06/06/2019 - 13:12

440 famiglie non possono aspettare riforma editoria

“Le lavoratrici e i lavoratori della ex Mondadori Printing non possono attendere una riforma dell’editoria che, probabilmente, non arriverà mai. Ma forse il ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, ben tutelato al caldo delle sue poltrone, pensa che 440 famiglie possano aspettare il prossimo autunno per mangiare”

Lo dichiarano la parlamentare veronese Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico e prima firmataria dell’interrogazione al ministro del Lavoro sulla situazione dea cui è stata data risposta nella X Commissione, e i deputati Diego Zardini e Gianmario Fragomeli.

“Qui parliamo di donne e uomini, di famiglie che hanno chiesto aiuto, che sono preoccupati per il futuro che li attende, ma che nulla hanno ottenuto. Dopo gli ammortizzatori disposti dai precedenti governi a guida Pd, l’attuale non ha provveduto neppure al rinnovo della Cassa integrazione. Non è con una cerimonia di avvio degli Stati Generali dell’editoria - sottolineano i deputati Dem, commentando la risposta del Mise - che un governo mostra interessamento al comparto.”

“Un tavolo di trattativa è necessario, una soluzione praticabile deve essere trovata. Non è accettabile – concludono - che il ministro del Lavoro, che è anche ministro dello Sviluppo Economico, non si occupi di risolvere le crisi aziendali e di tutelare non solo i lavoratori, ma anche un intero settore produttivo che è traino economico del territorio”

30/05/2019 - 17:49

Di Maio lavori a quello per cui è pagato da italiani

“1800 lavoratori in Italia, 150 nel Veneto e 37 solo nella sede di Legnago, tutti a casa senza preavviso e, soprattutto, senza che il ministro Di Maio abbia dato segnali di interessamento. Quella dei dipendenti di Mercatone Uno è una conta triste che certifica l’inettitudine del governo”. 

Lo dichiara i parlamentari veronesi Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico, e Diego Zardini, deputato del Pd in Commissione Attività Produttive

“Ora è già molto tardi, ma è il tempo delle risposte. Oltre al ricorso immediato degli ammortizzatori sociali, che possono dare respiro alle lavoratrici e ai lavoratori, - spiegano i deputati Dem - è necessario la aprire una procedura di amministrazione straordinaria per permettere di salvaguardare la produzione e i posti di lavoro”. 

"Di Maio ha una doppia colpa, sia da ministro dello Sviluppo Economico sia da ministro del Lavoro. Non solo in questi mesi ha mancato di vigilare sul mancato rilancio e sui mancati investimenti, ma ora non sta neppure utilizzando tutti gli strumenti necessari per salvaguardare i posti di lavoro. Ora - concludono Rotta e Zardini - la smetta di piangersi addosso per i risultati elettorali, che sono tali anche per la sua dimostrata incompetenza a governare, e inizi a occuparsi di ciò per cui è  pagato dagli italiani”. 

17/05/2019 - 12:06

Dopo un anno nessuna risposta su bonifica Ca’ Filissine

“Ancora una volta nessuna risposta dal governo per spiegare le ragioni dei ritardi per apporre una firma all'accordo di programma per la bonifica della discarica di Ca’ Filissine. Dopo un anno le cause si trovano o nell’incapacità o nel dolo”

Lo dichiarano i parlamentari veneti Diego Zardini e Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico, che questa mattina hanno interpellato il ministro dell’Ambiente 

“Sono anni che vi sono i finanziamenti, nonostante le falsità dette dai detrattori oggi in maggioranza. Nella scorsa legislatura, - spiegano i deputati Dem  - grazie al lavoro dei governi a guida PD, sono state trovate le risorse necessarie a presentare un progetto di bonifica a rifiuti zero, con uno stanziamento di 65 milioni di euro, ed è stato avviato un tavolo tra comune, regione, Arpav e Ministero competente per giungere alla definizione di un accordo di programma per la bonifica e la salvaguardia della salute dei cittadini di Pescantina e dei comuni limitrofi della Valpolicella.

