02/02/2026
Roberto Morassut
Lai, Guerra, Simiani, Ghio, Curti, Forattini, Malavasi, Vaccari, Serracchiani, De Maria, Evi, Porta, Orfini, Berruto, Romeo, Girelli, Amendola, Madia, Toni Ricciardi, Ciani
2-00763

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della difesa, per sapere – premesso che:

   il 13 e 14 maggio 2026, presso il parco divertimenti MagicLand di Valmontone, a poca distanza da Roma, sono previsti gli School Days. Una delle attività previste durante l'evento coinvolge l'Esercito italiano, che svolgerà una lezione sul «metodo di combattimento militare»;

   nella locandina dell'attività, inizialmente pubblicata sui social network e poi rimossa dagli organizzatori a seguito di forti polemiche, si vedevano uomini armati di fucili, in mimetica, pronti a mettere in atto un'irruzione in un edificio, simulando la cattura di un «elemento ostile»;

   gli School Days organizzati negli ultimi anni dal parco divertimenti MagicLand di Valmontone si rivolgono a bambini e ragazzi dalla scuola dell'infanzia alla scuola media, coinvolgendoli in iniziative di gioco che riguardano l'ambiente e la legalità in campo economico e finanziario;

   la criticabile scelta di inserire un'azione militare di quel tipo, tra le dimostrazioni pianificate in collaborazione con l'Esercito italiano, avviene mentre il mondo guarda con preoccupazione ai fatti di Minneapolis, negli Stati Uniti, dove i militari dell'Ice commettono quotidiani abusi sulla popolazione civile –:

   se intenda adottare iniziative di competenza idonee per escludere dalle attività concordate dagli organizzatori dell'evento con l'Esercito italiano la simulazione di un'irruzione militare e se intenda adottare iniziative per accertare chi e con quale intento, all'interno delle forze armate, abbia accettato di inserire la suddetta simulazione tra le iniziative rivolte a bambini e adolescenti.

Seduta del 6 febbraio 2026

Illustrazione e replica di Roberto Morassut, risposta della Sottosegretaria di Stato per la Difesa, Isabella Rauti

ROBERTO MORASSUT. Grazie, Presidente. Il fatto è illustrato nel testo della interpellanza. Sostanzialmente, nel parco divertimenti di MagicLand di Valmontone è previsto per il maggio prossimo, sulla base di un programma che è stato pubblicato su delle locandine nei social network e poi cancellato, lo svolgimento di una lezione, di un ciclo di lezioni in collaborazione con l'esercito italiano sul “metodo di combattimento militare”. In queste locandine, in queste pubblicazioni, si vedevano uomini armati di fucili, in mimetica, pronti a mettere in atto un'irruzione in un edificio simulando la cattura di un elemento ostile.

Ora, gli School Days non sono una novità a Valmontone perché si sono già svolti, ma con natura e contenuto totalmente diversi. Sono stati coinvolti ragazzi, bambini delle scuole medie e, persino, elementari su temi che riguardano la legalità in campo economico, su temi che riguardano l'ambiente, su altre questioni, sicuramente non di questo tipo. Ora è una scelta assolutamente criticabile quella di inserire un'azione militare di questo tipo per le dimostrazioni pianificate che ricorda tanto le vicende di Minneapolis, dove abbiamo visto che cosa è accaduto e abbiamo ancora negli occhi quelle assurdità e quelle bestialità. Ora, io sono qui per presentare questa interpellanza per vari motivi.

Il primo è che, nella nostra Costituzione, la funzione dell'esercito, delle Forze armate è definita sostanzialmente in due punti: uno è l'articolo 11, quello in cui si recita che “l'Italia ripudia la guerra” e utilizza le Forze armate solo in funzione difensiva e per la sicurezza, l'altro, più importante, significativo in questo caso, è l'articolo 52 che recita che l'ordinamento delle Forze armate si conforma allo spirito democratico della Costituzione.

Ora, io mi rivolgo a lei, Sottosegretaria e onorevole Rauti, perché lei porta un cognome importante, che ha avuto un significato nella storia politica dell'Italia dopo la guerra, che la mia parte politica ha combattuto aspramente, non ne ha condiviso i contenuti e ancora non li condivide, ma che ha avuto l'attenzione di rivolgere il suo sguardo verso i giovani, verso le giovani generazioni. Ora io le chiedo e chiedo a tutti noi: che cosa stiamo trasmettendo ai nostri ragazzi? La nostra gioventù è una parte minoritaria della società. Non conta nulla perché non ha rappresentanza e perché sono pochi i ragazzi e le ragazze. Vivono in un mondo strabico perché è tenuto in mano ormai da una minoranza e da un meta- potere ultrastatale, globale e tecnocratico che elabora i miti al posto della politica umana e che si appropria della morale e dei diritti internazionali, come ha detto il Presidente Trump con sfacciata arroganza.

