10/07/2019 - 14:14

“Chiediamo al ministro del Lavoro e Politiche sociali, alla luce delle ultime affermazioni rilasciate, delle conseguenze delle decisioni della Procura, quali rischiano di essere le conseguenze occupazionali per i lavoratori Arcelor Mittal su tutto il territorio nazionale a partire da Taranto”. Lo chiedono i deputati Pd, Serracchiani,  Carla Cantone, Chiara Gribaudo, Marco Lacarra, Stefano Lepri, Romina Mura, Antonio Viscomi, Alessandro Zan, in una interrogazione a risposta immediata al ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che si svolgerà domattina alle ore 9 in commissione Lavoro di Montecitorio.

06/06/2019 - 17:03

“Quali iniziative urgenti il ministro Di Maio intende adottare per salvaguardare uno stabilimento fondamentale per il tessuto produttivo di Napoli e dell'intero Mezzogiorno e gli oltre 400 posti di lavoro messi in pericolo dalla sua chiusura e mediante quali strumenti di confronto, nei mesi successivi alla firma dell'accordo con Whirlpool, è stato monitorato l'andamento del piano di investimenti annunciato?” Lo chiedono i deputati del Pd Debora Serracchiani, Chiara Gribaudo, Carla Cantone, Marco Lacarra, Stefano Lepri, Romina Mura, Antonio Viscomi, Alessandro Zan e altri deputati in un’interrogazione al ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.

“Nella giornata di venerdì 31 maggio 2019 – proseguono i deputati del Pd - l'azienda multinazionale Whirlpool, durante un incontro con alcune organizzazioni sindacali, ha reso nota la propria volontà di procedere alla riconversione del suo sito produttivo di Napoli e alla cessione del ramo d'azienda ad una società terza. Lo stabilimento industriale napoletano è specializzato nella produzione di lavatrici ad alta tecnologia e conta attualmente la presenza di 420 operai, il cui futuro lavorativo è ora messo seriamente a rischio, senza alcun preavviso, insieme a quello di molti lavoratori dipendenti delle aziende campane dell'indotto. Questa decisione della proprietà è arrivata in maniera unilaterale, dopo che il 25 ottobre 2018 Whirlpool aveva annunciato un piano industriale di 250 milioni di euro di investimenti da distribuire tra il 2019 e il 2021, alcuni dei quali da realizzare nello stabilimento di Napoli, ottenendo così, nell'accordo firmato dal governo, l'utilizzo degli ammortizzatori sociali che avevano lo scopo di supportare proprio il piano di investimenti. Dal mese di aprile sono giunte al governo, da parte delle organizzazioni sindacali, richieste congiunte di confronto, rimaste del tutto inascoltate, affinché fosse riaperta l'interlocuzione con la proprietà della società multinazionale presso il ministero competente in modo da seguire da vicino l'andamento e l'applicazione del piano di rilancio degli stabilimenti Whirlpool. Ci aspettiamo dal ministro Di Maio risposte urgenti per scongiurare la chiusura di un sito produttivo vitale per il Mezzogiorno”.

17/04/2019 - 16:29

“Siamo molto preoccupati perché il governo M5s-Lega non ha saputo dare alcuna risposta alla nostra interrogazione sul mancato perfezionamento della convenzione sottoscritta da Inps, Ispettorato nazionale del lavoro, Confindustria e Cgil, Cisl, Uil, finalizzata alla certificazione della rappresentanza delle organizzazioni sindacali per la contrattazione collettiva nazionale di categoria. La firma della convenzione, scaduta ormai dal 16 marzo scorso, era stata prevista con appuntamento, data e ora, dal ministro del Lavoro. Poi però la sottoscrizione dell’atto formale è sparita dai radar del governo. La convenzione, peraltro già definita dalle parti sociali, serve per certificare la rappresentanza sindacale ed è un tassello fondamentale su un tema di grande attualità. Quale profonda riflessione deve ancora compiere il governo dopo oltre dieci mesi dal suo insediamento? Perché non è stata ancora firmata questa convenzione? Sono domande che restano ancora una volta senza risposta, anche dopo le parole di oggi del sottosegretario Durigon. Come su molti, troppi, altri temi, l’esecutivo giallo-verde naviga a vista, e a rimetterci è l’intero mondo del lavoro e il Paese”.

Così Debora Serracchiani, dopo la risposta del sottosegretario Durigon all’interrogazione firmata, oltre che dalla capogruppo Pd in commissione Lavoro, dalle deputate e dai deputati Dem: Chiara Gribaudo, Carla Cantone, Marco Lacarra, Stefano Lepri, Romina Mura, Antonio Viscomi e Alessandro Zan.

10/04/2019 - 18:40

“In questo provvedimento non c’è né concretezza, né lungimiranza, né prospettiva per la pubblica amministrazione, tanto meno per i cittadini e per le imprese”. Lo ha dichiarato Romina Mura, deputata del Partito democratico, nel corso delle dichiarazioni in Aula sul Ddl Concretezza.

