10/09/2014 - 18:52

"La squadra della nuova Commissione scelta dal presidente Jean-Claude Juncker e' autorevole e ha l'esperienza e le conoscenze necessarie per affrontare i problemi dell'Europa. Sono certo che le competenze e la professionalita' dei suoi componenti saranno decisive per consentire all'Ue di superare questo momento di grande difficolta' dettato soprattutto dalla crisi economica e dalle politiche di austerita'". E' quanto afferma, in una nota, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo.

"La nuova Commissione dovra' fare ogni sforzo per riavvicinare i cittadini all'Europa e sradicare le spinte antieuropeiste dell'ultimo periodo. Sara' pero' necessario abbandonare le politiche di questi anni, fatte solo di rigore dei conti pubblici e contenimento della spesa, per puntare tutto sulla crescita, gli investimenti e lo sviluppo e su una maggiore unita' nelle scelte di politica estera, sicurezza e difesa. Basta quindi con la sola austerita' e spazio a crescita, occupazione, flessibilita'. Il piano da 300 miliardi, presentato da Juncker all'Europarlamento, contribuisca al rilancio degli investimenti e della competitivita' dell’Unione Europea. Non si vive di soli sacrifici, abbiamo bisogno di un nuovo patto europeo per lo sviluppo e il lavoro. Quanto al nostro Paese, siamo nella Commissione europea con un vicepresidente che ha la delega alla politica estera. La nomina di Federica Mogherini è un riconoscimento importante e di ‘peso’ che finalmente rida' all'Italia, in Europa e nel mondo, il protagonismo che aveva smarrito negli ultimi anni".

 

10/09/2014 - 18:42

“Oggi è stato depositato il testo base di riforma delle norme in materia di confisca dei beni alle mafie e siamo pronti a cominciarne la discussione. Il testo prevede, tra l'altro, il rafforzamento della procedura che porta dal sequestro alla destinazione, l'istituzione di un Fondo di rotazione per la ristrutturazione delle aziende confiscate, la possibilità che le aziende siano gestite dai lavoratori stessi in forma di cooperativa: proposte in sintonia con il 'Pacchetto Orlando'. Anche per questo auspichiamo che il testo Orlando sulla criminalità organizzata, che contiene le modifiche sui beni confiscati, venga assegnato quanto prima alla Camera, per razionalizzare l'iter e giungere al più presto ad un risultato soddisfacente”.

Lo rende noto Davide Mattiello, deputato del Pd e relatore per la maggioranza del nuovo testo. “Ho proposto a luglio di lavorare ad un testo base unificato che tenesse conto anche della elaborazione avvenuta in Commissione Antimafia e prima ancora nella Commissione Garofoli”, spiega Mattiello il quale sottolinea: “Troppo spesso la confisca delle aziende alla mafia si traduce nel fallimento dell'azienda: una vergogna. Passa infatti questo messaggio: con la mafia si lavora, con lo Stato si va a casa. La CGIL, insieme a Libera e ad Avviso Pubblico, ha raccolto centinaia di migliaia di firme a sostegno della proposta di legge 1138 che riforma questa materia, rendendo il procedimento più efficiente ed efficace. Spero che si possa arrivare presto a concludere l’iter legislativo e licenziare la legge”.

 

10/09/2014 - 17:44

Secondo giorno di missione in Croazia, oggi, per i parlamentari italiani della commissione Attività produttive della Camera, guidati dal presidente Guglielmo Epifani, presidente della commissione Attività produttive della Camera.

L’iniziativa di un confronto tra tutti i parlamentari che si occupano di turismo nei 28 Paesi dell’Unione europea, intitolata “Challenges of sustainable tourism: promoting cultural heritage and environmental protection”, si svolge a Zagabria e si concluderà sabato 13 settembre.

La delegazione italiana è particolarmente impegnata in questa occasione sia per l’importanza che il turismo ha per l’Italia, sia perché il confronto tra i diversi parlamentari europei si svolge nel corso del semestre di presidenza italiana della Ue.

