25/02/2020 - 18:03

"Il Partito democratico esprime convintamente la fiducia su questo provvedimento dopo una discussione lunga ma positiva all'interno della maggioranza che ha avuto la capacità di trovare una sintesi migliorativa del decreto. Già nella passata legislatura avevamo affrontato il tema della pubblicazione di quelle intercettazioni che nulla hanno a che vedere con l'oggetto delle indagini, azione che colpisce la privacy delle persone coinvolte, dei loro affetti, familiari e dei loro amici. Una barbarie, un malcostume che già il ministro Orlando aveva incominciato ad affrontare. Oggi istituiamo il presupposto per eliminare il vizio della pubblicazione di questi contenuti. In primis spostando dalla polizia giudiziaria al pubblico ministero la rilevanza delle conversazioni intercettate. Altresì abbiamo reso possibile per i difensori ad accedere a queste conversazioni, garantendo pienamente il diritto alla difesa. Quello che oggi andiamo ad approvare è un testo equilibrato che da un lato tutela i diritti dei cittadini e dall'altro garantisce a chi svolge le indagini l'utilizzo di strumenti necessari fondamentali, le intercettazioni per perseguire reati gravi. Evitare quindi la pubblicazione di intercettazioni diverse da quelle che servono alle indagini è un primo obiettivo raggiunto con la legge che oggi noi approveremo. E' necessario denunciare in questa sede la disinformazione dei colleghi riguardo all'utilizzo dei cosiddetti trojan. Primo, per usare lo strumento delle intercettazioni bisognerà motivare la sua indispensabilità e se ci sarà un difetto di motivazione si potrà impugnare la questione; secondo le intercettazioni a mezzo di trojan a differenza delle normali indagini telefoniche e ambientali, potranno essere utilizzate solo per i reati connessi a reati di mafia, terrorismo e contro la PA. E dunque chi in queste settimane ha attaccato il provvedimento e il Partito Democratico, definendolo soggiogato ad una cultura giustizialista, dimostra di non conoscere il testo in questione ma soprattutto di non avere una grande cultura democratica. E' giusto evitare le cosiddette intercettazioni a strascico; meno comprensibile è l'idea che nel momento in cui una intercettazione autorizzata prefiguri l'esistenza di un reato diverso si possa far finta di niente. E credo che il punto di equilibrio trovato sia giusto. L'atteggiamento della Lega che ha votato lo spazzacorrotti dove questo principio è sancito è in questo senso solo propagandistico e speculatorio. La Lega punta solamente a fare ostruzionismo avendo presentato oltre 200 ordini del giorno invece di fare una opposizione responsabile favorendo la chiusura rapida di questo provvedimento e approvare in fretta la conversione del decreto in legge per le misure di contrasto al Coronavirus. Questo è il modus operandi a cui ci ha abituato da tempo la Lega il cui leader non risponde al presidente del Consiglio dei Ministri in un momento drammatico per il Paese. Il senatore Salvini anche questa volta è scappato dalla responsabilità di abbassare i toni della sua campagna elettorale permanente per il bene e la salute dei cittadini italiani".

Lo ha detto in Aula il deputato del Partito democratico, Alessandro Zan, dichiarando il voto di fiducia del Partito democratico in favore del provvedimento.

18/11/2019 - 10:43

“Una vera e propria spedizione punitiva contro un ragazzo ritenuto omosessuale, picchiato fino farlo svenire. Ripeto sempre che la legge contro l’omofobia è un passo di civiltà per tutto il Paese. Ora però si tratta di una emergenza e uno Stato deve proteggere tutti i suoi cittadini.
Dobbiamo agire in fretta, il Parlamento non può più girare la testa e chiudere gli occhi”.

Lo scrive il deputato democratico Alessandro Zan commentando l’ennesimo episodio di violenza omofoba avvenuto a Pozzallo in provincia di Ragusa dove un ragazzo, come ha denunciato la sorella che lo ha portato in ospedale, è stato pestato dentro un pub e lasciato a terra.

