15/07/2020 - 18:03

Da giurista del lavoro e da deputato democratico saluto con vero piacere la nomina di Pierro Curzio a Primo Presidente della Corte di Cassazione. Allievo di Gino Giugni, autore di importanti monografie su temi centrali del diritto  sindacale e del lavoro, ma anche di ricerche e studi sui temi processuali, impegnato con passione sui temi della formazione, presidente della sezione Lavoro della Suprema Corte, Pietro Curzio rappresenta una ottima scelta del CSM, una garanzia di professionalità e una certezza per tutti i cittadini. A lui, di vero cuore, un augurio di buon lavoro." Così Antonio Viscomi, dell’ufficio di presidenza del gruppo Pd alla Camera.

Così Antonio Viscomi, dell’ufficio di presidenza del gruppo Pd alla Camera.
 

09/07/2020 - 12:02

“Con il parere positivo del Governo è stato approvato un mio ordine del giorno (n. 9/2500-AR/81), sottoscritto da tutti i colleghi della Commissione Lavoro, che invita a ripensare alcuni aspetti della disciplina del contratto a tempo determinato in particolare per quanto riguarda le causali. È evidente che norme pensate per una situazione ordinaria debbano essere adattate quando si è in presenza di una situazione straordinaria. E straordinaria è l’attuale radicale incertezza del sistema produttivo ed organizzativo. Per questo occorre oggi assicurare la possibilità di attivare tutti gli spazi possibili di occupazione regolare, anche a termine, soprattutto se a termine. Se poi si ritiene che la flessibilità debba essere governata per impedire che si trasformi in precarietà e in possibili abusi, allora si faccia la cosa giusta: si riporti la possibilità di individuare le causali nell’alveo del dialogo tra le parti sociali”. È quanto afferma Antonio Viscomi deputato Pd della commissione Lavoro di Montecitorio.

07/07/2020 - 17:05

“L’emergenza epidemica sta mettendo a dura prova la disciplina del lavoro a termine, e crediamo sia necessario un intervento organico che preveda una distinzione tra le esigenze della fase dell'emergenza e quelle della ripresa produttiva, sia per quanto riguarda gli obiettivi che gli strumenti.

Nella fase dell'emergenza, è stato utile aver assicurato la proroga della scadenza dei contratti a termine e di apprendistato in misura pari al periodo di sospensione dell'attività produttiva imposta dall’autorità per il lockdown, sia nell’interesse dei lavoratori che delle imprese. E’ evidente, infatti, che alla ripresa delle attività è interesse di entrambe le parti, soprattutto all'interno di piccole imprese e del non facile mondo dell'artigianato, riprendere un rapporto di lavoro a termine già in atto, fermo restando - ovviamente - che nessuna deroga è stata introdotta alle regole generali sul recesso prima della scadenza.

Per la fase della ripresa produttiva, invece, occorre riportare al più presto nell’alveo del sistema di relazioni sindacali l'individuazione delle causali per la stipulazione del contratto a termine. Ed è su questo specifico profilo che occorre un urgente sforzo di innovazione in grado di coniugare l'interesse dei lavoratori e quello delle imprese. Sul piano economico, infatti, gli effetti dell’emergenza epidemiologica si traducono anzitutto in una diffusa incertezza produttiva ed organizzativa: a questa incertezza, e non ad altro, può corrispondere un’esigenza di flessibilità e di governo della flessibilità che trova nelle parti sociali i regolatori principali. Si tratta dunque di governare questa fase di incertezza produttiva, sulla base di un costante dialogo tra i diretti interessati”.

Lo dichiarano in una nota, i deputati del Partito democratico Debora Serracchiani e Antonio Viscomi, capogruppo e componente della commissione Lavoro della Camera.

03/07/2020 - 16:14

Dichiarazione dell'on. Antonio Viscomi, deputato Pd

“L'approvazione in commissione Bilancio dell'emendamento a mia prima firma con il quale viene prorogata ai giovani apprendisti o lavoratori  assunti con contratto a termine la durata dell'assunzione in misura equivalente al periodo di sospensione è una bella notizia. Non era giusto, infatti, far gravare su lavoratori  deboli le conseguenze del lockdown. Grazie all'emendamento è stata prevista una forma, seppur limitata, di tutela e di giustizia per questi lavoratori.” Cosi Antonio Viscomi,  deputato Pd in commissione Lavoro.

