Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
il programma Iupals – Italian universities for palestinian students, promosso dalla Conferenza dei rettori delle università italiane in collaborazione con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il Ministero dell'università e della ricerca e il consolato generale d'Italia a Gerusalemme, prevede 97 borse di studio del valore di circa 12.000 euro annui ciascuna, messe a disposizione da 35 atenei italiani, al fine di consentire a studentesse e studenti palestinesi di intraprendere un percorso universitario in Italia;
quasi duecento giovani palestinesi, selezionati tra oltre 15.000 candidati, sono risultati assegnatari di una borsa presso università italiane e avrebbero dovuto raggiungere il nostro Paese. Tuttavia, come dichiarato espressamente dal Ministro interrogato, il canale che ha permesso finora di evacuare 157 studenti da Gaza nel solo periodo settembre-dicembre 2025, risulta bloccato dai governi di Giordania e Israele;
la chiusura dei corridoi in uscita ha reso impossibile gli spostamenti dalla Striscia di Gaza per trentotto borsisti proprio per l'assenza di un ulteriore canale umanitario attivo che consenta loro di lasciare il territorio, raggiungere la Giordania e proseguire verso l'Italia;
nel frattempo, gli studenti bloccati hanno lanciato appelli pubblici attraverso i social network, chiedendo pressioni politiche e l'apertura immediata di un corridoio sicuro per poter dare seguito a un'opportunità accademica già formalmente riconosciuta;
il mondo accademico italiano si è mobilitato con senso di responsabilità, predisponendo fondi, servizi di accoglienza e percorsi di inserimento didattico; in particolare, risultano coinvolti atenei quali l'Università degli Studi di Milano, l'Università di Bologna, l'Università della Calabria, nonché le Università di Camerino, Trieste, Insubria e altri atenei italiani, per un totale di 18 università;
da più parti – anche attraverso numerosi appelli pubblici di professori universitari italiani – è stata sollecitata un'iniziativa diplomatica più incisiva affinché l'Italia dia concreta attuazione agli impegni assunti, evitando che il programma resti privo di effettiva esecuzione;
permane inoltre incertezza circa la platea dei beneficiari di un eventuale corridoio umanitario, non essendo chiaro se esso riguarderebbe esclusivamente i vincitori del bando Iupals o anche altri studenti palestinesi già ammessi presso università italiane mediante altre iniziative;
l'istruzione rappresenta uno strumento essenziale di cooperazione internazionale, dialogo tra culture e promozione della pace e il protrarsi dell'attesa, oltre a rischiare di compromettere l'anno accademico e interrompere percorsi formativi, rischia di incrinare, altresì, la credibilità internazionale dell'Italia quale Paese promotore del diritto allo studio e della cooperazione educativa e la sua capacità di tradurre in azione effettiva gli impegni assunti a favore delle giovani generazioni in contesti di crisi –:
quali iniziative diplomatiche il Governo abbia assunto o intenda assumere, d'intesa con le autorità israeliane, giordane e con eventuali altri Paesi di transito, per attivare un corridoio umanitario dedicato che consenta agli studenti palestinesi vincitori delle borse Iupals di raggiungere l'Italia;
se il Governo non ritenga opportuno assumere iniziative di competenza per estendere eventuali misure di evacuazione o corridoi universitari anche ad altri studenti e studentesse palestinesi già ammessi presso università italiane anche al di fuori del programma Iupals.