26/07/2018 - 18:58

“In audizione il ministro Fontana ha elencato le sue priorità: impedire la registrazione all’anagrafe dei bambini nati all’estero con la gpa, guerra alla cannabis light e alle smart drugs. Non una volta è stata nominata la lotta all’eroina, né la lotta al narcotraffico. Questione di priorità”.

Così Giuditta Pini, deputata Pd, a margine dell’audizione del ministro Lorenzo Fontana in commissione Affari sociali della Camera.

26/07/2018 - 18:57

“Su Fs e Anas il Governo sta mostrando la vera faccia del governo del ‘cambiamento’: solo volontà di spartirsi ed occupare poltrone. E’ impressionante la superficialità con cui si smonta l’operazione di fusione tra le due aziende e l’arroganza con cui a mezzo Fb si azzera il Cda di Fs, senza nessuna motivazione basata sui dati e su una seria valutazione dell’efficacia del suo operato. Bastano le parole del sottosegretario Dell’Orco alla mia interrogazione di oggi in commissione Infrastrutture: ‘Manca ancora qualche dato scientifico, qualche studio dei tecnici, ma non c’è alcun motivo per tenere insieme le due società’. Sprezzo totale per il raddoppio degli investimenti di Fs, da 4 a 8 miliardi grazie alla fusione con Anas, per i 5 miliardi di nuovi treni per il trasporto ferroviario regionale dei pendolari, per l’investimento straordinario sul trasporto merci su ferro. Il metodo del Governo ricorda tanto quella della Giunta Raggi a Roma: azzerare tutto, piazzare i propri uomini di fiducia per poi far precipitare la situazione nella paralisi più totale”.

Così la capogruppo Dem in commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici, Chiara Braga.

“Come pensa il ministro Tria di far ripartire gli investimenti - si chiede la deputata del Pd - se i suoi colleghi di Governo e i capi politici di M5s e Lega azzoppano in questo modo tutte le politiche di investimento sulle infrastrutture impostate in questi anni? Il ministro Toninelli parla di ‘etica’ senza però spiegare in nessun modo quali valutazioni ha fatto sull’operato di Anas e Fs. Dovrebbe iniziare ad avere un po’ di rispetto del Parlamento e venire a rendere conto qui delle ragioni delle sue scelte”.

26/07/2018 - 18:55

Ma anche i conduttori di Sanremo li sceglierete a casa di qualche ministro? Capisco che deve essere il governo del cambiamento, ma un po’ di elettori aveva capito che volevate cambiare in meglio ...

Invece avete rispolverato la migliore tradizione poltronista della prima repubblica, faticosamente archiviata, e a merito e competenze state sostituendo amici, affiliati e affezionati. Capacità e conoscenze non hanno alcun valore. E anche sul metodo, ecco il governo del cambiamento. Faziosi, grossolani, un po’ volgari: ieri Toninelli, un coniglio da tastiera, ha liquidato i vertici di Fs dalle pagine di Fb. Trattare così professionisti indipendenti che hanno lavorato per il Paese si può fare solo grazie a una grande dose di arroganza corroborata da tanta ignoranza. La smentita di incontri a casa di Maio con candidati in ruoli chiave in Rai, vorrebbe chiarire ma non rassicura. Comportamenti vergognosi di chi non sa distinguere il dispotico esercizio del potere dal diritto a governare di chi ha vinto.

26/07/2018 - 18:54

“La mattinata in Commissione è stata surreale. Il governo dà parere negativo e boccia tutti gli emendamenti del Partito Democratico per incentivare il lavoro stabile e migliorare quelle causali inapplicabili, ma non affronta nemmeno gli emendamenti della maggioranza perché Lega e 5 Stelle non si sono ancora messi d’accordo su niente. C’è chi sta perdendo il lavoro a causa di questo decreto e non ci permettono di correggerlo, azzerano la discussione aspettando che Di Maio dia loro gli ordini da qualche conferenza stampa o diretta social. Altro che lotta alla precarietà, la situazione sta diventando ridicola.” Lo dichiara Chiara Gribaudo, della segreteria nazionale PD, ai margini del dibattito nelle Commissioni Lavoro e Finanze della Camera sul decreto Di Maio.

26/07/2018 - 18:52

“Con il Milleproroghe la maggioranza giallo-verde ha dimostrato ancora una volta che il suo interesse ai problemi delle popolazioni colpite dal terremoto non va oltre l’uso propagandistico che se ne può fare”. Lo dichiara Alessia Morani, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito del decreto Milleproroghe, pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale.