 

10/09/2014 - 17:37

“L’operazione di oggi conferma che abbiamo buoni strumenti di contrasto alla contraffazione, ma anche che occorre anche vigilare ed attivare ogni antenna”. Così la deputata Susanna Cenni, capogruppo Pd in commissione di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, pirateria in campo commerciale e commercio abusivo, in merito all’operazione della Guardia di Finanza su un “giro” di false certificazione Docg “Brunello” e “Rosso di Montalcino” sequestrando oltre 160mila litri di vino e 2350 contrassegni di stato.

“ Lo spirito di collaborazione tra Procura della Repubblica; Ispettorato antifrode del ministero delle Politiche agricole e Guardia di Finanza – prosegue – ha bloccato l’ennesima frode nei confronti del vino sul quale anche con il decreto Sblocca Italia si cerca di investire. Un Grazie ai corpi ed alle istituzioni impegnate”.

“La difesa del 'Made in Italy' – sottolinea Cenni – deve essere una priorità tanto più in una fase in cui, dentro la crisi, gli sforzi dei produttori debbono essere ancor più supportati, a partire dalla rigorosa applicazione delle norme. Bene il Ministro delle politiche agricole Martina quando dice che i livelli di presidio di qualità ci sono e funzionano. Siamo però di fronte ancora a  tentativi pesanti di abuso e sfruttamento del prestigio dei nostri prodotti. Frodi che danneggiano l’ immagine del Paese e sottraggono risorse preziose  agli sforzi anche economici e finanziari che il Governo Renzi sta compiendo in questi mesi.

Dobbiamo contrastare al massimo questa attività criminosa e migliorare e coordinare le forze e gli strumenti esistenti. Il tema riguarda tutto il ‘Made in Italy’, colpisce il nostro artigianato, il settore della moda, l'industria, quei comparti che invece rappresentano uno dei pilastri della nostra qualità.  Domani, giovedì, durante l’audizione  in commissione Anticontraffazione, chiederemo al ministro dello sviluppo economico Guidi segnali netti: valorizzare al massimo il vero ‘Made in Italy’, frutto del lavoro di tanti imprenditori che continuano a mettere sul mercato un prodotto simbolo dell’agroalimentare italiano e guerra senza quartiere a chi mina questa nostra peculiarità”.

 

10/09/2014 - 17:21

Il vicepresidente dei deputati Martella, “Rispetto accordo luglio ’14 per Gela e Porto Marghera” 

 “Apprezziamo l’impegno del governo a sostenere il negoziato con il sindacato che ha già avuto una tappa importante con la firma degli accordi del 2013 e del 2014 e del verbale d’intesa dello scorso luglio. Noi vigileremo sul rispetto di questi impegni e sulla volontà di mettere a punto un piano industriale della raffinazione che possa garantire il mantenimento in vita di tutti i siti esistenti del Gruppo Eni, da Gela a Porto Marghera. Lo scenario della raffinazione è difficile in Italia ed Europa ma non del tutto negativo, in passato è stato sicuramente penalizzato, ora è importante che il governo dia segnali precisi sul suo rilancio e sulla indispensabile integrazione con le nuove tecnologie. Proprio nel verbale del luglio 2014, ENI, pur rappresentando il peggioramento dello scenario della raffinazione, aveva predisposto ed illustrato un nuovo piano industriale per il rilancio e la riorganizzazione del sito di Gela e confermava la realizzazione degli investimenti relativi alla seconda fase del progetto di riconversione della Green refinery di Porto Marghera ed inoltre ribadiva la strategicità dell’impianto craking Versalis di Porto Marghera. Questo confronto deve andare avanti e definire un futuro certo per questo settore industriale e per le sue migliaia di lavoratori. Se l’Italia vuole essere un grande paese, non può ridimensionare la chimica e la raffinazione e prevedere per Eni solo l’attività di estrazione all’estero, così come, più in generale, lo Stato deve mantenere la sua partecipazione azionaria al capitale sociale del gruppo petrolifero: se questo vale per la siderurgia, come ha detto giustamente il presidente del Consiglio Renzi qualche giorno, deve valere anche per il settore petrolifero”.

