29/04/2026
Silvia Roggiani
Casu, Mauri
2-00826

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro della giustizia, per sapere – premesso che:

   il corretto dimensionamento degli organici delle forze dell'ordine rappresenta un presupposto essenziale per garantire la sicurezza dei cittadini e la tenuta democratica delle istituzioni;

   da anni si registrano segnali di criticità legati al ricambio generazionale del personale, alla capacità operativa delle amministrazioni interessate e alla capacità delle scuole di polizia di formare un numero adeguato di allievi;

   appare dunque necessario disporre di informazioni complete e aggiornate, utili a valutare l'effettivo stato del comparto sicurezza e le politiche necessarie a garantirne l'efficienza –:

   quale sia la consistenza effettiva degli organici, ripartito per ogni provincia italiana, per ciascuno degli anni dal 2008 all'ultimo anno disponibile, delle seguenti forze di polizia: a) Polizia di Stato; b) Arma dei carabinieri; c) Guardia di finanza; d) Polizia penitenziaria, nonché per ciascuno degli anni dal 2008 ad oggi, quanti siano stati gli ingressi e quante le uscite (con distinzione tra pensionamenti, dimissioni, altre motivazioni) per ciascuno dei corpi sopra elencati;

   a fronte della dotazione organica – ripartita per ogni provincia italiana – prevista per legge per ciascun corpo di polizia, quale risulti essere, anno per anno, lo scostamento numerico rispetto alla consistenza reale, indicando l'entità effettiva del sottorganico e quale sia la distribuzione del personale attualmente in servizio per classi d'età per ciascuna forza dell'ordine;

   quali siano le stime di uscita dei prossimi cinque anni, con indicazione dell'impatto previsto sulla disponibilità effettiva del personale e dell'eventuale programmazione di nuovi concorsi o procedure straordinarie di reclutamento, quanti allievi siano in grado realmente di formare le scuole di formazione dei vari Corpi, nonché quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare per colmare i vuoti d'organico a livello di ogni singola provincia italiana, favorire il ricambio generazionale, garantire la stabilità operativa dei presidi territoriali e assicurare trasparenza e periodicità nella comunicazione pubblica dei dati relativi agli organici delle forze dell'ordine.

 

Seduta dell'8 maggio 2026

Illustrazione di Andrea Casu, risposta Sottosegretaria di Stato per i Rapporti con il Parlamento, replica di Andrea Casu

 

ANDREA CASU, Grazie, Presidente. La nostra è un'interpellanza semplice, ma puntuale. Tra l'altro, non è la prima volta che presentiamo iniziative di questo tipo. Oggi abbiamo questa iniziativa a prima firma della segretaria del Partito Democratico della Lombardia, Silvia Roggiani, e sostenuta anche da Matteo Mauri che è il nostro responsabile alla sicurezza a livello nazionale. Abbiamo chiesto più volte di avere dei dati concreti; lo abbiamo fatto nei mesi passati attraverso question time, interpellanze, interrogazioni e non riusciamo mai avere risposta a questa domanda. Speriamo e mi rivolgo alla Sottosegretaria e, per suo tramite, a tutto il Governo che questo sia il giorno in cui potremo passare, diciamo, dalla propaganda, dagli slogan alla possibilità di confrontarci su un dato di realtà. Noi stiamo chiedendo molto semplicemente quanti siano gli agenti delle Forze dell'ordine, delle Forze di Polizia, della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza e della Polizia penitenziaria per ciascuno degli anni dal 2008 all'ultimo anno disponibile, quanti siano gli ingressi e quante siano le uscite, con distinzione tra pensionamenti, dimissioni e altre motivazioni, per quanto riguarda ciascun singolo anno. Ora questo dato per noi è indispensabile ed è indispensabile conoscerlo anche provincia per provincia, perché noi dobbiamo mettere il dibattito pubblico politico su un tema che è una preoccupazione fondamentale per le cittadine e i cittadini che è il tema della sicurezza nelle condizioni di essere una discussione fondata su elementi, su basi, su determinazioni di realtà. In assenza di questi dati, come è accaduto anche nell'ultimo confronto parlamentare, i cittadini sul territorio sentiranno e vivranno il nostro dibattito pubblico e politico come un dibattito pubblico e politico lontanissimo dalla loro esigenza perché come si misura la sicurezza sul territorio? Dalla presenza delle donne e degli uomini che noi dobbiamo ringraziare perché sono in prima linea ogni giorno per poterla garantire, dal tempo che intercorre dal momento in cui si chiama per chiedere un intervento delle Forze dell'ordine e questo intervento arriva e dalla possibilità di vedere nei luoghi di maggiore difficoltà una presenza costante.