“Fatta eccezione – spiega – per le proroghe su tasse e bilanci per i terremoti dell’Aquila e dell’Emilia, per altro richieste dal Partito democratico, nel Milleproroghe non c’è altro. Niente sulle scuole, niente sulla gestione ordinaria, niente sulla ripresa delle attività economiche, niente sul sostegno alla ricostruzione. E questo nonostante il Pd abbia incalzato il governo attraverso un Odg per inserire proprio nel Milleproroghe soluzioni che sono vitali per le zone terremotate. Dunque, finché c’è da promettere Lega e M5S non si pongono limiti e annunciano misure mirabolanti. Quando però si passa dalle parole alla realtà non solo non fanno nulla ma quel poco che fanno, è disastroso.  Il Dl Terremoto ne è un esempio chiarissimo. Prima impediscono alle opposizioni di dare il loro contributo migliorativo, poi approvano un testo che si è guadagnato la censura del presidente della Repubblica”.

“I problemi del terremoto evidenziano, come pochi altri, i due caratteri di fondo che contraddistinguono questi primi due mesi dell’azione di governo: il cinismo e l’incompetenza”, conclude.

26/07/2018 - 15:24

“Se questa è la risposta alla interpellanza che ho rivolto al ministro degli Interni il 13 luglio in cui ho sollevato l’inciviltà dei comportamenti comunali (inciviltà confermata dalla Corte Europea), è una risposta barbara. Lo scrive il deputato e membro della Direzione Nazionale del Partito Democratico, Roberto Morassut, in relazione allo sgombero del Camping River.

“La verità - spiega Morassut - è che Salvini è la Raggi colpiscono i deboli e sono timidi e silenti coi forti. Il Ministero non ha mai risposto alle richieste di chiarimento sulla verifica dei traffici illeciti di materiali ferrosi, alla base dei roghi tossici. Col Ministro Minniti, grazie al lavoro della Commissione d’Inchiesta Parlamentare sulle Periferie, era iniziato un lavoro ma l’inerzia della Raggi (che ha perso migliaia di euro per i progetti di video sorveglianza) e la propaganda di Salvini hanno portato ad un’iniziativa che colpisce bambini, donne e anziani e non risolve nulla perché non c’è un piano di intervento serio che deve essere varato dal Comitato Metropolitano per Ordine e Sicurezza”. 

“Il Ministro - continua il deputato dem - non colpisce i veri clan criminali presenti anche tra le famiglie Rom. I Casamonica e gli spada sono stati colpiti dalla Magistratura ma il ministro e la sindaca ancora non intervengono a Romanina per abbattere le opere abusive delle residenze che hanno mangiato illegalmente lo spazio pubblico. Solo una parola: vergogna”. 

26/07/2018 - 15:21

“Al ministero dei Trasporti c’è chi mente oppure regna la più totale confusione. Prima veniamo a sapere, via Facebook, che il Cda delle Ferrovie è stato mandato a casa in applicazione di una legge sullo spoils system mentre oggi si dice che la ragione è la clausola etica prevista dallo statuto, ovvero un’altra roba. E se è così perché tutto il Consiglio di amministrazione è stato dimissionato e non solo l’amministratore delegato? E le dimissioni non sono un atto dovuto ma sono sottoposte al vaglio del Cda che si esprime sulla decadenza che non è automatica in caso di rinvio a giudizio e il Cda aveva espresso il proprio parere contrario. Toninelli sa cosa ha firmato?

La verità è che servivano poltrone per sistemare gli amici e spartirsi nomine, disinteressandosi colpevolmente dei destini di una grande azienda che negli ultimi anni aveva incrementato fatturato, investimenti e numero passeggeri”. Lo dichiara il deputato dem Andrea Romano.

26/07/2018 - 15:09

Dati INPS certificano efficacia del Reddito di inclusione

“Il reddito di inclusione funziona e ha già raggiunto più di un milione di persone. 311mila famiglie che stanno beneficiando di una misura concreta per combattere la povertà: reddito che il ministro Luigi Di Maio vuole cancellare”. Così il capogruppo del Pd commenta i dati INPS sulle persone raggiunte dal Reddito di inclusione nei primi sei mesi d 2018. Delrio ricorda che l’Agenda sociale del Pd depositata alla Camera prevede proprio l’estensione e il potenziamento del Rei. “L’obiettivo - conclude Delrio - è raddoppiare il numero delle persone che possono avvalersi di questo fondamentale sostegno. La lotta alla povertà è un’urgenza, il governo non perda altro tempo, metta da parte la demagogia e si confronti su proposte concrete”.

