26/02/2026
Matteo Mauri
Bonafè
2-00790

 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere – premesso che:

   il corretto dimensionamento degli organici delle forze dell'ordine rappresenta un presupposto essenziale per garantire la sicurezza dei cittadini e la tenuta democratica delle istituzioni;

   da anni si registrano segnali di criticità legati al ricambio generazionale del personale, alla capacità operativa delle amministrazioni interessate e alla capacità delle scuole di polizia di formare un numero adeguato di allievi;

   appare dunque necessario disporre di informazioni complete e aggiornate, utili a valutare l'effettivo stato del comparto sicurezza e le politiche necessarie a garantirne l'efficienza;

   tali questioni sono già state più volte oggetto di atti di sindacato ispettivo ai quali il Ministro interpellato non ha risposto affatto, come nel caso dell'interrogazione n. 5-04679, o ha fatto rispondere in modo assolutamente insufficiente – come nel caso dell'interrogazione a risposta immediata in commissione n. 5-04736, discussa martedì 25 novembre 2025 –:

   quale sia la consistenza effettiva degli organici, per ciascuno degli anni dal 2008 all'ultimo anno disponibile, delle seguenti forze di polizia: a) Polizia di Stato; b) Arma dei carabinieri; c) Guardia di finanza; d) Polizia penitenziaria, nonché per ciascuno degli anni dal 2008 a oggi, quanti siano stati gli ingressi e quante le uscite per ciascuno dei corpi sopra elencati;

   a fronte della dotazione organica prevista per ciascun corpo di polizia, quale risulti essere, anno per anno, lo scostamento numerico rispetto alla consistenza reale, indicando l'entità effettiva del sottorganico;

   quali siano le stime di uscita dei prossimi cinque anni, con indicazione dell'impatto previsto sulla disponibilità effettiva del personale alla luce degli ingressi previsti;

   quale sia la programmazione di nuovi concorsi o procedure straordinarie di reclutamento, nonché quanti allievi siano in grado realmente di formare le scuole di formazione dei vari corpi;

   quante erano le scuole di formazione per i singoli Corpi nel 2000 e quante ne sono state chiuse a seguito delle cartolarizzazioni decise negli anni 2001-2002, durante il Governo Berlusconi II.

Seduta del 6 marzo 2026

Illustrazione e replica di Matteo Mauri, risposta del Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica, Claudio Barbaro

MATTEO MAURI. Grazie, signora Presidente. Sì, vorrei illustrarla perché - dico al Sottosegretario che rappresenta il Governo - si tratta di un tema che ha una sua delicatezza anche di carattere democratico, cioè legata alla trasparenza del rapporto tra Governo e Parlamento ma soprattutto tra Governo e cittadini su un tema molto delicato che, da molto tempo e sempre di più, è al centro del dibattito politico ed è usato, a mio modo di vedere, anche in maniera strumentale dal Governo per provare a orientare il consenso e l'opinione pubblica, cioè il tema della sicurezza.

Il tema della sicurezza ha diversi elementi, diciamo così, che lo compongono: uno è sicuramente l'andamento dei reati - su questo dirò qualcosa avanti - e l'altro, invece, è l'oggetto della nostra richiesta di informazioni che è quello legato agli organici. C'è un dibattito che si sta sviluppando in queste settimane, in questi mesi, sull'entità degli organici, sulla proiezione nel futuro di questi organici delle Forze dell'ordine, in particolare sulla forza effettiva, cioè distinguiamo tra organici teorici, cioè quelli che sono previsti dalla norma come dovrebbero essere e, invece, quelli effettivi, cioè le forze effettive. Stiamo parlando delle Forze della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di finanza e della Polizia penitenziaria. Adesso noi ci concentriamo soprattutto su quelle che hanno una funzione di pubblica sicurezza e di ordine pubblico. Perché? Perché questo? Perché c'è una stretta correlazione tra la quantità - non solo la quantità, lo vedremo, ma a partire da quella - la quantità degli agenti e degli ufficiali del personale delle Forze dell'ordine e la garanzia di sicurezza sul territorio. Soprattutto stiamo parlando di quella parte che si riferisce, ovviamente, alla repressione e al controllo del fenomeno criminale. Tralasciamo in questo caso quella che attiene, invece, alla prevenzione.