Ecco tutto questo, però, deve fondarsi su degli elementi di realtà dovuti ai numeri. Noi abbiamo dei numeri complessivi che abbiamo più volte denunciato e denunciamo, per esempio, per la Polizia di Stato il fatto che ci sia stata in questa legislatura in termini assoluti una diminuzione del numero degli agenti al saldo di tutto questo, ma è anche importante capire come provincia per provincia, regione per regione, situazione per situazione questa vicenda si sviluppi e questa vicenda vada avanti. Per questo noi abbiamo chiesto una valutazione storica ma anche una valutazione sul futuro: qual è la stima nei prossimi anni e dove gli interventi che il Governo annuncia vogliono andare.

Vorremmo veramente riuscire a spostare il terreno del confronto sulla sicurezza da una dimensione tutta ideologico-comunicativa a una dimensione di concretezza; però, avete la responsabilità di darci questi numeri perché - e io qui veramente mi rivolgo al Governo - non è pensabile che dopo 4 anni di Governo alla domanda quanti sono gli agenti, quanti sono andati in pensione, quanti saranno assunti regione per regione e provincia per provincia la risposta del Governo Meloni sia non sappiamo quanti sono o non vi possiamo dire quanti sono. La risposta del Governo Meloni deve essere oggi finalmente - e questo noi lo auspichiamo, avendo un atteggiamento più costruttivo possibile alla domanda e riservandoci di avere un atteggiamento meno costruttivo se la risposta non sarà puntuale - una tabellina ordinata di numeri con gli anni, le forze, gli ingressi e le persone che sono andati in pensione. Senza questo non potremo mai nemmeno affrontare in maniera seria un tema che per noi è molto caro, cioè la promessa tradita nei confronti delle tantissime donne e dei tantissimi uomini. Penso agli allievi agenti per i concorsi che loro hanno fatto negli anni, che sono prima stati illusi della possibilità di potere colmare le carenze organiche delle Forze dell'ordine e poi traditi; penso a chi è già nelle Forze dell'ordine, ma potrebbe immediatamente andare a completare quelle che sono le scoperture d'organico, penso alla vicenda dei vice ispettori, ad esempio. Ci sono vice ispettori immediatamente disponibili, hanno già fatto le prove, le hanno superate e sono in graduatoria; mancano nei commissariati i vice ispettori, che svolgono funzioni fondamentali: non si tratta nemmeno di fare un'assunzione, si tratta semplicemente di liberare la loro possibilità di svolgere la loro funzione, quella per cui hanno già superato delle prove. Abbiamo tutta una serie di vicende umane, di persone che aspettano delle risposte e di fronte alle quali noi abbiamo l'esigenza di interloquire con il Governo su dei numeri concreti, non solo sul fatto delle rivendicazioni politiche, sul fatto di chi ha fatto di più, di chi ha fatto di meno; potranno essere poi i cittadini a valutare, a valutare quello che è successo dal 2008. Abbiamo chiesto per questo di partire dal 2008, dal 2008 ad oggi ci sono stati Governi di differente colore politico ed è giusto anche esprimere differenze. Ma se non ci fornite questi elementi, se alla nostra discussione viene impedito di affrontare questi terreni, è chiaro che, allora, la volontà è quella di nascondere ciò che non si sta facendo sulla sicurezza per spostare una discussione tutta politica sull'introduzione dei nuovi reati, sul panpenalismo e sul terreno che abbiamo visto negli innumerevoli decreti Sicurezza che hanno poi, però, presentato il conto agli italiani di peggiorare la condizione di sicurezza nelle strade. Dato che però la via maestra per garantire la sicurezza si chiama rispetto nei confronti delle Forze dell'ordine, attenzione nei confronti del loro lavoro, attenzione alle loro condizioni di impegno e ascolto nei confronti di quello che le forze sindacali, che rappresentano le Forze dell'ordine, ci rappresentano, nei confronti delle loro condizioni di vita quotidiana, noi crediamo che questa interpellanza possa permettere di fare un passo avanti al contributo del confronto pubblico. Per questo non prendo altro tempo e chiedo veramente, col cuore in mano questa volta, dopo avere presentato negli ultimi anni con il collega Matteo Mauri, con tutto il Partito Democratico, con la collega Roggiani e con tutte le deputate e i deputati, anche di altre forze di opposizione, che hanno sostenuto questo sforzo in questi mesi, una semplice richiesta: diteci quanti sono i numeri delle donne e degli uomini che garantiscono la nostra sicurezza anno per anno, regione per regione, provincia per provincia, quanti ne entreranno, quanti ne usciranno e quanti ne sono entrati e quanti ne sono usciti.

