18/04/2019 - 11:36

“In Italia i contagi da Hiv sono in aumento tra i giovanissimi mentre le diagnosi sono spesso tardive, per questo ho presentato una proposta di legge per consentire ai minori di effettuare il test anche senza il consenso dei genitori, oggi obbligatorio”.

Così il deputato Dem, Luca Rizzo Nervo, primo firmatario della proposta di legge, sottoscritta anche dagli altri componenti Pd della commissione Affari sociali.

“Benché sia ormai pacifico che la vera vittoria sul virus Hiv sia una diagnosi precoce - aggiunge Luca Rizzo Nervo - senza la quale la malattia non può che peggiorare ed essere trasmessa ad altri, molti giovanissimi non si sottopongono al test per via del consenso obbligatorio dei genitori, pur avendo una vita sessuale attiva ed essendo, quindi, potenzialmente a rischio. Il fatto che sia calato il livello di consapevolezza dei giovani sui fattori di rischio dell’Hiv deve indurci, inoltre, a promuovere capillarmente una cultura dell'educazione sessuale sia nelle scuole sia utilizzando i social, pane quotidiano per i più giovani. La ministra Grillo ha dichiarato di essere favorevole, di aver predisposto una norma e di stare aspettando un provvedimento utile dove inserirla. Invece di attendere, invitiamo la maggioranza a calendarizzare subito la proposta di legge del Pd in Commissione. Altrimenti - conclude il deputato Dem, che a ottobre era stato tra i firmatari di un’interrogazione in Commissione proprio su questo tema - sarà sempre e solo la solita propaganda e un Paese serio non può permettersi di farla sulla salute dei suoi cittadini”.

18/04/2019 - 11:25

“Ciò che sta avvenendo sulla pagina ‘Inps per la Famiglia’ è quanto avevamo già denunciato in Parlamento: il Reddito di cittadinanza si tramuterà in un grande bluff che deluderà le tante aspettative in esso riposte. Purtroppo eravamo stati facili profeti. Dai commenti che si leggono on line, per migliaia e migliaia di richiedenti ottenere il reddito di cittadinanza è diventato un caos, una vera e propria corsa a ostacoli e per chi, con fatica, riesce a giungere all’arrivo, ecco l’amara sorpresa: otterrà solo qualche decina di euro o poche centinaia, nonostante le tante spese e le difficoltà economiche. Avevamo detto che si poteva seguire la via maestra del rafforzamento del Reddito di inclusione, una misura già rodata, in atto, che se potenziata nel finanziamento avrebbe potuto meglio raggiungere i suoi obiettivi di contrasto della povertà, ma M5s e Lega non hanno voluto darci retta. Oggi a pagarne le conseguenze sono i cittadini italiani, quelli più in difficoltà”.

Così Elena Carnevali, della Presidenza del gruppo Pd alla Camera.

18/04/2019 - 11:14

“Tra le promesse e la realtà del reddito di cittadinanza, c’è la disperazione della gente. Ieri sulla pagina di Inps per la Famiglia è andato in scena uno spettacolo truce. Centinaia, migliaia di persone hanno saputo che riceveranno pochi euro al mese come reddito di cittadinanza: chi addirittura 40 o 80 euro, chi poche centinaia a fronte di affitto e figli e carico, chi ha visto respingere la domanda nonostante abbia l’Isee nei parametri stabiliti, e tutti si sono riversati sui social per chiedere spiegazioni. Al netto della facile ironia che si è scatenata per il sangue freddo del personale Inps, costretto a rispondere alle domande più assurde, abbiamo di fronte la disperazione delle persone a cui è stato fatto credere che potesse scendere la manna dal cielo, di chi aveva una speranza in questo strumento, e oggi invece si ritrova nella delusione più nera. Promettere l’impossibile, e poi realizzare un mostro incomprensibile di burocrazia e cavilli sta avendo il solo effetto di aumentare l’odio sociale, allargare la distanza fra cittadini e istituzioni, far perdere ancora di più la fiducia nel futuro a chi si trova in situazioni di difficoltà. Altro che flat tax e aumento dell’Iva. Se c’è qualcosa che dovete scrivere in questo Def, sono le scuse ai cittadini per queste misure fatte così male. Fate un passo indietro e riscrivetele ascoltando davvero le opposizioni e le parti sociali”.

