09/05/2020 - 19:07

“La sentenza odierna del Tar di Catanzaro stabilisce con chiarezza i rapporti fra Stato e Regioni nel governo delle emergenze nazionali: le Regioni non sono micro-stati nello Stato, ma devono muoversi dentro i binari definiti in sede nazionale, anche perché il virus non conosce i confini amministrativi delle stesse regioni e dei comuni”.

Così in una nota Antonio Viscomi, deputato del Partito democratico.

“La questione reale è ora, e lo era già prima, garantire condizioni di sicurezza per i lavoratori e per i cittadini calabresi. Per i lavoratori, attraverso una leale collaborazione fra la regione e le parti sociali al fine di stipulare protocolli di sicurezza per comparto, settori, filiere e siti  sulla base delle linee guida definite congiuntamente in sede nazionale. Per i cittadini, invece, curando l’organizzazione di un servizio sanitario regionale in grado di agire e operare tempestivamente ed efficacemente sul territorio. Resta però il fatto che, allo stato, sulle 37 unità speciali di continuità assistenziale per il Covid19  ne risultano costituite soltanto 14. E, dopo due mesi dall’inizio della pandemia, i tamponi da processare vengono inviati a Napoli per l’assenza di un numero adeguato di laboratori idonei. Su queste materie la Regione e non il Governo ha specifica competenza. Chiudere i confini o aprire le attività è facile. Basta una ordinanza. Aprire in sicurezza, invece, per i lavoratori e i cittadini è quello di cui abbiamo bisogno: solo una strategia governata in modo unitario per tutte le regioni - conclude l’esponente dem - aiuterà a non cedere di nuovo di fronte al Covid19”.

06/05/2020 - 17:10

"Grazie ministro Provenzano per le sue parole e per il suo impegno a favore del Mezzogiorno e del suo ‘riscatto’. Un Mezzogiorno che ancora oggi è pietra di inciampo per molti, questione e al contempo risorsa nazionale. Per questo è interesse comune che sia messo in grado di realizzare le sue potenzialità, crescere, svilupparsi, produrre ricchezza e valorizzare la sua posizione geo economica e, direi, anche geopolitica al centro del Mediterraneo. Un luogo in cui ciascuno abbia l’opportunità di realizzare al meglio le proprie capacità e il proprio progetto di vita. Occorre sfatare intanto una bugia, quella di un Sud predatore di risorse produttive. Secondo i dati dei conti pubblici territoriali, infatti, negli ultimi dieci anni la quota di risorse ordinarie in conto capitale destinate al Mezzogiorno è stata in media intorno al 26%, cioè ben otto punti in meno rispetto alla percentuale di popolazione residente in quei territori. Il che si è tradotto in un oggettivo trasferimento dalle regioni meridionali a quelle del Centro-Nord di circa 4 miliardi all’anno di risorse ordinarie in conto capitale per una perdita complessiva di oltre 40 miliardi nel decennio”.

Così il deputato del Pd, Antonio Viscomi, intervenendo oggi in Aula in occasione dell’informativa del ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano.

“È difficile negare - aggiunge il parlamentare dem - che l’arretramento infrastrutturale del Mezzogiorno, che spiega anche il mancato recupero del divario di crescita con le restanti aree del Paese, sia effetto inevitabile del taglio delle risorse per la spesa in conto capitale. E’ in questo contesto che trova ragione e senso la clausola che riserva al Sud la quota del 34% degli investimenti ordinari delle amministrazioni centrali. Norma, sia chiaro, che presenta alcuni lati deboli, già segnalati a suo tempo dall’Upb: il limitato perimetro di interesse, mancando ancora gran parte delle grandi imprese pubbliche nazionali; l’assenza di un sistema sanzionatorio; l’esigenza comunque di continuare a investire sul rafforzamento amministrativo. Occorre anzi estendere la clausola del 34% alla spesa pubblica complessiva e non solo a quella delle amministrazioni centrali dello Stato, comprendendo quindi tutte le società partecipate pubbliche che erogano beni e servizi pubblici primari o essenziali, e non soltanto Anas e Rfi. Per debellare una condizione di sottosviluppo ultradecennale - conclude Antonio Viscomi - occorre una strategia complessiva e coerente volta ad ampliare la base produttiva e a rendere competitivo il contesto economico locale. La spinta deve essere forte, duratura e basata su un’ampia gamma di strumenti”.

