19/06/2019 - 16:12

“Garantire ai lavoratori di Mercatone Uno che l’importo della Cassa integrazione sia calcolato sulla base dei contratti in essere prima che intervenisse la Shernon holding e quindi dignitoso, e non su quelli part-time introdotti dalla stessa Sharnon come condizione per un rilancio che poi non c’è stato perché si tratterebbe di una cifra da fame”. Lo dichiarano Alessandro Zan, deputato del Partito democratico, e Debora Serracchiani, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera, a proposito del tavolo di crisi su Mercatone Uno in corso oggi presso il Mise.

“Quando la Shernon holding – ricordano - ha acquisito Mercatone Uno ha presentato un piano industriale ponendo, come condizione finanziaria per sua attuazione, che i lavoratori accettassero il passaggio al part-time. L’accordo raggiunto tra lavoratori e la holding prevedeva una riduzione di ore in cambio della certezza di un futuro. Ma poi il tribunale di Bologna ha decretato il fallimento della Shernon e i 1853 dipendenti di Mercatone Uno hanno dovuto subire l’enorme danno di essere lasciati a casa da un giorno all’altro con un sms dopo un patto. Ora quel patto rischia di diventare non solo il tradimento dell’impegno assunto dalla holding ma, addirittura, la causa di un nuovo, intollerabile danno economico, dal momento che ora il governo intende concedere una Cig dall’importo irrisorio perché calcolato sulla base dei contratti part-time e non di quelli full time precedenti”.

“Chiediamo per questo al ministro Di Maio e al suo ministero di tenere conto del fatto che i contratti part-time furono accettati solo in quanto garanzia di un futuro poi negato e di calcolare quindi la Cig sulla base dei contratti del 2018. Se non lo facesse, si renderebbe complice della doppia, insopportabile beffa subita dai lavoratori di Mercatone Uno”, concludono.

19/06/2019 - 11:21

“Il question time di oggi sulla vicenda Whirlpool non si svolgerà. E’ stato annullato. Non avremo dunque la possibilità di chiedere a Luigi Di Maio il perché non abbia dato immediata e trasparente comunicazione ai lavoratori e alle loro rappresentanze sindacali delle intenzioni di Whirlpool di chiudere l’impianto di Napoli. Una decisione, avvenuta per un puro calcolo elettorale, che oggi mette ancor di più a repentaglio il futuro lavorativo e occupazionale di quel sito industriale. La cancellazione del question time non diminuisce però la nostra esigenza di giungere a una verità dei fatti. Lo chiedono i lavoratori, preoccupati dal rischio di perdere il posto di lavoro, e i cittadini, che non possono tollerare la presenza al governo di chi mette al centro non l’interesse dell’Italia, ma la propria poltrona. La nostra interrogazione, quindi, rimane valida e depositata e su questa il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico sarà chiamato a risponderci”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

17/06/2019 - 11:45

“Sulla vicenda Whirlpool, e più precisamente sulla notizia della conoscenza già ad aprile da parte del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, della volontà dell’azienda di chiudere lo stabilimento di Napoli, il Partito democratico ha presentato immediatamente alla Camera un question time in commissione Lavoro e una risoluzione sempre in commissione per poter audire tutti i protagonisti della vicenda, da Invitalia ai sindacati all’azienda. Non solo, sulla base di quanto è emerso nel question time e dai documenti pubblicati on line dal sito statunitense ‘Politico.eu’, che inchiodano Luigi Di Maio dinnanzi alle sue irresponsabilità, il vicepremier M5s sarà ora chiamato a riferire in Aula su un’ulteriore interrogazione sempre del Pd, in cui dovrà spiegare il perché non abbia dato immediata e trasparente comunicazione ai lavoratori e alle loro rappresentanze sindacali, delle intenzioni di Whirlpool, mettendo così a repentaglio il futuro lavorativo e occupazionale dell’impianto di Napoli”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo Dem in commissione Lavoro, e Chiara Gribaudo, vice capogruppo Pd alla Camera.

