17/01/2019 - 16:11

“Domani saranno due anni dalla tragedia delle 29 vittime dell’hotel Rigopiano, in Abruzzo.  La struttura alberghiera di Farindola che venne sepolta da una gigantesca valanga staccatasi dal Monte Siella. Ho un ricordo molto intenso e triste di quel giorno, di quei momenti, di quell’orrore. In quella trappola sono rimasti miei amici che hanno perso la vita, con famiglie spezzate che ancora oggi giustamente chiedono una parola di verità e di giustizia per quanto accaduto, da un’inchiesta della magistratura molto complessa. Domani sarà il giorno del dolore, dunque. I cittadini di Farindola, gli abruzzesi, tutti gli italiani, si augurano che almeno domani ci vengano risparmiate le passerelle elettorali, le polemiche e le strumentalizzazioni politiche. Facciamo un passo indietro tutti, per poterne far fare uno in avanti a tutto il Paese con una iniziativa forte, legislativa oltre che giudiziaria, che possa dare una risposta vera a chi ha subito i lutti di Rigopiano. Un’adeguata e identica risposta dovrà andare ai familiari del terremoto 2009 a L’Aquila e ad Amatrice nel 2016. Lo Stato sia equo e consapevole dei suoi limiti. Però, almeno domani, evitiamo la propaganda e impegniamoci tutti alla messa a punto di una normativa che sappia dare una risposta giusta alle attese dei cittadini”.

Così Stefania Pezzopane, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

17/01/2019 - 16:09

"Riprendere i lavori per realizzare il tunnel di base della Torino - Lione: sono questi i contenuti della mozione del Pd sulla Tav che verrà discussa lunedì 28 gennaio alla Camera dei deputati. L'atto presentato dal Partito Democratico si pone la finalità di autorizzare la società Telt a pubblicare i bandi di gara, superando quindi la disastrosa situazione di impasse causata dal governo e che potrebbe causare sanzioni al nostro Paese sul mancato avanzamento dei lavori. Bisogna infatti ricordare che l'opera è stata ratificata da una legge dello Stato e non bastano le minacce di Toninelli e di Di Maio, l'inerzia di Salvini o le contraddittorie indicazioni del contratto di governo gialloverde per cancellare questa opera".

Lo afferma Davide Gariglio, deputato del Pd in Commissione Trasporti della Camera.

17/01/2019 - 15:48

“Con la solidarietà del vice-ministro Rixi al sindaco di Pontivrea Camociottoli, la traiettoria di imbarbarimento politico e di svilimento delle istituzioni tracciata dal governo giallo-verde fissa un suo nuovo, incredibile limite”.   Lo dichiara Franco Vazio, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito delle parole del vice-ministro Edoardo Rixi sulla condanna del sindaco di Pontidivrea Matteo Camiciottoli per le frasi scritte su Facebook contro l’allora Presidente della Camera Laura Boldrini.

“Un sindaco – spiega – viene condannato per aver scritto, a proposito degli imputati di un caso di stupro avvenuto a Rimini, ‘Dovevano essere mandati ai domiciliari a casa della Boldrini, magari le mettono il sorriso’ e un vice-ministro, invece che alla vittima, esprime solidarietà per l’autore di queste parole oscene e sessiste: è una vergogna che non ha uguali. Per di più, Rixi manca di rispetto istituzionale nei confronti della magistratura e delle sentenze pronunciate in nome del popolo italiano; cosa che, considerato il ruolo di governo, assume un rilievo e una gravità eccezionale. Manca il rispetto nei confronti di quelle donne che giornalmente subiscono violenze fisiche e verbali e che dopo una tale dichiarazione di solidarietà si sentiranno una volta ancora umiliate”.

“La violenza contro le donne non si combatte nei ‘talk show’, ma con comportamenti nella vita reale che siano di esempio per tutti. Le parole di Rixi invece danno invece la misura come gli uomini possano essere rozzi e violenti”, conclude.

17/01/2019 - 15:03

“Sarà discussa il 28 gennaio in aula alla Camera la mozione del Pd sulla Tav a prima firma Delrio. L’obiettivo è superare questa fase di stallo con i conseguenti rischi economici e sociali e autorizzare la continuazione dei lavori”.

Lo dichiara il deputato dem Enrico Borghi della presidenza del Gruppo.