Ora è evidente, è del tutto evidente che, per quanto riguarda il controllo e la repressione, il numero delle Forze dell'ordine è assolutamente fondamentale. Noi siamo preoccupati perché, da un lato, abbiamo notato che, negli ultimi anni, c'è una crescita dei reati complessivi e, in particolare, di alcune tipologie di reato: stiamo parlando soprattutto dei reati predatori. Per capirci: i furti, i borseggi, ma anche le frodi informatiche, per dire, sono anche quelli reati predatori, da un lato, e, dall'altro, quelli violenti contro le persone, parliamo delle rapine di strada, parliamo dei furti con strappo. Parliamo di reati che colpiscono fortemente la vita delle persone che creano, diciamo così, una lesione al senso di libertà, di tranquillità di serenità delle persone e che, di conseguenza, impattano molto sulla vita dei singoli.

Ora, dicevamo, il numero degli agenti è direttamente proporzionale alla capacità dello Stato di intervenire su questi fenomeni, oltre al fatto non secondario - che viene spesso sottolineato anche dagli stessi agenti di sicurezza e dai loro sindacati - che, nel corso del tempo, sono aumentate anche le mansioni, i compiti che vengono richiesti alle Forze dell'ordine. Di conseguenza, il fatto che, da un lato, non ci sia, in questo momento, un investimento reale, importante per aumentare gli organici delle Forze dell'ordine e, dall'altro, che si chieda con lo stesso numero di Forze dell'ordine, ancora, di fare ancora più cose, evidentemente, sono due elementi che non stanno insieme. Ora per capirci e per fare chiarezza, perché non sempre c'è chiarezza su questo aspetto: noi non stiamo dicendo che lo Stato, che il Governo non stia facendo delle assunzioni perché sta facendo le assunzioni, così come tutti i Governi le hanno fatte, però, qui c'è una ambiguità dentro cui, devo dire, purtroppo lo stesso Ministro dell'Interno gioca. Perché, spesso e volentieri, ci tiene a informare l'opinione pubblica, ma l'ha fatto anche in questa sede di fronte al Parlamento, di quante persone sono state assunte, citando cifre che passano, dipende dai momenti, da 30.000 a 40.000. La cosa che però non dice, ed è la cosa che a noi preoccupa, invece, è che queste persone non sono sufficienti a garantire un turnover al 100 per cento. Per capirci: queste assunzioni non sono in grado di coprire le persone che vanno in pensione o comunque cessano dal servizio. Di conseguenza, sulla Polizia di Stato è ancora più evidente questa cosa, il numero di persone che va in pensione è maggiore del numero di persone che viene assunto. Per cui il tema non è venire a dire al Parlamento abbiamo assunto 30.000 persone, perché quello si sarebbe comunque dovuto fare. Diciamo che è veramente il minimo, minimo sindacale, cioè prendo una persona al posto di una che va in pensione. La preoccupazione nostra è legata al fatto che non solo gli organici non crescono come dovrebbero crescere, a maggior ragione ce lo aspettiamo da un Governo che, diciamo così, il tema della sicurezza prova rappresentarlo come un fiore all'occhiello - poi vedremo che evidentemente non è così, è esattamente il contrario - ma noi ci aspetteremmo almeno, almeno - questo è il vero minimo sindacale - che quante persone vanno in pensione a quelle corrispondano tante persone che vengono prese nelle Forze di Polizia: questo, invece, non sta accadendo. Cioè la verità, prendo ad esempio la Polizia di Stato, è che solamente negli ultimi 2 anni c'è stata una perdita netta di più di 2.000 agenti per le Forze di Polizia. Di conseguenza, vuol dire che rispetto a 2 anni fa ci sono circa 2.000 poliziotti in meno.