MATILDE SIRACUSANOSottosegretaria di Stato per i Rapporti con il Parlamento. Grazie, Presidente. Ringrazio anche l'onorevole Casu. Sono molto felice di questo suo intervento perché sfonda una porta aperta nel senso che noi siamo perfettamente allineati rispetto a ciò che lei ha appena affermato, cioè per noi la sicurezza è centrale. Questo Governo ha compiuto ogni sforzo per la sicurezza, per rafforzare le tutele delle Forze dell'ordine, ha cercato di reperire ogni risorsa possibile per potenziare gli organici. Appunto le dico che sono contenta perché mi è parso che in alcuni contesti, sì, è vero, voi vi siete opposti ad alcune norme inserite nei decreti Sicurezza, ma sembrava anche che vi foste opposti alle norme che tutelavano le Forze dell'ordine, Quindi, sono molto contenta di scoprire oggi che così non è, che almeno su questo siamo allineati. Quindi, adesso le fornirò quello che lei ha chiesto, ossia dei dati che sono inconfutabili e confermano ciò che ho appena affermato.

A partire dall'insediamento del Governo, sono state assunte oltre 42.500 unità delle Forze di Polizia, garantendo il turnover al 100 per cento, nonché la riduzione dell'età media degli operatori. Contiamo di fare, entro fine legislatura, ulteriori 27.000 assunzioni. I risultati sinora ottenuti sono ancora più positivi se letti in relazione alla situazione degli organici che si era venuta a creare nel recente passato. Le cessazioni dal servizio della Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza, per il periodo dal 2014 al 2022, erano state relativamente contenute. Infatti, nell'intero arco dei nove anni considerati, le uscite dal servizio sono state in tutto circa 64.000.

Tuttavia, è importante sottolineare che, nel medesimo periodo, le immissioni in servizio sono state inferiori alle uscite purtroppo, cosa che, col tempo, ha determinato un notevolissimo squilibrio cumulativo tra ingressi e cessazioni.

Il triennio 2023-2025 ha visto, pertanto, una situazione di partenza gravata sia dallo squilibrio cui ho fatto appena cenno, sia, per altro verso, da un'elevata concentrazione temporale delle cessazioni di servizio, che nel solo triennio in questione sono state più di 35.000. Questo significa che durante i Governi succedutisi dal 2014 al 2022 si sono registrati molti meno pensionamenti rispetto a quelli avuti durante il Governo in carica. In media, infatti, mentre durante questo Governo si è dovuto far fronte a circa 12.000 pensionamenti l'anno, nel periodo dei Governi in carica nei nove anni precedenti se ne sono avuti in media 7.100, pur in assenza di una specifica programmazione per il futuro, come conferma il blocco del turn over al 75 per cento, oggi riportato al 100 per cento dal Governo Meloni.