18/06/2020 - 18:23

“Noi abbiamo un obiettivo, salvaguardare i posti di lavoro nonostante le difficoltà enormi causate dal covid-19. Gli emendamenti proposti dal Partito democratico vanno esattamente in questa direzione, come del resto ha ben spiegato il ministro Gualtieri: per i rinnovi e le proroghe dei contratti a tempo determinato una deroga temporanea all'obbligo della causale dopo 12 mesi.
Stiamo, inoltre, lavorando per incentivare i contratti a tempo indeterminato, per renderli più vantaggiosi rispetto ad altre forme contrattuali, anche con una forte decontribuzione. Dispiace che Giorgia Meloni non colga la differenza tra queste proposte e quelle presentate da Fratelli d'Italia, le quali non solo non tutelano i lavoratori ma vanno esattamente nella direzione opposta, quella cioè di favorire e incentivare il lavoro precario. Lo diciamo dalla nascita di questo governo, solo proteggendo l’occupazione, solo mettendo al centro il lavoro, l’Italia potrà ripartire”.

Lo dichiara il deputato Antonio Viscomi, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

05/06/2020 - 10:19

“Più competenze per meglio competere: è questa la consapevolezza che ha portato il gruppo Pd nella Commissione Lavoro della Camera a presentare alcuni emendamenti a mia prima firma al Decreto Rilancio”.

È quanto dichiara Antonio Viscomi, giurista e deputato Pd dell'Ufficio di Presidenza del gruppo parlamentare dem.
“Alcuni di tali emendamenti - spiega il deputato dem - riguardano la formazione professionale. E’ stato proposto che i fondi interprofessionali riservino una quota delle loro risorse all’adeguamento delle competenze dei lavoratori in cassa integrazione, affinché quest'ultima non si riduca ad un mero intervento di sostegno al reddito ma sia piuttosto occasione di riqualificazione professionale. Si è prevista poi la possibilità di rafforzare il cofinanziamento dei piani di formazione aziendale senza sottrarre liquidità alle imprese, al fine di evitare che la crisi porti alla riduzione dell'impegno formativo in azienda. Un terzo emendamento riguarda il sostegno all'innovazione tecnologica dei centri e degli enti di formazione professionale, elementi essenziali nella strategia di rilancio produttivo del Paese. Per competere in mercati complessi - aggiunge - abbiamo bisogno di qualità, delle imprese e del lavoro: rafforzare e innovare le competenze professionali è il primo e necessario passo verso questo comune obiettivo. L’altro passo è adeguare l’assetto giuridico dei rapporti di lavoro alle esigenze di assicurare condizioni ottimali per il riavvio produttivo. Occorre impedire che norme pensate per contesti ordinari possano produrre effetti perversi in situazioni straordinarie, contro gli interessi degli stessi lavoratori e delle imprese. Per questo ho presentato un emendamento per agevolare il rinnovo o la proroga dei contratti a termine, anche in somministrazione, e dei contratti di apprendistato in questo periodo di ripresa produttiva. Infine - conclude Antonio Viscomi - alcuni emendamenti riguardano il vasto mondo del lavoro autonomo, rispetto al quale occorre superare le visioni dicotomiche di un passato anche recente. Per questo abbiamo proposto misure di sostegno per la riduzione del rischio di contagio nei luoghi di lavoro, riaffermato l’impossibilità di assimilare e tassare come redditi le misure di sostegno emergenziale assunte dalle casse private e, infine, riproposto il divieto di sottoporre a doppia contribuzione le attività dei liberi professionisti. Il mercato del lavoro è cambiato ed è molto complesso: dobbiamo evitare che il passato nasconda il presente e precluda le potenzialità del futuro”.

09/05/2020 - 19:07

“La sentenza odierna del Tar di Catanzaro stabilisce con chiarezza i rapporti fra Stato e Regioni nel governo delle emergenze nazionali: le Regioni non sono micro-stati nello Stato, ma devono muoversi dentro i binari definiti in sede nazionale, anche perché il virus non conosce i confini amministrativi delle stesse regioni e dei comuni”.

Così in una nota Antonio Viscomi, deputato del Partito democratico.