Così Chiara Gribaudo, vicecapogruppo Pd alla Camera, in un post su Facebook in cui si riporta anche il link dell’inchiesta svolta dal sito informativo ‘nextquotidiano.it’.

17/04/2019 - 20:50

“Il voto all'unanimità del mio emendamento sul sistema sanzionatorio della pesca nelle acque interne conferma l’impegno contro la pesca illegale senza mettere in difficoltà il lavoro dei pescatori”. Lo dichiara  Sara Moretto, capogruppo Pd in Commissione Attività produttive, a proposito de parere favorevole dell’Aula al suo emendamento sulla pesca che, pur con la riformulazione del testo, risponde concretamente a un’emergenza vissuta da alcuni pescatori professionisti e in particolare quelli dell’area metropolitana di Venezia.

“Senza mettere in discussione – spiega - la condivisa condanna del bracconaggio nelle acque interne e senza arretrare nemmeno di un centimetro sulla lotta a tali pratiche, che poi spesso comportano anche la vendita illegale del pescato ritengo che questa modifica dia però possibilità a tante famiglie che ancora vivono grazie alla pesca di poter continuare ad avere una fonte di reddito e di sostentamento. L’emendamento interviene, infatti, sul fronte delle sanzioni amministrative previste in caso di pesca illegale in acque interne e introduce una distinzione tra chi pesca per piacere e chi pesca per vivere, per lavorare. Per questi ultimi la confisca per sempre della barca significa impedire di proseguire l’attività d’impresa, significa condannarli alla chiusura, significa sottrarre uno strumento di reddito. Con questo emendamento restano invariate tutte le sanzioni penali previste per i reati più gravi. La pesca con l’elettricità o con le bombe, l’asciugatura dei corpi idrici ad esempio continueranno ad essere punite con l’arresto e la sospensione della licenza, a conferma che non c’è alcun passo indietro sul contrasto al bracconaggio”.

“L’emendamento invece evita la confisca della barca ai pescatori professionali titolari di licenza, che oggi vivono giorni di angoscia pensando di dover abbandonare il lavoro di una vita e perdere il principale strumento d’impresa nel quale hanno investito. La confisca è comunque prevista in caso di recidiva”, conclude.

17/04/2019 - 18:23

“Finalmente, dopo gli interventi di Regione Toscana ed EELL, è arrivato un primo intervento finanziario anche dallo Stato che consentirà agli olivicoltori colpiti dagli incendi del settembre 2018 di avere un minimo di ristoro per la produzione perduta”. Lo dichiara Susanna Cenni, vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera, a proposito dell’emendamento al Dl Emergenze, sottoscritto da tutte le forze politiche, che stanzia 2 milioni di euro a titolo di ristoro per la produzione perduta a favore degli olivicoltori colpiti dall’incendio del settembre 2018 nei comuni della Provincia di Pisa, Calci, Vicopisano e Buti.

“È stata una lunga battaglia – continua - iniziata con la missione della Commissione Agricoltura, poi proseguita con la risoluzione approvata all’unanimità in commissione. Finalmente, dopo gli interventi di Regione Toscana ed EELL, è arrivato un primo intervento finanziario anche dallo Stato che consentirà agli olivicoltori colpiti dagli incendi del settembre 2018 di avere un minimo di ristoro per la produzione perduta”. “Non tutto è risolto ma è un segnale dovuto a chi ha scelto di mantenere la sua attività in un territorio non semplice, garantendo un presidio ambientale fondamentale”, conclude.

17/04/2019 - 18:21

“Che dolore la scomparsa di Massimo Bordin. Ci mancherà l’ironia graffiante, l’intelligenza libera e la voce che ci ha accompagnato tutta la vita. Il destino ha deciso di portarcela via prima che i nemici della democrazia di Lega e M5S la spegnessero chiudendo Radio Radicale”. Lo scrive su Twitter Luciano Nobili, deputato del Partito democratico, a proposito della scomparsa del giornalista Massimo Bordin.