20/04/2020 - 18:19

“Il Partito democratico ha presentato un emendamento al Decreto Cura Italia in cui viene stabilita l’esclusione del requisito della regolarità contributiva e dell’iscrizione almeno triennale per l’accesso al trattamento dell’assegno ordinario per le aziende artigiane. Confidiamo che possa essere accolto, poiché si verrebbe in questo modo incontro alle esigenze delle aziende di vedersi riconosciute le prestazioni, diritto già accolto in una sentenza dello stesso Tar del Lazio, e si chiuderebbe la porta a ogni ulteriore dubbio interpretativo sul diritto o meno delle imprese a presentare la domanda di integrazione salariale con la causale Covid-19 senza previa iscrizione ai fondi Fsba ed Ebna. Con il via libera del Parlamento a questo emendamento si risponderebbe positivamente alle tante segnalazioni giunte dal mondo dell’artigianato e dalla categoria dei consulenti del lavoro”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo dem in commissione Lavoro alla Camera e prima firmataria dell’emendamento presentato insieme alle deputate e ai deputati del Pd, Carla Cantone, Chiara Gribaudo, Stefano Lepri, Romina Mura e Antonio Viscomi.

20/04/2020 - 15:33

“L’assessore Gallera farebbe bene a non distrarsi dal suo lavoro, vista la grave situazione sanitaria che ancora oggi è chiamato a fronteggiare in Lombardia, specie se distraendosi si concentra nel fare affermazioni farneticanti e insensate. Il Mezzogiorno non si è salvato certo grazie alle misure di contenimento adottate dalla Lombardia. Se i numeri del contagio non sono cresciuti e l'esplosione dell’epidemia è stata contenuta nel tempo al Sud, lo dobbiamo alla responsabilità dei nostri cittadini, all’abnegazione, alla qualità e alla competenza degli operatori della sanità pubblica, alle misure adottate dal governo e alle decisioni efficaci di alcuni governatori delle regioni del Mezzogiorno e non all’assessore Gallera e ai suoi colleghi di giunta”.

Così i deputati del Pd, Piero De Luca, Gavino Manca, Romina Mura, Pietro Navarra, Stefania Pezzopane, Antonio Viscomi.

03/04/2020 - 17:34

I componenti della commissione Lavoro del Partito Democratico alla Camera hanno presentato un’interrogazione al Ministro del Lavoro e delle politiche sociali e al Ministro per l'Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione per chiedere “quali iniziative intendano assumere al fine di accertare, per quanto di propria competenza, le reali cause delle gravi disfunzioni che si sono registrati nelle procedure informatiche del sito dell’Inps nella giornata di mercoledì 1° aprile, quando è stato oggetto di un ‘collasso’ operativo e non è riuscito a garantire la riservatezza dei dati, anche sensibili degli utenti.”

I firmatari sono, oltre a Debora Serracchiani, capogruppo in commissione, Carla Cantone, Chiara Gribaudo, Stefano Lepri, Romina Mura, e Antonio Viscomi.

I deputati dem ritengono che “l’affidabilità delle istituzioni e degli enti pubblici, a maggior ragione in una situazione di crisi sanitaria e sociale, è requisito indispensabile per la tenuta del Paese e per motivare la cittadinanza nella prospettiva di superamento dell’attuale fase emergenziale.”

A tal proposito chiedono ai ministri competenti “come intendano intervenire affinché sia assicurata la massima operatività, anche in questa fase di straordinario impegno gestionale, al principale ente di assistenza e previdenza del Paese.”

04/03/2020 - 15:55

“E’ ora di porre fine ai trattamenti diseguali tra lavoratori esposti all’amianto. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo presentato - ed è stata approvata in commissione Lavoro alla Camera - una nostra risoluzione che impegna il governo a porre in essere iniziative normative a difesa di tutti coloro che, a fronte di una comprovata esposizione all’amianto, possano beneficiare di misure adeguate di tutela. Pur avendo oggi accettato una riformulazione più stringente del testo, insisteremo con forza e determinazione per giungere anche a una riapertura dei termini per la presentazione delle domande di riconoscimento dei benefici previdenziali ai sensi della legge 257 del 1992 e non più esigibili dal 15 giugno 2005”.

Così la capogruppo dem in commissione Lavoro alla Camera, Debora Serracchiani, prima firmataria della risoluzione sottoscritta anche dalle deputate e dai deputati Pd: Cantone, Gribaudo, Lacarra, Lepri, Mura, Viscomi, Zan, Soverini.