14/06/2019 - 11:12

“L’anno bellissimo di cui vagheggiava il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sta facendo i conti, di giorno in giorno, con i duri numeri della realtà. I dati diffusi dall’Istat sull’industria, i numerini che non piacciono ai Salvini e Di Maio, suonano l’ennesimo campanello d’allarme, con un -1% del fatturato e un ancora più grave per le prospettive future -2,4% degli ordini registrato ad aprile. Un trend negativo che diventa drammatico nel comparto dell’auto, dove, sempre ad aprile, si registra -8,6% sul fatturato e -11,6% negli ordini. Si tratta di indicatori, questi ultimi, che dovrebbero condurre a un’immediata convocazione di un tavolo specifico sull’automotive da parte del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico. Se il governo, che sta dimostrando di viaggiare di notte a fari spenti, non vuole ascoltare i suggerimenti del Partito democratico, ascolti almeno le migliaia e migliaia di metalmeccanici che stanno scioperando oggi in tutta Italia proprio per mettere al centro dell’agenda dell’esecutivo il tema del lavoro”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

13/06/2019 - 12:24

“Basta con le lezioncine sulla dignità dei lavoratori, perché la dignità dei lavoratori si garantisce soltanto con il lavoro. Questo governo, viceversa, sta prendendo in giro i lavoratori della Whirlpool, e non solo loro”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo del Pd in commissione Lavoro, rivolgendosi al sottosegretario Claudio Durigon nel corso del question time alla Camera sulla situazione della crisi dello stabilimento campano.

Ritenendosi “molto delusa e insoddisfatta” della risposta del rappresentante del governo, Serracchiani ha aggiunto: “Non raccontiamo più balle ai lavoratori, perché voi continuate a prenderli in giro e state facendo ancora campagna elettorale sulla loro pelle. I lavoratori della Whirlpool devono essere consapevoli che i tavoli di crisi aziendale non si gestiscono come avete fatto voi, mostrando da una parte la faccia cattiva e dall’altra fregandosene su cosa stava succedendo agli stabilimenti. Quando si firmano degli accordi bisogna poi seguirli giorno per giorno. Bisogna vedere continuamente cosa succede e non ricordarsene soltanto dopo qualche mese perché la campagna elettorale è finita e serve fare un po’ di scena, come avete fatto in tutti questi giorni. Oggi - ha concluso Serracchiani - voi non ci avete neppure detto cosa intendete fare in termini occupazionali. Mentre la nostra richiesta è molto chiara: cosa intendete fare di concreto che permetta a questi lavoratori di continuare a lavorare? E’ finito il tempo delle favole, noi siamo fortemente preoccupati, perché non avete ancora una minima soluzione al problema. Ci chiedete di fare squadra? Noi del Pd siamo molto seri su questo: se sarete trasparenti e se direte le cose esattamente come stanno, noi ci siamo. Viceversa, se continuerete a prendere in giro i lavoratori, noi a quel tavolo non intendiamo nemmeno sederci”.

13/06/2019 - 10:07

“Luigi di Maio ha mentito ai lavoratori e ai cittadini sulla vicenda Whirpool. È stato costretto ad ammettere che sapeva della crisi dello stabilimento di Napoli, ben prima dell’annuncio fatto il 31 maggio dall’azienda. Lo ha fatto, come al suo solito, in tv. E senza alcun pudore ha mandato contemporaneamente il sottosegretario Durigon in commissione a dire l’esatto contrario!”.

Lo dichiara la deputata democratica Debora Serracchiani, capogruppo in commissione Lavoro.

12/06/2019 - 19:46

Ore 9 in commissione Lavoro

Domani mattina, giovedì 13, alle ore 9, il Mise risponderà in commissione Lavoro alla nostra interrogazione a prima firma della capogruppo Debora Serracchiani sul caso Whirlpool. Il governo deve chiarire se Di Maio fosse a conoscenza delle intenzioni dell’azienda già dai primi di aprile e come il ministro giustifichi il suo silenzio durante la campagna elettorale e fino all’annuncio di chiusura da parte della Whirlpool. Sarà possibile seguire in diretta la seduta della commissione dal web tv del sito della Camera.