Preme anche ricordare che l'ultima grande riforma dell'amministrazione pubblica, avviata con la legge delega n. 124 del 2015, più nota come riforma Madia, ha comportato un taglio drastico degli organici delle Forze di polizia. Come già precisato in occasione di una precedente interpellanza urgente presentata dallo stesso gruppo parlamentare dell'onorevole interpellante e avente ad oggetto le medesime tematiche segnalate con l'odierno atto di sindacato ispettivo, in forza della predetta riforma, nel 2017 la Polizia di Stato passò da una consistenza di 117.291 unità a 106.256 unità, quindi con un taglio netto di più di 11.000 unità, onorevole Casu. L'anno successivo (2018) la Guardia di Finanza registrava un abbattimento della sua pianta organica di ben 5.339 unità, passando dalle 68.130 del 2017 alle 62.791 del 2018. In controtendenza, grazie all'assorbimento del Corpo forestale dello Stato, la pianta organica dell'Arma dei carabinieri risultava sostanzialmente invariata, con una dotazione organica nel 2018 pari a 117.950 unità.

Mi sia consentito, ancora una volta, sottolineare che alla difficile situazione ereditata stiamo ponendo rimedio con efficacia, in coerenza con l'impegno preso con gli italiani e con una visione delle Forze dell'ordine molto lontana da quella dei Governi precedenti. In poche parole, onorevole Casu, durante questo Governo si sta assumendo molto più personale delle Forze di polizia rispetto ai precedenti e questo Governo ha dovuto far fronte a un numero molto più alto di pensionamenti, largamente noto e completamente trascurato dai Governi precedenti, che evidentemente consideravano la sicurezza un costo da tagliare, anziché un investimento da promuovere.

Stiamo, pertanto, colmando una voragine e una mancata programmazione causata dall'inerzia della politica precedente e dai tagli alla sicurezza, frutto di una visione ragionieristica e miope dell'interesse pubblico primario.

Il Governo è dunque fortemente determinato a proseguire sulla strada del progressivo rafforzamento delle Forze di polizia, tant'è che - vengo ai numeri - con il decreto-legge n. 23 del 2026, da poco convertito in legge, sono state oltretutto semplificate le procedure di accesso ai ruoli della Polizia di Stato, dell'Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza e del Corpo della Polizia penitenziaria proprio allo scopo di rendere più rapide le prossime assunzioni.

A tal riguardo, saranno assegnati ai riparti di impiego 831 finanzieri, di cui 501 del contingente “ordinario”, 200 del contingente antiterrorismo-pronto impiego e 130 del contingente “mare”; 1.116 ispettori, di cui 1.077 del contingente “ordinario” e 39 contingente “mare”; 85 ufficiali, di cui 57 tenenti del comparto “ordinario” e 28 sottotenenti del comparto “speciale”. Ovviamente stavo parlando della Guardia di finanza.

Analogamente, una numericamente significativa assegnazione di personale interesserà l'Arma dei carabinieri, in virtù della conclusione dei prossimi corsi. Nello specifico, il prossimo 12 giugno terminerà il secondo ciclo del 144° corso per 1.256 Carabinieri; il 26 giugno il 13° corso triennale per 739 marescialli; il 10 luglio il primo ciclo del 145° corso per 673 Carabinieri e il 27 novembre il secondo ciclo del 145° corso per 630 Carabinieri.

Anche per la Polizia di Stato vi è stata e vi sarà, nel corso dell'anno, un'immissione di nuove leve, in particolare a seguito del completamento, nel prossimo mese di agosto, del 233° corso allievi agenti per 3.142 unità. Inoltre, nel mese di aprile scorso è stato pubblicato un nuovo concorso per 4.400 allievi agenti della Polizia di Stato e uno per 220 commissari.