17/04/2019 - 18:17

“Il Ministro Salvini continua a raccontare balle sui poliziotti. Il suo governo ha finanziato per quest’anno la cifra di ben 4,9 milioni per le assunzioni pari a circa 122 assunzioni per tutti i corpi e per tutte le regioni”. Lo dichiara Emanuele Fiano, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito delle parole del ministro dell’Interno Matteo Salvini sulle assunzioni dei poliziotti.

“Ma detto questo – continua - nessun nuovo concorso per assunzioni è stato bandito, né espletato, né è previsto per quest’anno. Dunque è tecnicamente impossibile che i poliziotti di cui enfaticamente il Ministro dell’Interno annuncia l’arrivo a Firenze siano stati assunti nel corso del suo mandato o con finanziamento attuato dal suo governo. Si tratta di poliziotti che hanno partecipato a un concorso bandito nel corso degli ultimi due governi, con assunzioni finanziate dagli ultimi due governi. Il resto va bene solo per una diretta Facebook”.

“La verità sarà meno propagandabile ma sta nei documenti ufficiali, e non si può negare”, conclude.

17/04/2019 - 17:23

“A tutt’oggi, i genitori che, per motivi religiosi e/o culturali, intendono far circoncidere il proprio figlio trovano risposte diverse nei diversi Sistemi sanitari regionali: dal riconoscimento nell’ambito dei Lea in Toscana (Dgr n.561/2002,) alla possibilità di esecuzione, a carico del richiedente, con tariffa in vigore per la circoncisione terapeutica in Friuli Venezia Giulia (Dgr n.600/2010), alla completa assenza di risposta da parte di altre regioni. Questa disomogeneità nell’ambito del Ssn, la mancanza di un supporto adeguato da parte della Comunità di appartenenza, la scarsa disponibilità economica della famiglia o semplicemente l’assenza di informazione al riguardo, favorisce l’esecuzione di tale pratica in condizioni non sicure dal punto di vista sanitario. L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza è intervenuta sulla circoncisione rituale con una nota di raccomandazione alla ministra della Salute, Giulia Grillo, in cui chiede di intervenire a tutela della salute di neonati e bambini che rischiano di riportare complicanze gravi, se non addirittura letali, per interventi praticati al di fuori delle strutture sanitarie”.

Così i parlamentari Dem della commissione Infanzia, Paolo Siani, Caterina Bini, Paola Boldrini, Ubaldo Pagano, Patrizia Prestipino, Eduardo Patriarca e Rosa Di Giorgi.

“La circoncisione - aggiungono i parlamentari del Pd - è un intervento chirurgico che va effettuato con tutte le garanzie possibili per la tutela della salute di tutti i bambini per cui chiediamo con urgenza, pur nella consapevolezza della complessità dell’argomento in ambito giuridico, etico e religioso, che la ministra della Salute senza altre inutili e dannose perdite di tempo emani  esplicite direttive a livello nazionale atte ad assicurare ai genitori, che intendono sottoporre a Crm il proprio figlio, la possibilità di accesso alle strutture sanitarie pubbliche e/o convenzionate del nostro Ssn con percorsi definiti e con costi accessibili alla famiglia richiedente, nel rispetto delle vigenti norme di tutela della privacy. Non possiamo più tollerare bambini morti per una circoncisione. E vogliamo ricordare alla ministra - concludono - che il diritto alla salute e all’uguaglianza di ogni bambino ‘senza distinzione di razza, di colore, di sesso, di religione’, è garantito dall’art. 3 della Costituzione italiana, e dall’art. 24 della Convenzione di New York, del 1989”.

