Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle imprese e del made in Italy, al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. — Per sapere – premesso che:
nel 2015, di fronte alla possibile chiusura della centrale «E. Montale» della Spezia, i sindacati avevano proposto all'amministrazione comunale della Spezia l'attivazione di un tavolo istituzionale che vedesse la partecipazione delle organizzazioni sindacali, datoriali, associazioni ambientaliste e ovviamente gli enti locali interessati, la regione e rappresentanti del Governo per verificare l'esistenza di progetti volti alla eventuale reindustrializzazione dell'area;
tale strumento di partecipazione attiva non è stato più convocato dall'amministrazione comunale della Spezia;
nel dicembre 2021 la centrale «E. Montale» della Spezia ha cessato le proprie attività senza che ci fosse nessun progetto che accompagnasse la chiusura con l'avvio di nuovi progetti;
nel giugno 2022 il consiglio regionale approvò all'unanimità un ordine del giorno in cui si impegnò la giunta a sostituirsi al comune della Spezia e a farsi promotrice di spostare a livello regionale il tavolo di confronto con Enel, con i comuni della Spezia e di Arcola, con i sindacati e associazioni datoriali per predisporre progetti che prevedessero un rilancio a fini industriali delle aree;
a oggi non c'è stata nessuna novità per quanto riguarda la gestione della fase di riconversione;
in Italia altre centrali, tra cui quelle Enel di Civitavecchia e Brindisi, sono state dismesse o sono in via di dismissione e sono oggetto di processi di riconversione che riguardano prospettive di sviluppo di quei territori;
il Governo ha messo in campo misure straordinarie per supportare suddetti processi;
al fine di accelerare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili connessa al progetto di risanamento e di riconversione delle centrali a carbone di Cerano a Brindisi e di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia, è stato convocato, presso il Ministero dello sviluppo economico, un comitato di coordinamento finalizzato a individuare soluzioni per il rilancio delle attività imprenditoriali, per la salvaguardia dei livelli occupazionali e per il sostegno dei programmi di investimento e sviluppo imprenditoriale delle aree industriali di Brindisi e di Civitavecchia, con la partecipazione delle istituzioni locali, delle parti sociali e degli operatori economici nonché di rappresentanti del Ministero dell'economia e delle finanze, del Ministero della transizione ecologica, del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e del Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri;
si fa presente che il Governo ha nominato per ogni area un Commissario per la riconversione;
i compiti dei commissari nominati per legge sono quelli di semplificare le procedure amministrative e rappresentare un acceleratore per gli investimenti e le attività ambientali;
la riconversione delle aree della ex centrale Enel non è stata oggetto delle medesime iniziative governative e né la regione e né il comune della Spezia hanno rivendicato tali azioni;
per questo sarebbe assolutamente importante individuare anche per La Spezia, attraverso una specifica legislazione uno strumento operativo, capace di mettere a sistema tutti i soggetti interessati alla riconversione dell'area –:
quali opportune e tempestive iniziative anche di carattere normativo intendano assumere per istituire anche per il sito di La Spezia un comitato di coordinamento presso il Governo, come già avvenuto per le aree di Brindisi e Civitavecchia, con l'obiettivo di promuovere programmi di investimento e sviluppo e di rilancio occupazionale del comprensorio territoriale in questione.