Allora, questo ci ha fatto in più occasioni denunciare il fenomeno e sollevare una questione di, credo, interesse collettivo perché non è interesse solo dell'opposizione se vengono assunti più poliziotti, credo che sia nell'interesse del Paese.

Questo l'abbiamo fatto, guardi, anche perché, diversamente dalla lettura che ogni tanto viene data dal Governo, benché noi non ci troviamo - lo dico con grande chiarezza, perché io non cambio le cose che dico da quando sono al Governo a quando sono all'opposizione - in una condizione di emergenza sicurezza nazionale, perché grazie al cielo non è questa la condizione, ci troviamo però di fronte a un peggioramento delle condizioni della sicurezza, perché i reati nei due anni di cui abbiamo dati consolidati, cioè certi, sicuri e certificati, che sono il 2024 e il 2023, noi ci siamo trovati di fronte ad un aumento complessivo della criminalità del 2,5 per cento del '24 sul '23 e del 3,8 per cento del '23 sul '22. Okay? I dati del 2025 - lo accennavo prima, adesso lo dico con maggiore chiarezza - che il Ministro dell'Interno Piantedosi continua a sbandierare in giro (e lo fa da diversi mesi, ancora prima che il 2025 fosse finito) non sono per nulla certificati.

Ci sono due elementi che voglio mettere all'attenzione dell'Aula. Il primo: che non sono certificati, e i dati non certificati non si danno. A me l'hanno insegnato alla prima lezione del corso di statistica. Non si danno finché non sono consolidati. Due - mi faccia dire -: se si danno, si danno a tutti. Cioè, non è che do il dato che interessa a me e che ho solo io, Ministro dell'Interno. Io devo mettere a disposizione di tutti i dati di cui sono in possesso e che cito, altrimenti ci troviamo di fronte a una asimmetria che è inaccettabile, soprattutto se è tra il Governo, e cioè chi gestisce le Forze dell'ordine (cioè, per capirci, chi gestisce l'uso della forza legittima - non è una cosa di poco conto) e gli altri. Che non sono solo il Parlamento - che però è fondamentale in questo caso -, ma sono tutti i cittadini. Per cui non si possono usare dati che non sono resi pubblici nella loro interezza. Questo vale per i reati (e poi avremo modo di parlarne in maniera più approfondita) e, guardi, vale anche per il punto che qui stiamo discutendo sulle Forze dell'ordine, perché noi abbiamo chiesto già in diverse occasioni, con una interrogazione e con un'interrogazione a risposta immediata durante un question time, di avere i dati precisi degli ultimi vent'anni di tutti i componenti dei vari corpi delle Forze dell'ordine, con l'andamento di quanti sono andati in pensione e di quanti sono stati assunti anno per anno, e anche - perché questo è interessante - con la proiezione nel futuro. Cioè: nei prossimi anni cosa accadrà? Quante forze ci saranno, sulla base delle assunzioni che si possono fare e che lessicalmente si potranno fare con questo sistema di formazione? Bene. Quello che io purtroppo devo dire - poi noi non abbiamo una conoscenza diretta, ma mi riferisco a lei in qualità di rappresentante del Governo - è che le risposte che abbiamo avuto sono state o nulle (e cioè alle interrogazioni non è mai stato risposto) oppure totalmente insufficienti, come quelle in sede di question time in Commissione, dove una sua collega - devo dire, assolutamente disponibile e gentile come sempre -, la Sottosegretaria Ferro, è venuta a leggerci quello che le hanno scritto al Ministero, che era, non so, un centesimo di quello che avevamo richiesto? Poi eravamo rimasti, sempre in Commissione, che ci avrebbero fatto avere gli altri dati - perché ci han detto di aver avuto poco tempo (va bene, avete poco tempo, vi diamo tutto il tempo che volete) -, ma dopo mesi e mesi e mesi non è arrivato alcunché, finché lo stesso Ministro ha detto che i dati erano quelli.