“Purtroppo - aggiunge la deputata del Pd - a venticinque anni dall’entrata in vigore della legge 257, l’amianto è ancora molto diffuso su tutto il territorio nazionale, nonostante gli importanti successi in materia di bonifica ottenuti nella scorsa legislatura. Ad esempio, sono state portate a soluzione storiche vertenze come quella dei lavoratori Isochimica e degli esposti del settore della produzione di materiale rotabile ferroviario, perché non dotati degli equipaggiamenti di protezione dalle polveri. Ma molto resta da fare - conclude Debora Serracchiani - poiché, secondo un rapporto di Legambiente, abbiamo ancora 188mila edifici tra pubblici e privati con strutture contenenti la pericolosa fibra, 7mila dei quali sono scuole”.

25/02/2020 - 15:01

Serracchiani e Viscomi chiedono entri in prossimi decreti

"Il governo consenta ai medici di famiglia di rilasciare i certificati per via telefonica nelle Regioni interessate dalla sospensione delle attivita' degli uffici Inps, che non fanno piu' visite medico legali e fiscali a seguito dell'emergenza nazionale". Lo chiedono i deputati dem Debora Serracchiani e Antonio Viscomi, raccogliendo l'appello della Federazione Sindacale dei Medici uniti (Fismu) e della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) che ha segnalato come "a rischio l'incolumita' di migliaia di professionisti che sono in prima linea contro il virus". Per i due parlamentari dem "e' giusto riconoscere la condizione di rischio in cui operano migliaia di medici di famiglia in prima linea e venire incontro alle esigenze dei lavoratori e delle imprese". "Chiediamo al governo di prendere in considerazione questa proposta e - concludono Serracchiani e Viscomi - di introdurla nei decreti attuativi che sono in preparazione".

19/02/2020 - 13:32

Domani, giovedì 20 febbraio, ore 13, Sala Stampa della Camera

Intervengono: Debora Serracchiani e Antonio Viscomi

Verrà presentata domani, giovedì 20 febbraio, alle ore 13, nella Sala Stampa della Camera, la Proposta di legge del Partito democratico che intende superare l’interpretazione imposta dall’Inps alle vigenti disposizioni in materia di obblighi contributivi dei liberi professionisti già iscritti a casse previdenziali di categoria. Una iscrizione d’ufficio dei liberi professionisti nella gestione separata dell’Inps che provoca, di fatto, una doppia tassazione di queste figure professionali.

All’iniziativa prenderanno parte, oltre ai parlamentari del Pd Debora Serracchiani e Antonio Viscomi, firmatari della Pdl, anche alcuni professionisti: l’avv. Ilaria Gadaleta, presidente Comitato No Gestione Separata Inps; l’avv. Roberto Sergio, del Comitato No Gestione Separata Inps; l’avv. Chiara Mestichelli, legale Inaredis; l’arch. Nicola Busin, presidente di Inaredis; e l’ing. Salvatore Augusto Ferro, delegato reg. Lombardia Inaredis.

13/02/2020 - 20:24

“Dopo la richiesta di cassa integrazione per circa il 60% della forza lavoro (5.323 dipendenti su un totale nazionale di 8.873) e affinché si scongiuri che il processo di riorganizzazione della rete Auchan e Sma si tramuti in un ulteriore drammatico taglio dell’occupazione, il ministero del Lavoro si deve subito attivare per imprimere un’accelerazione della trattativa tra le organizzazioni sindacali e i rappresentanti del gruppo Margherita Distribuzione. Il ministero del Lavoro deve agire in maniera urgente per verificare le reali intenzioni del gruppo Margherita sul futuro lavorativo dei dipendenti impiegati nei punti vendita, negli ipermercati, nelle sedi amministrative e nella logistica. Anche perché tali richieste non appaiono accompagnate da chiare indicazioni sul piano industriale di rilancio di un’azienda che continua a perdere fatturato, senza che venga realizzato alcun serio investimento. Solo in Sardegna sono coinvolti i 435 dipendenti dei 725 totali delle Città mercato di Cagliari, di Olbia e di Sassari”.

Questo il contenuto di un’interrogazione presentata dalle deputate e dai deputati dem, Romina Mura, Debora Serracchiani, Carla Cantone, Chiara Gribaudo, Stefano Lepri, Serse Soverini e Antonio Viscomi, rivolta alla ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.

“In una realtà come la Sardegna - proseguono i parlamentari del Pd - il numero dei lavoratori collocati in cassa integrazione appare inaccettabile e, a parere delle organizzazioni sindacali, minerebbe la stessa operatività e il buon andamento dei quattro ipermercati presenti sull’isola, che già ora registrano riduzioni di clientela e di fatturato e con il personale che vede costantemente peggiorare le condizioni di lavoro e le prospettive future. La preoccupazione unitariamente espressa dalle organizzazioni sindacali è che, oltre alla perdita di reddito per i lavoratori interessati, la cassa integrazione per tutto il 2020 possa essere il preludio di ulteriori licenziamenti nel 2021”.