È da novembre dello scorso anno, cioè da 6 mesi, che - aggiungono - la regione Veneto ha inviato, per la firma, al Ministero dell'ambiente il testo dell'accordo di programma stilato con il comune e gli enti istituzionali interessati. Da allora si è persa ogni traccia, nonostante i successivi solleciti formali e informali”.

“Dopo che per anni il progetto è stato boicottato, neppure una firma è stata apposta. È evidente che il governo non ha a cuore la salute dei cittadini che da anni aspettano che il percolato venga rimosso e che non ci siano più rifiuti. Dopo un anno le cause possono essere solo l’insipienza dell’esecutivo o la malafede. Oggi scopriamo che, forse, questa firma non deve essere apposta prima del 26 maggio proprio per non far comprendere dove stava la verità. - concludono Rotta e Zardini - Con buona pace dell’ambiente e della salute di chi vive in quel territorio”.

10/04/2019 - 14:57

“Chiediamo al governo di conoscere nel dettaglio lo stato dei lavori sul regionalismo differenziato. Si tratta di un tema fondamentale per il futuro del paese su cui il Parlamento è chiamato a svolgere un ruolo indispensabile di garanzia, come disposto dall’articolo 5 e dal titolo V della Costituzione, ma su cui ad oggi regnano incertezze e caos a causa dei veti incrociati e delle schermaglie elettorali tra Lega e M5S. Le Camere devono essere messe al corrente dei reali contenuti del provvedimento per poter esercitare il proprio ruolo che prevede atti di indirizzo sul procedimento e una successiva legge di recepimento delle intese”.

Lo affermano i deputati e senatori del Partito Democratico della commissione parlamentare per le Questioni regionali Davide Gariglio, Diego Zardini, Daniele Manca, Luciano D’Alfonso, Daniela Sbrollini, presenti oggi alle audizioni.

27/03/2019 - 19:13

“Alitalia ora rischia il fallimento. L’inettitudine dell’attuale governo sommata alle scelte sovraniste della destra, dieci anni fa, potrebbero diventare ostacoli insuperabili per la compagnia aerea”. Lo dichiara Diego Zadini, deputato del Partito democratico, a proposito dell’audizione odierna dei Commissari Alitalia davanti alle commissioni Attività produttive e Trasporti della Camera in riunione congiunta.

“La relazione dei commissari di Alitalia – continua - evidenzia alcune cose molto importanti per un asset strategico per il Paese come il trasporto aereo. Primo, il lavoro dei Commissari è stato positivo e ora l’azienda è appetibile per la cessione. Nonostante la situazione di partenza fosse di gravità assoluta a causa delle scelte folli dei passati governi di centrodestra che per una supposta sovranità hanno condannato la compagnia a piani di salvataggio col freno tirato. Secondo, l’attuale governo non ha la minima idea di come agire per il salvataggio della compagnia. Da un lato il gruppo Ferrovie necessità di approfondire il dossier per elaborare un piano industriale credibile, ma ha bisogno di tempo. Terzo, questo tempo Alitalia e l’Italia non ce l’hanno. I commissari sono costretti a dire un’ovvietà, cioè che l’amministrazione controllata non può durare all’infinito e una ulteriore proroga non potrà che essere brevissima”.

01/03/2019 - 13:43

“Ancora una volta il governo si dimostra evasivo su un problema che si sta abbattendo su migliaia di persone in veneto. Invece di prender in mano la situazione e dare risposte a chi è preoccupato per la propria salute, sta ripetendo come un mantra informazioni che sono note e, addirittura, scontate”.

Lo dichiara la deputata veneta Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico, replicando alla risposta del sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi all’interpellanza urgente che ha presentato insieme al deputato Diego Zardini

“Sono oltre 500mila le persone nel Veneto coinvolte dall’inquinamento da Pfas. Non a me, ma a loro il governo ha il dovere di dare risposte serie e di mostrare un reale interessamento. Il sottosegretario Bartolazzi ribadisce la mancanza di evidenze scientifiche sulla plasmaferesi, ma – sottolineano i deputati Dem - invece di avviare nuove ricerche per giungere a una soluzione, candidamente afferma che stanno procedendo sulla stessa linea terapeutica. Ora, però, dopo che la Regione Veneto aveva dato avvio alla procedura della plasmaferesi, dichiarata invasiva fortemente sconsigliata per l’inquinamento ambientale già due anni fa dal ministero della Salute, le cittadine e i cittadini sottoposti a screening si trovano con in mano una diagnosi, ma nessuna risposta concreta”.

