02/02/2026
Andrea Casu, Irene Manzi, Silvia Roggiani
3-02470

Al Ministro dell'istruzione e del merito. — Per sapere – premesso che:

   il decreto-legge n. 45 del 2025, convertito nella legge n. 79 del 2025, ha introdotto una soglia massima del 30 per cento dei posti a bando assegnabili ai candidati risultati idonei ma non vincitori dei concorsi PNRR escludendo la possibilità di scorrere ulteriormente le graduatorie; a quanto si apprende da notizie di stampa la stessa normativa prevede che, in caso di rinuncia da parte di un candidato idoneo, il posto resti vacante, senza possibilità di assegnazione ad altro idoneo in graduatoria, a differenza di quanto previsto per i vincitori;

   tale disposizione produce l'effetto paradossale per cui posti autorizzati rimangono scoperti, mentre centinaia di candidati idonei, che hanno superato regolarmente le prove, vengono esclusi da ogni possibilità di immissione in ruolo;

   secondo le stime delle organizzazioni sindacali, a fronte di un contingente autorizzato di 48.504 posti per l'immissione in ruolo nell'anno scolastico 2025/26, i posti effettivamente vacanti sarebbero almeno 52.656, e parte di essi rischiano di restare inutilizzati a causa della rigidità della normativa vigente;

   numerosi sindacati, comitati e associazioni hanno sollevato preoccupazioni su questa situazione, chiedendo una modifica urgente del meccanismo per garantire il principio di merito e la copertura effettiva delle cattedre disponibili; l'attuale disciplina appare quindi non solo inefficiente dal punto di vista amministrativo, ma anche iniqua e discriminatoria nei confronti di candidati che, pur idonei, si vedono preclusa ogni possibilità di assunzione a causa di vincoli procedurali privi di reale giustificazione; la mancata copertura delle cattedre disponibili rischia di compromettere il buon funzionamento del sistema scolastico e di aggravare ulteriormente il fenomeno del precariato;

   l'Italia si è impegnata con la Commissione europea, nell'ambito del PNRR, ad assumere 70.000 docenti entro il 2026. Se le attuali procedure continuano a escludere chi ha già dimostrato la propria idoneità, questi obiettivi rischiano di non essere raggiunti. Secondo i dati della Fondazione Agnelli, a oggi è stato speso meno del 30 per cento dei fondi PNRR destinati alla formazione dei docenti. La mancata copertura dei posti si traduce non solo in ritardi strutturali e perdite di risorse, ma anche in gravi ricadute sull'organizzazione scolastica;

   ogni posto vacante non coperto da assunzione in ruolo viene trasformato in supplenza, spesso assegnata solo nel mese di ottobre con incarichi annuali. La continuità didattica – soprattutto per gli alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali – viene sistematicamente compromessa –:

   se il Ministro interrogato intenda assumere iniziative di carattere normativo, con urgenza, per consentire lo scorrimento delle graduatorie degli idonei in caso di rinuncia anche oltre il limite del 30 per cento del contingente autorizzato, altresì e in ogni caso, quali iniziative intenda assumere per garantire l'efficienza del sistema scolastico, evitando che cattedre disponibili restino vacanti per meri vincoli amministrativi, e per porre fine a quello che appare come l'ennesimo atto punitivo nei confronti di chi ha superato un concorso pubblico regolarmente.

Seduta del 3 febbraio 2026

Risposta della Sottosegretaria di Stato per l'Istruzione e il merito, replica di Andrea Casu

PAOLA FRASSINETTI, Sottosegretaria di Stato per l'Istruzione e il merito. Grazie, Presidente. Collega onorevole Casu, gentili onorevoli, preliminarmente ricordo che la riforma PNRR del reclutamento dei docenti è stata decisa e approvata dal precedente Governo e che la stessa non teneva in alcun conto la tematica degli idonei, né dei concorsi precedenti né di quelli che sarebbero stati svolti successivamente. È doveroso precisare, infatti, che la riforma scritta dal Ministro Bianchi non abilitava alla costituzione di una graduatoria di idonei e, al contempo, non dava alcuna possibilità di assunzione agli idonei dei concorsi svolti nel 2020.

Questo Governo, invece, grazie ad una proficua interlocuzione con la Commissione europea, è intervenuto per ottenere importanti margini di flessibilità nell'attuazione della riforma, senza poter, però, modificare l'impianto che era stato concordato dal precedente Governo.

E così, se oggi gli idonei dei concorsi PNRR e di quelli precedenti possono aspirare all'immissione in ruolo, il merito è esclusivamente dell'azione condotta dal Ministro Valditara nell'ambito delle interlocuzioni con la Commissione europea.

Va detto, infatti, che rispetto all'impostazione della riforma del reclutamento dal Ministro Bianchi - che immaginava un concorso annuale senza graduatorie di idonei e con decadenza delle graduatorie precedenti al PNRR - questo Governo ha: reso ad esaurimento le graduatorie degli idonei dei concorsi ordinari svolti nel 2020; istituito le graduatorie degli idonei dei concorsi PNRR fino al 30 per cento in più dei posti messi a concorso; previsto che gli ulteriori idonei (ovvero oltre la quota del 30 per cento) e quelli dei concorsi del 2020 possano inserirsi, a domanda, in uno specifico elenco regionale costituito annualmente, che sarà utilizzabile in caso di presenza di posti a seguito di scorrimento delle altre graduatorie concorsuali.

Si tratta di un importante risultato, ritenuto il punto di equilibrio di più interessi che qui vengono in rilievo: quello della Commissione europea di innalzare il livello qualitativo del reclutamento concorsuale e quello, fatto proprio dal Governo, di valorizzare le aspettative di tutti gli idonei e di garantire il miglior funzionamento dell'intero sistema, potendo contare su di un bacino di aspiranti qualificati al quale poter attingere per la copertura dei posti vacanti e disponibili.