Ecco, noi non ci accontentiamo. I dati non sono quelli. Non state facendo un piacere a qualcuno dando i dati veri, reali delle Forze dell'ordine, ma è un dovere del Governo, non è, così, un di più. È un dovere che il Governo ha nei confronti dei cittadini. Mettere in comune (nella disponibilità di tutti, chiaramente) dati che devono essere conosciuti da tutti. E lo dico ancora, a maggior ragione se su quei dati si costruisce strumentalmente una campagna politica. Perché la cosa che non è accettabile è l'asimmetria tra il Governo e gli altri. Qui c'è un punto - e torno all'inizio - di democrazia. Allora - e non la faccio lunga perché non ho intenzione di sfruttare necessariamente tutto il tempo, perché le cose da dire sono queste - io voglio sperare che adesso… Lei non segue la materia, ma i dati che le hanno fornito e da portare qua di fronte al Parlamento siano i dati che noi abbiamo chiesto, perché avete avuto tutto il tempo necessario per raccoglierli… Posto - mi faccia dire - che il fatto che ci voglia più di qualche giorno per il Ministero dell'Interno per raccogliere i dati sulle Forze dell'ordine, io lo troverei comunque curioso, perché dovrebbero essere delle cose che apri il cassetto e ce le hai, perché dovresti averle in testa, perché se non ce le hai in testa, se non sai i tuoi numeri (del tuo Ministero), mah, mi sembra che già quello sia un problema. Poi se tu ce li hai e non vuoi darli è un problema ulteriore, però di carattere democratico e di trasparenza.

Ora, sono passati mesi dalle prime interrogazioni, sono passati mesi da interlocuzioni in cui ci hanno detto: ah, beh, se lo chiedete, noi ve li daremo… Io adesso ascolterò con grande attenzione quello che lei avrà da dire, o meglio - l'anticipo - quello che le hanno dato da dire, perché da questo però, diciamo così, deriverà anche un atteggiamento di un certo tipo da parte nostra - dico almeno per il PD, ma so che anche le altre forze di opposizione hanno fatto nel passato richieste simili -, perché pensiamo che su questo non si possa derogare. Anzi, io penso che su questo ci debba essere subito un'operazione di verità. E poi su questi dati, come su quelli dei reati - capisce bene la delicatezza e la centralità del tema (no?), della materia che stiamo trattando in termini proprio di importanza rispetto all'opinione pubblica e alla costruzione del consenso, che è un elemento fondamentale in democrazia -, ecco, io credo che su questo si debba stabilire una volta per tutte che entro una certa data il Governo debba mettere a disposizione di tutti i dati su questi due argomenti. E se non si è mai fatto nel passato, forse è il caso di farlo adesso, soprattutto perché adesso (e in questi anni) questi dati vengono usati in maniera strumentale.

E questo devo dire che è assolutamente inaccettabile, e se si vuole… Io capisco che il Governo non abbia molto a cuore l'equilibrio tra i poteri (lo dimostra con le vicende recenti), però in questo caso, come dire, secondo me è assolutamente necessario. Io sono qua a nome di tutti a chiedere trasparenza. Io spero che lei sia nelle condizioni di darci questa trasparenza, altrimenti è del tutto evidente che noi useremo tutti gli strumenti a nostra disposizione in tutte le sedi per averla. Non per noi, ma per tutti.