Così il vicepresidente dei deputati del Pd Andrea Martella, replicando in Aula durante il question time al ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, che ha risposto all’interrogazione del Gruppo Pd presentata da Luigi Taranto, deputato della commissione Attività produttive, sul futuro del gruppo Eni.

 

09/09/2014 - 21:04

Se oggi non vogliamo sbagliare e vincere così la sfida alla sicurezza globale, non dobbiamo soprattutto commettere tre errori. Il primo: non bisogna sottovalutare l'estensione della minaccia terroristica. Negli ultimi dieci anni, geograficamente le aree di rischio sono diventate molto ampie e sarebbe un errore fatale considerarlo solo terrorismo. Siamo di fronte a un conflitto asimmetrico, come lo ha definito la Nato, che chiama in causa anche una nostra diversa capacità di porsi di fronte al problema. In secondo luogo, non bisogna sottovalutare l'Isis. Perché  è un fenomeno nuovo maturato dopo la morte di Bin Laden; è un movimento in cui per la prima volta si parla di guerra islamica per uno Stato islamico. Infine, non dobbiamo pensare che è una minaccia lontana da noi. La realtà è che in questi anni è cresciuto terribilmente il coinvolgimento europeo. In Italia, rispetto all’Inghilterra e alla Francia, il reclutamento di foreign fighters è meno forte, ma se l'Europa non si erge con i propri ideali, con la propria sfida di civiltà a sconfiggere questo fenomeno, noi questa battaglia non la vinciamo. E io credo che l'Italia, perché è riuscita a spostare l'attenzione anche dell'Alleanza atlantica sul Mediterraneo, questa battaglia, che non è una battaglia di religione, ma di civiltà sì, la debba fare fino in fondo.

Lo ha dichiarato Andrea Manciulli, vicepresidente dalla commissione Esteri della Camera, intervenendo in Aula sull'informativa del ministro Alfano sul rischio terrorismo.

 

09/09/2014 - 20:25

“In un paese che ha conosciuto gravissimi episodi di depistaggio in processi di strage e di mafia, l’opposizione di Forza Italia all’introduzione di misure severe ma giuste nei confronti di chi inquina le indagini più che stupore desta sconcerto”. Così Paolo Bolognesi, deputato del Pd e presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, replica a quanto deciso dal gruppo forzista in vista dell’esame in aula del provvedimento che introduce il reato di depistaggio . A giudizio di Bolognesi, primo firmatario della proposta di legge, “sostenere, come fa Fi, che le nuove norme daranno più potere alle procure è argomento risibile dato che il vaglio ultimo spetta al giudice. E altrettanto scorretto è affermare che il depistaggio allargherebbe impropriamente i confini del favoreggiamento semplice, confondendo il dolo specifico richiesto dal depistaggio con il dolo generico del favoreggiamento. E non solo: il reato di depistaggio colpisce condotte diverse e specificatamente qualificate da un’azione diretta a distruggere, occultare prove, creare false piste. Francamente – conclude Bolognesi – quelli di Fi mi sembrano timori oggettivamente infondati”.

 

09/09/2014 - 19:54

Verini, “Questione ferie è aspetto minore ma reale, giusto metterla sul tavolo”

“La riforma delineata dal Governo rappresenta una grande occasione per provare
a rendere la giustizia italiana più rapida, efficiente e davvero uguale per tutti. Ed inoltre tiene insieme due pilastri per noi fondamentali: l'indipendenza della magistratura e i diritti dei cittadini. Per la prima volta dopo vent'anni si può discutere di questo, e non di leggi ad personam. I giudizi espressi dall'Anm appaiono perciò poco motivati perché poco rispondenti ai contenuti e allo spirito della riforma che non è contro i magistrati i quali - insieme a tutte le componenti del mondo della giustizia - possono e debbono svolgere un ruolo di protagonisti del cambiamento. Anche la questione delle ferie è un problema reale, ha fatto bene il governo a metterlo sul tavolo. I problemi della giustizia sono certamente più strutturali ma affrontare anche questo aspetto rappresenta un segnale di serietà”.