Ecco, in questo modo strabico, vedono un futuro troppo corto - con una lente d'ingrandimento lo vedono terminare tra poco tempo - ma anche troppo lontano. Come se avessero un cannocchiale rovesciato, lo vedono inarrivabile. Questi ragazzi sentono questa difficoltà. Che cosa gli stiamo consegnando noi? Questo ce lo dobbiamo domandare. Un mondo inquinato e un mondo indebitato senza prospettiva. Gli stiamo dicendo senza accorgercene o, forse, consapevolmente: andate a combattere per difendere questo mondo. Ci sono Capi di Stato e ci sono capi di stati maggiori che dicono: è il momento che morite, mettete gli scarponi. Ma per difendere che cosa? Questo Occidente? Li stiamo militarizzando, gli mettiamo addosso delle mimetiche, gli mettiamo addosso delle armi, gli insegniamo ad avere dei nemici da distruggere, da catturare e da uccidere. Stiamo cavalcando il loro odio generazionale: questo noi stiamo facendo come generazione. Mi ci metto dentro perché io sono un boomer e siamo dei boomer, cioè apparteniamo a quella generazione che ha avuto la fortuna di suggere i frutti di chi ha sofferto prima di noi e, forse, inconsapevolmente, abbiamo costruito le ragioni di quel debito che stiamo scaricando sui ragazzi che vedono una prospettiva così lontana.

Questo Occidente non può essere fatto così, va cambiato. È grave che un'istituzione delicata, come l'esercito, si sia prestata, se si è prestata, a questa cosa. Ora, se c'è qualcuno che vuole tornare al mito del libro e del moschetto, trasfigurato nel cellulare e nel mitra, lo deve dire. Noi dobbiamo offrire altro: dobbiamo offrire sicurezza, dobbiamo offrire certezze, dobbiamo offrire miti positivi, persino dolcezza alle nostre generazioni, alle nostre ragazze, ai nostri ragazzi, alle nostre bambine e ai nostri bambini. Quello che è successo a Valmontone, forse, è un piccolo fatto, ma è un grande fatto da un punto di vista di comunicazione generale, soprattutto perché avviene in un momento di gioco che è un momento di felicità. Probabilmente non è l'unico di questi fatti che avvengono in giro per il Paese e in giro per il mondo in cui si dice ai ragazzi trovatevi un nemico, artigliate non la vita” e non voi dovete artigliare la vita, la dovete acchiappare e anche consumare. Noi gli stiamo dicendo di artigliare delle armi, “artigliare” soprattutto.

Ecco, io le chiedo, in questa semplice interrogazione, se quello che è accaduto ha davvero coinvolto l'esercito, perché sarebbe grave, se ci saranno degli interventi per evitare che questo avvenga e se ci sono delle responsabilità personali su questa grave - anche se piccola, è enormemente grave - vicenda di un parco giochi, dove si va per divertirsi, dove si va per immaginare, dove si va per immaginare la felicità e non per costruire la morte.

 

ISABELLA RAUTI, Sottosegretaria di Stato per la Difesa. Grazie, Presidente. In premessa, mi permetto di ringraziare l'onorevole Morassut per il riferimento alla mia storia personale e familiare senza termini polemici. L'ho presa come un complimento.

Lo ringrazio, in particolare, per l'esposizione appassionata che ha fatto e non meccanica della sua interpellanza, sua e di altri, in relazione alla quale desidero evidenziare che la partecipazione dell'Esercito italiano all'iniziativa School days, prevista - come da lei evidenziato - a maggio prossimo presso il parco divertimenti MagicLand di Valmontone, rientra nel novero di numerose iniziative promozionali istituzionali e avverrà su richiesta degli organizzatori, che hanno incluso non solo la Forza armata dell'Esercito, ma parimenti tante altre amministrazioni (almeno, questo è successo nell'edizione precedente) - mi riferisco a Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, Guardia costiera, Vigili del fuoco -, e lo hanno fatto riconoscendo il valore informativo, educativo e istituzionale di tali amministrazioni. Il contributo dell'Esercito sarà finalizzato, in linea con le altre analoghe iniziative già realizzate - che peraltro hanno suscitato sempre vivo interesse e ampia partecipazione di pubblico -, alla promozione della cultura della difesa, a far conoscere e anche raccontare l'operato delle Forze armate al servizio della collettività nazionale a tutela delle istituzioni e della sicurezza dei cittadini.

