Al Ministro della cultura. — Per sapere – premesso che:
con provvedimento n. 17 del 2026, il Ministro interrogato ha, tra l'altro, nominato, per la durata di cinque anni a decorrere dalla data del 16 gennaio 2026, nel Consiglio di amministrazione di una autorevole Istituzione museale abruzzese – Musei archeologici nazionali di Chieti, Direzione regionale Musei nazionali Abruzzo – una dirigente scolastica politicamente vicina al presidente della regione Abruzzo candidatasi al suo fianco nelle ultime elezioni regionali, ma bocciata dagli elettori;
la scelta, che a parere dell'interrogante appare così una ricompensa politica, e già solo per questo a dir poco inopportuna. La candidatura in consiglio regionale e la nomina all'interno della persona giuridica che sovrintende ai musei abruzzesi pone la questione di che cosa verrà valorizzato dell'identità abruzzese;
ma la scelta appare sconcertante anche alla luce di precedenti noti alle cronache. La dirigente nominata infatti è ben nota per un fatto increscioso, istituzionalmente e politicamente scorretto, che l'ha vista coinvolta come dirigente scolastica di un istituto in provincia di Teramo, dove durante una esperienza formativa si è tenuta una rappresentazione canora del brano «Faccetta nera», un brano scritto nel 1935 da Renato Micheli legato alla propaganda del regime fascista durante la guerra d'Etiopia. Composto in quel periodo, il brano celebrava la conquista italiana dell'Etiopia, in linea con la retorica coloniale;
nella condotta di persona giuridica, preside di quella scuola, in quell'istante, in quel momento, per quella esperienza, la dirigente ha fatto un grave errore. Quell'errore va riconosciuto e va distanziato dalle occasioni che possono riproporre un ulteriore errore;
il tutto avviene per di più nell'anno in cui l'Italia e l'Abruzzo celebrano L'Aquila Capitale italiana della cultura, un appuntamento che meriterebbe competenza, autonomia e una netta distanza da nostalgie che l'Italia democratica dovrebbe aver definitivamente sepolto;
la preside, nel momento in cui si è candidata in consiglio regionale, assume una dimensione politica e nel momento in cui presenzia con la sua autorità alla esibizione canora dell'indimenticabile inno al ventennio passato alla storia come «Faccetta nera», costringe ad un ricordo doloroso e offensivo;
il museo è un'istituzione che monumentalizza le opere, le personalità, gli elementi della memoria per costruire civiltà, per cui non dovrebbe essere consentito trasformare questo incarico di prestigio in parcheggio per candidati bocciati e figure ideologicamente segnate e discutibili –:
se era a conoscenza del ruolo politico rivestito dalla dirigente scolastica abruzzese e non ritenga quantomeno inopportuna la sua nomina;
se, ai fini dell'individuazione del soggetto più idoneo a ricoprire il ruolo di componente del Cda dei Musei archeologici nazionali abruzzesi, ci sia stata una comparazione curriculare tale da consentire di selezionare il candidato migliore, mettendo a confronto titoli di studio, specializzazioni, pubblicazioni, corsi di formazione, competenze maturate, ruoli ricoperti e risultati ottenuti;
quale sia stato l'elemento curriculare che ha permesso al Ministro interrogato di scegliere la dirigente e che possa indiscutibilmente e da chiunque essere ritenuto di tale rilevanza da far convergere l'opinione pubblica sulla bontà della scelta effettuata;
se sia stato richiesto alla dirigente nominata di fornire una nomenclatura del contributo informativo che intende introdurre all'interno del Cda;
quali iniziative di competenza intenda assumere per evitare che le nomine abbiano come traino interessi di parte o scivoloni caratterizzati da superficialità.