14/11/2019 - 14:03

“Solo nell’ultima settimana sono emersi diversi casi di omofobia, una vera escalation a cui dobbiamo porre fine. Importante, dunque, che l’iter della proposta di legge contro l’omotransfobia registri nuovi passi avanti. Nella seduta odierna della commissione Giustizia della Camera abbiamo abbinato alla mia proposta di legge, i testi a prima firma Boldrini e Scalfarotto: l’obiettivo è giungere a un testo base unificato che tenga conto di tutte le proposte pervenute. È un bel segnale che anche Forza Italia, pur essendo all’opposizione, abbia annunciato di voler presentare una proposta propria e dimostra che la gran parte delle forze politiche in Parlamento vuole raggiungere un risultato concreto contro l’odio e le violenze omotransfobiche. Sono soddisfatto del clima che accompagna i lavori, ora è tempo di accelerare e dare risposte concrete”.

Lo dichiara Alessandro Zan, deputato del Partito democratico.

10/07/2019 - 14:14

“Chiediamo al ministro del Lavoro e Politiche sociali, alla luce delle ultime affermazioni rilasciate, delle conseguenze delle decisioni della Procura, quali rischiano di essere le conseguenze occupazionali per i lavoratori Arcelor Mittal su tutto il territorio nazionale a partire da Taranto”. Lo chiedono i deputati Pd, Serracchiani,  Carla Cantone, Chiara Gribaudo, Marco Lacarra, Stefano Lepri, Romina Mura, Antonio Viscomi, Alessandro Zan, in una interrogazione a risposta immediata al ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che si svolgerà domattina alle ore 9 in commissione Lavoro di Montecitorio.

19/06/2019 - 16:12

“Garantire ai lavoratori di Mercatone Uno che l’importo della Cassa integrazione sia calcolato sulla base dei contratti in essere prima che intervenisse la Shernon holding e quindi dignitoso, e non su quelli part-time introdotti dalla stessa Sharnon come condizione per un rilancio che poi non c’è stato perché si tratterebbe di una cifra da fame”. Lo dichiarano Alessandro Zan, deputato del Partito democratico, e Debora Serracchiani, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera, a proposito del tavolo di crisi su Mercatone Uno in corso oggi presso il Mise.

“Quando la Shernon holding – ricordano - ha acquisito Mercatone Uno ha presentato un piano industriale ponendo, come condizione finanziaria per sua attuazione, che i lavoratori accettassero il passaggio al part-time. L’accordo raggiunto tra lavoratori e la holding prevedeva una riduzione di ore in cambio della certezza di un futuro. Ma poi il tribunale di Bologna ha decretato il fallimento della Shernon e i 1853 dipendenti di Mercatone Uno hanno dovuto subire l’enorme danno di essere lasciati a casa da un giorno all’altro con un sms dopo un patto. Ora quel patto rischia di diventare non solo il tradimento dell’impegno assunto dalla holding ma, addirittura, la causa di un nuovo, intollerabile danno economico, dal momento che ora il governo intende concedere una Cig dall’importo irrisorio perché calcolato sulla base dei contratti part-time e non di quelli full time precedenti”.

“Chiediamo per questo al ministro Di Maio e al suo ministero di tenere conto del fatto che i contratti part-time furono accettati solo in quanto garanzia di un futuro poi negato e di calcolare quindi la Cig sulla base dei contratti del 2018. Se non lo facesse, si renderebbe complice della doppia, insopportabile beffa subita dai lavoratori di Mercatone Uno”, concludono.

06/06/2019 - 17:03

“Quali iniziative urgenti il ministro Di Maio intende adottare per salvaguardare uno stabilimento fondamentale per il tessuto produttivo di Napoli e dell'intero Mezzogiorno e gli oltre 400 posti di lavoro messi in pericolo dalla sua chiusura e mediante quali strumenti di confronto, nei mesi successivi alla firma dell'accordo con Whirlpool, è stato monitorato l'andamento del piano di investimenti annunciato?” Lo chiedono i deputati del Pd Debora Serracchiani, Chiara Gribaudo, Carla Cantone, Marco Lacarra, Stefano Lepri, Romina Mura, Antonio Viscomi, Alessandro Zan e altri deputati in un’interrogazione al ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.