17/04/2019 - 16:31

Sarà lacrime sangue per scuola e cultura

“Il parere approvato oggi in commissione cultura alla Camera è molto chiaro: la manovra correttiva punterà direttamente su scuola e cultura”.  Così la capogruppo dem nella commissione cultura della Camera, Anna Ascani commenta il parere al Def approvato oggi a Montecitorio. “I deputati della maggioranza – prosegue Ascani - sono stati molto espliciti nei loro interventi, e nel parere votato con pochi voti di scarto, a denunciare il forte rischio di nuovi tagli e di un piano di revisione della spesa pubblica a cui starebbe già lavorando il ministro Tria che riguarderebbe proprio i ministeri guidati da Bonisoli e Bussetti. Ma ancora più chiaro è il contenuto del parere approvato che invita testualmente il governo a esonerare il Miur e il Mibac dall’imminente revisione della spesa pubblica, a non tagliare i fondi per gli insegnanti di sostegno, a non mettere in ginocchio il sistema scolastico nazionale e il diritto allo studio. Insomma – conclude Ascani – oggi alla Camera la maggioranza ha cercato di mettere i paletti al Mef sul contenuto della manovra correttiva che si preannuncia però lacrime soprattutto per scuola e cultura”.

17/04/2019 - 16:29

“Siamo molto preoccupati perché il governo M5s-Lega non ha saputo dare alcuna risposta alla nostra interrogazione sul mancato perfezionamento della convenzione sottoscritta da Inps, Ispettorato nazionale del lavoro, Confindustria e Cgil, Cisl, Uil, finalizzata alla certificazione della rappresentanza delle organizzazioni sindacali per la contrattazione collettiva nazionale di categoria. La firma della convenzione, scaduta ormai dal 16 marzo scorso, era stata prevista con appuntamento, data e ora, dal ministro del Lavoro. Poi però la sottoscrizione dell’atto formale è sparita dai radar del governo. La convenzione, peraltro già definita dalle parti sociali, serve per certificare la rappresentanza sindacale ed è un tassello fondamentale su un tema di grande attualità. Quale profonda riflessione deve ancora compiere il governo dopo oltre dieci mesi dal suo insediamento? Perché non è stata ancora firmata questa convenzione? Sono domande che restano ancora una volta senza risposta, anche dopo le parole di oggi del sottosegretario Durigon. Come su molti, troppi, altri temi, l’esecutivo giallo-verde naviga a vista, e a rimetterci è l’intero mondo del lavoro e il Paese”.

Così Debora Serracchiani, dopo la risposta del sottosegretario Durigon all’interrogazione firmata, oltre che dalla capogruppo Pd in commissione Lavoro, dalle deputate e dai deputati Dem: Chiara Gribaudo, Carla Cantone, Marco Lacarra, Stefano Lepri, Romina Mura, Antonio Viscomi e Alessandro Zan.

17/04/2019 - 16:24

“La tua inconfondibile voce ha accompagnato, e formato, molti di noi. È una grave perdita per il giornalismo italiano, e per la cultura politica di questo Paese. Ciao MassimoBordin. Mancherai a Radio Radicale, e a tutti noi”. Lo scrive su Twitter Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito della scomparsa del giornalista Massimo Bordin.

17/04/2019 - 16:18

“Il crollo nella scuola a Napoli poteva essere evitato. I governi Renzi e Gentiloni hanno fatto il più grande stanziamento per la messa in sicurezza delle scuole degli ultimi 20 anni. Con Scuole Sicure abbiamo creato la struttura, messo i fondi, avviato il percorso, il governo gialloverde doveva solo andare avanti e spendere quanto già stanziato. Non sono riusciti a fare neppure quello”.

Lo dichiara Alessia Rotta, vicepresidentre vicaria dei deputati del Partito Democratico

“Uno stanziamento di 9,5 miliardi per costruire nuove scuole pubbliche e rendere sicuri gli oltre quarantaduemila edifici scolastici presenti nel Paese. Una Task force edilizia scolastica con tecnici sul territorio. Il tutto – spiega la deputata Dem - rispondendo al bisogno di trasparenza delle cittadine e dei cittadini che possono monitorare gli interventi, la scuola destinataria, l’importo e la fonte di finanziamento attraverso il sito http://www.cantieriscuole.it. Questo è quello che abbiamo lasciato in eredità a questo governo, ma ora è tutto bloccato”.

