13/04/2026
Toni Ricciardi
3-02611

Al Ministro delle imprese e del made in Italy, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   da più di un mese Poste Italiane ha disposto la chiusura di circa 200 sportelli Atm in altrettanti comuni di Puglia, Campania e Basilicata molti collocati in aree marginali e interne;

   alla decisione si è giunti a causa delle rapine e dei tentativi di rapina che hanno interessato diversi sportelli in queste regioni messi in atto sempre con la solita tecnica della marmotta o della spaccata;

   Poste Italiane ha affermato che si tratterebbe di un provvedimento temporaneo ma al momento non è dato sapere quanto il disagio durerà per cittadini e imprese residenti in questi territori;

   suddetta decisione ha suscitato molte reazioni negative da parte di istituzioni e organizzazioni sociali che hanno stigmatizzato il comportamento istituzionale e hanno adottato anche atti formali con la richiesta di restituire immediatamente la piena operatività agli sportelli;

   si tratta di comuni nei quali dall'orario di chiusura dell'ufficio postale non è più possibile effettuare prelievo di danaro dallo sportello automatico e nel fine settimana il disagio è ancora più accentuato;

   nella stragrande maggioranza dei casi, in questi comuni, lo sportello Postamat è l'unico Atm presente in quanto negli ultimi anni moltissime filiali bancarie hanno chiuso i propri uffici;

   Poste Italiane è un'azienda controllata dal Ministero dell'economia e quindi ha una mission determinata dal pubblico;

   i suoi clienti in particolare in queste aree risultano essere prevalentemente anziani, una utenza fragile che subisce ancor di più le conseguenze negative di questa misura aziendale;

   non è accettabile che questa decisione si configuri come una sorta di resa impotente dello Stato agli attacchi criminali di bande specializzate;

   i disagi si stanno sempre di più accentuando e rendono ancora più evidente la difficoltà di vivere la vita quotidiana in centri minori delle aree interne dove la carenza di servizi è ormai strutturale –:

   se e quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere con la massima urgenza al fine di richiamare Poste Italiane ad avere politiche più attente all'utenza residente in queste aree e di ripristinare l'attività degli sportelli Atm potenziando l'attività di vigilanza e sicurezza degli stessi anche in considerazione del contratto di servizio che regola i rapporti con l'azienda nel pieno rispetto del dettato costituzionale senza marginalizzare ancor di più le aree interne.

Seduta del 14 aprile 2026

Risposta della Sottosegretario di Stato per le Imprese e il made in Italy, Fausta Bergamotto, replica di Toni Ricciardi

FAUSTA BERGAMOTTO, Sottosegretaria di Stato per le Imprese e il made in Italy. Grazie. Allora, con specifico riferimento all'interrogazione in parola, si rappresenta che gli elementi acquisiti presso Poste italiane confermano, anche in questo caso, che le misure temporaneamente adottate in numerosi comuni del Mezzogiorno sono direttamente riconducibili al forte incremento degli attacchi criminosi ai danni degli ATM Postamat. È significativo sottolineare che nel 2025 circa il 65 per cento degli attacchi ha interessato piccoli comuni sotto i 15.000 abitanti per un totale di circa 21 milioni di euro di danni; la percentuale sale al 75 per cento, se si considerano le regioni Basilicata, Calabria e Campania.

A tal riguardo, preme evidenziare che la tutela della sicurezza del personale e dei clienti e la continuità del servizio postale costituiscono senz'altro una priorità imprescindibile per tutti. Ciò ha spinto Poste italiane ad intraprendere misure straordinarie di prevenzione e mitigazione del rischio, pur nella consapevolezza dei disagi temporanei che esse comportano, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne dove spesso il Postamat rappresenta l'unico presidio disponibile per il prelievo del contante.

Si ritiene opportuno, inoltre, soffermarsi, in particolare, sulle iniziative che, per quanto di competenza, il Ministero intende perseguire al fine di contemperare le esigenze di sicurezza con quelle, parimenti rilevanti, di accessibilità dei servizi nei territori interessati. In primo luogo, è in corso un'interlocuzione costante con Poste italiane affinché le misure adottate, pur motivate da circostanze oggettive e straordinarie, siano applicate secondo criteri di stretta proporzionalità e temporalità con una periodica rivalutazione delle condizioni di rischio a livello locale. L'obiettivo è quello di evitare che limitazioni nate come emergenziali possano tradursi in una compressione stabile dell'offerta di servizi nei territori più fragili.