“È necessario che il governo metta in cima alle sue priorità la salute di donne e uomini. Ci aspettiamo che siano messe in campo ricerche e risorse per non procedere ancora a tentoni sulla pelle delle persone. Fino ad allora e – concludono Rotta e Zardini - fino a che non si arriverà alla soluzione di un problema che affligge migliaia di persone non saremo soddisfatti e continueremo a sollecitare il governo perché si levi dal suo torpore”.

27/02/2019 - 19:33

Autonomia sì, autonomia no, Tav si, Tav no. Nel governo, e nella maggioranza politica che lo sostiene, emergono tutte le contraddizioni di un’alleanza disegnata per la spartizione di poltrone invece che sui programmi per migliorare le condizioni di vita dei cittadini.

La Lega in Veneto dice una cosa mentre a Roma ne fa un’altra: il ministro Salvini, calendario alla mano, sposta a fine anno il termine per la firma dell’intesa tra stato e regioni e non dice nulla al presidente  Zaia, primo alfiere di un’autonomia sempre più immaginata che concretizzata; intanto, i Cinque Stelle del Veneto strappano documenti contro il federalismo regionale redatti e presentati dai Cinque Stelle del sud. L’unica certezza, come ha ribadito il ministro Stefani stamattina in commissione bicamerale per le questioni regionali è ‘il principio dell’invarianza del bilancio statale’. Infine il ministro contro le infrastrutture, Toninelli, si scaglia contro la pedemontana.

Ribadiamo, la nostra posizione su entrambi i punti:

a) l’autonomia delle Regioni va portata avanti, sgombrando il campo dagli equivoci relativi a residuo fiscale e compartecipazione delle imposte. Autonomia significa maggiore responsabilità per gli amministratori locali e la possibilità di gestire funzioni e competenze in modo più efficiente ed efficace, quindi anche prevedendo risparmi di spesa pubblica. Per attuare questo tipo di autonomia serve però stabilire costi e fabbisogni standard, da Pantelleria al Brennero, come è stato correttamente spiegato in un recente documento dell’Università Federico II di Napoli e da Unindustria Napoli;

b) vanno realizzate tutte le opere che servono, su questo siamo tutti d’accordo. Ma non possiamo lasciare aperte ferite immani sul territorio di strade o ferrovie i cui cantieri sono avviati da anni. Avremmo la tripla beffa di infrastrutture incompiute, dello scempio ambientale e dei soldi inutilmente spesi. L’Italia, in particolare il nord afflitto da traffico e da inquinamento, ha estrema necessità di spostare merci e passeggeri dalla gomma al ferro e questo si può fare solo aumentando i chilometri di ferrovie e velocizzando e specializzando quelle esistenti. 

Dichiarazione degli on.li del Pd  Roger De Menech e  Diego Zardini.

21/02/2019 - 15:08

"Si sta consumando uno dei peggiori baratti a livello politico che l’Italia repubblicana ricordi. Due giorni fa la giunta per le immunità del Senato ha negato l’autorizzazione a procedere per il ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso Diciotti. Hanno votato contro l’autorizzazione 15 membri della giunta, compresi i sei presenti del Movimento 5 Stelle, e hanno votato a favore in sei. Subito dopo, Lega e 5Stelle hanno trovato l’accordo per le nomine all’Inps, sul reddito di cittadinanza e adesso sullo stop alla Tav.

Neppure i più cinici governi della Prima Repubblica si sono spinti a tanto, scambiando le vicissitudini giudiziarie di un politico con lo sviluppo dell’intero Paese. Le ferrovie transfrontaliere, in particolare i collegamenti transalpini tra Torino e Lione e sul Brennero sono indispensabili per favorire gli scambi in tutta Europa e per ridurre la quota di merci trasportata su gomma che contribuisce a fare della pianura padana un’enorme cappa di inquinamento. A ben vedere, invece, Lega e 5Stelle preferiscono gli scambi politici".

Lo afferma il deputato Diego Zardini.