 

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. Io intanto la ringrazio per il garbo e per l'equilibrio col quale ha illustrato le sue argomentazioni. Le voglio subito chiarire che io non vengo qui soltanto a leggere questo testo in rappresentanza del Governo, ma condivido pienamente la responsabilità di qualsiasi atto che vengo ad argomentare in quest'Aula. Per cui, al di là del fatto che me l'hanno dato, è evidente che sul punto ho quantomeno cercato di mettere del mio - poi, se questo proverà ad accontentarla, me lo dirà lei alla fine. Intanto però comunque grazie, perché è stato il suo un intervento veramente costruttivo e di questo non posso che ringraziarla.

Detto ciò, vengo al merito. In primo luogo, è opportuno ricordare che l'ultima grande riforma dell'amministrazione pubblica, avviata con la legge delega n. 124 del 2015, più nota come riforma Madia, ha comportato un taglio drastico agli organici delle Forze di Polizia. Infatti, in forza della legge Madia - e mi limito qui a citare solo pochi dati -, nel 2017 la Polizia di Stato passò da una consistenza di 117.291 unità a 106.256, con taglio netto di 11.035 unità. L'anno successivo (2018) la Guardia di Finanza registrava un abbattimento della sua pianta organica di ben 5.339 unità, passando dalle 68.130 del 2017 alle 62.791 del 2018. In controtendenza, grazie all'assorbimento del Corpo forestale dello Stato, la pianta organica dell'Arma dei Carabinieri risultava sostanzialmente invariata, con una dotazione organica nel 2018 pari a 117.950 unità. Le cessazioni dal servizio per le tre Forze di Polizia per il periodo dal 2014 al 2022 sono state relativamente contenute. Infatti, nell'intero arco dei nove anni considerati, le uscite dal servizio sono state in tutto 63.911. Tuttavia, è importante sottolineare che nel medesimo periodo le immissioni in servizio sono state sistematicamente inferiori alle uscite, cosa che col tempo ha determinato un notevolissimo squilibrio cumulativo tra ingressi e cessazioni.

Al contrario, il triennio 2023-2025 ha visto una situazione di partenza rovesciata, in quanto gravata per un verso dal forte squilibrio appena citato, e per l'altro da una elevata concentrazione temporale della cessazione dal servizio, che nel solo triennio 2023-2025 sono state 35.492. Questo significa che i Governi succedutisi dal 2014 al 2022 hanno avuto molti meno pensionamenti del Governo in carica. In media, infatti, mentre questo Governo ha fatto fronte a circa 12.000 pensionamenti all'anno, i Governi in carica nei nove anni precedenti ne hanno avuti in media 7.100 all'anno.

E posto che i pensionamenti per limiti di età sono eventi prevedibili, il progressivo aumento del gap da turnover è dipeso dalla precisa scelta politica compiuta dai Governi pro tempore, inclini a considerare le Forze di polizia un costo da tagliare anziché un investimento da promuovere in ossequio a una visione grettamente ragionieristica, oltre che assai miope, dell'interesse pubblico. Se ora consideriamo lo scostamento tra pianta organica e consistenza effettiva delle tre Forze di polizia nei dodici anni intercorrenti tra il 2014 e il 2025, vediamo che nel 2014 esso era di 38.833 unità, mentre nel 2023 lo scostamento è stato di 27.279 unità, un valore sostanzialmente confermato anche nei due anni seguenti. In effetti, questo Governo, dalla sua entrata in carica, ha già assunto 42.500 operatori e circa 30.000 nuovi ingressi sono programmati entro il 2027. Di conseguenza vi sarà un'ulteriore, significativa, riduzione di tale scostamento e quindi più Forze di polizia sul campo. I dati parlano da soli e non sarà la reiterata e ravvicinata ripresentazione degli stessi quesiti sugli organici delle Forze di polizia a cambiare il fatto che negli anni passati per miopia politica si sono privilegiati unicamente i tagli lineari e indifferenziati alla spesa pubblica, e si è trascurato di rimettere in equilibrio ingressi e uscite da turn over nelle Forze di polizia. A questa situazione il Governo sta ponendo rimedio, in coerenza con una visione delle Forze dell'ordine molto lontana da quella dei Governi precedenti e con l'impegno preso con gli italiani.

