• 18/01/2018

“Ho depositato un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo come intenda tutelare tutte le famiglie italiane che hanno avviato pratiche di adozione internazionale in Etiopia e che dalla decisione assunta dal Parlamento etiope subirebbero un grave ed evidente pregiudizio”. Lo afferma Lia Quartapelle, capogruppo Pd in Commissione Esteri della Camera.

“Nei giorni scorsi, infatti, - prosegue la deputata -  il Parlamento etiope ha votato una norma che prevede il blocco delle adozioni di bambini etiopi verso tutti gli altri Stati. L’Italia da sempre  è uno dei Paesi che realizza il maggior numero di adozioni in Etiopia, nel totale rispetto della legislazione etiope e italiana in materia di adozioni. Al momento, sono 85 le coppie instradate sul Paese africano e 21 hanno già un abbinamento con un bambino etiope, per tanto diventa di fondamentale importanza che il governo Italiano avvii un chiarimento con le autorità etiopi competenti. Dalla stampa internazionale è emerso che il motivo di tale blocco sia dovuto a un episodio che ha coinvolto una coppia americana che ha adottato un minore etiope. Le adozioni americane seguono un percorso completamente diverso da quello italiano, con meno controlli e selezioni molto più blande rispetto a quelle a cui vengono sottoposte le aspiranti coppie adottive italiane.

Non a caso tutte le famiglie italiane che hanno adottato un bambino etiope, fino alla maggiore età di quest’ultimo, inviano ogni anno alle autorità etiopi competenti una relazione redatta da assistenti sociali e psicologi sullo stato di salute fisica e psicologia del bambino.

“In virtù del buon esito delle adozioni effettuate dagli italiani e dei rapporti di amicizia e cooperazione che legano l’Italia e l’Etiopia – conclude Quartapelle-  ho anche sollecitato il Presidente del Parlamento Etiope Abadula Gemeda e altre autorità etiopiche, affinché facciano tutto ciò che è in loro potere per permettere la felice conclusione delle adozioni italiane in corso in Etiopia”.

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