l'incontro con una delegazione dei lavoratori del Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, oggi mobilitati di fronte al Mipaf.

“Dopo le vicende – spiegano - che hanno riguardato misure cautelari nei confronti dei vertici di Crea, dopo le dimissioni di tutti i vertici dell’istituto, nell’incontro che abbiamo avuto questa mattina i lavoratori del Crea hanno denunciato il rischio di uno stop a tutte le attività di ricerca, anche nei centri di ricerca decentrati. Questo potrebbe compromettere partnership importanti, la partecipazione a bandi fondamentali nonché la gestione dei pacchetti di assunzione di giovani ricercatori programmate da tempo. Accogliamo dunque positivamente il fatto che il ministro Centinaio, come da noi auspicato, abbia deciso di procedere al commissariamento del consiglio. Ciò pone le condizioni affinché un settore come quello agricolo esposto alle grandi trasformazioni climatiche, alla complessità dei mercati, alle relazioni internazionali, possa continuare a contare sul prezioso aiuto offerto dall’attività di ricerca del Crea”.

“Ci auguriamo che il ministro scelga come commissario una figura all’altezza, in grado di garantire tutte le attività a rischio rallentamento per le note vicende evitando i rischi a cui andrebbe incontro il settore agricolo se al Crea non venisse garantita la piena continuità operativa”, conclude.

04/04/2019 - 11:48

"La preoccupazione è grande: dopo le vicende che hanno riguardato misure cautelari nei confronti dei vertici di Crea, e vedono un indagine ancora in corso, dopo le dimissioni di tutti i vertici dell’istituto, i lavoratori denunciano il rischio di uno stop a tutte le attività di ricerca, anche nei centri di ricerca decentrati, che potrebbero compromettere partnership importanti, la partecipazioni a bandi fondamentali nonché la gestione dei pacchetti di assunzione di giovani ricercatori programmate da tempo". Lo dichiarano Susanna Cenni, vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera, e Maria Chiara Gadda, capogruppo Pd della stessa commissione, dopo l'incontro con una delegazione dei lavoratori del Crea, oggi mobilitati di fronte al Mipaf.

"L’agricoltura Italiana - continuano - ha compiuto grandi passi avanti grazie ai risultati della ricerca in questo campo. Ed e tanto più vero in una fase delicata come quella che stiamo vivendo. Le grandi trasformazioni dal punto di vista climatico, dei mercati, dei rischi, delle relazioni internazionali, necessitano di una ricerca moderna  e dinamica. Non possiamo permetterci un congelamento di attività e di competenze".

"Per questo auspichiamo che il Ministro incontri le rappresentanze dei lavoratori, e chiediamo al Governo di intervenire prima possibile per evitare i rischi che si stanno palesando", concludono.

28/03/2019 - 12:13

"Sulle misure per affrontare principali emergenze del settore il governo sta prendendo in giro il mondo dell'agricoltura". Lo dichiara Maria Chiara Gadda, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura, a proposito del decreto Emergenze.

"Del decreto - spiega - messo all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri ormai un mese fa, ancora non si rinviene traccia. E si continua a spostare l’ordine del giorno sullo stesso tema anche della commissione Agricoltura. È evidente che siamo davanti all'ennesima farsa. É in atto una gara perversa a chi promette di più, con un ministro degli Interni Salvini che convoca i pastori sardi sotto campagna elettorale, il ministro Di Maio che lunedì convocherà le associazioni agricole. Questa confusione di ruoli fa male al sistema produttivo italiano e soprattutto non possono essere tradite le aspettative di centinaia di agricoltori a cui sono state fatte ripetutamente promesse. Il ministro dell’Agricoltura Centinaio spieghi al Parlamento, agli agricoltori colpiti dalle gelate, ai pastori della Sardegna, al comparto olivicolo piegato dalla Xylella, che sta succedendo davvero".

"Il governo dica chiaramente cosa vuole fare su questo decreto. È ridicolo averlo chiamato 'emergenze' quando tutti attendiamo da un mese di discuterne i contenuti e apprendiamo addirittura dalle agenzie il nome del relatore. Il Pd farà la sua parte per venire incontro alle esigenze dei comparti colpiti. Ora basta chiacchiere", conclude.