17/01/2019 - 12:50

“Grazie alla Polizia di Stato per aver sgominato questo sistema criminale che costringeva i lavoratori di Latina in uno stato di semi schiavitù. La legge sul caporalato approvata dal Pd, fortemente voluta da Maurizio Martina quando era ministro dell’Agricoltura, è fondamentale per combattere lo sfruttamento disumano che purtroppo avviene nelle campagne di tutta Italia. Inchieste e arresti come quelli di oggi dimostrano che quella legge deve essere protetta e semmai rafforzata, mentre il governo vorrebbe smontarla e con le nuove norme sui voucher in agricoltura ha già fatto un favore ai caporali. Salvini continua a indossare tutte le divise del mondo, ma le strizzate d’occhio della Lega a questi fenomeni sono vergognose”.

Lo dichiara Chiara Gribaudo, vice capogruppo Pd alla Camera.

17/01/2019 - 12:49

Grazie alla Polizia di Stato che questa mattina a Latina ha fermato una vera organizzazione criminale che sfruttava centinaia di stranieri nei campi agricoli facendoli lavorare in condizioni disumane.
È un reato, si chiama caporalato ed è punito grazie alla legge del Partito Democratico.

Lo ha scritto su Twitter il Vice Presidente della Camera, Ettore Rosato.

17/01/2019 - 11:37

“Marco Ponti venga chiamato in audizione in Commissione Trasporti della Camera per spiegare i risultati dell’indagine costi benefici sulla Tav, redatta su indicazione del governo”. Lo chiede il deputato Pd della Commissione Trasporti di Montecitorio, Davide Gariglio.

“Dopo la dettagliata analisi effettuata da Paolo Foietta, - prosegue Gariglio - aspettiamo che anche il presidente della Commissione ministeriale sulla Torino-Lione spieghi come è stata portata avanti l’indagine e quali cifre emergono dai documenti. Ieri Marco Ponti ha partecipato alla Camera ad una riunione riservata con i deputati del M5S: non è però, almeno formalmente, un tecnico di parte ma un consulente assunto e pagato dallo Stato. Lo aspettiamo quindi presto in Commissione, sempre che non abbia qualcosa da nascondere”.

17/01/2019 - 11:06

“È iniziato questa mattina in commissione Finanze l’esame del decreto a sostegno di Banca Carige. La mia opinione è che se il decreto non viene caricato di altre ed improprie norme sul sistema bancario possa essere approvato con ampio consenso ed in tempi rapidi”.

Lo dichiara in una nota Claudio Mancini, deputato del Partito Democratico e segretario della commissione Finanze.

“Il Partito Democratico - aggiunge Claudio Mancini - è orientato a votare favorevolmente per sostenere un confronto positivo con le Istituzioni europee che crei le migliori condizioni per il salvataggio della banca”.

17/01/2019 - 11:04

“Con una inspiegabile mossa il M5S sta minacciando uno dei pilastri della qualità del Made in Italy: il divieto di produrre formaggio con il latte in polvere”. Lo dichiara Maria Chiara Gadda, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera, a proposito dell’emendamento al Ddl Semplificazione con cui il M5S chiede la cancellazione del registro di carico e scarico per i produttori, gli importatori, i grossisti e gli utilizzatori di latte in polvere o di altri latti.

“La grande qualità del formaggio italiano – spiega – si fonda su un principio che rappresenta un unicum nel panorama europeo: il divieto di utilizzare il latte in polvere per produrre formaggi. L’impiego del latte in polvere rappresenterebbe un grave passo indietro, soprattutto se pensiamo a questioni rilevanti come la tracciabilità e l’origine. L’emendamento del M5S non mette quindi a rischio solo l’unicità del Made in Italy caseario ma desta anche notevoli preoccupazioni per il venire meno delle tutele offerte dal nostro sistema”.

“È leggerezza o dolo questa scelta che danneggia il Made in Italy, i nostri produttori di latte e diminuisce le garanzie per i consumatori? Perché il ministro Centinaio, che non perde mai occasione di citare il Made in Italy, non prende posizione per impedire questo assurdo passo falso?”, conclude.