In conclusione, onorevole Casu, la linea del Governo in tema di sicurezza è chiara e corrisponde a quello che il Governo ha fatto e continuerà a fare: più risorse, più tutele e stipendi più alti alle Forze di polizia, più investimenti e fondi sulle nuove tecnologie per progetti di sicurezza urbana su tutto il territorio nazionale, più efficace contrasto ad ogni forma di eversione e di terrorismo, più arresti, più sgomberi, sequestri e confische di beni alla criminalità organizzata, calo drastico di ingressi di migranti irregolari ed aumento esponenziale di rimpatri di stranieri pericolosi. Questa è la linea e su questo continueremo con il massimo impegno.

ANDREA CASU, Purtroppo, non solo non sono soddisfatto, ma sono sconcertato, perché onestamente, conoscendo la Sottosegretaria Siracusano e la sua correttezza, sono sicuro che anche lei si rende conto benissimo che non avete, per l'ennesima volta, risposto alla nostra domanda. Se fosse vero quello che dite e se i numeri rispondessero così chiaramente alla vostra propaganda, perché non dirli? Invece, no. Chiediamo dal 2008 e rispondete dal 2014. Fate riferimento a una serie di falsità, io ho preso degli appunti, ma in dieci minuti non è possibile, tutte le cose che state dicendo… Al 100 per cento del turnover si era già arrivati prima di questo Governo. Anzi, voi, in una legge di bilancio, avete provato a tagliarlo questo 100 per cento del 25 per cento ed è stato grazie alla battaglia parlamentare che ve l'abbiamo impedito. Ci mancherebbe altro che non ci fossero delle assunzioni! Ma vi rendete conto di cosa significherebbe se questo Governo fermasse le assunzioni?

Non avete speso una parola per tutte le donne e gli uomini che hanno già superato delle prove. L'unica cosa che aumentate sono i concorsi. Che voi abbiate interesse a fare nuovi concorsi è chiarissimo. Peccato che c'è un'esigenza di sicurezza adesso. Ci sono donne e uomini che questi concorsi li hanno già fatti e potreste immediatamente attingere a queste graduatorie per poter avere tutti gli agenti che servono per colmare i PIAO e tutti i viceispettori che servono, ma voi evidentemente volete che queste stesse persone facciano un nuovo concorso, se ne hanno ancora l'età. Quindi, tradite una promessa che aveva fatto Giorgia Meloni che invocava, invece, gli scorrimenti delle graduatorie nelle Forze dell'ordine, quando era parlamentare dell'opposizione. Ha tradito anche questa promessa e si è dimenticata, ancora una volta, da dove viene nel momento in cui si è trovata a occupare una posizione di potere. Però, noi siamo qui per ribadire quello che vi abbiamo chiesto. Noi non possiamo chiedere sempre più compiti e più funzioni alle Forze dell'ordine senza rafforzarne adeguatamente le strutture e le risorse umane. È un atteggiamento irresponsabile che non va a favore dei cittadini, né degli operatori, né della sicurezza. Servono investimenti veri, programmazione, scelte coerenti e non slogan. Non è tollerabile da un punto di vista parlamentare che oggi, 8 maggio, nell'anniversario della prima seduta del Parlamento repubblicano, il principale gruppo dell'opposizione parlamentare di questo Paese si trovi per la quarta volta a chiedere dei numeri, che il Governo nega, sulle effettive presenze, assunzioni e pensionamenti, anno per anno, regione per regione, delle Forze dell'ordine.

Il Governo Meloni non solo ha fallito sulla sicurezza, ma il Governo Meloni non sa nemmeno che cosa succede nella sicurezza, non sa nemmeno i numeri. Ha qualche numero appiccicato di qualche anno, di qualche slogan, di qualche idea. Non distingue nemmeno tra i numeri teorici ed effettivi. Alcuni dei numeri che avete fatto sono numeri teorici, non di effettivi agenti che c'erano. Sono numeri non veri! Non si può andare avanti in un confronto di questo tipo, io glielo dico veramente. Poi saremo sempre insieme nel ringraziare le Forze dell'ordine, ma bisogna anche tenere conto della realtà. Le faccio un esempio per farvi capire quanto non vi rendete conto di qual è la condizione di vita quotidiana degli agenti, delle donne e degli uomini delle Forze dell'ordine. Le darò, alla fine, questa circolare. A me è stata segnalata dalla SILP- CGIL di Roma e del Lazio, che ringrazio.