“Adesso aspettiamo che vadano a fare passerelle, giurando che con loro le cose cambieranno. Sono dei bugiardi seriali che hanno a cuore solo il consenso e non la sicurezza dei cittadini. Si sbrighino a sbloccare le risorse prima che sia messa a rischio l’incolumità di bambini e insegnanti ”

17/04/2019 - 15:56

E ammette taglio di 300 mln al Tpl

“A Tria va riconosciuta la competenza e l’onestà intellettuale che purtroppo non appartiene a Toninelli”. Lo dichiara David Gariglio, componente Pd in Commissione Trasporti alla Camera, a proposito dell’audizione del ministro Tria sul Def.

“Il ministro dell’Economia e delle Finanze – spiega - in audizione sul Def al Senato, ha infatti confermato il taglio dei 300 milioni di euro al trasporto pubblico locale deciso da governo e maggioranza nella scorsa Legge di Bilancio e confermato nel Documento di economia e finanza. Tria ha quindi smentito il titolare del dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti che lo scorso mese di febbraio aveva annunciato di aver sbloccato i 300 milioni di euro accantonati dalla legge di Bilancio 2019 dichiarando addirittura che sul trasporto pubblico locale non sarebbe stato ammissibile ‘risparmiare né tagliare nemmeno un euro’”.

“Si tratta dell’ennesima bugia di un ministro totalmente incapace di capire quello che firma”, conclude.

17/04/2019 - 14:47

La maggioranza ha bocciato tutti gli emendamenti presentati dal Pd al decreto emergenze agricole che chiedevano di stanziare risorse aggiuntive per le gelate in Emilia Romagna del febbraio e marzo 2018. Il nostro obiettivo era di estendere le giuste e opportune misure per la Puglia anche agli agricoltori che hanno subito ingenti danni in Emilia Romagna. Il governo, che ha deciso di non tener conto della nostra proposta adducendo motivazioni pretestuose, deve assumersi la responsabilità di una scelta dannosa e incomprensibile.

Lo dichiarano i deputati del Pd dell’Emilia Romagna Critelli, Delrio, Benemati, De Maria, Di Maio, Incerti, Marattin, Pini, Rizzo Nervo, Rossi.

17/04/2019 - 13:44

Presentata mozione per correggere seggi spettanti all’Italia

 

Il gruppo del partito democratico della Camera ha depositato una mozione, primo firmatario Piero De Luca, in cui chiede al governo di correggere con la massima urgenza il DPR 22 marzo 2019 di “Assegnazione del numero dei seggi alle circoscrizioni per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia”, tenendo conto dell’ipotesi che alla data delle elezioni del 26 maggio il Regno Unito faccia ancora parte dell’UE, nel qual caso il numero di seggi spettanti all’Italia sarebbe 73, e non già 76 come attualmente stabilito”.

“L’attuale sistema di assegnazione – viene precisato nella mozione dem – prevedendo 76 seggi per l’Italia non tiene conto che il Regno Unito, al momento del rinnovo del Parlamento, potrebbe, come pare verosimile, ancora fare parte dell’Unione. Un sistema errato – concludono i democratici – che va corretto con estrema urgenza prevedendo un doppio criterio di attribuzione dei seggi alle singole circoscrizioni elettorali, in corrispondenza dei due possibili scenari: quello della partecipazione britannica alle consultazioni elettorali, valido sino sua permanenza nell’Unione europea, e quello da applicarsi invece in caso di “Brexit”, prima o successivamente alla prossima consultazione elettorale del 26 maggio”.