16/01/2019 - 18:41

"Alla base della riforma che la maggioranza ha proposto c’è l’idea di intendere la democrazia rappresentativa come un ingombro, uno strumento ormai logoro. Del resto il proprietario del M5s non ha mai nascosto il fatto che il Parlamento debba essere sostituito dalla Rete. Tuttavia il concetto di rappresentanza ha sostanziato la struttura delle democrazie moderne. La democrazia non è la somma di tante monadi individuali e abbandonate a sé stesse, ma la composizione di spazi di libertà sociali e questo compito viene riconosciuto dalla Costituzione ai partiti, che sono l’espressione del pluralismo. Lo strumento per colmare il divario tra Stato e popolo sarebbe quindi proprio l’applicazione dell’art. 49 della nostra Carta. Ma pur di non affrontare questo nodo che farebbe venire a galla molti limiti e contraddizioni della vostra natura di partito, pensate di scaricare tutto sulle istituzioni, modificando la struttura della nostra democrazia, che volete diretta, senza mediazioni, senza sintesi e quindi senza coesione. Per voi la Rete deve sostituire il Parlamento. Noi non siamo di questa opinione e non vogliamo avallare uno strumento che imposti la nostra vita pubblica su basi regressive, che fintamente sono aperte alla partecipazione, ma che nella realtà concentrano in poche mani le leve del potere.  Cosicché il ministro Fraccaro sarà sì il ministro della democrazia diretta; diretta da altri, al fuori di quest’Aula e talvolta al fuori dei nostri confini nazionali".

Lo afferma Enrico Borghi, della presidenza del Gruppo Pd, intervenendo nell'Aula alla discussione generale sulla proposta di legge costituzionale sul referendum.

16/01/2019 - 18:11

Conferenza stampa deputati Pd

Domani, giovedì 17 gennaio, ore 13.00, Sala Stampa di Montecitorio

Intervengono: Enza Bruno Bossio, Chiara Gribaudo, Massimo Ungaro

Mentre in altri Paesi europei i prodotti igienico-sanitari femminili sono distribuiti gratuitamente o venduti con l’Iva agevolata, in Italia restano considerati un bene non primario, quindi tassati al 22%.

Al fine di contrastare questa vera e propria tassa di genere, i deputati del Pd hanno presentato la Proposta di legge “Non tampon tax”, per la riduzione dell’aliquota Iva al 5%. In precedenza si era anche cercato di far confluire questa Pdl in alcuni emendamenti alla Legge di Bilancio e al Decreto Semplificazione fiscale, ma in entrambi in casi il governo ha deciso di non discuterli.

Alla conferenza stampa parteciperanno i deputati Dem: Enza Bruno BossioChiara GribaudoMassimo Ungaro. Coordinerà l’iniziativa: Cristiana Viola.

16/01/2019 - 18:03

Assicura impunità che non sarà mai concessa

“Come prevedibile, maggioranza e Governo hanno bocciato in Commissione Giustizia tutte le proposte emendative del Partito democratico”. Lo dichiara Lucia Annibali, deputata Pd e componente della Commissione Giustizia della Camera, a proposito del ddl sulla legittima difesa.

“Trasformare in legge in tempi rapidi – continua - lo slogan leghista ‘la difesa è sempre legittima’ fa parte dello scambio che i 5 Stelle hanno accettato in cambio della desistenza leghista sulla riforma costituzionale che introduce il referendum propositivo. Perché di questa legge non c’è nessuna necessità reale se non quella della propaganda. Noi respingiamo con forza questa legge: presenta aspetti incostituzionali, fa finta di proteggere i cittadini esponendoli in realtà a maggiori rischi, fa saltare basilari principi di convivenza e civiltà e si fonda su un inganno. Ai cittadini si dice, armatevi e difendetevi come volete perché per noi è sempre legittimo, senza chiarire però che poi verranno inevitabilmente iscritti nel registro degli indagati. E proprio qui sta l’inganno. Assicurano impunità e lo fanno consapevoli di promettere qualcosa che non è possibile, cioè l’apertura di un procedimento, stante il principio costituzionale della obbligatorietà dell’azione penale. Il rischio poi è che questa riforma incentivi la diffusione delle armi. Il nostro ordinamento compensa la facilità di ottenere una licenza per armi, con le stringenti condizioni stabilite dalla legge sulla legittima difesa. Il venir meno di queste condizioni potrebbe portare molti italiani ad armarsi con conseguenze terribili per la sicurezza soprattutto delle donne. Molti femminicidi vengono commessi da persone con regolare porto d’armi. E i dati ci dicono che mentre gli omicidi sono in calo, ad aumentare sono quelli familiari e passionali”.

“Ancora una volta si conferma la schizofrenia di questo Governo che da una parte dichiara di voler proteggere le donne dalla violenza con il codice rosso e dall’altra le mette in pericolo con la riforma della legittima difesa”, conclude.