26/07/2018 - 14:40

"Dopo le parole del Presidente della Repubblica sul tema della legittima difesa, le forze della maggioranza e il Governo hanno una possibilità concreta e ragionevole: ritirare le proposte presentate, ammettere che si è sbagliato a presentare questo tema come una emergenza, con il rischio di armare le famiglie italiane . Nei giorni scorsi si erano pronunciati contro questi pericoli il mondo della magistratura, del'avvocatura, tante associazioni e personalità. Oggi ilPresidente della Repubblica ha usato argomenti e toni che - interpretando il sentire degli italiani,i valori della Costituzione e quelli della convivenza civile -  dovrebbero invitare alla riflessione. E dovrebbero indurre  ad un gesto - qui davvero - di dignità: fermare le proposte e con queste il cinismo e la voglia di speculare sulle paure, siano reali, percepite o indotte".
 
Così Walter Verini, deputato Pd della Commissione Giustizia. 

26/07/2018 - 14:23

«Prima il Veneto o prima il Venezuela? Le dichiarazioni di Giuseppe Covre rendono perfettamente l’idea del solco che l’attuale governo sta scavando tra la politica di Palazzo guidata dall’ideologia e un paese che ha bisogno estremo di lavoro, crescita e occupazione». Il deputato veneto del Pd Roger De Menech sottolinea le parole di Covre, imprenditore ed ex esponente di spicco della Lega Nord: «Il modello a cui ci avviciniamo con il decreto dignità è quello di un paese fortemente ideologizzato, come appunto il Venezuela dove un regime autoritario fa leggi per piantare bandierine e segnare il campo, incurante degli effetti devastanti prodotti». “Come andrà a finire con il decreto, che arriverà in aula nei prossimi giorni per essere convertito in legge, non è possibile saperlo”, ammette De Menech. «C’è stata una reazione da parte delle forze produttive in Veneto, ma è ancora lontana dal diventare un fronte. All’appello mancano ancora i sindacati a cui chiedo esplicitamente di far sentire la propria voce. Non può passare sotto silenzio un provvedimento del governo che per la prima volta nella storia promette tutele e garanzie e produce disoccupazione. E poi mancano le altre forze politiche e di governo regionali. A parte il Partito Democratico, la Lega cerca di distrarre l’opinione pubblica polemizzando con gli Industriali e il presidente della Regione, di solito sempre solerte a dichiarare sull’universo mondo, in questa vicenda ha deciso di non alzare un dito. Evidentemente la mutuazione venezuelana non gli dispiace più di tanto».

26/07/2018 - 14:16

“La maggioranza gialloverde ha impedito ogni forma di dialogo costruttivo per migliorare il decreto Di Maio, che di dignitoso per i lavoratori e le imprese ha ben poco”.

Lo dichiara Debora Serracchiani, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Lavoro.

“Tutti noi siamo d’accordo nel dire che va combattuto il precariato, che vanno combattute le delocalizzazioni selvagge, che occorre combattere contro la ludopatia. Il precariato, però, si combatte  rendendo più conveniente il lavoro a tempo indeterminato, ma 5Stelle e Lega - spiega la deputata Dem - hanno detto no a tutti gli emendamenti del Partito Democratico volti a ridurre il costo del lavoro a tempo indeterminato. È arrivato un no netto anche per quelli che prevedevano di affidare l’introduzione delle causali alla contrattazione collettiva, mostrando una mancata conoscenza della realtà che vede l’80% dei contratti collettivi privi delle causali del contratto a termine. No anche alla proposta di indennità compensatoria al lavoratore a cui non viene rinnovato il contratto”.

“Resta così un provvedimento i cui unici effetti saranno quelli di creare incertezze, aumentare i contenziosi e produrre effetti perversi sul mercato del lavoro e sulla creazione di posti di lavoro. Il governo del cambiamento - conclude Serracchiani- non ascolta i territori e neppure gli allarmi lanciati da tutti quelli che in questo decreto si sono imbattuti”.