Lo ha detto Walter Verini, capogruppo Pd nella commissione Giustizia di Montecitorio.

 

09/09/2014 - 19:10

I dati del rapporto Ocse “Uno sguardo sull’istruzione 2014” diffuso oggi lasciano intravedere uno spiraglio di luce per il futuro della nostra scuola, martoriata da anni di tagli lineari. L’organizzazione internazionale ci promuove, infatti, sul fronte della qualità dell’istruzione di base. Tuttavia si fa fatica a trovare lavoro e la motivazione dei giovani nei confronti della formazione tende a diminuire: sono in questo senso sconfortanti i dati relativi al tasso di dispersione scolastica.

Proprio alla luce di queste difficoltà, il patto educativo proposto da Renzi propone il potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro, che diventerà obbligatoria negli ultimi tre anni degli istituti tecnici e professionali, l’estensione dell’impresa didattica e il forte rafforzamento dell’apprendistato.

Con il patto si interverrà inoltre sulle buste paga degli insegnanti, altra nota dolente del rapporto Ocse. E’ evidente che non è immaginabile nessuna riforma che non tenga conto del valore e del ruolo dei nostri docenti. Il governo Renzi ha messo al centro della sua agenda l’istruzione e sono certa che già dai prossimi mesi assisteremo a una importante inversione di tendenza.

Lo dichiara Simona Malpezzi, deputata Pd della commissione Cultura della Camera.

 

09/09/2014 - 19:01

"Riformare la giustizia non significa punire. Spiace la reazione dell'Anm. Velocità e semplificazione, non arroccamenti". È quanto scrive, in un tweet, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd.

 

09/09/2014 - 18:33

 ''Mi auguro che il Senato approvi rapidamente la sesta salvaguardia degli 'esodati'. Si tratta di un emendamento presentato a suo tempo dal Governo ed approvato dalla Camera che dovrebbe quindi trovare il consenso di tutti i partiti della maggioranza e non incontrare ostilita' da parte dell'opposizione che, infatti, si e' astenuta sul provvedimento. La richiesta di approvazione di questa normativa e' stata formulata dai Comitati dei lavoratori ''esodati'' che hanno incontrato nella giornata di oggi i gruppi parlamentari''. Lo dice Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera.

 

09/09/2014 - 18:30

“E’ preoccupante e incomprensibile il rinvio dell’insediamento della Commissione bicamerale d’inchiesta sul caso Moro, conseguenza del comportamento di alcuni Gruppi che non hanno ancora indicato le proprie designazioni”. Lo scrive in una lettera alla Presidente della Camera, Laura Boldrini, il vicepresidente dei deputati Pd Gero Grassi il quale ha spiegato: “Abbiamo ventiquattro mesi di tempo per poter coordinare e sintetizzare le più recenti novità e per dare impulso a nuove indagini che possano contribuire, si spera, a fare verità su questo delitto politico. Il ritardo da parte di alcuni gruppi nel fornire le indicazioni richieste e consentire ai Presidenti di entrambe le Camere di procedere alla nomina dei componenti di questo organismo è grave perché costituisce oggettivamente una omissione istituzionale, visto che non consente l’avvio dei lavori della commissione, istituita con legge dello Stato. Il rallentamento invia al Paese un messaggio negativo: il disinteresse o, peggio, l’ostruzionismo da parte di alcuni nei confronti di questa iniziativa che invece, ha bisogno di avere un’opinione pubblica concorde e consapevole dei nostri sforzi, a tanti anni di distanza dei fatti. A fronte della legge approvata a maggio, siamo a settembre e la Commissione non ha ancora potuto avviare i propri lavori. E’ oggettivamente un pessimo segnale che La prego davvero di contrastare sollecitando i gruppi politici a dare seguito alle loro responsabilità o mettendo in atto i suoi poteri sostitutivi di designazione”. “Nel 2014 - aggiunge Grassi - ho tenuto già sessanta incontri pubblici sul ‘caso Moro’ in ogni parte d’Italia ed altri cento sono programmati. Dovunque i cittadini auspicano la verità e partecipano con grande interesse. Il ritardo del parlamento non è davvero tollerabile”.