16/01/2019 - 17:52

“Questo disegno di legge ci preoccupa molto. Lo riteniamo una bomba ad orologeria che viene messa alle fondamenta di un principio cardine di ogni democrazia liberale, quindi anche della nostra: cioè quello di essere una repubblica basata sulla democrazia rappresentativa. E’ una bomba che esploderà ogni qual volta si metteranno in conflitto il Parlamento e i comitati referendari, generando uno scontro che, come dimostra la storia, non ha mai prodotto nulla di buono. Sono almeno dieci i motivi per cui questa legge è per noi inaccettabile: non ci sono chiari limiti di materia; chiede ai cittadini di esprimersi con un semplice Sì o con un No anche su questioni molto complesse, dandole in pasto alla propaganda più spicciola e a campagne referendarie che avanzeranno a suon di slogan; è un sistema che viola la segretezza del voto; intacca la forma di governo; modifica i poteri del Capo dello Stato; incrina l’equilibro previsto dai Costituenti; delegittima istituzioni terze e di garanzia; rischia di ingolfare il parlamento e portare i cittadini al voto molte volte in breve tempo; i modelli di riferimento, come quello svizzero, sono inadeguati rispetto al caso italiano; si consegna il potere legislativo nelle mani di minoranze organizzate. M5s e Lega devono rendersi conto di quello che stanno facendo. Si fermino e correggano questa legge. Lo facciano assieme alle opposizioni, con l’umiltà di voler riconoscere il parere della gran parte degli esperti di questi temi che si sono espressi contrariamente a questo impianto proprio su molti dei punti che ho segnalato”.

Così Marco Di Maio, deputato Pd e segretario della commissione Affari costituzionali della Camera, intervenendo nell’Aula alla discussione generale sulla proposta di legge costituzionale sul referendum.

16/01/2019 - 17:40

“Stanno licenziando nei call center a L’Aquila ed in tutta Italia. Le nuove cause? Innanzitutto il cosiddetto decreto Dignità approvato dalla maggioranza penta-leghista, anche con il via libera dei parlamentari abruzzesi eletti grazie al voto di quei lavoratori ora traditi; poi la mancata vigilanza sulla applicazione della clausola sociale e, quindi, la necessità di strumenti aggiuntivi per sostenere la qualità del servizio di call center. Sono molto amareggiata, perché con un lavoro prezioso realizzato con lavoratori e organizzazioni sindacali avevamo iniziato a creare una politica di settore. Il decreto Dignità ha però dato un brutto colpo in tutta Italia. La perdita di commesse diventa solo una scusa inaccettabile a giustificare un grave disimpegno. Basta passerelle e fughe dai giornalisti, subito un tavolo alla presidenza del Consiglio dei ministri per scongiurare la perdita di posti di lavoro. Si fa battaglia, adesso basta, sempre a fianco dei lavoratori. Ho seguito in questi anni tutte le vertenze ed abbiamo non solo salvato i posti di lavoro, ma aumentato il numero addetti in questo territorio”.

Così Stefania Pezzopane, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

16/01/2019 - 17:39

Commissione Attività produttive approva risoluzione su tema

“La risoluzione, approvata oggi all’unanimità, è un primo, importante passo per impedire la socializzazione dei mancati pagamenti degli oneri generali di sistema per l’energia elettrica”. Lo dichiara Gianluca Benamati, vice-presidente della Commissione Attività produttive della Camera, a proposito della risoluzione unificata - a sua prima firma -approvata all’unanimità dalla stessa Commissione attività produttive.

“Il voto di oggi – spiega – va inquadrato nel contesto del lavoro svolto per cercare di superare la situazione problematica che si è venuta creando con la sentenza del Tar e del Consiglio di Stato, secondo cui i mancati pagamenti da parte dei clienti finali o i mancati versamenti da parte delle società di vendita e distribuzione di tali oneri dovevano essere a carico dei clienti finali. Il testo approvato oggi indica la strada da percorrere per arrivare a una soluzione. Prevede: l’accelerazione nella definizione di un elenco dei fornitori con criteri molto stringenti per l’ammissione e requisiti per il mantenimento dei contratti di fornitura elettrica, in modo da prevenire le condotte scorrette; l’uso più efficace dei dati del sistema informativo integrato di Acquirente unico per combattere i comportamenti scorretti dei clienti finali  e per identificare le aziende che incassano ma non riversano; di individuare meccanismi di garanzia  da apporre per impedire la diretta ricaduta degli oneri generali di sistema non incassati sui clienti finali”.

“E’ vero che resta ancora del cammino da fare ma, anche considerata l’unanimità del voto, con questa risoluzione un rimedio definitivo al problema è ora a portata di mano “, conclude.

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