07/03/2019 - 11:24

“Vergognoso passo indietro del ministro Centinaio sugli interventi urgenti per dare risposta ai drammatici problemi della nostra agricoltura. Meno di un mese fa, il giorno di San Valentino, aveva promesso di portare in consiglio dei ministri un decreto che avrebbe permesso lo stanziamento immediato di risorse per alcuni settori che vivono un momento drammatico: da quello del latte in Sardegna a quello dell’olio in Puglia e degli agrumi in Sicilia. Un impegno solenne preso dal palco della protesta dei cosiddetti gilet arancioni a Roma e di fronte ai presidenti delle associazioni di rappresentanza e migliaia di agricoltori. A distanza di settimane, il decreto diventa un disegno di legge che chissà quando vedrà la luce. Questo significa una cosa semplice: gli imprenditori non avranno risposte e risorse in tempi certi. Il ministro Centinaio si comporta come un cattivo fidanzato, a San Valentino fa promesse che tradisce il giorno dopo. Lega e M5S governano da un anno, e non si sono ancora trovate misure serie per i numerosi comparti in seria difficoltà. Questo governo sta diventando una macchietta, anziché parlare di Made in Italy, pensino a sostenere davvero le imprese”. Lo dichiara la deputata dem Maria Chiara Gadda, capogruppo in commissione Agricoltura.

06/03/2019 - 11:07

“L’approvazione alla Camera della Legge sul biologico e il suo iter di conversione al Senato sono l’occasione per uscire da alcuni luoghi comuni che caratterizzano la discussione sul comparto: non si tratta più di un settore di nicchia, ma è ormai la scelta di imprese che rappresentano una quota rilevante di Made in Italy”. Lo ha dichiarato Maria Chiara Gadda, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera e promotrice della legge sul biologico, nel corso del convegno “Biologico, una scelta di campo”, presso la Sala del Refettorio della Camera, a cui hanno presenziato il vicepresidente della Camera, Ettore Rosato, il sottosegretario Manzato e il presidente della Commissione Agricoltura, Filippo Gallinella.

“Il metodo ed il comparto biologico – spiega Gadda – sono entrati nella fase di maturità. La crescita dei dati relativi al settore sono, in termini di consumo, di export e di incremento di Sau, incontrovertibili. Esiste già una precisa regolamentazione a livello comunitario sulle produzioni biologiche, mentre l’obiettivo della legge italiana, invece, è quello di inserire questo settore produttivo in un piano strategico, dotare il sistema di strumenti che garantiscano risorse per la ricerca, promuovano aggregazioni di prodotto e di produttori, saldino in modo virtuoso il rapporto tra territorio e produzioni biologiche affinché questo comparto diventi volano di sviluppo. Non c’è dunque nessuna volontà di contrapporre agricoltura convenzionale e biologica, ma di affrontare insieme la sfida della sostenibilità delle produzioni. Lo dico senza alcuna vena polemica, per certi aspetti le reazioni sollevate all’indomani dell’approvazione della legge fanno uso di una retorica ormai ampiamente utilizzata: quella che sostiene che i politici non sanno quello che fanno e votano. La presenza così numerosa e di alto livello di imprese e di rappresentanti del mondo accademico a questo convegno, indica che il biologico è un tema serio di confronto costruttivo tra tecnica, politica e mondo imprenditoriale dove ciascuno deve dare il proprio contributo senza confusione ruoli. È necessario uscire dai luoghi comuni, con la certezza che il comparto biologico in questa fase storica, maggiormente che in passato, qualifica il Made in Italy ed è occasione di rilancio sostenibile delle nostre comunità”.

“Non vorrei che il non detto di questa polemica, sia la volontà di mantenere in un angolo un settore che cresce e chiede di poter correre. D’altra parte io penso sia anche sbagliata la guerra di religione che contrappone metodo biologico e il cosiddetto convenzionale. La sfida comune è la riduzione della chimica nel suolo attraverso la ricerca e l’innovazione. Allo stesso tempo è necessario rispondere alle esigenze dei cittadini, che con le loro scelte premiano le imprese in grado di offrire prodotti sani e di qualità, e che fanno della sostenibilità ambientale e sociale una leva di vantaggio competitivo”, conclude la deputata Dem.

05/03/2019 - 16:53

Domani, mercoledì, 6 marzo, dalle ore 10 alle 12.30, si terrà presso la Sala del Refettorio del Palazzo di via del Seminario (via del Seminario, 76) a Roma, “Biologico, una scelta di campo”.

L’iniziativa si aprirà con l’introduzione di Maria Chiara Gadda, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera e promotrice della legge sulle produzioni biologiche. Seguiranno i saluti degli onorevoli Franco Manzato, sottosegretario di Stato al MIPAAFT, Ettore Rosato, vice-presidente della Camera dei Deputati, Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura della Camera.

Dalle 10.30 alle 11.30 si terrà la prima tavola rotonda con rappresentanti del mondo accademico: Claudia Sorlini, presidente Casa dell’Agricoltura di Milano, Paolo Barberi, della scuola Superiore S. Anna di Pisa, Francesco Marangon, presidente Società Italiana di Economia Agraria, Michele A. Fino, UNISG-Pollenzo, Lorenzo Ciccarese, dell’Ispra.

La seconda tavola rotonda è prevista dalle 11.30 alle 12.30 con l’intervento di imprese rappresentative di diversi settori di attività. Parteciperanno: Giovanni Battista Girolomoni, Presidente Gino Girolomoni Cooperativa Agricola, Raffaella Mellano, allevatrice e Presidente Consorzio Natura Alimenta, Giovanni Fileni, presidente Fileni Carni coop, Camillo Zulli, enologo e Direttore Generale di Cantina Orsogna, Benedetto Fracchiolla, agricoltore biologico e Presidente Finoliva Global Service.

Modera Lisa Casali, responsabile Pool Ambiente ed esperta di sostenibilità.

Dato l’alto numero di accrediti, essendo stata esaurita la capienza della sala, l’evento sarà trasmesso anche in diretta Facebook sulla pagina di Maria Chiara Gadda (https://www.facebook.com/maria.c.gadda).

04/03/2019 - 19:42

Mercoledì 6 marzo, dalle ore 10 alle 12.30, si terrà presso la Sala del Refettorio del Palazzo di via del Seminario (via del Seminario, 76) a Roma, “Biologico, una scelta di campo”.

Presenti Manzato, Rosato, Gadda, Gallinella

L’iniziativa si aprirà con un’introduzione di Maria Chiara Gadda, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera e promotrice legge sulle produzioni biologiche. Seguiranno i saluti Franco Manzato, sottosegretario di Stato al MIPAAFT, Ettore Rosato, vice-presidente della Camera dei Deputati, Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura della Camera.

Dalle 10.30 alle 11.30 si terrà la prima tavola rotonda con Claudia Sorlini, presidente Casa dell’Agricoltura di Milano, Paolo Barberi, della scuola Superiore S. Anna di Pisa, Francesco Marangon, presidente Società Italiana di Economia Agraria, Michele A. Fino, UNISG-Pollenzo, Lorenzo Ciccarese, Responsabile Area per la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità terrestre e i suoli e la gestione sostenibile dei sistemi agro-forestali.

La seconda tavola rotonda è prevista dalle 11.30 alle 12.30. Parteciperanno: Giovanni Battista Girolomoni, Presidente Gino Girolomoni Cooperativa Agricola, Raffaella Mellano, allevatrice e Presidente Consorzio Natura Alimenta, Giovanni Fileni, presidente Fileni Carni coop, Camillo Zulli, enologo e Direttore Generale di Cantina Orsogna, Benedetto Fracchiolla, agricoltore biologico e Presidente Finoliva Global Service.

Modera Lisa Casali, responsabile Pool Ambiente ed esperta di sostenibilità.

26/02/2019 - 16:04

“L’indagine conoscitiva sul caporalato sta evidenziando che la legge approvata dal precedente governo per il contrasto al fenomeno funziona, ma anche che la sua attuazione non è uniforme sul territorio nazionale”. Lo dichiarano Maria Chiara Gadda e Debora Serracchiani, rispettivamente capogruppo Pd in Commissione Agricoltura e Lavoro alla Camera.

“Finalmente – spiega - è partita l’indagine conoscitiva sul fenomeno del caporalato, più volte sollecitata dal gruppo Pd. Le audizioni stanno dando un messaggio chiaro: la legge approvata nella scorsa legislatura va nella giusta direzione, nei principi e nei nuovi strumenti a disposizione degli organismi di controllo. Si registra, tuttavia, una pericolosa battuta d’arresto nella sua attuazione. La cabina di regia presieduta dall’Inps non viene convocata da mesi. E, soprattutto, a causa della lentezza delle istituzioni e della burocrazia la rete del lavoro agricolo di qualità, è presente in sole cinque province italiane. L’apertura di questi sportelli consentirebbe alle imprese sane, che non sfruttano il lavoro nero e sottopagato, di accedere a servizi e monitorare anelli deboli del sistema, come il trasporto e le soluzioni abitative, sovente in mano ai caporali. Non si comprende, poi, la ragione che ha spinto il governo a non rinnovare le esperienze positive avviate a Foggia e Reggio Calabria con i commissari straordinari. Oltre alle parole, nella legge di Bilancio non si sono viste risorse per potenziare l’attività ispettiva e misure premiali per gli imprenditori agricoli che aderiscono alla rete del lavoro agricolo di qualità e per i territori che abbiano progetti seri di inclusione sociale”.

“La manifestazione di oggi a Reggio Calabria accende ancora l’attenzione sulla tendopoli di San Ferdinando, un luogo dove ogni giorno la dignità umana continua a essere ferita e la cui problematicità è aumentata a causa degli effetti del decreto sicurezza Salvini. Anche lì il governo si è limitato alle parole: passerelle quando si accende l’attenzione mediatica per cavalcare i problemi, per poi sparire e lasciare sacche di illegalità”, conclude.

21/02/2019 - 13:00

Dichiarazione dell’on. Maria Chiara Gadda, capogruppo Pd Commissione Agricoltura.

“Dopo anni di cattiva informazione e dopo avere alimentato tra cittadini e agricoltori notizie infondate e lontane dall’evidenza scientifica in merito alla diffusione del fitopatogeno Xylella, il M5S finalmente viene sulle posizioni che il governo precedente di centro sinistra aveva sostenuto. La mala informazione e il credito che forze politiche hanno dato a posizioni non comprovate da risultati effettivi, ha contribuito a minare le misure che erano state messe in campo con il Piano Silletti giungendo a un numero enorme di ettari coinvolti. Cambiare idea talvolta è positivo, l’economia pugliese è in ginocchio e non è più possibile tergiversare.” Così la deputata Maria Chiara Gadda, capogruppo del Pd in commissione Agricoltura, commenta le conclusioni dell’indagine conoscitiva sulla Xylella che è stata approvata oggi da tutti i gruppi di maggioranza e di opposizione, ad eccezione del voto contrario della grillina on. Sara Cunial.

“Oggi sono esplose tutte le contraddizioni del M5S – ha sottolineato Gadda - con l’on. Cunial che sui patogeni vegetali avalla posizioni agli antipodi della comunità scientifica. Con il suo intervento oggi ha ulteriormente confermato che le posizioni del suo movimento hanno portato solo ad avere ulivi infetti e una economia, quella pugliese, pesantemente compromessa. Le conclusioni dell’indagine conoscitiva – ha proseguito Gadda - rafforzano viceversa la correttezza delle scelte operate dal governo precedente, e che dovrebbero pertanto avere una loro continuità. Servono certo risorse ed un piano strategico per l’olivicoltura pugliese piegato da Xylella e dalle gelate dello scorso anno. Attendiamo il decreto più volte promesso dal ministro Centinaio, ma soprattutto ci aspettiamo sul territorio un mea culpa di quanti hanno soffiato sul fuoco. Bisogna rimediare ora ai danni fatti dal M5S, giocando sulla disperazione degli agricoltori. Bisogna ripartire con un progetto per l’intera filiera produttiva, dagli olivicoltori e dai frantoi che trasformano un prodotto del Made in Italy riconosciuto in tutto il mondo.” conclude.

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