“Nella giornata di venerdì 31 maggio 2019 – proseguono i deputati del Pd - l'azienda multinazionale Whirlpool, durante un incontro con alcune organizzazioni sindacali, ha reso nota la propria volontà di procedere alla riconversione del suo sito produttivo di Napoli e alla cessione del ramo d'azienda ad una società terza. Lo stabilimento industriale napoletano è specializzato nella produzione di lavatrici ad alta tecnologia e conta attualmente la presenza di 420 operai, il cui futuro lavorativo è ora messo seriamente a rischio, senza alcun preavviso, insieme a quello di molti lavoratori dipendenti delle aziende campane dell'indotto. Questa decisione della proprietà è arrivata in maniera unilaterale, dopo che il 25 ottobre 2018 Whirlpool aveva annunciato un piano industriale di 250 milioni di euro di investimenti da distribuire tra il 2019 e il 2021, alcuni dei quali da realizzare nello stabilimento di Napoli, ottenendo così, nell'accordo firmato dal governo, l'utilizzo degli ammortizzatori sociali che avevano lo scopo di supportare proprio il piano di investimenti. Dal mese di aprile sono giunte al governo, da parte delle organizzazioni sindacali, richieste congiunte di confronto, rimaste del tutto inascoltate, affinché fosse riaperta l'interlocuzione con la proprietà della società multinazionale presso il ministero competente in modo da seguire da vicino l'andamento e l'applicazione del piano di rilancio degli stabilimenti Whirlpool. Ci aspettiamo dal ministro Di Maio risposte urgenti per scongiurare la chiusura di un sito produttivo vitale per il Mezzogiorno”.

17/04/2019 - 16:29

“Siamo molto preoccupati perché il governo M5s-Lega non ha saputo dare alcuna risposta alla nostra interrogazione sul mancato perfezionamento della convenzione sottoscritta da Inps, Ispettorato nazionale del lavoro, Confindustria e Cgil, Cisl, Uil, finalizzata alla certificazione della rappresentanza delle organizzazioni sindacali per la contrattazione collettiva nazionale di categoria. La firma della convenzione, scaduta ormai dal 16 marzo scorso, era stata prevista con appuntamento, data e ora, dal ministro del Lavoro. Poi però la sottoscrizione dell’atto formale è sparita dai radar del governo. La convenzione, peraltro già definita dalle parti sociali, serve per certificare la rappresentanza sindacale ed è un tassello fondamentale su un tema di grande attualità. Quale profonda riflessione deve ancora compiere il governo dopo oltre dieci mesi dal suo insediamento? Perché non è stata ancora firmata questa convenzione? Sono domande che restano ancora una volta senza risposta, anche dopo le parole di oggi del sottosegretario Durigon. Come su molti, troppi, altri temi, l’esecutivo giallo-verde naviga a vista, e a rimetterci è l’intero mondo del lavoro e il Paese”.

Così Debora Serracchiani, dopo la risposta del sottosegretario Durigon all’interrogazione firmata, oltre che dalla capogruppo Pd in commissione Lavoro, dalle deputate e dai deputati Dem: Chiara Gribaudo, Carla Cantone, Marco Lacarra, Stefano Lepri, Romina Mura, Antonio Viscomi e Alessandro Zan.

20/03/2019 - 15:56

“Perché, nonostante il governo abbia fatto sapere di averlo revocato, il patrocinio di Palazzo Chigi e il suo logo sono ancora sul sito ufficiale del convegno di Verona?”. Lo chiede Alessandro Zan, deputato del Partito democratico, che ha presentato una mozione contro il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri al World Congress of Families di Verona, già calendarizzata.

“A meno di 10 giorni – spiega - dall’inizio di questa fiera mondiale del sessismo e dell’omotransfobia, sul sito ufficiale del convegno e dell’organizzazione rimane ancora il simbolo e il patrocinio del governo e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Più di una settimana fa Palazzo Chigi aveva fatto sapere di aver revocato patrocinio e logo: di fatto però l’organizzazione del WCF continua ad usarlo. O siamo davanti all’ennesima balla di questo governo, che offende la maggior parte delle cittadine e dei cittadini di questo Paese che non vogliono un ritorno al medioevo, o il WCF utilizza in modo abusivo i loghi delle istituzioni governative italiane, fatto di una gravità inaudita. Era stato reso noto che il Segretario Generale di Palazzo Chigi aveva anche aperto una istruttoria sulla questione, ma sta di fatto che il logo del governo resta. Vogliamo capire quale sia realmente la situazione. Mi chiedo se la Presidenza del Consiglio dei Ministri abbia veramente realizzato cosa significhi patrocinare questo evento, cioè istituzionalizzare un’idea della donna succube e soggiogata e condividere le idee di chi vorrebbe il carcere per le persone gay e lesbiche, se non addirittura la pena di morte”.