10/07/2019 - 14:14

“Chiediamo al ministro del Lavoro e Politiche sociali, alla luce delle ultime affermazioni rilasciate, delle conseguenze delle decisioni della Procura, quali rischiano di essere le conseguenze occupazionali per i lavoratori Arcelor Mittal su tutto il territorio nazionale a partire da Taranto”. Lo chiedono i deputati Pd, Serracchiani,  Carla Cantone, Chiara Gribaudo, Marco Lacarra, Stefano Lepri, Romina Mura, Antonio Viscomi, Alessandro Zan, in una interrogazione a risposta immediata al ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che si svolgerà domattina alle ore 9 in commissione Lavoro di Montecitorio.

06/06/2019 - 17:03

“Quali iniziative urgenti il ministro Di Maio intende adottare per salvaguardare uno stabilimento fondamentale per il tessuto produttivo di Napoli e dell'intero Mezzogiorno e gli oltre 400 posti di lavoro messi in pericolo dalla sua chiusura e mediante quali strumenti di confronto, nei mesi successivi alla firma dell'accordo con Whirlpool, è stato monitorato l'andamento del piano di investimenti annunciato?” Lo chiedono i deputati del Pd Debora Serracchiani, Chiara Gribaudo, Carla Cantone, Marco Lacarra, Stefano Lepri, Romina Mura, Antonio Viscomi, Alessandro Zan e altri deputati in un’interrogazione al ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.

“Nella giornata di venerdì 31 maggio 2019 – proseguono i deputati del Pd - l'azienda multinazionale Whirlpool, durante un incontro con alcune organizzazioni sindacali, ha reso nota la propria volontà di procedere alla riconversione del suo sito produttivo di Napoli e alla cessione del ramo d'azienda ad una società terza. Lo stabilimento industriale napoletano è specializzato nella produzione di lavatrici ad alta tecnologia e conta attualmente la presenza di 420 operai, il cui futuro lavorativo è ora messo seriamente a rischio, senza alcun preavviso, insieme a quello di molti lavoratori dipendenti delle aziende campane dell'indotto. Questa decisione della proprietà è arrivata in maniera unilaterale, dopo che il 25 ottobre 2018 Whirlpool aveva annunciato un piano industriale di 250 milioni di euro di investimenti da distribuire tra il 2019 e il 2021, alcuni dei quali da realizzare nello stabilimento di Napoli, ottenendo così, nell'accordo firmato dal governo, l'utilizzo degli ammortizzatori sociali che avevano lo scopo di supportare proprio il piano di investimenti. Dal mese di aprile sono giunte al governo, da parte delle organizzazioni sindacali, richieste congiunte di confronto, rimaste del tutto inascoltate, affinché fosse riaperta l'interlocuzione con la proprietà della società multinazionale presso il ministero competente in modo da seguire da vicino l'andamento e l'applicazione del piano di rilancio degli stabilimenti Whirlpool. Ci aspettiamo dal ministro Di Maio risposte urgenti per scongiurare la chiusura di un sito produttivo vitale per il Mezzogiorno”.

30/04/2019 - 17:59

“Far partire l’incentivo ‘Bonus-Sud’ dal primo maggio non è celebrare la festa del lavoro, ma fare la festa al lavoro regolare nelle imprese meridionali. Questo è. Se scrivi in una legge che un certo beneficio spetta alle imprese che assumono nel 2019 non puoi poi, con un atto amministrativo, limitare l’arco temporale di applicazione soltanto per gli assunti dal mese di maggio in poi: un anno è un anno, inizia a gennaio e finisce a dicembre. E dunque: l’azienda che aveva assunto nel periodo gennaio-aprile, confidando nell’incentivo, ora che fa? Non è (solo e neppure tanto) un problema giuridico quanto piuttosto di fiducia istituzionale. Che è poi quello di cui questo nostro Paese ha veramente bisogno”.

Così Antonio Viscomi, deputato Dem della commissione Lavoro, in un post su Facebook dal titolo: ‘Promettere senza mantenere. Commedia in quattro atti’.