 

MATTEO MAURI. Grazie, guardi mi sento anch'io di ringraziare il Sottosegretario del garbo, ricambio la sua cortesia, però non so se la premessa che ha fatto - che, diciamo, non era un mero agente che riportava le informazioni che gli sono state date - sia stata particolarmente felice. Perché, al di là della formalità, lei si è reso evidentemente conto che alla nostra interpellanza - che lei ha letto - non corrisponde in nessun modo, ma veramente in nessun modo la risposta. Cioè chi l'ha scritta ci ha messo dentro le solite due robe di propaganda - quelle che, guardi, avevo giusto anticipato prima nel mio intervento perché ormai conosco troppo bene come funziona - e senza fornire informazioni di altro genere. Cioè qui non è che abbiamo chiesto una valutazione teorica, noi abbiamo detto: dovete darci i dati e dovete dare ai cittadini i dati degli organici e delle forze effettive dei singoli corpi delle Forze dell'ordine degli ultimi vent'anni. Non mi sembra difficile da comprendere come domanda e so perfettamente per esperienza che al Ministero dell'Interno ci sono persone molto serie e preparate e che la struttura questi dati li snocciola quotidianamente. Per cui non mi sogno neanche vagamente di pensare che la responsabilità sia nella struttura del Ministero dell'Interno. La responsabilità è di chi quel Ministero è chiamato pro tempore a guidarlo e cioè il Ministro Piantedosi, che ha evidentemente deciso di non essere trasparente nei confronti delle italiane e degli italiani, altrimenti gli avrebbe fornito dei dati che noi avremmo ascoltato con grande attenzione, esattamente in linea con la richiesta. Perché non volete dire quanti sono stati e quanti sono veramente gli organici effettivi delle Forze dell'ordine? Perché non lo volete fare? Così come: perché non volete dare i dati in maniera trasparente sui reati?

È evidente, perché avete delle cose da nascondere, perché altrimenti non ci sarebbe motivo, non ci sarebbe motivo. Tra l'altro stiamo parlando di dati che sono degli anni precedenti, cioè degli scorsi vent'anni e per cui non è che sono dati che uno può imputare a questo Governo. Gli ultimi sì e su questi evidentemente vengo ed è su quello che siete omissivi realmente perché, avendo il quadro complessivo, sarebbe evidente la vostra responsabilità o meglio di chi si occupa di quel dicastero e della Presidenza del Consiglio. Perché non siete venuti a darli? Questo io penso che sia - guardi forse, non so, forse sono fatto io in modo sbagliato - a me sembra una cosa gravissima questa, che il Governo non dia dei dati, che sono pubblici, di quanti sono gli organici e gli effettivi delle Forze dell'ordine, pagati con i soldi delle tasse degli italiani. È una cosa che non sta né in cielo, né in terra. E poi mi faccia dire: anche questa propaganda da quattro soldi “abbiamo - ve l'avevo anticipato -, abbiamo assunto” …ma certo, ma se le persone che avete assunto sono meno di quelle che sono andate in pensione, vuol dire che ce ne sono meno. Allora, siamo verso la terza elementare più o meno come calcolo matematico? Io penso che sia inaccettabile. Se lei ha occasione di parlare con i sindaci, parli con i sindaci, anche quelli di orientamento politico affine a quello delle forze di Governo. Vi dicono: ci hanno detto che ci mandavano 50 agenti - guardi l'ho fatto ieri, non è, non dico un numero a caso -, 50 agenti, eravamo contenti; abbiamo scoperto che sono andati in 62 in pensione.