Per rispondere, pertanto, ad uno dei quesiti specifici posti, preciso che dal prossimo anno scolastico i soggetti che avranno superato il concorso senza rientrare nella possibilità di scorrimento nella propria regione avranno la ulteriore possibilità di accedere ai posti vacanti in altre regioni: in questo modo, da una parte si consentirà di non disperdere le professionalità reclutate sulla base del concorso e, dall'altra, si potrà fare in modo che tali soggetti possano orientare le proprie scelte anche verso le regioni dove si registra una maggiore disponibilità di posti, in tal modo favorendo l'assunzione dell'incarico a tempo indeterminato e garantendo un migliore livello di continuità dell'offerta educativa.

ANDREA CASU, Grazie, Presidente. Sottosegretaria rappresentante del Governo, onorevoli colleghe e onorevoli colleghi, personalmente sono soddisfatto delle ultime considerazioni della Sottosegretaria che, nell'esprimere e nel raccontare gli aspetti legati a questa vicenda, ha sottolineato un'intenzione da parte del Ministero e da parte del Governo di valorizzare al massimo tutte le potenzialità e le energie attualmente disponibili per colmare quelle che sono le carenze, le necessità e gli obiettivi anche importanti che si è posto il Governo, ma che si è posto il Paese, cioè quello di riuscire a realizzare l'impegno con l'Unione europea di assumere 70.000 docenti entro il 2026.

In particolare, sottolineo un aspetto della risposta della Sottosegretaria, che personalmente condivido pienamente, ma che va in una direzione del tutto opposta rispetto alle considerazioni che abbiamo sentito esprimere in quest'Aula dal Ministro Zangrillo, perché io credo che sia fondamentale riconoscere a chi ha fatto e superato una prova la possibilità di entrare e concorrere a potenziare la pubblica amministrazione - laddove ce ne siano le possibilità, le risorse e l'opportunità - senza dover per forza aspettare nuove procedure concorsuali. Ma nella difesa della assurda norma blocca idonei per la pubblica amministrazione, invece, il Ministro Zangrillo ha posto proprio il tema dell'aspetto qualitativo, cioè facendo, a mio avviso, un errore grave, cioè dicendo: noi, per tutelare la qualità della pubblica amministrazione, non vogliamo andare oltre il 20 per cento dello scorrimento. Il fatto che venga posto in questa risposta, invece, in antitesi rispetto ad altri orientamenti comunitari che vanno in questa direzione, lo considero un fatto positivo. Non so come lo considererà il Ministro Zangrillo ma, dal nostro punto di vista, è un fatto positivo.

Registro, però, un aspetto: io comprendo il fatto che ci siano degli impianti che sono ereditati da precedenti Governi, però non posso essere soddisfatto per le risposte che non sono arrivate alle altre domande che abbiamo posto nell'interrogativo. Le responsabilità di questo Governo non possono essere tutte scaricate sui precedenti, perché è vero che si erano immaginati meccanismi con procedure annuali che avrebbero consentito un altro tipo di orientamento, ma è anche vero che la gestione, poi, dell'evoluzione di questi meccanismi, tutte le modificazioni successive e gli accordi con il PNRR - ormai siamo quasi arrivati a 4 anni, a oltre 3 anni di questo Governo - sono una responsabilità, nel bene e nel male, di questo Governo. E noi crediamo che dato che l'obiettivo è proprio questo, di raggiungere i 70.000 docenti, sia necessario trovare le formule per andare a fare quelle modifiche che consideriamo necessarie - e apprendiamo dalla risposta del Governo che, anche per la Sottosegretaria Frassinetti, sono necessarie - per valorizzare tutte le risorse esistenti. Crediamo che, da questo punto di vista, andando avanti nell'obiettivo si possa raggiungere un risultato positivo nei confronti non solo delle persone che immediatamente potrebbero dare questo contributo, ma anche della scuola e della qualità dell'offerta scolastica.

Quindi, la risposta a questa interrogazione ci dà ulteriore stimolo per continuare a sollecitare un'azione collettiva e istituzionale che pensiamo possa andare avanti nella scuola e raggiungere questo obiettivo collettivo di 70.000 docenti, e ci auguriamo che, prendendo spunto da questa esperienza, possa anche tra virgolette estendersi a quella che è l'interpretazione del Ministero per la Pubblica amministrazione della funzione pubblica, perché ricordiamo, la norma blocca idonei al 20 per cento era stata sospesa nel precedente biennio, adesso è rientrata in vigore, e quindi nuovamente ci ritroveremo con un limite che non è dettato, come dovrebbe essere, dalle esigenze, perché si può andare oltre il 20 per cento, sotto il 20 per cento, sopra il 30 per cento o sotto al 30 per cento, ma non deve essere una percentuale a priori scritta nella norma, deve essere l'esigenza reale e concreta di risorse, di personale, e la possibilità di colmarlo immediatamente, senza procedere a nuovi concorsi, a essere dirimente. Da questo punto di vista, abbiamo presentato una proposta di legge in Parlamento e continueremo il nostro impegno incessante.

Noi chiediamo semplicemente che nella pubblica amministrazione, nelle Forze dell'ordine - e quanto sono importanti gli scorrimenti degli allievi agenti, quanto sono importanti gli scorrimenti dei vice ispettori, anche per consentire a chi è già nelle Forze dell'ordine di colmare quelle carenze organiche che servono per garantire, effettivamente, più sicurezza nelle nostre strade - non ci sia un approccio ideologico. Non ci si deve dividere fra chi è favorevole o contrario agli scorrimenti. Bisogna costruire le condizioni per cui si possono fare tutti gli scorrimenti che servono.