25/03/2026
Debora Serracchiani
Gianassi, Di Biase, Lacarra
3-02575

Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   con il presente atto di sindacato ispettivo si intende sollevare all'attenzione del Governo quanto accaduto nel corso dello svolgimento del webinar P26007 promosso dalla Scuola della Magistratura dal titolo «Dal sistema comune di asilo al patto sulle migrazioni» tenutosi il 23 febbraio 2026;

   quanti vi hanno partecipato hanno colto delle anomalie considerate gravi per l'indipendenza e il prestigio della Scuola della magistratura;

   il webinar si sarebbe svolto senza la pubblicazione dell'elenco dei partecipanti e senza la possibilità di comprendere chi fosse collegato;

   appare pleonastico sottolineare come la formazione giudiziaria debba svolgersi in un contesto di sicurezza in cui i partecipanti possano svolgere le proprie riflessioni al riparo da interferenze esterne;

   lo svolgimento del dibattito, che per i partecipanti poteva svolgersi solo attraverso domande affidate alla chat e quindi previa approvazione di un organizzatore e non con interventi diretti, è stato assunto sotto la guida diretta della responsabile del corso, dottoressa Ines Marini;

   la dottoressa Marini risulterebbe essere stata contattata con chiamata telefonica diretta, formula preclusa invece ai magistrati partecipanti al corso, dal Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, dottoressa Giusi Bartolozzi;

   il Capo di Gabinetto avrebbe così chiesto alla coordinatrice di porre a un relatore direttamente una domanda;

   suddetta comunicazione sarebbe avvenuta per telefono in diretta video;

   a quel punto i partecipanti hanno appreso che al corso partecipavano anche funzionari di Governo;

   la responsabile del corso, dottoressa Ines Marini, non soddisfatta della risposta verbale del relatore investito della domanda, avvocato Pasquero, gli ha imposto di lasciare la risposta per iscritto nella chat protraendo la conclusione del corso inizialmente prevista per le ore 18.00 sino alle ore 18.30;

   da molti partecipanti suddetta modalità di svolgimento è stata avvertita come una vera e propria forma di condizionamento del dibattito –:

   se il Ministro interrogato risulti a conoscenza di quanto riportato in premessa e se quanto accaduto sia conforme a nuove indicazioni della Scuola Superiore della Magistratura nonché se sia stato conforme ad un comportamento deontologicamente corretto, rispetto alla figura di un capo di gabinetto, quello assunto in questa circostanza dalla dottoressa Bartolozzi.