Sono questi i vostri dati? È questa la trasparenza che voi avete nei confronti dei cittadini? È assolutamente inaccettabile questa cosa. E poi, guardate, una volta per tutte approfitto per smontare questa - uso un termine tecnico - “balla colossale”: ci venite sempre a raccontare che la legge Madia ha tagliato le Forze dell'ordine. Perché lo fate? Perché l'onorevole Madia è del PD e allora faceva il Ministro. Peccato che la legge Madia non ha intaccato in nessun modo il numero delle forze effettive. Lo dico una volta per tutte: con la legge Madia non è diminuito di uno - uno! - il numero degli agenti sul territorio di nessuna delle Forze, di nessuna. Perché? Perché quella legge semplicemente diceva: gli organici “teorici” sono sovradimensionati e per cui li riduciamo. Ma attenzione: li riduciamo quelli “teorici” a un livello a cui quelli effettivi non erano mai arrivati, mai, mai arrivati. Quei numeri che lei ha dato, quelli che sono stati ridefiniti dopo la legge Madia, a quei numeri non ci sono mai arrivate le Forze dell'ordine, mai nella storia di questo Paese.

Per cui quella legge non ha toccato un agente vero. Chi invece è intervenuto e ha con alcuni interventi normativi introdotto degli elementi che hanno portato a una riduzione nel corso degli anni…è vero che sono intervenute delle leggi, di tutti i Governi, trasversali, perché in quel caso avevano dovuto avere a che fare con la crisi economica in cui eravamo, con il dissesto dei conti dello Stato - abbiamo dovuto farlo anche noi dopo il vostro Governo, tanto per capirci - ed è stato fatto anche con delle norme di centrodestra. Cito solamente il “decreto Brunetta”, così abbiamo capito da che parte stiamo. Tagli dell'80 per cento, del 50 per cento del turnover, è chiaro che si è determinata lì la riduzione di cui adesso soffriamo. Questa è una cosa del tutto evidente e siccome è del tutto trasversale tra l'arco parlamentare, nessuno può far finta di non sapere questa cosa e dare la responsabilità agli altri. Però il punto non è solo cosa è successo - ci piacerebbe avere i numeri e non che voi ce li nascondeste -, ma cosa si farà. Perché qual è il tema? Un argomento - guardi, lo uso io visto che non le hanno suggerito di usarlo, lo uso io - il tema è che le scuole di Polizia non sono in grado di formare un numero sufficiente di agenti da garantire il turn over al 100 per cento. E io siccome non vado in giro a fare propaganda, ma provo a costruire delle risposte nell'interesse dei cittadini di questo Paese, allora mi faccio carico di questa cosa e mi chiedo: ma come mai abbiamo delle scuole di Polizia che non sono in grado di formare abbastanza persone per garantire il 100 per cento? Sa perché? Perché nel 2001 e 2002, Governo Berlusconi, Ministro Tremonti, si fecero le cartolarizzazioni e con quelle cartolarizzazioni si chiusero diverse scuole dei Carabinieri e della Polizia. Ecco perché non ci sono abbastanza scuole. Non è perché c'è un destino cinico e baro, ma perché ci sono state allora delle scelte precise. E allora qualcuno potrebbe chiedere: va beh e allora cosa facciamo adesso? È questo il punto: cosa si fa adesso? Io sto dicendo, noi stiamo dicendo: facciamo qualcosa per evitare che anche nei prossimi anni i numeri dei poliziotti nel nostro Paese si riducano ulteriormente, perché è un problema, è un problema per la sicurezza, è un problema per tutti. Cosa avete fatto voi che tanto sbandierate la bandiera della sicurezza in questi anni per aumentare la capacità delle Forze di polizia di essere formate, per aumentare la capacità delle scuole di Polizia? Niente, non avete fatto niente. Siete qua non da ieri, attenzione, questo è il quarto anno in cui governate il Paese. Non avete fatto niente. Tutti sapevano che c'era una “gobba pensionistica” - così si chiama - tra le Forze di polizia, perché erano state in grandissima parte assunte negli anni Ottanta, eccetera, si sapeva.