“La questione reale è ora, e lo era già prima, garantire condizioni di sicurezza per i lavoratori e per i cittadini calabresi. Per i lavoratori, attraverso una leale collaborazione fra la regione e le parti sociali al fine di stipulare protocolli di sicurezza per comparto, settori, filiere e siti  sulla base delle linee guida definite congiuntamente in sede nazionale. Per i cittadini, invece, curando l’organizzazione di un servizio sanitario regionale in grado di agire e operare tempestivamente ed efficacemente sul territorio. Resta però il fatto che, allo stato, sulle 37 unità speciali di continuità assistenziale per il Covid19  ne risultano costituite soltanto 14. E, dopo due mesi dall’inizio della pandemia, i tamponi da processare vengono inviati a Napoli per l’assenza di un numero adeguato di laboratori idonei. Su queste materie la Regione e non il Governo ha specifica competenza. Chiudere i confini o aprire le attività è facile. Basta una ordinanza. Aprire in sicurezza, invece, per i lavoratori e i cittadini è quello di cui abbiamo bisogno: solo una strategia governata in modo unitario per tutte le regioni - conclude l’esponente dem - aiuterà a non cedere di nuovo di fronte al Covid19”.

06/05/2020 - 17:10

"Grazie ministro Provenzano per le sue parole e per il suo impegno a favore del Mezzogiorno e del suo ‘riscatto’. Un Mezzogiorno che ancora oggi è pietra di inciampo per molti, questione e al contempo risorsa nazionale. Per questo è interesse comune che sia messo in grado di realizzare le sue potenzialità, crescere, svilupparsi, produrre ricchezza e valorizzare la sua posizione geo economica e, direi, anche geopolitica al centro del Mediterraneo. Un luogo in cui ciascuno abbia l’opportunità di realizzare al meglio le proprie capacità e il proprio progetto di vita. Occorre sfatare intanto una bugia, quella di un Sud predatore di risorse produttive. Secondo i dati dei conti pubblici territoriali, infatti, negli ultimi dieci anni la quota di risorse ordinarie in conto capitale destinate al Mezzogiorno è stata in media intorno al 26%, cioè ben otto punti in meno rispetto alla percentuale di popolazione residente in quei territori. Il che si è tradotto in un oggettivo trasferimento dalle regioni meridionali a quelle del Centro-Nord di circa 4 miliardi all’anno di risorse ordinarie in conto capitale per una perdita complessiva di oltre 40 miliardi nel decennio”.

Così il deputato del Pd, Antonio Viscomi, intervenendo oggi in Aula in occasione dell’informativa del ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano.

“È difficile negare - aggiunge il parlamentare dem - che l’arretramento infrastrutturale del Mezzogiorno, che spiega anche il mancato recupero del divario di crescita con le restanti aree del Paese, sia effetto inevitabile del taglio delle risorse per la spesa in conto capitale. E’ in questo contesto che trova ragione e senso la clausola che riserva al Sud la quota del 34% degli investimenti ordinari delle amministrazioni centrali. Norma, sia chiaro, che presenta alcuni lati deboli, già segnalati a suo tempo dall’Upb: il limitato perimetro di interesse, mancando ancora gran parte delle grandi imprese pubbliche nazionali; l’assenza di un sistema sanzionatorio; l’esigenza comunque di continuare a investire sul rafforzamento amministrativo. Occorre anzi estendere la clausola del 34% alla spesa pubblica complessiva e non solo a quella delle amministrazioni centrali dello Stato, comprendendo quindi tutte le società partecipate pubbliche che erogano beni e servizi pubblici primari o essenziali, e non soltanto Anas e Rfi. Per debellare una condizione di sottosviluppo ultradecennale - conclude Antonio Viscomi - occorre una strategia complessiva e coerente volta ad ampliare la base produttiva e a rendere competitivo il contesto economico locale. La spinta deve essere forte, duratura e basata su un’ampia gamma di strumenti”.

20/04/2020 - 18:19

“Il Partito democratico ha presentato un emendamento al Decreto Cura Italia in cui viene stabilita l’esclusione del requisito della regolarità contributiva e dell’iscrizione almeno triennale per l’accesso al trattamento dell’assegno ordinario per le aziende artigiane. Confidiamo che possa essere accolto, poiché si verrebbe in questo modo incontro alle esigenze delle aziende di vedersi riconosciute le prestazioni, diritto già accolto in una sentenza dello stesso Tar del Lazio, e si chiuderebbe la porta a ogni ulteriore dubbio interpretativo sul diritto o meno delle imprese a presentare la domanda di integrazione salariale con la causale Covid-19 senza previa iscrizione ai fondi Fsba ed Ebna. Con il via libera del Parlamento a questo emendamento si risponderebbe positivamente alle tante segnalazioni giunte dal mondo dell’artigianato e dalla categoria dei consulenti del lavoro”.