“Questo disegno di legge – ha spiegato - lancia il messaggio che i dipendenti pubblici sono potenziali furbetti, pronti a cogliere l’occasione propizia per mettere in pratica quella naturale e italica tendenza a essere inutili, fannulloni, oltre che assenteisti. E allora per prevenire questa naturale devianza si procede con l’installazione di impianti di video-sorveglianza e insieme strumenti di controllo biometrico presso ogni singolo ufficio in cui si articola la nostra Repubblica. E meno male che grazie al lavoro dell’opposizione gli insegnanti sono stati sottratti a questi controlli. Perché nella sacrosanta lotta agli assenteisti non si è scelto di proseguire il percorso tracciato attraverso la riforma Madia? Il potenziamento del sistema dei controlli e l’introduzione di un procedimento rafforzato in flagranza di reato rispetto all’assenteismo introdotti dalla Riforma Madia, hanno prodotto buoni risultati.  La maggioranza perde così, e insieme con essa in Paese, l’opportunità di continuare nel percorso di cambiamento della P.a., che rappresenta una delle leve fondamentali per rilanciare la competitività dell’Italia. L’efficienza amministrativa si costruisce, infatti, investendo sulle risorse umane. I 3 milioni di dipendenti pubblici italiani non sono troppi. Questo è un luogo comune. I dati Ocse ci dicono, anzi, che l’Italia è ultima tra i paesi europei, quanto a numero di dipendenti pubblici. I nostri dipendenti sono anche i più vecchi e i meno scolarizzati. Per migliorare l’efficienza e l’efficacia dalla P.a. serve l’investimento formativo e il ricambio generazionale”.

“E invece Lega e M5S hanno detto no alle stabilizzazioni, no allo scorrimento delle graduatorie. Né concretezza, né lungimiranza, né prospettiva per la pubblica amministrazione, tanto meno per i cittadini e per le imprese. Se ci va bene questo provvedimento non produrrà nulla”, conclude.

15/03/2019 - 12:24

“Avevamo segnalato in tempi non sospetti l’errore e i rischi del blocco fino a novembre 2019 delle assunzioni e delle stabilizzazioni nella pubblica amministrazione. Oggi M5S e Lega scoprono che con Quota 100 si crea un buco negli organici dei ministeri di Cultura, Giustizia e Sanità. Così corrono ai ripari con una deroga per questi tre casi su quanto stabilito dalla loro Legge di Bilancio. Ma in realtà è molto facile prevedere che questa emergenza sarà diffusa in tutti i dicasteri. Per evitare inoltre che la toppa non sia peggiore del buco, creando ulteriori ingiustizie, consigliamo alla maggioranza di tenere conto nel ripristino degli organici della Pa della necessità di giungere a una stabilizzazione dei precari e di assegnare un punteggio adeguato agli stagisti e i tirocinanti”.

Così le deputate Dem della commissione Lavoro, Carla Cantone e Romina Mura, in una dichiarazione a margine della discussione sul cosiddetto Decretone.

14/03/2019 - 11:00

“La bocciatura da parte di M5S e Lega degli emendamenti presentati dal Pd per sanare le storture del reddito di cittadinanza rappresentano un evidente paradosso. Il criterio dei due anni continuativi di residenza in Italia negli ultimi dieci, misura voluta per tagliare fuori dalla platea gli stranieri, finisce di fatto per penalizzare i nostri stessi connazionali che rientrano in Italia da un periodo di permanenza all’estero. Un tetto che, tra l’altro, cadrà al primo ricorso. Una discriminazione che si estende anche ai cittadini italiani iscritti all’Aire. Mentre l’esclusione dal Rdc delle persone senza fissa dimora non solo scarica il dramma della povertà sugli Enti locali, ma evidenzia a tutto tondo l’inefficacia di un provvedimento che la propaganda voleva dedicato proprio a chi si trova in condizione di estremo bisogno. Siamo dunque di fronte a un provvedimento iniquo, miope e ingiusto, che non offre risposte a un problema che invece c’è e che andrebbe affrontato con strumenti adeguati”.

Così i deputati Dem delle commissioni Lavoro e Affari sociali, Debora Serracchiani, Elena Carnevali, Romina Mura e Stefano Lepri.

02/11/2018 - 12:38

“I parlamentari ‘gialloverdi’ hanno dato priorità allo spargimento sui terreni agricoli dei fanghi con sostanze nocive e non alla rimozione del fango delle alluvioni che hanno colpito diverse regioni italiane in questi giorni. È gravissimo che con l’alibi dell’urgenza delle misure per Genova abbiano nascosto un condono edilizio per il collegio elettorale di Di Maio a Ischia e abbiano votato contro un ordine del giorno a firma dei parlamentari Pd per chiedere un impegno per stanziare risorse certe e adeguate per aiutare i territori colpiti dal maltempo. Ancora una volta emerge un cinismo senza eguali da parte di questa maggioranza, figlio di un’arroganza che offende le popolazioni danneggiate dagli eventi calamitosi”.

Così in una nota congiunta i deputati e le deputate Dem Vincenza Bruno Bossio, Romina Mura, Antonio Viscomi, Gavino Manca, Carmelo Miceli, Raffaella Paita, Davide Gariglio, Laura Cantini, Micaela Campana.

27/07/2018 - 17:40

"La sordità del governo rispetto al problema della tempistica degli effetti espone decine di migliaia di lavoratori al rischio di un mancato rinnovo contrattuale". Lo dichiara Romina Mura, componente Pd in Commissione Lavoro alla Camera, a proposito del Dl Dignità. 

"Avevamo fatto più volte presente  - spiega - che il testo della maggioranza avrebbe creato incertezza sui contratti in essere e quindi il serio rischio che essi non venissero rinnovati. E avevamo per questo proposto di limitare gli effetti del decreto ai contratti stipulati dopo la sua entrata in vogore. Eppure, il governo ha deciso di andare a diritto, dimostrando ancora una volta di anteporre le esigenze della propaganda ai bisogni delle persone".

"Con questa decisione la possibilità che il decreto di Di Maio aumenti la disoccupazione invece di combattere la precarietà, diventa sempre più concreta", conclude.