12/06/2019 - 15:10

“Luigi Di Maio sapeva già dai primi giorni di aprile della decisione di Whirlpool sulla chiusura dello stabilimento di Napoli? E’ vero che il vicepresidente del Consiglio aveva già dato incarico a Invitalia di cercare un nuovo acquirente? Perché si è rifiutato di incontrare le organizzazioni sindacali per provare a gestire per tempo l’emergenza? Perché anziché adoperarsi nella ricerca di una soluzione ha aspettato tutto questo tempo? Forse perché preoccupato dalle elezioni europee? Il ministro è a conoscenza che la restituzione è già prevista dalle clausole standard degli accordi di finanziamento firmati, e non dal decreto dignità come da lui dichiarato? Luigi Di Maio ha mentito agli operai di Whirlpool e ai cittadini italiani?”.

Sono le domande alle quali è chiamato a rispondere il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, nel question time di domani mattina in commissione Lavoro, presentato dalle deputate e dai deputati Dem Debora Serracchiani (prima firmataria), Paola De Micheli, Chiara Gribaudo, Carla Cantone, Marco Lacarra, Stefano Lepri, Romina Mura, Antonio Viscomi, Alessandro Zan. “Auspichiamo - aggiungono i parlamentari del Pd - che sia lo stesso Luigi Di Maio a dare le puntuali risposte che attendiamo, senza nascondersi questa volta dietro le parole di un sottosegretario”.

11/06/2019 - 11:15

“Nell’elenco dei disastri economici del ‘governo del cambiamento’ e dei conseguenti maggiori costi scaricati sui cittadini va definitivamente aggiunto anche quello dei mutui per la casa. A segnalare questa tendenza negativa è oggi la Banca d’Italia, che avverte come ad aprile i tassi per ottenere un finanziamento per l’acquisto di una abitazione abbiano raggiunto quota 2,26%, era 2,17% a marzo. Stessa tendenza per i tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie saliti sempre ad aprile all’1,46%, dall’1,42% del mese precedente. Dove sono adesso quelli del ritornello ‘non c’è alcuna relazione fra lo spread e i tassi di interesse dei mutui della casa’? Dove sono i pifferai dei Di Maio e dei Salvini che cantavano le lodi dei benefici di questo esecutivo per gli italiani? Il ‘prima gli italiani’ si è ormai trasformato in ‘prima pagano gli italiani’”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo Dem in commissione Lavoro della Camera.

07/06/2019 - 11:04

Le parlamentari del Pd Debora Serracchiani e Flavia Piccoli Nardelli hanno presentato una interrogazione urgente al ministro della Istruzione

E’ sufficiente avere uno zio musicista per essere nominato Presidente del conservatorio di Palermo? Per il Pd evidentemente non basta. Perché  la recente nomina del “medico geriatra Mario Barbagallo, nipote del musicista Alfredo Sangiorgi, avvenuta il 4 giugno scorso con D.M. n. 451”, per le deputate del Partito democratico Debora Serracchiani e Flavia Piccoli Nardelli “lascia molti sospetti” e così hanno presentato una interrogazione urgente al ministro Bussetti per sapere “se non reputi tale nomina viziata e lesiva dei  principi e dei  requisiti richiesti.”

Requisiti che per le interroganti sono molto stringenti, come si legge nell’interrogazione: “comprovata esperienza maturata nell'ambito di organi di gestione di istituzioni culturali, ovvero, di riconosciuta competenza nell'ambito artistico e culturale”. "Ora, -  chiedono le parlamentari dem-  il prof. Barbagallo è provvisto di tali requisiti?"

“Dall'esame del c.v. del nominato Presidente, -scrivono sempre nell’interrogazione Serracchiani e Piccoli Nardelli-  si leggono i titoli familiari (la nonna Maria Sangiorgi era musicista e uno dei proprietari del teatro Sangiorgi di Catania, ora Ente Teatro Massimo Bellini, il prozio del Prof. Mario Barbagallo, era il famoso musicista e compositore Alfredo Sangiorgi, che ha insegnato in diversi conservatori italiani) e non le comprovate esperienze e le riconosciute competenze nel settore specifico".  Al ministro dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca, le due parlamentari dem chiedono inoltre “quali iniziative intenda assumere affinché vengano salvaguardati  principi di adeguatezza e di corrispondenza, e garantita la nomina di un Presidente di “comprovata esperienza maturata nell'ambito di organi di gestione di istituzioni culturali, ovvero, di riconosciuta competenza nell'ambito artistico e culturale”.