In relazione alla locandina e all'immagine pubblicata per la promozione dell'evento, cui l'interpellanza fa un riferimento esplicito, si precisa che la stessa è il risultato di una sovrapposizione grafica di contenuti riferiti ad altre attività espositive e non rispecchia in alcun modo il messaggio né la finalità dell'evento in via di organizzazione. Non è prevista, infatti, alcuna simulazione di azioni od operazioni militari, né rappresentazioni riconducibili a scenari di combattimento. Le attività previste sono di carattere sportivo e si svolgeranno secondo le procedure consolidate, con la presenza di personale addetto qualificato e con la particolare attenzione all'adeguatezza dei contenuti rispetto alle fasce di età coinvolte nella manifestazione e nell'evento. Allo stesso modo, gli stand espositivi saranno tutti in linea con lo spirito della manifestazione e con il pubblico al quale la stessa è dedicata e rivolta.

 

ROBERTO MORASSUT . Grazie. No, non sono soddisfatto, onorevole Rauti, perché nella prima parte della sua risposta trovo, anzi, una conferma grave di quello che purtroppo è emerso da questa vicenda. L'Esercito viene chiamato da un'organizzazione, peraltro, privata a partecipare allo svolgimento di iniziative (come se un esercito fosse un fornitore di un privato, di servizi di chissà quale tipo), a svolgere una manifestazione i cui contenuti non sono allo stato chiari. Noi sappiamo quello che è stato pubblicato e poi tolto dai soci.

Allora, lei ci sta dicendo un'altra cosa, che però ha i caratteri - mi permetta di dirle - della vaghezza, perché se si chiama l'Esercito, se si coinvolgono le Forze armate e di Polizia per insegnare ai nostri ragazzi e alla popolazione civile come si agisce, per esempio, in situazioni di protezione civile, come si interviene dopo un terremoto o dopo una catastrofe naturale, allora ci potrebbe stare, perché questo rientra pienamente nelle funzioni democratiche dell'Esercito italiano e delle Forze armate previste dalla Costituzione, nonché nelle funzioni dell'Esercito, che deve formare i suoi quadri e i suoi militari all'obiettivo della protezione della popolazione civile. Ma qui permane l'elemento di un grandissimo fattore di ambiguità.

Non si capisce bene questa iniziativa in quale direzione stia andando, per cui io credo che serva sicuramente un supplemento di indagine, che occorra sicuramente un chiarimento pubblico delle autorità delle Forze armate, che occorra chiarire con certezza quali sono i programmi previsti per quelle manifestazioni, che escludano quel tipo di rappresentazioni perché, se si parla di difesa, azioni di difesa, si parla di azioni di difesa. E comunque questo dovrebbe comportare un'ulteriore riflessione sull'elemento armato che viene inserito all'interno di queste rappresentazioni; elemento armato che ha sempre un elemento di ambiguità perché si può sfondare un muro, si può entrare in una casa, si può fare un'irruzione coprendola col velo ipocrita della difesa, ma trasmettendo ben altri valori. Quindi io le chiedo, onorevole Sottosegretaria, di fare un approfondimento su questa cosa; che il Governo faccia un approfondimento e dia un chiarimento, che le Forze armate diano un chiarimento perché, se questo non avverrà, noi continueremo una campagna serrata e presente sul territorio, anche in quel luogo, allo svolgimento di quelle manifestazioni per evitare che i nostri ragazzi, i nostri bambini, le nostre ragazze e le nostre bambine nelle scuole elementari, cioè nelle scuole in cui la loro coscienza viene plasmata come materia pura, come materia tenera possano essere incanalati verso una direzione sbagliata.

Sa che c'è? Io frequento molto, vado molto nelle scuole per sentire i ragazzi. Sono colpito dal fatto che, quando gli si chiede “che mestiere vuoi fare?”, tanti ragazzi, anche i ragazzi che sono - diciamo così - i “nuovi italiani”, che sono venuti da altri Paesi, che sono cittadini italiani, che portano gli occhi a mandorla, che hanno la pelle un po' più scura ma che sono italiani, ti rispondono: voglio fare il poliziotto, voglio fare il militare, voglio fare il carabiniere, che sono mestieri nobilissimi, ma che fanno capire che l'istinto di stare schierati dentro un corpo militare è la prima cosa che gli viene in mente. Non dico che noi dobbiamo combattere questa tendenza, anzi, ripeto, è un mestiere nobilissimo, ma dobbiamo saper portare i nostri ragazzi con dolcezza e con apertura a guardare il mondo a 360 gradi. E queste iniziative non li aiutano e sicuramente occorre chiarezza su quello che è stato promosso da quel parco giochi e dal coinvolgimento dell'esercito.