17/04/2019 - 16:29

“Siamo molto preoccupati perché il governo M5s-Lega non ha saputo dare alcuna risposta alla nostra interrogazione sul mancato perfezionamento della convenzione sottoscritta da Inps, Ispettorato nazionale del lavoro, Confindustria e Cgil, Cisl, Uil, finalizzata alla certificazione della rappresentanza delle organizzazioni sindacali per la contrattazione collettiva nazionale di categoria. La firma della convenzione, scaduta ormai dal 16 marzo scorso, era stata prevista con appuntamento, data e ora, dal ministro del Lavoro. Poi però la sottoscrizione dell’atto formale è sparita dai radar del governo. La convenzione, peraltro già definita dalle parti sociali, serve per certificare la rappresentanza sindacale ed è un tassello fondamentale su un tema di grande attualità. Quale profonda riflessione deve ancora compiere il governo dopo oltre dieci mesi dal suo insediamento? Perché non è stata ancora firmata questa convenzione? Sono domande che restano ancora una volta senza risposta, anche dopo le parole di oggi del sottosegretario Durigon. Come su molti, troppi, altri temi, l’esecutivo giallo-verde naviga a vista, e a rimetterci è l’intero mondo del lavoro e il Paese”.

Così Debora Serracchiani, dopo la risposta del sottosegretario Durigon all’interrogazione firmata, oltre che dalla capogruppo Pd in commissione Lavoro, dalle deputate e dai deputati Dem: Chiara Gribaudo, Carla Cantone, Marco Lacarra, Stefano Lepri, Romina Mura, Antonio Viscomi e Alessandro Zan.

02/04/2019 - 17:43

“La commissione Lavoro ha concluso oggi l’esame del ddl sul pubblico impiego della ministra Bongiorno. Lo hanno chiamato “decreto concretezza” e hanno detto che serve a migliorare l’efficienza dell’organizzazione. Ma è solo una promessa non mantenuta e una narrazione buona soli per i giornali. In concreto: nessuna risorsa per l’innovazione organizzativa; nessuna attenzione alla formazione dei dipendenti pubblici; un ulteriore organismo di controllo che ispeziona e verbalizza; controlli biometrici affiancati anche dalla videosorveglianza degli ingressi, che neppure in un carcere di massima sicurezza. Insomma, dicevano di voler assicurare una migliore organizzazione e una maggiore efficienza, hanno introdotto solo più norme e creato più rigidità. Per il governo l’importante è mostrare i muscoli.  Far funzionare le amministrazioni è un’altra cosa”. Lo dichiara il deputato democratico della commissione Lavoro Antonio Viscomi.

21/03/2019 - 16:44

“Domenica scorsa Nicola Zingaretti ha ricevuto una standing ovation, quando ha ricordato che la famiglia è una comunità di affetti e non può trasformarsi in luogo di sottomissione o divisione. Ha fatto bene a sottolinearlo, visto che oggi non manca chi vorrebbe riportare la donna alla condizione di ‘angelo del focolare’”. Lo dichiarano i deputati del Partito democratico Alfredo Bazoli, Enrico Borghi, Davide Gariglio, Camillo D’Alessandro, Mauro Del Barba, Stefano Lepri, Flavia Piccoli Nardelli, Alessia Rotta, Paolo Siani e Antonio Viscomi.

“L’ultimo esempio – continuano - è il prossimo meeting di Verona, là dove si vuole trasformare la famiglia, luogo di accoglienza e inclusione, in strumento di esclusione per altri modelli di vita, di coppia e generativi. Fa quindi bene il Pd a mobilitarsi per ricordare che tali scelte non possono essere omologate; per condannare le posizioni che disprezzano i diversi orientamenti sessuali e che non comprendono le fatiche delle donne. Priva di fondamento è in particolare l’idea per cui esse dovrebbero dedicarsi esclusivamente alla funzione riproduttiva ed educativa. Le statistiche dimostrano infatti che, nelle diverse nazioni, il tasso di natalità aumenta laddove la donna lavora e ha una sua autonomia economica, specie se supportata da una robusta rete di servizi. Sappiamo tuttavia che le scelte non sono tutte identiche. La stabilità affettiva e genitoriale costituisce infatti un grande valore relazionale, esistenziale, economico, che è interesse dello Stato tutelare e promuovere. Il mutuo aiuto morale, materiale ed educativo tra i coniugi, tra genitori e figli, tra i parenti rappresenta la base su cui poggia la qualità della vita e la coesione sociale delle nostre comunità. È quanto ha sancito la Costituzione italiana, dove in ben tre articoli si valorizza la famiglia fondata sul matrimonio, si sostiene la genitorialità e si tutelano le famiglie numerose”.

“Trovare una sintesi alta tra il desiderio di autodeterminazione e il valore pubblico delle scelte affettive e genitoriali improntate alla continuità: questa è la sfida, da affrontare con sguardo libero da ideologismi. Evitando il rischio di ricadere nella trappola del bipolarismo etico, che le destre tentano (anche con l’evento di Verona) di riproporre in Italia”, concludono.

Pagine