06/06/2019 - 17:03

“Quali iniziative urgenti il ministro Di Maio intende adottare per salvaguardare uno stabilimento fondamentale per il tessuto produttivo di Napoli e dell'intero Mezzogiorno e gli oltre 400 posti di lavoro messi in pericolo dalla sua chiusura e mediante quali strumenti di confronto, nei mesi successivi alla firma dell'accordo con Whirlpool, è stato monitorato l'andamento del piano di investimenti annunciato?” Lo chiedono i deputati del Pd Debora Serracchiani, Chiara Gribaudo, Carla Cantone, Marco Lacarra, Stefano Lepri, Romina Mura, Antonio Viscomi, Alessandro Zan e altri deputati in un’interrogazione al ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.

“Nella giornata di venerdì 31 maggio 2019 – proseguono i deputati del Pd - l'azienda multinazionale Whirlpool, durante un incontro con alcune organizzazioni sindacali, ha reso nota la propria volontà di procedere alla riconversione del suo sito produttivo di Napoli e alla cessione del ramo d'azienda ad una società terza. Lo stabilimento industriale napoletano è specializzato nella produzione di lavatrici ad alta tecnologia e conta attualmente la presenza di 420 operai, il cui futuro lavorativo è ora messo seriamente a rischio, senza alcun preavviso, insieme a quello di molti lavoratori dipendenti delle aziende campane dell'indotto. Questa decisione della proprietà è arrivata in maniera unilaterale, dopo che il 25 ottobre 2018 Whirlpool aveva annunciato un piano industriale di 250 milioni di euro di investimenti da distribuire tra il 2019 e il 2021, alcuni dei quali da realizzare nello stabilimento di Napoli, ottenendo così, nell'accordo firmato dal governo, l'utilizzo degli ammortizzatori sociali che avevano lo scopo di supportare proprio il piano di investimenti. Dal mese di aprile sono giunte al governo, da parte delle organizzazioni sindacali, richieste congiunte di confronto, rimaste del tutto inascoltate, affinché fosse riaperta l'interlocuzione con la proprietà della società multinazionale presso il ministero competente in modo da seguire da vicino l'andamento e l'applicazione del piano di rilancio degli stabilimenti Whirlpool. Ci aspettiamo dal ministro Di Maio risposte urgenti per scongiurare la chiusura di un sito produttivo vitale per il Mezzogiorno”.

06/06/2019 - 16:43

“Quali iniziative intende assumere il ministero del Lavoro affinché Invitalia possa assicurare la continuità lavorativa dei professionisti impiegati nella ricostruzione post sisma in Emilia Romagna?” Lo chiedono la capogruppo del Pd in commissione Lavoro Debora Serracchiani, il vicepresidente della commissione Attività produttive Gianluca Benamati, la vicesegretaria del Partito democratico Paola De Micheli e altri deputati del Pd, che annunciano un question time in commissione Lavoro della Camera al ministro Di Maio.

“Invitalia – proseguono i deputati del Pd - svolge attività di assistenza tecnica e gestisce i contributi per le imprese dell'Emilia Romagna colpite dal terremoto del 2012, sulla base di apposita convenzione con la Regione. Lo svolgimento di queste attività è assegnato ad un gruppo di professionisti, circa ottanta, soprattutto ingegneri e architetti, assunti a tempo determinato dall’Agenzia, il cui contratto scade il 30 giugno 2019 (come denunciato anche dalle rappresentanze sindacali Cgil-Cisl-Uil dell'area metropolitana bolognese). Tale scadenza, con il decreto “Dignità” che limita la durata massima e il rinnovo dei contratti a tempo determinato, risulta inderogabile. Il mancato rinnovo dei contratti, oltre alla perdita del lavoro per tali professionisti, da anni impegnati nelle attività di ricostruzione promosse da Invitalia, comporterebbe anche la dispersione di un contributo professionale inestimabile e difficilmente sostituibile, che ha contribuito a rendere l’Emilia Romagna un modello per i successivi interventi post sisma. Inoltre la legge di bilancio per il 2019 ha previsto una deroga alla normativa vigente in materia per il rinnovo di specifici contratti a tempo determinato in relazione agli eventi sismici del 2016. Per queste ragioni chiediamo di conoscere gli orientamenti del ministero in merito e le misure che si intendono adottare per salvaguardare i lavoratori”.