26/07/2018 - 14:08

“Sul tema terremoto si dimostra tutta l’inadeguatezza, l’impreparazione e la falsità di maggioranza e governo giallo-verde. Durante i lavori del Senato, in fase di approvazione del decreto, avevano promesso che la Camera avrebbe poi migliorato il testo aprendo la discussione agli emendamenti del Pd e delle opposizioni. A Montecitorio hanno invece mortificato la democrazia chiudendo ad ogni possibilità di modifica del decreto, annunciando un successivo inserimento di misure adeguate ad affrontare l’emergenza nel cosiddetto Mille proroghe. Ebbene, nel decreto Mille proroghe, oggi pubblicato in Gazzetta, tranne un paio di proroghe indispensabili e da noi richieste su tasse e bilanci che riguardano L’Aquila ed Emilia Romagna, non c’è assolutamente nulla sugli eventi sismici del 2016 e 2017. E questo nonostante l’Aula avesse approvato un ordine del giorno del Pd che inchiodava il governo sulla necessità di mettere proprio nel Mille proroghe importanti interventi su scuole, gestione straordinaria, sostegno alla ricostruzione e alla ripresa delle attività economiche”.

Così la deputata Dem Stefania Pezzopane, dell’ufficio di Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

“Se a questo aggiungiamo - prosegue Stefania Pezzopane - i rilievi posti dal presidente della Repubblica allo stesso decreto, fino ad ipotizzare possibili profili di incostituzionalità, allora comprendiamo bene come il nostro giudizio sull’operato di M5s e Lega sia totalmente negativo. La nostra battaglia proseguirà comunque con ancor maggiore determinatezza, affinché le popolazioni non restino sole e continuino a sentire la vicinanza dello Stato”.

26/07/2018 - 13:43

“Dopo una campagna elettorale di promesse, la maggioranza gialloverde si occupa solo di poltrone. Di povertà non si parla più, evidentemente è rimasto argomento di propaganda. Per la povertà l’unico provvedimento è il Reddito di inclusione, varato dei governi a guida Pd,  che, da quando è entrato in vigore, ha già raggiunto circa 311 mila nuclei familiari, con il coinvolgimento di oltre un milione di persone.

Lo dichiara Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico, commentando i dati diffusi dall’Inps.

“Propagandavano di essere cittadini tra i cittadini, con il popolo e contro le elites, ora si occupano solo di nomine. Sono arrivati al governo promettendo il cambiamento, ma – conclude Rotta - l’unico che stanno mettendo in atto è quello delle poltrone”.

26/07/2018 - 13:42

“Sicuramente Di Maio contesterà anche l’ultimo dato  Inps sul Reddito di inclusione ma, ancora una volta, i numeri parlano davvero chiaro: nei primi sei mesi del 2018 il Rei ha toccato 267 mila nuclei familiari raggiungendo 841 mila persone.  E a questi si aggiungono altri 44 mila nuclei familiari ancora non trasformati in Rei. Complessivamente oltre un milione di persone hanno beneficiato una di misura concreta contro la povertà. Dati certi, chiari e inappellabili, conseguenza di una riforma giusta che il governo Salvini-Di Maio vorrebbe eliminare per introdurre misure puramente demagogiche. Le riforme introdotte  dai governi del Pd stanno invece dando risultati significativi e rilevanti. Quando oltre milione di persone  ricevono dallo Stato un aiuto concreto e fattivo per superare la propria condizione di fragilità, significa che le proposte messe in campo sono state giuste  ed efficaci. E il Pd continuerà a chiedere al governo e alla  sua maggioranza  di  approvare la nostra proposta di legge che  estende il Rei a tutti coloro che sono sotto la soglia di povertà, ampliando anche i benefici economici”. 

Lo dichiara Elena Carnevali, dell’ufficio di presidenza del Gruppo parlamentare del Partito Democratico.

26/07/2018 - 12:53

“Anche oggi, con la risposta a una nostra interrogazione in commissione, il governo ha dimostrato di non avere chiara quale sia la strada giusta per il futuro dell’Ilva. Da un lato verifica le condizioni per annullare la gara (senza saper indicare cosa farebbe poi in questo caso), dall’altro si siede al tavolo per migliorare l’offerta. Nel governo continua a regnare il caos nella difficoltà di coniugare responsabilità di governo e promesse/impegni di campagna  elettorale”. Lo dichiarano i deputati Pd della commissione  Attività produttive.

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