“Se i ministri leghisti parteciperanno al festival del medioevo, lo facciano come rappresentati di un partito che ormai ha assunto posizioni aberranti e fasciste, ma non come rappresentati del governo. Sarebbe un’offesa e un insulto inaccettabile ai principi costituzionali che tutelano l’autodeterminazione della persona. Di sicuro il Partito Democratico sarà in piazza a Verona a manifestare contro questa folli”, conclude.

26/07/2018 - 19:06

"Per il Partito democratico è un risultato fondamentale essere arrivati a discutere sulla tempistica degli effetti del decreto Di Maio". Lo dichiara Alessandro Zan, deputato Pd e componente in Commissioe Lavoro alla Camera, a proposito del Decreto Dignità.

"Le nostre proposte alternative - spiega -hanno evidenziato con chiarezza come l'entrata in vigore ipotizzata dalla maggioranza crei molte e preoccupanti  criticità rispetto al rinnovo dei contratti in essere. Noi riteniamo che gli effetti del decreto debbano essere riferiti ai contratti stipulati successivamente alla sua entrata in vigore, senza correre il rischio di complicare le situazioni già in essere".

"Sarebbe assurdo se la sordità del governo alle nostre proposte dovesse creare incertezze, confusioni e soprattutto il mancato rinnovo dei contratti, con la conseguenza paradossale di ottenere l'effetto opposto a quello che la maggioranza dice di perseguire", conclude.

17/07/2018 - 12:34

In Italia oltre 430 mila persone sfruttate, 150 mila i nuovi schiavi

I parlamentari veneti del Partito democratico sono impegnati direttamente nella difesa della legge 199 del 2016 per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro in agricoltura. Dopo le preoccupanti dichiarazioni dei ministri dell’Interno e dell’Agricoltura sulla volontà dell’attuale governo di svuotare la legge dei suoi contenuti più importanti numerose associazioni, sindacati e centri studi hanno lanciato un appello a difesa della legge.

Secondo i dati della Cgil in Italia almeno 430 mila lavoratori impiegati nella raccolta di frutta e ortaggi vivono in condizioni di sfruttamento. Di questi, circa 150 mila sperimentano sulla propria pelle forme di sopruso tali da essere assimilate a una moderna schiavitù. La piaga del caporalato affligge in particolare le regioni del Mezzogiorno italiano, ma fenomeni di sfruttamento si verificano a macchia di leopardo in tutto il territorio nazionale ovunque l’agricoltura abbia una certa preminenza nell’economia locale.

La norma, fortemente voluta dal Pd nella passata legislatura, reprime e cerca di prevenire una delle piaghe più gravi che affliggono l’agricoltura italiana, il caporalato cioè l’intermediazione illegale e lo sfruttamento lavorativo. La legge colpisce sia chi recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno, sia il datore di lavoro che utilizza o impiega manodopera reclutata in questo modo.

Per questo, il gruppo parlamentare del Pd e in particolare i deputati e i senatori veneti si impegnano non solo a mantenere le previsioni della legge 199, ma a implementare le azioni positive indicate dallo stesso provvedimento come una rete di collocamento locale della manodopera, lo sviluppo di trasporti gestiti dal servizio pubblico, il funzionamento del fondo anti-tratta e la rete del lavoro agricolo di qualità. Nel dettaglio, il fondo anti-tratta prevede che sia alimentato con i proventi delle confische ordinate a seguito di sentenza di condanna per il reato di caporalato e il suo utilizzo esteso alle vittime; la rete del lavoro agricolo di qualità certifica che le aziende aderenti rispettano precisi requisiti sulla legalità, soprattutto in materia di lavoro.

«Svuotare una buona legge come la 199», afferma il portavoce dei parlamentari veneti del Pd, Roger De Menech, «avrebbe come unico effetto quello di estendere l’illegalità di quelle imprese agricole che operano sfruttando le persone e di lasciare centinaia di migliaia di uomini e donne, italiani e immigrati, in penose condizioni di povertà permanente».

on. Roger De Menech, on. Alessia Rotta, on. Sara Moretto, on. Alessandro Zan, on. Diego Zardini, on. Gianni Dal Moro, on. Nicola Pellicani, sen. Daniela Sbrollini, sen. Vincenzo D’Arienzo, on. Lucia Annibali, sen. Andrea Ferrazzi.