09/10/2018 - 12:03

Il progetto di legge prevede di inserire i ritardi tra le performance della Pa

Il deputato veronese Dem, Diego Zardini, ha depositato un progetto di legge per rendere più trasparenti i dati sui ritardati pagamenti della pubblica amministrazione. «Gli indicatori utilizzati oggi - spiega Zardini - hanno il limite di essere ‘leggibili’ solo dagli addetti ai lavori, mentre risultano di difficile comprensione per l’opinione pubblica e spesso anche per le imprese creditrici».

Il progetto di legge indica tutti i nuovi dati che le pubbliche amministrazioni devono fornire sulla situazione relativa ai ritardi nei pagamenti ed esplicita che i dati e le informazioni relative ai pagamenti devono essere mantenute pubbliche per consentire la creazione di serie storiche comparabili. Si prevede, inoltre, al fine di potenziare e di velocizzare i processi di pagamento, che ogni amministrazione sia tenuta ad inserire nel piano della performance l’obiettivo di miglioramento dei tempi medi di pagamento rispetto all’anno precedente fino al conseguimento dei tempi stabiliti dalla normativa vigente.

«L’Italia - conclude il deputato Dem - dopo aver recepito la direttiva europea in materia, è stato tra ai paesi che maggiormente hanno contratto i tempi di pagamento tra il 2011 e il 2014. Nonostante ciò, nel 2018 rispetto alla media europea di 42 giorni, l’Italia ha accumulato un ritardo dei suoi pagamenti di ben 63 giorni. Una maggiore trasparenza su questo tema contribuirà a stimolare la pubblica amministrazione e i suoi dirigenti a conformarsi alla normativa italiana ed europea».

18/09/2018 - 13:58

"Chiediamo al ministro dello Sviluppo economico se intenda proseguire con la riforma del mercato dell’energia già in essere, che comporta il passaggio da un sistema basato sulla cosiddetta " maggior tutela" ad un mercato che garantisce la concorrenza e la pluralità di fornitori e di offerte nel mercato libero o se invece intenda cambiare direzione. E' quindi importante capire se la proroga dal 2019 al 2020 concessa nel decreto "Milleproroghe" , per il suddetto passaggio al mercato libero dell’energia, sia un mero slittamento temporale per vanificare il processo di riforma, o se invece sia un allungamento positivo e necessario per identificare al meglio le soluzioni e le modalità più adatte per un passaggio che favorisca i consumatori. In modo, cioè, che porti veramente ad un risparmio ed a una maggiore trasparenza per i consumatori nella scelta del fornitore dell’energia.

Quindi chiediamo al ministro dello Sviluppo economico come intende affrontare questo periodo di transizione”. Lo dichiarano in una nota i deputati Pd Benamati, Moretto, Bonomo, Manca, Mor, Nardi, Noja, Zardini della commissione Attività produttive di Montecitorio, che hanno presentato una interpellanza al Mise.

17/07/2018 - 12:34

In Italia oltre 430 mila persone sfruttate, 150 mila i nuovi schiavi

I parlamentari veneti del Partito democratico sono impegnati direttamente nella difesa della legge 199 del 2016 per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro in agricoltura. Dopo le preoccupanti dichiarazioni dei ministri dell’Interno e dell’Agricoltura sulla volontà dell’attuale governo di svuotare la legge dei suoi contenuti più importanti numerose associazioni, sindacati e centri studi hanno lanciato un appello a difesa della legge.

Secondo i dati della Cgil in Italia almeno 430 mila lavoratori impiegati nella raccolta di frutta e ortaggi vivono in condizioni di sfruttamento. Di questi, circa 150 mila sperimentano sulla propria pelle forme di sopruso tali da essere assimilate a una moderna schiavitù. La piaga del caporalato affligge in particolare le regioni del Mezzogiorno italiano, ma fenomeni di sfruttamento si verificano a macchia di leopardo in tutto il territorio nazionale ovunque l’agricoltura abbia una certa preminenza nell’economia locale.

La norma, fortemente voluta dal Pd nella passata legislatura, reprime e cerca di prevenire una delle piaghe più gravi che affliggono l’agricoltura italiana, il caporalato cioè l’intermediazione illegale e lo sfruttamento lavorativo. La legge colpisce sia chi recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno, sia il datore di lavoro che utilizza o impiega manodopera reclutata in questo modo.

