04/11/2019 - 15:06

“Sono totalmente inaccettabili le affermazioni del capo ultrà del Verona, Luca Castellini, che nulla hanno a che vedere con il mondo del calcio e lo sport in generale, ma che risultano di una tale gravità da richiedere un provvedimento immediato da parte della società Hellas Verona”. Lo affermano in una nota Andrea Rossi e Luca Lotti, deputati del Pd.

“Ciò che ci preoccupa - proseguono Rossi e Lotti - non è solo la presa di posizione del capo ultrà, già noto alle cronache per le sue idee xenofobe, ma il fatto che l'uso di termini discriminatori come "negro" (una parola che un tempo nessuno avrebbe avuto l’ardire di utilizzare senza essere tacciato del peggior razzismo) trovi consenso nelle nostre comunità quasi senza più scandalizzare. Questa indifferenza e questa ignavia sono così preoccupanti che rischiano di legittimare una cultura razzista e xenofoba presente purtroppo non solo nelle curve italiane, ma dentro la società: ed è una spinta che sta emergendo con prepotenza da anni. D'altra parte, perché stupirci, visto anche l’ultimo, recente e cattivo esempio che proprio pochi giorni fa ci è stato offerto in Senato dal centrodestra unito (ormai dimentico della sua iniziale impronta liberale) sulla istituzione della Commissione Segre” concludono.

14/10/2019 - 16:46

Vogliamo farci portavoce nei confronti del presidente della UEFA Aleksander Čeferin e dei membri del comitato esecutivo, a partire dal vicepresidente Michele Uva, della richiesta di trasferimento della sede della finale di Champions League, calendarizzata il 30 maggio 2020, a Istanbul, allo Stadio Olimpico Atatürk, a causa degli evidenti problemi di violazione di diritti umani che si stanno verificando dopo l’attacco turco alle regioni siriane e al popolo curdo.

Nelle prossime ore chiederemo sostegno al governo italiano e alle istituzioni europee: la politica ha il compito di farsi interprete e protagonista della richiesta di indicare un’altra sede per una delle manifestazioni calcistiche più importanti a livello europeo e internazionale.

Il calcio e lo sport sono importanti strumenti di sensibilizzazione per le nostre comunità; in questi anni è stato fatto tanto per cercare di educare giocatori, tifosi e appassionati nel rispetto dei diritti umani, coinvolgendo le società sportive e per formare una generazione che sia attenta nei confronti dell’avversario, che sia esso sul campo di gioco che sugli spalti.

Per questi motivi l’influenza mediatica, economica e culturale di una manifestazione come la Champions League non può essere collegata a questa guerra, perpetuata nei confronti del popolo curdo. Una guerra che nasce dalla inaccettabile decisione della Turchia di attaccare le regioni siriane in cui proprio i curdi, in questi anni, hanno combattuto contro l’ISIS.

Quello curdo è un popolo coraggioso che ha avuto un ruolo da protagonista contro il terrorismo islamico, ed oggi è sotto attacco da uno stato sovrano che ha dichiarato guerra su presupposti di egemonia territoriale. La nostra richiesta nasce dalla necessità di dare un segnale forte all’Europa e al mondo sportivo.

Facciamo sentire la nostra voce firmando questa petizione: NO ALLA FINALE DI CHAMPIONS LEAGUE A ISTANBUL

I deputati democratici Andrea Rossi, Luca Lotti, Patrizia Prestipino e Flavia Piccoli Nardelli (capogruppo commissione cultura e scuola)

11/10/2019 - 15:36

“Avviare l’iter di un provvedimento legislativo ah hoc finalizzato ad individuare e definire le misure economiche e strumentali necessarie a rispettare gli impegni e le promesse avanzate per l’organizzazione dei Giochi olimpici invernali nel 2026”. Lo chiedono i deputati del Partito democratico Andrea Rossi, Roger De Menech, Luca Lotti, Patrizia Prestipino, Lucia Ciampi e Flavia Piccoli Nardelli con un’interrogazione al ministro

“Durante la 134ª sessione del Comitato Olimpico Internazionale – ricordano - il 24 giugno scorso a Losanna, tra le città organizzatrice dei XXV Giochi olimpici invernali, che si terranno nel 2026, è stata selezionata, la candidatura di Milano-Cortina d'Ampezzo. Le prossime Olimpiadi italiane si svolgeranno con eventi e gare distribuiti su tre regioni, Lombardia, Veneto e Trentino Alto-Adige. E’ orami dimostrato che i grandi eventi sportivi possono essere un vero e proprio strumento di marketing territoriale, turistico e culturale a cui ricorrere per valorizzare le risorse di un territorio. L’organizzazione di un grande evento sportivo può lanciare processi di rinascita e riqualificazione dei territori ospitanti”.