Così Debora Serracchiani, capogruppo dem in commissione Lavoro alla Camera e prima firmataria dell’emendamento presentato insieme alle deputate e ai deputati del Pd, Carla Cantone, Chiara Gribaudo, Stefano Lepri, Romina Mura e Antonio Viscomi.

20/04/2020 - 15:33

“L’assessore Gallera farebbe bene a non distrarsi dal suo lavoro, vista la grave situazione sanitaria che ancora oggi è chiamato a fronteggiare in Lombardia, specie se distraendosi si concentra nel fare affermazioni farneticanti e insensate. Il Mezzogiorno non si è salvato certo grazie alle misure di contenimento adottate dalla Lombardia. Se i numeri del contagio non sono cresciuti e l'esplosione dell’epidemia è stata contenuta nel tempo al Sud, lo dobbiamo alla responsabilità dei nostri cittadini, all’abnegazione, alla qualità e alla competenza degli operatori della sanità pubblica, alle misure adottate dal governo e alle decisioni efficaci di alcuni governatori delle regioni del Mezzogiorno e non all’assessore Gallera e ai suoi colleghi di giunta”.

Così i deputati del Pd, Piero De Luca, Gavino Manca, Romina Mura, Pietro Navarra, Stefania Pezzopane, Antonio Viscomi.

03/04/2020 - 17:34

I componenti della commissione Lavoro del Partito Democratico alla Camera hanno presentato un’interrogazione al Ministro del Lavoro e delle politiche sociali e al Ministro per l'Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione per chiedere “quali iniziative intendano assumere al fine di accertare, per quanto di propria competenza, le reali cause delle gravi disfunzioni che si sono registrati nelle procedure informatiche del sito dell’Inps nella giornata di mercoledì 1° aprile, quando è stato oggetto di un ‘collasso’ operativo e non è riuscito a garantire la riservatezza dei dati, anche sensibili degli utenti.”

I firmatari sono, oltre a Debora Serracchiani, capogruppo in commissione, Carla Cantone, Chiara Gribaudo, Stefano Lepri, Romina Mura, e Antonio Viscomi.

I deputati dem ritengono che “l’affidabilità delle istituzioni e degli enti pubblici, a maggior ragione in una situazione di crisi sanitaria e sociale, è requisito indispensabile per la tenuta del Paese e per motivare la cittadinanza nella prospettiva di superamento dell’attuale fase emergenziale.”

A tal proposito chiedono ai ministri competenti “come intendano intervenire affinché sia assicurata la massima operatività, anche in questa fase di straordinario impegno gestionale, al principale ente di assistenza e previdenza del Paese.”

04/03/2020 - 15:55

“E’ ora di porre fine ai trattamenti diseguali tra lavoratori esposti all’amianto. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo presentato - ed è stata approvata in commissione Lavoro alla Camera - una nostra risoluzione che impegna il governo a porre in essere iniziative normative a difesa di tutti coloro che, a fronte di una comprovata esposizione all’amianto, possano beneficiare di misure adeguate di tutela. Pur avendo oggi accettato una riformulazione più stringente del testo, insisteremo con forza e determinazione per giungere anche a una riapertura dei termini per la presentazione delle domande di riconoscimento dei benefici previdenziali ai sensi della legge 257 del 1992 e non più esigibili dal 15 giugno 2005”.

Così la capogruppo dem in commissione Lavoro alla Camera, Debora Serracchiani, prima firmataria della risoluzione sottoscritta anche dalle deputate e dai deputati Pd: Cantone, Gribaudo, Lacarra, Lepri, Mura, Viscomi, Zan, Soverini.

“Purtroppo - aggiunge la deputata del Pd - a venticinque anni dall’entrata in vigore della legge 257, l’amianto è ancora molto diffuso su tutto il territorio nazionale, nonostante gli importanti successi in materia di bonifica ottenuti nella scorsa legislatura. Ad esempio, sono state portate a soluzione storiche vertenze come quella dei lavoratori Isochimica e degli esposti del settore della produzione di materiale rotabile ferroviario, perché non dotati degli equipaggiamenti di protezione dalle polveri. Ma molto resta da fare - conclude Debora Serracchiani - poiché, secondo un rapporto di Legambiente, abbiamo ancora 188mila edifici tra pubblici e privati con strutture contenenti la pericolosa fibra, 7mila dei quali sono scuole”.