In tale ambito, particolare attenzione è riservata proprio ai piccoli comuni e alle aree interne: in tali contesti si sta favorendo un confronto con l'azienda volto ad individuare soluzioni tecniche e organizzative che consentano una progressiva riattivazione del servizio, anche nelle fasce orarie pomeridiane, compatibilmente con le condizioni di sicurezza, come richiesto dagli onorevoli interroganti. Tra le opzioni allo studio rientrano interventi che incidono sulla gestione operativa degli sportelli nonché il rafforzamento dei sistemi di protezione già in fase di implementazione, in modo da ridurre l'esposizione al rischio senza compromettere la fruibilità del servizio da parte dell'utenza. Parallelamente, come già anticipato, si continuerà a sostenere il rafforzamento del coordinamento con le prefetture e le Forze dell'ordine affinché nei territori maggiormente esposti possano essere assicurate condizioni di sicurezza tali da consentire un più rapido superamento delle attuali limitazioni.

 

TONI RICCIARDI. Grazie, Presidente. Sottosegretaria Bergamotto, io intanto la ringrazio per la cortesia, purtroppo, devo dichiararmi totalmente insoddisfatto. Guardi, le cito una battuta che proprio in questi piccoli comuni si fa, perché sono poi i comuni fragili, del margine che vivono questa difficoltà: quando il medico studia, l'ammalato muore. Lei, giustamente, non poteva, come dire, dirci se non questo, cioè che state studiando, state verificando, state immaginando.

Il problema è che questa situazione si protrae ormai da oltre un anno e noi stiamo parlando di realtà dell'alto potentino, dell'alta irpinia, di piccoli comuni del foggiano che non sono comuni dove si registra una concentrazione della criminalità organizzata, l'unica cosa che si concentra, Sottosegretaria, è lo spopolamento. Sono realtà dove anziane, anziani, persone fragili, disabili, guardi, non possono sottoporsi a 20 minuti… perché, poi, la realtà della quotidianità delle persone va, un attimo, vissuta, attraversata e interpretata.

Ci sono persone che, in queste realtà, devono prendere la macchina e fare 20 minuti per trovare un bancomat. Ora, quando Poste italiane ha aperto a una diversificazione delle proprie attività, tutti abbiamo plaudito in tal senso, perché si avvicinavano e si garantivano servizi della PA, servizi finanziari che potevano, come dire, portare un processo di civilizzazione che si vedeva in altre realtà, ma non nei piccoli comuni perché il semplice fatto di essere “numericamente” poco produttivi scoraggiava queste grandi aziende a fare investimenti. Ora ci sono comuni, Sottosegretaria, che per vedere un bancomat hanno aspettato 20 anni per averlo ed era il Postamat. Allora, delle due l'una, perché nessuno sottovaluta le difficoltà e i danni che queste iniziative criminali fanno e compiono, però, delle due l'una, Sottosegretaria: o lo Stato immagina di non preoccuparsi di atti criminali e di sicurezza in queste realtà per concentrarsi in altre realtà oppure lo Stato, come dire, alza bandiera bianca, dicendo: guardate noi ci preoccupiamo della sicurezza dei cittadini, ma lo possiamo fare solo in base alla capienza demografica dei luoghi. Allora, lei capisce bene, Sottosegretaria, che lo Stato non può indietreggiare, un Governo che è il Governo che passerà alla storia repubblicana per avere inventato più fattispecie di reato di qualsiasi altro Governo precedente non mi può venire a dire che state studiando soluzioni. Noi avremmo voluto ascoltarla e, come dire, nella sua correttezza e gentilezza che adotta sempre ogni qualvolta interloquisce con noi dell'opposizione, ci saremmo aspettati una soluzione. La soluzione non può essere dopo un anno: stiamo studiando, stiamo verificando. Poste andrebbero convocate e andrebbe fatta probabilmente una mappatura ancora più nel dettaglio, perché io le posso segnalare decine e decine di comuni dove il tasso di criminalità è pressoché inesistente.

Allora, se uno Stato non è in grado di garantire la sicurezza di un prelievo al bancomat, sarà in grado di garantire la sicurezza su cose ben più serie? Allora, da questo punto di vista, l'invito è a sollecitare l'accelerazione di una soluzione. Noi resteremo vigili e le ridaremo appuntamento in quest'Aula per avere ragguagli sullo stato di avanzamento di un'ipotetica soluzione che questo Governo immagina di trovare.