“Per un evento così prestigioso è opportuno individuare le misure economiche e strumentali necessarie a rispettare gli impegni e le promesse avanzate”, conclude.

06/08/2019 - 17:25

“La lettera del Cio conferma purtroppo le preoccupazioni da mesi già espresse dal Partito democratico sui pericoli che l’autonomia dello mondo sportivo corre con la riforma di Lega e M5S”. Lo dichiarano Luca Lotti e Andrea Rossi, deputati del Partito democratico, a proposito della lettera inviata dal Comitato olimpico al Coni.

“Il primo colpo – continuano – assestato dalla maggioranza all’autonomia dello sport italiano risale infatti alla legge di Bilancio del 2019 con l’istituzione della Sport e Salute Spa, riforma con cui lo Stato di fatto avoca e accentra la gestione di fondi prima in mano alle sole società sportive. Da gennaio a oggi il Pd ha per questo cercato più volte di mettere in campo emendamenti utili a non ledere l’autonomia del Coni nel rispetto della Carta olimpica. Ma Lega e M5S hanno dimostrato una sordità assoluta rispetto ai nostri avvertimenti”.

“Ci auguriamo per questo che i fondati allarmi del Cio spingano il governo a fare quel che non ha voluto fare finora: li raccolga e corregga l’impostazione della riforma in modo da rispettare il vitale principio dell’autonomia dello sport”, concludono.

27/06/2018 - 15:10

“Convocare un tavolo presso il Ministero per lo Sviluppo Economico sulla crisi aziendale di Bekaert impegnando l’azienda a parteciparvi, con l’obiettivo di sospendere la procedura di dismissione dello stabilimento di Figline-Incisa Valdarno”. Lo chiedono i deputati del Partito democratico David Ermini e Luca Lotti, con un’interpellanza al ministro del Mise e del Lavoro.

“Il 23 giugno – spiegano - direzione della multinazionale belga Bekaert ha annunciato la decisione di chiudere il sito italiano di Figline - Incisa Valdarno, dedicato alla produzione di rinforzi in acciaio per pneumatici e di sospendere le attività nella fabbrica per i 318 dipendenti. Nel 2014 la società Pirelli aveva ceduto l’attività alla multinazionale belga Bekaert, che conta anche un centinaio di lavoratori occupati nell’indotto. Il 23 giugno, a soli 3 giorni dall’annuncio della chiusura dello stabilimento, l’azienda ha firmato il premio di risultato con i sindacati e nel 2017 la direzione della multinazionale aveva sottoscritto un accordo dove si prevedevano nuove assunzioni interinali, oltre a 910 mila euro di investimenti per il 2017 e 950 mila per il 2018. Inoltre, la comunicazione della chiusura della produzione di Figline è avvenuta il giorno dopo l’annuncio da parte della società di un investimento pari a 25 milioni di euro finalizzato all’apertura di un nuovo stabilimento in Brasile. il 26 giugno è stato convocato un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico, al quale hanno partecipato il Presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, la sindaca del Comune di Incisa-Figline Valdarno, Giulia Mugnai, le organizzazioni sindacali oltre ad alcuni parlamentari del territorio. Assenti i rappresentanti dell’azienda e del Governo, presente solo con funzionari del Ministero medesimo. Il Ministro per lo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, pur trovandosi sabato 24 giugno nel vicino Comune di Montevarchi, non ha ritenuto di incontrare una rappresentanza dei lavoratori, né di visitare lo stabilimento in oggetto”.

“Il ministro non crede che l’assenza dei rappresentanti della direzione della società multinazionale Bekaert convocati martedì 26 giugno presso il Mise, rappresenti un oltraggio alle istituzioni dello Stato e ai lavoratori coinvolti dall’inaspettata e immotivata procedura di licenziamento?”, conclude.