Per questo, il gruppo parlamentare del Pd e in particolare i deputati e i senatori veneti si impegnano non solo a mantenere le previsioni della legge 199, ma a implementare le azioni positive indicate dallo stesso provvedimento come una rete di collocamento locale della manodopera, lo sviluppo di trasporti gestiti dal servizio pubblico, il funzionamento del fondo anti-tratta e la rete del lavoro agricolo di qualità. Nel dettaglio, il fondo anti-tratta prevede che sia alimentato con i proventi delle confische ordinate a seguito di sentenza di condanna per il reato di caporalato e il suo utilizzo esteso alle vittime; la rete del lavoro agricolo di qualità certifica che le aziende aderenti rispettano precisi requisiti sulla legalità, soprattutto in materia di lavoro.

«Svuotare una buona legge come la 199», afferma il portavoce dei parlamentari veneti del Pd, Roger De Menech, «avrebbe come unico effetto quello di estendere l’illegalità di quelle imprese agricole che operano sfruttando le persone e di lasciare centinaia di migliaia di uomini e donne, italiani e immigrati, in penose condizioni di povertà permanente».

on. Roger De Menech, on. Alessia Rotta, on. Sara Moretto, on. Alessandro Zan, on. Diego Zardini, on. Gianni Dal Moro, on. Nicola Pellicani, sen. Daniela Sbrollini, sen. Vincenzo D’Arienzo, on. Lucia Annibali, sen. Andrea Ferrazzi.

10/07/2018 - 15:29

Riconoscere l’infortunio sul lavoro anche per chi utilizza veicoli condivisi in modalità di carpooling nel tragitto casa-lavoro. È questo l’obiettivo del progetto di legge presentato dal deputato veronese del Pd Diego Zardini.

«Riconoscere l’infortunio in itinere - spiega Zardini - incentiva l’utilizzo del carpooling. Questa modalità di trasporto, in cui più persone condividono un unico mezzo per andare e tornare dal posto di lavoro ha numerosi benefici per le nostre città: riduce l’impatto ambientale con minore inquinamento atmosferico, acustico e minori emissioni di gas serra; diminuisce i costi della mobilità urbana per i cittadini; contribuisce a decongestionare il traffico; allenta la pressione sui trasporti pubblici, in particolare nelle ore di punta».

 Il carpooling genera inoltre benefici per l’azienda e per i lavoratori. Puntualità e minori livelli di stress aumentano la soddisfazione dei lavoratori. Si riducono le assenze causate dagli scioperi dei mezzi di trasporto pubblico e da altri imprevisti non collegati alla vita dei lavoratori; diminuisce la spesa per il carburante.

Il progetto di legge Zardini chiede di modificare l’articolo 2 del testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (dpr 30 giugno 1965 nr 1124, concernenti l’efficacia della copertura assicurativa nei casi di uso condiviso di veicoli privati (690). Il Pdl prevede la possibilità di riconoscere l’infortunio in itinere anche nel caso in cui si utilizzi un servizio di auto condivisa nel percorso casa-lavoro (carpooling). In questo caso l’utilizzo di tale servizio deve intendersi sempre necessitato, per gli effetti positivi sulla riduzione dell’inquinamento e dei costi del trasporto. Sono esclusi gli infortuni cagionati da abuso di alcolici e psicofarmaci o dall’uso non terapeutico di stupefacenti ed allucinogeni; l’assicurazione, inoltre, non opera nei confronti del conducente sprovvisto della prescritta abilitazione di guida.

«In caso di incidente è fondamentale - conclude Zardini - riconoscere ai lavoratori che utilizzano il carpooling la piena tutela derivante dall’infortunio in itinere per l’impatto positivo che tale mezzo di trasporto implica sul benessere sociale ed economico dei cittadini.

Quello del carpooling non è il primo provvedimento relativo alla riduzione dell’impatto ambientale del traffico di cui si occupa Zardini. Nella scorsa legislatura il Parlamento ha approvato le disposizioni che riconoscono l’infortunio in itinere per chi utilizza la bicicletta durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro.