Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
lo stabilimento Ineos Manufacturing Italia di Rosignano Solvay (Livorno), parte del gruppo multinazionale Ineos Inovyn, rappresenta una delle principali realtà chimiche della Toscana, con circa 400 dipendenti diretti e un indotto di notevole rilievo economico e sociale per il territorio costiero livornese;
nei giorni scorsi le associazioni sindacali hanno lanciato un allarme occupazionale, richiamando le recenti dichiarazioni del fondatore e Ceo del gruppo, Jim Ratcliffe, e del Ceo di Ineos Inovyn, Stephen Dossett, secondo cui il perdurare di costi energetici insostenibili in Europa e la mancanza di misure di protezione commerciale nei confronti dei prodotti chimici extraeuropei potrebbero avere ripercussioni negative sull'intero gruppo industriale;
in Germania, il gruppo Ineos ha recentemente chiuso due unità produttive a Rheinberg, con la perdita di 175 posti di lavoro, denunciando che l'Europa starebbe compiendo un «suicidio industriale» a causa dei prezzi elevati dell'energia, del carbonio e dell'assenza di dazi o incentivi competitivi rispetto a Stati Uniti e Cina;
in questo contesto, la Cgil Livorno e la Filctem hanno richiesto l'intervento del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, affinché la questione sia portata all'attenzione del governo nazionale e del Ministero delle imprese e del made in Italy, sottolineando l'urgenza di garantire la continuità produttiva e occupazionale del sito di Rosignano;
la crisi di Ineos, qualora non venisse risolta, rappresenterebbe un rischio anche per l'intero parco industriale Solvay dove le singole produzioni sono comunque integrate. Le problematiche del polo chimico di Rosignano causerebbero un duro colpo per l'economia costiera, dopo le crisi dei poli produttivi di Piombino e Livorno (due aree di crisi industriale complessa);
è stato fissato per il 22 ottobre 2025 un incontro tra le organizzazioni sindacali e la direzione dello stabilimento per chiarire le prospettive industriali e occupazionali, ma restano forti timori sul futuro del sito, alla luce del quadro europeo di contrazione della produzione chimica (calo del 18 per cento in Germania dal 2019);
il comparto chimico è altamente energivoro e strategico per l'autonomia industriale europea, con produzioni fondamentali per la difesa, le energie rinnovabili, la farmaceutica e il trattamento delle acque; la perdita di capacità produttiva in Italia avrebbe conseguenze gravi anche in termini di sviluppo della filiera industriale, sicurezza energetica e sostenibilità ambientale;
il Governo italiano, in più occasioni, ha annunciato interventi a favore della competitività energetica delle imprese energivore e dell'autonomia industriale nazionale, ma nel caso dello stabilimento Ineos di Rosignano non risultano a oggi misure specifiche né un tavolo di crisi attivo presso il Ministero delle imprese e del made in Italy –:
se sia a conoscenza della situazione occupazionale e industriale dello stabilimento Ineos di Rosignano Solvay e quali iniziative urgenti intenda adottare per salvaguardare i 400 posti di lavoro direttamente coinvolti e l'indotto territoriale;
se intenda attivare quindi un tavolo di crisi con la partecipazione della Regione Toscana, delle rappresentanze sindacali e aziendali, al fine di monitorare le prospettive produttive e garantire la continuità del sito;
quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare, anche in sede europea, per contenere i costi energetici per il settore chimico e riequilibrare le condizioni di concorrenza rispetto a Stati Uniti e Cina, in particolare sul piano dei dazi e delle politiche industriali comuni e per promuovere, nell'ambito della strategia nazionale per la transizione energetica e la chimica sostenibile, un programma di riconversione e innovazione degli impianti chimici italiani, che consenta di mantenere occupazione e competitività evitando ulteriori chiusure.
Seduta del 3 febbraio 2026
Risposta del Vice Ministro delle Imprese e del made in Italy, risposta di Marco Misiani
VALENTINO VALENTINI, Vice Ministro delle Imprese e del made in Italy. Grazie, presidente. Grazie, onorevoli interroganti.
Per quel che riguarda la situazione dello stabilimento Ineos Manufactoring Italia di Rosignano Solvay, Livorno, il Ministero non ha ricevuto alcuna richiesta di apertura di una vertenza per un tavolo di crisi. Se l'azienda ne farà richiesta, gli uffici preposti valuteranno i profili di competenza e, sussistendo gli stessi, gli eventuali interventi utili per il superamento della situazione di crisi.
L'azienda ha, invece, avanzato richieste di agevolazione su più strumenti di incentivazione. In particolare, si informa che l'8 aprile 2025, Ineos ha presentato un'istanza di agevolazione su Rosignano Marittimo per circa un milione di euro a fronte di un investimento complessivo di oltre 6 milioni di euro, nell'ambito dello sportello “Fondo per la Transizione Industriale 2”. Il progetto mira alla realizzazione di un intervento di efficientamento energetico attraverso l'implementazione di un sistema di ossidazione termica rigenerativa e l'installazione di un impianto fotovoltaico per l'autoproduzione di energia. La domanda risulta attualmente in fase di valutazione da parte del soggetto gestore, il GSE.
Sul punto, si rappresenta che dagli approfondimenti di natura tecnica svolti, la direzione generale competente riferisce che allo stato non emergono elementi tali da evidenziare l'intenzione dell'azienda di dismettere il sito produttivo oggetto dell'iniziativa, né risultano segnalazioni relative a interventi di ridimensionamento del personale.