Ecco il testo completo della mozione

MOZIONE

La Camera,

premesso che

il caotico iter del confronto politico nel Regno Unito sul processo di recesso dall’Unione europea sta determinando esiti imprevedibili sia sul piano sociale ed economico, sia sul piano istituzionale dell’Unione, con possibili riflessi anche sui procedimenti elettorali che si terranno negli altri Stati comunitari;

come noto, l’esito dell’ultimo Consiglio europeo straordinario, dello scorso 10 aprile, ha concesso un’ulteriore proroga temporale, non oltre il 31 ottobre, al Regno Unito per consentire la ratifica da parte della Camera dei Comuni dell’accordo di recesso. Le stesse conclusioni del Consiglio hanno ribadito che “se il 23-26 maggio 2019 sarà ancora uno stato membro e se non ha avrà ratificato l’accordo di recesso entro il 22 maggio 2019, il Regno Unito sarà soggetto all’obbligo di tenere le elezioni del Parlamento europeo, conformemente al diritto dell’Unione.”;

per di più, la stessa decisione del Consiglio europeo, adottata d’intesa con il Regno Unito, che proroga il termine previsto dall’articolo 50, paragrafo 3, TUE, all’articolo 2, prevede che la suddetta decisione cessa di applicarsi il 31 maggio 2019, qualora il Regno Unito non abbia tenuto le elezioni del Parlamento europeo, conformemente al diritto dell’Unione e non abbia ratificato l’accordo di recesso entro il 22 maggio. E quindi il Regno Unito si troverebbe automaticamente escluso dall’Unione europea nei termini del cosiddetto “no deal”, vale a dire senza nessun accordo;

a tal riguardo, il Primo Ministro britannico, Teresa May, ha rassicurato il rispetto dei termini della decisione sottoscritta e si è impegnata ad avviare le procedure per la consultazione elettorale europea;

il Consiglio europeo il 28 giugno 2018 ha adottato la Decisione UE 2018/937 con la quale ha attribuito all’Italia il numero di 76 seggi per la legislatura 2019/2024, in luogo dei 73 della legislatura in corso. Tuttavia il paragrafo 2 stabilisce che “nel caso in cui il Regno Unito sia ancora uno Stato membro dell’Unione all’inizio della legislatura, il numero dei rappresentanti al Parlamento europeo eletti per ciascun Stato membro che si insedieranno rimarrà quello previsto all’art.  3 della decisione 2013/312/UE del Consiglio europeo. Fino a quando il recesso del Regno Unito dall’Unione non sarà divenuto giuridicamente efficace”, vale a dire, nel caso del nostro paese, 73 seggi;

il DPR 22 marzo 2019 di “Assegnazione del numero dei seggi alle circoscrizioni per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia”, nella tabella allegata riporta un totale di seggi assegnati alle circoscrizioni pari a 76, con ciò non assumendo l’ipotesi che il Regno Unito, al momento del rinnovo del Parlamento, potrebbe, come pare al momento verosimile, ancora fare parte dell’Unione;

Il DPR dunque si presenta al momento errato, in contrasto con il paragrafo 2 della decisione del Consiglio del 28 giugno, non prevedendo l’applicazione dell’art.3 della decisione 2013/3121/UE;

Nell’ipotesi in cui il Regno Unito partecipi alle elezioni, ma approvi in seguito l’accordo di recesso e dunque fuoriesca dall’UE, si verrebbe a determinare uno scenario del tutto inedito con la presenza di deputati britannici del Parlamento europeo - sempreché il Regno Unito non decida di rinunciare alla “Brexit” - comunque in scadenza entro il 31 ottobre. Tale eventualità comporterebbe la necessità di assegnare gli ulteriori 3 seggi attribuiti all’Italia sulla base dell’esito della consultazione elettorale;

per tali speciali circostanze, risulta necessario rivedere il citato DPR, prevedendo un doppio criterio di attribuzione dei seggi alle singole circoscrizioni elettorali, in corrispondenza dei due possibili scenari: quello della partecipazione britannica alle consultazioni elettorali, valido sino sua permanenza nell’Unione europea, e quello da applicarsi invece in caso di “Brexit”, prima o successivamente alla prossima consultazione elettorale del 26 maggio

impegna il Governo

a correggere con la massima urgenza il DPR 22 marzo 2019 di “Assegnazione del numero dei seggi alle circoscrizioni per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia”, tenendo conto dell’ipotesi che alla data delle elezioni del 26 maggio il Regno Unito faccia ancora parte dell’UE, nel qual caso il numero di seggi spettanti all’Italia sarebbe 73, e non già 76 come stabilito dal DPR in oggetto.

 

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