25/02/2020 - 15:01

Serracchiani e Viscomi chiedono entri in prossimi decreti

"Il governo consenta ai medici di famiglia di rilasciare i certificati per via telefonica nelle Regioni interessate dalla sospensione delle attivita' degli uffici Inps, che non fanno piu' visite medico legali e fiscali a seguito dell'emergenza nazionale". Lo chiedono i deputati dem Debora Serracchiani e Antonio Viscomi, raccogliendo l'appello della Federazione Sindacale dei Medici uniti (Fismu) e della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) che ha segnalato come "a rischio l'incolumita' di migliaia di professionisti che sono in prima linea contro il virus". Per i due parlamentari dem "e' giusto riconoscere la condizione di rischio in cui operano migliaia di medici di famiglia in prima linea e venire incontro alle esigenze dei lavoratori e delle imprese". "Chiediamo al governo di prendere in considerazione questa proposta e - concludono Serracchiani e Viscomi - di introdurla nei decreti attuativi che sono in preparazione".

19/02/2020 - 13:32

Domani, giovedì 20 febbraio, ore 13, Sala Stampa della Camera

Intervengono: Debora Serracchiani e Antonio Viscomi

Verrà presentata domani, giovedì 20 febbraio, alle ore 13, nella Sala Stampa della Camera, la Proposta di legge del Partito democratico che intende superare l’interpretazione imposta dall’Inps alle vigenti disposizioni in materia di obblighi contributivi dei liberi professionisti già iscritti a casse previdenziali di categoria. Una iscrizione d’ufficio dei liberi professionisti nella gestione separata dell’Inps che provoca, di fatto, una doppia tassazione di queste figure professionali.

All’iniziativa prenderanno parte, oltre ai parlamentari del Pd Debora Serracchiani e Antonio Viscomi, firmatari della Pdl, anche alcuni professionisti: l’avv. Ilaria Gadaleta, presidente Comitato No Gestione Separata Inps; l’avv. Roberto Sergio, del Comitato No Gestione Separata Inps; l’avv. Chiara Mestichelli, legale Inaredis; l’arch. Nicola Busin, presidente di Inaredis; e l’ing. Salvatore Augusto Ferro, delegato reg. Lombardia Inaredis.

13/02/2020 - 20:24

“Dopo la richiesta di cassa integrazione per circa il 60% della forza lavoro (5.323 dipendenti su un totale nazionale di 8.873) e affinché si scongiuri che il processo di riorganizzazione della rete Auchan e Sma si tramuti in un ulteriore drammatico taglio dell’occupazione, il ministero del Lavoro si deve subito attivare per imprimere un’accelerazione della trattativa tra le organizzazioni sindacali e i rappresentanti del gruppo Margherita Distribuzione. Il ministero del Lavoro deve agire in maniera urgente per verificare le reali intenzioni del gruppo Margherita sul futuro lavorativo dei dipendenti impiegati nei punti vendita, negli ipermercati, nelle sedi amministrative e nella logistica. Anche perché tali richieste non appaiono accompagnate da chiare indicazioni sul piano industriale di rilancio di un’azienda che continua a perdere fatturato, senza che venga realizzato alcun serio investimento. Solo in Sardegna sono coinvolti i 435 dipendenti dei 725 totali delle Città mercato di Cagliari, di Olbia e di Sassari”.

Questo il contenuto di un’interrogazione presentata dalle deputate e dai deputati dem, Romina Mura, Debora Serracchiani, Carla Cantone, Chiara Gribaudo, Stefano Lepri, Serse Soverini e Antonio Viscomi, rivolta alla ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.

“In una realtà come la Sardegna - proseguono i parlamentari del Pd - il numero dei lavoratori collocati in cassa integrazione appare inaccettabile e, a parere delle organizzazioni sindacali, minerebbe la stessa operatività e il buon andamento dei quattro ipermercati presenti sull’isola, che già ora registrano riduzioni di clientela e di fatturato e con il personale che vede costantemente peggiorare le condizioni di lavoro e le prospettive future. La preoccupazione unitariamente espressa dalle organizzazioni sindacali è che, oltre alla perdita di reddito per i lavoratori interessati, la cassa integrazione per tutto il 2020 possa essere il preludio di ulteriori licenziamenti nel 2021”.

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