 

09/09/2014 - 17:42

La deputata del Pd Liliana Ventricelli ha presentato una interrogazione parlamentare al ministro dell’Ambiente e al Sottosegretario di Stato con delega alle Politiche Europee in merito al rischio sanzioni per discariche abusive di cui è stato oggetto di accuse il nostro Paese. “ L’Italia potrebbe essere sanzionata a seguito di una richiesta di condanna della Corte di Giustizia europea da parte dell’avvocato generale della Ue per la continua utilizzazione delle discariche abusive, con una multa giornaliera di 158.200 euro fino alla piena esecuzione della sentenza del 2007, oltre a una sanzione forfettaria di 60 milioni di euro. La Commissione avrebbe inizialmente individuato la presenza di 422 discariche illegali, contestandone in battuta finale solo due, ovvero quella di Matera/Altamura Sgarrone al confine tra Puglia e Basilicata, e un'ex discarica comunale, la Reggio Calabria/Malderiti in Calabria. Ho chiesto quindi al governo se non ritenga necessario, dopo aver fatto tutte le verifiche del caso soprattutto rispetto alla attuale esistenza delle discariche in oggetto e al tipo di rifiuti presenti, intervenire affinché vengano messe al più presto in atto tutte le specifiche del caso per debellare le due discariche abusive, ed evitare così che la Corte di Giustizia Europea accolga le conclusioni dell’accusa, determinando il pagamento richiesto”.

 

09/09/2014 - 17:42

I dati forniti dal Ministero segnalano un maggior dinamismo del mercato del lavoro con un aumento delle cessazioni, ma anche degli avvii al lavoro che si chiude con un saldo positivo per quest’ultimi.

Riguardo all’incremento dei contratti a tempo determinato ha sicuramente avuto un effetto positivo il decreto Poletti anche se non siamo ancora di fronte ad spostamento significativo verso il lavoro stabile.

Molto positivo è il recupero dell’apprendistato, segno che i provvedimenti messi in campo dal governo Renzi e anche dai governi precedenti, stanno dando i loro frutti. E al tempo stesso le imprese si stanno adattando alla nuova legislazione che rende appetibile questa forma di contrattazione.

In generale si tratta di dati positivi che ci auguriamo vengano confermati nei prossimi mesi.

Lo ha dichiarato l’on. Carlo Dell’Aringa, Commissione lavoro, Gruppo Partito Democratico, Camera dei Deputati.

 

09/09/2014 - 17:07

“Domani il ministro dello Sviluppo economico, durante il question time di Montecitorio, risponderà all’interrogazione del nostro gruppo sulla vertenza Eni”.

Lo afferma il vice presidente dei deputati del Pd, Andrea Martella, primo firmatario dell’interrogazione, il quale aggiunge: “abbiamo chiesto al Ministro quali iniziative intenda prendere in vista degli imminenti tavoli di confronto nazionale sui progetti industriali del gruppo ENI in Italia e – più in generale ed anche in ragione della partecipazione azionaria di Stato al capitale sociale del gruppo petrolifero – a tutela di investimenti, produzione ed occupazione in coerenza con gli indirizzi dell’Unione europea in materi di consolidamento e sviluppo della produzione industriale e di rafforzamento della sicurezza energetica. Tutto questo anche alla luce delle misure finalizzate al potenziamento dell’attività estrattiva in Italia contenute nel provvedimento “Sblocca-Italia” e dunque delle potenzialità di un ciclo industriale integrato tra attività estrattiva ed attività di raffinazione”. “Aspettiamo domani risposte dal governo su una vertenza cruciale per il futuro industriale e occupazionale del paese”, conclude Martella.

 

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