È una circolare del 6 febbraio del 2026, con cui sono state informate le articolazioni dell'amministrazione della pubblica sicurezza sulle novità introdotte dalla legge di bilancio in termini di esenzione fiscale per i lavoratori dipendenti, ed è praticamente quella che riguarda l'evoluzione delle tassazioni per quanto riguarda i doppi buoni pasto erogati nell'anno 2025.

Ora, io non so - presenteremo un'interrogazione su questo - se lei conosca questa vicenda, però gli operatori di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e comandati di servizio svolgono orari continuativi ben oltre le 12 ore quotidiane. Sono per lo più operatori che scortano figure ed esponenti delle nostre istituzioni.

È avvilente aver assistito all'introduzione - e che non si stia intervenendo per correggerlo - di un meccanismo di tassazione che è assolutamente penalizzante per queste forze, perché si trovano ad essere due volte vittime di un sistema distorto. La prima, quando l'amministrazione li obbliga a prolungare la prestazione lavorativa ben oltre l'orario ordinario, anche per la carenza di organico, ormai strutturale, di cui non rispondete. La seconda perché, trovandosi impossibilitati a consumare il vitto, sono costretti a ricorrere al beneficio del secondo buono pasto. Ma voi questo secondo buono pasto glielo tassate con la scure del MEF, con l'ultima manovra.

Speriamo che il Ministro Giorgetti capisca quanto questo sia un assurdo dazio nei confronti delle Forze dell'ordine, di quegli agenti che noi dovremmo ringraziare, perché garantiscono la sicurezza dei rappresentanti delle istituzioni, garantiscono la vostra sicurezza. Voi non solo non vi occupate delle condizioni di chi garantisce la sicurezza degli italiani, ma voi non guardate nemmeno negli occhi le donne e gli uomini che garantiscono la vostra sicurezza quando uscite da quest'Aula. Per voi sono invisibili. Sono invisibili gli agenti che hanno fatto i concorsi, sono invisibili le persone che vogliono far parte delle Forze dell'ordine e sono invisibili le persone che garantiscono la vostra sicurezza. Gli avete tagliato persino il doppio buono pasto.

Ora, noi chiediamo che da questo punto di vista il riferimento debba essere un superamento del riferimento al carattere giornaliero del limite di esenzione, rapportandolo al singolo trattamento di vitto. Cioè, non è pensabile veramente che addirittura su questo facciate cassa. Non riuscite a trovare nemmeno le risorse per garantire un minimo di riconoscimento a queste donne e a questi uomini (nemmeno alle donne e agli uomini che vi accompagnano durante la giornata per garantire la vostra sicurezza); per non parlare delle donne e degli uomini che servirebbero per garantire la sicurezza nelle strade.

Il Governo Meloni ha totalmente fallito. Noi però vi chiediamo di dare i numeri, perché noi non ci vogliamo limitare a denunciare il vostro fallimento, noi vogliamo cominciare a lavorare per cambiare, per rispettare queste donne e questi uomini come non li avete rispettati voi, per dare quelle risposte che non avete potuto dare e per dare a quei cittadini quella sicurezza che gli avete negato. Ma, per farlo, dobbiamo conoscere la situazione. Voi continuerete a negarcela, per cercare di nascondere il vostro fallimento; ma non potrete più nasconderlo al Paese.

Noi continueremo insieme a tutte quelle donne e quegli uomini che con coraggio servono le istituzioni nelle Forze dell'ordine - che voglio ringraziare, in conclusione del mio intervento -, a tutte quelle donne e a quegli uomini che vorrebbero entrare e hanno fatto dei concorsi e a quelli che faranno i nuovi concorsi, rivolgendoci a loro con parole di verità, senza prenderli in giro e senza prendere in giro gli italiani.