17/05/2018 - 19:17

In occasione della Giornata Internazionale contro l’omotransfobia, il Presidente della Camera Roberto Fico ha organizzato ieri un incontro con le associazioni LGBTQI, che ha poi peraltro disertato delegando al proprio posto la Vicepresidente Mara Carfagna, senza allargare l’invito a nessun parlamentare, a cominciare da quei deputati che della Comunità LGBTQI sono parte e che hanno lavorato negli anni a difesa dei diritti e dell’inclusione delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans”. Lo denunciano i deputati del Partito democratico Ivan Scalfarotto, Silvia Fregolent, e Alessandro Zan.

“Un’idea proprietaria dell’istituzione – spiegano - che piega una celebrazione che appartiene a tutti a logiche di parte, smentendo platealmente le solenni promesse, espresse da Roberto Fico nel suo discorso di insediamento, di essere il presidente di tutti. Celebrare la giornata internazionale contro l’omotransfobia in sostanziale clandestinità è del resto coerente con le linee politiche del M5S, che nella scorsa legislatura ha direttamente o indirettamente boicottato tutte le leggi sui diritti civili portate avanti dal Pd ed è evidentemente il primo pedaggio che il M5S paga alla nascente alleanza con una forza politica razzista e omofoba quale la Lega”.

“Possiamo purtroppo già dire senza tema di smentita che la Presidenza Fico non produrrà nessun passo in avanti per i diritti civili nel nostro Paese”, concludono.

17/05/2018 - 14:49

n occasione della Giornata Internazionale contro l’omotransfobia, il Presidente della Camera Roberto Fico ha organizzato ieri un incontro con le associazioni LGBTQI, che ha poi peraltro disertato delegando al proprio posto la Vicepresidente Mara Carfagna, senza allargare l’invito a nessun parlamentare, a cominciare da quei deputati che della Comunità LGBTQI sono parte e che hanno lavorato negli anni a difesa dei diritti e dell’inclusione delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans.”

E’ quanto denunciano a nome del Gruppo del Partito Democratico a Montecitorio i deputati Ivan Scalfarotto, primo firmatario e relatore del ddl contro l’omotransfobia approvato dalla Camera nella scorsa legislatura; Silvia Fregolent, Responsabile Pari Opportunità e diritti civili del PD, e Alessandro Zan, primo firmatario di una proposta di legge contro l’omotransfobia in questa legislatura.

“Un’idea proprietaria dell’istituzione” affermano gli esponenti dem “che piega una celebrazione che appartiene a tutti a logiche di parte, smentendo platealmente le solenni promesse, espresse da Roberto Fico nel suo discorso di insediamento, di essere il presidente di tutti.”

“Celebrare la giornata internazionale contro l’omotransfobia in sostanziale clandestinità è del resto coerente con le linee politiche del M5S, che nella scorsa legislatura ha direttamente o indirettamente boicottato tutte le leggi sui diritti civili portate avanti dal PD” aggiungono i deputati democratici “ed è evidentemente il primo pedaggio che il M5S paga alla nascente alleanza con una forza politica razzista e omofoba quale la Lega. Possiamo purtroppo già dire senza tema di smentita che la Presidenza Fico non produrrà nessun passo in avanti per i diritti civili nel nostro Paese.”

15/05/2018 - 17:27

Conferenza stampa - mercoledì 16 maggio – ore 13

Camera dei deputati, sala conferenze stampa

Lo scorso 2 maggio è stata presentata alla Camera dei Deputati una proposta di legge affinché anche l’ordinamento italiano si doti di uno strumento normativo di contrasto al fenomeno dell’omotransfobia, tornato drammaticamente all’attenzione dell’opinione pubblica dopo la denuncia da parte della stampa locale e nazionale di numerosi atti violenti e discriminatori nei confronti di persone appartenenti alla comunità LGBTQ.

Per questo, mercoledì 16 maggio alle ore 13 presso la Sala Conferenze Stampa della Camera dei Deputati sarà presentata alla stampa la proposta di legge, di cui l’On. Alessandro Zan è primo firmatario.

Interverranno: Alessandro Zan, Deputato PD; Silvia Fregolent, Deputata PD, responsabile Dipartimento Diritti e Pari Opportunità del Partito Democratico; Ivan Scalfarotto, Deputato PD, sottosegretario di Stato allo Sviluppo Economico; Monica Cirinnà, Senatrice PD; Tommaso Cerno, Senatore PD.