31/05/2019 - 13:41

“La decisione della Whirlpool di vendere lo stabilimento di Napoli e, dunque, di non rispettare gli impegni presi lo scorso autunno dimostrano l’assoluta incapacità del governo nel gestire e monitorare le vertenze in corso. Si tratta dell’ennesimo caso di sottovalutazione e incapacità, dell’esecutivo Conte. Il ministero delle Attività produttive, dove siede il vicepremier Di Maio, deve immediatamente farsi promotore di una iniziativa che porti proprietà e organizzazioni sindacali ad un nuovo tavolo, unico luogo in cui si possano dare le garanzie per la ‘continuità industriale allo stabilimento e i massimi livelli occupazionali’ di cui parla la multinazionale americana nel suo aggiornamento al Piano industriale Italia 2019-2021. Siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori che sono entrati immediatamente in sciopero in tutti gli stabilimenti del gruppo in Italia e utilizzeremo ogni strumento a nostra disposizione in Parlamento per mettere in campo ogni iniziativa utile a garanzia del futuro del sito di Napoli e dei 420 dipendenti di cui è stato annunciato il licenziamento”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo Dem in commissione Lavoro alla Camera.

30/05/2019 - 19:24

“Di fronte a una crisi aziendale di enorme portata, che sta mettendo in ginocchio 1800 famiglie, i deputati del Movimento 5 Stelle, invece di sollecitare il loro “super ministro” del Lavoro e dello Sviluppo Economico a dare risposte rapide, attaccano il Pd per aver denunciato le mancanze di Di Maio. O non sanno di cosa parlano o sono in malafede”

Lo dichiarano le deputate del Partito Democratico Debora Serracchiani, capogruppo in Commissione Lavoro, e Sara Moretto, capogruppo in Commissione Attività Produttive

“La vendita è avvenuta ad agosto dello scorso anno, proprio quando era in carica il governo  gialloverde - spiegano le deputate Dem -. In questi nove mesi non hanno vigilato su nulla, e solo ora viene aperto un tavolo di trattativa. Dovrebbero ringraziare il Partito Democratico e il precedente governo che, di fronte a un soggetto che presentava fragilità, ha messo le clausole,  quelle stesse - sottolinea- che consentono ora di riaprire la procedura di amministrazione straordinaria”.

“Ora, invece di cercare di trovare inutili capri espiatori alla loro incapacità, dovrebbero attivarsi celermente, perché in ballo non è la propaganda elettorale, ma - concludono Serracchiani e Moretto - la vita di tante donne e uomini che stanno scontando le conseguenze della loro inettitudine. Per una volta siano responsabili”.

30/05/2019 - 10:53

Botta e risposta in commissione Lavoro tra la parlamentare del Pd Debora Serracchiani e il sottosegretario Claudio Durigon

“Sulla crisi  della Mercatone Uno, con  1800 dipendenti lasciati  per strada con un whatsapp , abbiamo assistito a una mancanza  di vigilanza da parte del governo e del ministro Di Maio.”  A denunciarlo l’on.  Debora Serracchiani, capogruppo del Pd in commissione Lavoro, che stamane ha avuto dal governo – rappresentato in commissione dal sottosegretario Claudio Durigon   una risposta “del tutto insoddisfacente” ad una propria interrogazione  urgente.  “I tavoli di cui parla il ministro Di Maio – ha aggiunto la parlamentare del Pd – andavano fatti prima. Negli ultimi nove mesi, mentre l’azienda accumulava oltre 90 milioni di debiti, di cui 10 di mancati oneri previdenziali,  dov’era il ministro dello Sviluppo Economico? Noi siamo ben consapevoli – ha proseguito Serracchiani rivolgendosi al sottosegretario Durigon -  che i tavoli di crisi sono complicati, ma ricordo  che  grazie al governo precedente esiste ora la clausola di salvaguardia che consente di riaprire la procedura di amministrazione straordinaria”. “Se c’è stata sottovalutazione da parte del Mise – ha concluso Serracchiani -  ora dobbiamo pensare a salvaguardare tutti i lavoratori che non vogliono assistenza ma reddito e lavoro. Quello che ci aspettiamo dal governo è che via sia, seriamente, l’intenzione di aprire una procedura di amministrazione straordinaria per mettere i conti in ordine, per continuare l’attività aziendale e per  garantire un futuro a 1800 persone e alle loro famiglie.”

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