In ogni caso, per quello che attiene le politiche attive e passive del lavoro a favore dello stabilimento in parola, sentito il Ministero del Lavoro, lo stesso ha riferito che allo stato non vi sono istanze di accesso agli ammortizzatori.
Si rappresenta che la situazione del gruppo Ineos si colloca nella generale crisi strutturale che il settore della chimica sta vivendo a livello europeo a causa di diversi fattori, tra cui l'aumento dei costi dell'energia e delle materie prime, la concorrenza extra europea, la difficile integrazione logistica, le onerosità del sistema normativo europeo, nonché la mancanza di impianti in Europa che possano consentire economie di scala.
Il Governo è consapevole di questa situazione che tocca uno dei settori più rilevanti per l'intera industria nazionale, essenziale per gran parte delle filiere manifatturiere e delle tecnologie pulite.
Per questo motivo, l'Italia, insieme a Repubblica Ceca, Francia, Ungheria, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia e Spagna ha presentato un non paper sull'industria chimica europea, evidenziando la necessità di proteggere e sostenere le produzioni strategiche europee e, al contempo, di investire in tecnologie sostenibili come leva per la competitività. Molte delle raccomandazioni contenute nel non paper sono state riprese dal Piano d'Azione per l'industria chimica dell'Unione europea, pubblicato dalla Commissione l'8 luglio 2025. In linea con il non paper, il Piano propone di sostenere le produzioni strategiche di base, per ricostruirne le filiere e, al contempo, la modernizzazione e l'innovazione delle produzioni strategiche, anche attraverso l'incentivazione della produzione di molecole e prodotti alternativi di origine non fossile e dei progetti di economia circolare.
In attuazione del Piano in parola, il 13 gennaio scorso hanno avuto inizio i lavori della “Alleanza strategica per l'industria chimica europea”, con l'obiettivo di definire interventi di salvaguardia e rilancio del settore chimico nella transizione verso la chimica verde e di implementare strumenti per supportare la modernizzazione e riconversione del settore in chiave eco-sostenibile con produzioni a minore impatto ambientale.
In questo percorso il MIMIT collabora attivamente con il Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica, che rappresenta l'Italia in seno al Consiglio Energia dell'Unione europea nel settore di riferimento. Recentemente, il Ministro Urso ha incontrato a Bruxelles la delegazione italiana al Parlamento europeo per un confronto sui dossier strategici aperti e rapidi e ha ribadito che sono imperative le riforme per garantire autonomia strategica e sicurezza economica, coniugando transizione e competitività industriale. È interesse comune difendere la produzione europea e aprire nuovi mercati alle nostre imprese. Infine, si rappresenta che proprio ieri il Ministro Urso ha presieduto il tavolo di confronto istituito presso il MIMIT con le principali associazioni datoriali dei settori della chimica, della carta, dell'acciaio, del cemento, della siderurgia e delle altre industrie energivore, per supportare tali settori nell'ambito della transizione in corso.
MARCO MISIANI, Grazie, Presidente. La risposta che ci ha dato il Sottosegretario - per suo tramite - secondo noi non è corretta, nel senso che noi crediamo che sicuramente non si è attivato, forse, a livello nazionale un tavolo di crisi. Ma oggi sul territorio avviene il contrario: ci sono sindacati che si sono riuniti per avere certezze non solo dell'azienda, ma soprattutto anche del Governo su cosa effettivamente sta succedendo non solo del sistema industriale italiano, visto che la chimica di base è stata assolutamente abbandonata. Oggi solamente grazie ad alcuni eroi che hanno deciso di poter investire nel nostro territorio ancora, portando avanti un'idea di chimica di base nel nostro Paese, ecco il Governo non sta sostenendo questa volontà di alcuni operatori importanti e alcune aziende importanti come quella di cui stiamo vivendo. Ci sono problemi di costi dell'energia, ci sono aziende molto energivore, hanno bisogno di sostegno, hanno bisogno anche di un supporto dal punto di vista dei programmi di formazione, dal punto di vista anche delle possibili attività diciamo extra nazionali per poter interagire attraverso tavoli importanti in cui i costi possono essere riuniti. Dobbiamo in questo caso garantire, visto che la chimica oggi è sotto attacco anche dal mercato estero e soprattutto da quello asiatico, e anche tutelare certi processi economici, ma non deve farlo l'Italia da sola, deve farlo insieme all'Europa.
Noi chiediamo più coesione nel rapporto oggi, non solo sul sistema industriale, ma anche nel rapporto delle relazioni sindacali. Noi vorremmo che oggi questo tavolo ci fosse comunque, perché noi crediamo che il problema della chimica di base in Italia c'è, siccome questa è un'azienda che vive in una città fabbrica come Rosignano Solvay, in cui ci sono 400 persone che sono al lavoro, persone che hanno bisogno di avere certezze per il futuro, perché vuol dire 400 famiglie che lavorano in questa città, che comunque ha investito nella fabbrica e negli aspetti diciamo ambientali e che è riuscita a coniugare turismo, ambiente, e soprattutto industrie. Ecco perché vi chiedo formalmente di aprire questo tavolo, perché ce n'è bisogno, non solo per Rosignano Solvay, ma per tutta la chimica di base, per tutta l'industria che oggi lavora sulla chimica di base, perché oggi c'è bisogno di dare risposte su quel settore.