15/12/2021
Francesca Bonomo
BENAMATI, GAVINO MANCA, NARDI, SOVERINI, ZARDINI, BERLINGHIERI, LORENZIN e FIANO.
3-02679

Al Ministro del turismo. — Per sapere – premesso che:

   la pandemia di COVID-19 ha determinato, soprattutto per il 2020, un'intensa flessione dei flussi turistici in tutto il territorio nazionale, con un calo che ha riguardato in misura più pronunciata la componente internazionale e le aree maggiormente orientate al turismo culturale per la presenza delle principali città d'arte o alle vacanze di tipo balneare o naturalistico;

   la crisi pandemica ha quindi impattato in maniera significativa ma non omogenea su un settore nevralgico dell'economia italiana che, nel decennio precedente, si è progressivamente rafforzato con il numero di occupati, cresciuto in misura più intensa rispetto al totale dell'economia: le conseguenze sono state un deterioramento delle condizioni occupazionali e una contrazione del fatturato del settore turistico più marcati rispetto agli altri comparti, con un rilevante effetto negativo sul prodotto interno lordo;

   le imprese turistiche hanno fronteggiato il fabbisogno di liquidità che ne è derivato attraverso la maggiore disponibilità di credito attivata con il sistema di garanzie pubbliche e sono state destinatarie di un consistente pacchetto di agevolazioni volte a ridurre il costo del lavoro, di agevolazioni fiscali e di contributi a fondo perduto, tutte azioni di sostegno adottate in vari provvedimenti – l'ultimo sarà all'esame della Camera dei deputati in questi giorni – che hanno consentito la tenuta generale del comparto, come indicato da Banca d'Italia in un recente studio che ha evidenziato i dati positivi sul numero di imprese attive e di qualità del credito;

   tuttavia, il quadro del turismo è molto eterogeneo e per avere una situazione esaustiva delle problematiche del settore e garantire il ritorno ai valori di attività pre-COVID sarebbe opportuno effettuare un costante monitoraggio dei settori del turismo, dove le perdite sono state maggiori e dove l'attività non è ancora sufficientemente ripartita;

   questo monitoraggio deve tener conto anche delle risorse assegnate finora e consentire ulteriori interventi per quei settori, per esempio agenzie di viaggio e tour operator che non sono ancora riusciti ad agganciare la ripresa dei flussi turistici, anche utilizzando eventuali risorse stanziate ed ancora disponibili –:

   quale sia lo stato delle imprese del settore e se il Governo intenda porre in essere ulteriori azioni per sostenere il settore del turismo, anche attraverso un monitoraggio delle perdite dei diversi soggetti del settore per capire chi è ancora in maggior difficoltà e dove poter indirizzare ulteriori risorse che si rendessero disponibili fino al termine delle attuali restrizioni a viaggiare.

 

Seduta del 15 dicembre 2021

Illustrazione di Diego Zardini, risposta del Ministro del Turismo Massimo Garavaglia, replica di Francesca Bonomo

DIEGO ZARDINI. Grazie, Presidente. Signor Ministro, la pandemia da COVID-19 ha determinato, soprattutto nel 2020, un'intensa flessione dei flussi turistici in tutto il territorio nazionale, con un calo che ha riguardato in misura più pronunciata la componente internazionale e le aree maggiormente orientate al turismo culturale invernale.

La crisi ha, quindi, impattato in maniera significativa, ma non omogenea, su un settore che è nevralgico dell'economia italiana le cui conseguenze sono state un deterioramento delle condizioni occupazionali e un calo del fatturato del settore. Le imprese turistiche hanno fronteggiato il fabbisogno di liquidità con il sistema di garanzie pubbliche e sono state destinatarie di un consistente pacchetto di agevolazioni volte a ridurre il costo del lavoro, agevolazioni fiscali e contributi a fondo perduto, tutte azioni che hanno consentito la tenuta generale del comparto. Il quadro del turismo è molto eterogeneo e per avere una situazione esaustiva delle problematiche del settore e garantire il ritorno del valore di attività pre-COVID sarebbe opportuno effettuare un costante monitoraggio del settore del turism per cui sostanzialmente noi siamo a chiedere al Governo e capire quali siano i settori in maggiore difficoltà e poter indirizzare ulteriori risorse che si rendessero disponibili.

 

MASSIMO GARAVAGLIA, Ministro del Turismo. Grazie Presidente. Onorevoli colleghi. Ha perfettamente ragione l'onorevole interrogante, il quadro del settore non è omogeneo, ci sono realtà che sono andate abbastanza bene quest'estate, ci auguriamo che quest'inverno vada abbastanza bene, ma ovviamente questo non è sufficiente per coprire i buchi pregressi e non dobbiamo illuderci che le immagini di spiagge piene siano sufficienti per coprire i 5 mesi di lockdown del 2021 e 10 mesi dell'anno precedente, che sono tutti nei bilanci delle aziende e, quindi, la situazione non è omogenea e non è risolta. Nel migliore dei casi, un recente studio di Federalberghi dice che arriveremo all'80 per cento quest'anno rispetto al 2019, quindi un calo del 20 per cento, ma questa è la media. Quindi, che fare? Veniamo alle soluzioni, quelle che si possono mettere in campo dal punto di vista finanziario, poi, per quanto riguarda le regole, risponderò alla successiva interrogazione. Allora, condividiamo in toto il fatto che debbono essere messi in campo dei sostegni mirati, cioè che vadano a aiutare in maggiore misura le aziende che hanno avuto cali di fatturato maggiore; quindi non è più tempo di sostegni erga omnes non differenziati, ma bisogna andare a sostegni mirati. Per quanto riguarda le risorse abbiamo nel bilancio del Ministero del Turismo 120 milioni nel Fondo nazionale del turismo di parte corrente, però questi non servono solo per i sostegni, servono anche per il rilancio e promozione che non dobbiamo dimenticare; c'è una parte in conto capitale di 50 milioni, più in generale c'è un fondo di 150 milioni di euro per le aziende ancora in particolare difficoltà per il COVID, ma questo non basta. È evidente che il settore del turismo è ancora in crisi, nonostante il rimbalzo del PIL il settore è ancora in difficoltà. Un dato secco per capirci: nella sola città di Roma su 120 hotel tuttora 450 sono chiusi oggi, adesso, per cui è evidente che serve ancora uno sforzo aggiuntivo. L'ho fatto presente più volte in Consiglio dei Ministri; proprio nel Consiglio dei Ministri di ieri i colleghi e il Presidente hanno condiviso la necessità di un ulteriore intervento, per questioni tecniche non è potuto entrare direttamente nel “decreto COVID” che abbiamo visto e approvato ieri e, quindi, ci sarà un emendamento, immagino del relatore, alla legge di bilancio al Senato per prevedere un cospicuo rifinanziamento del Fondo sostegni per il settore turistico.

 

FRANCESCA BONOMO. Grazie, signor Presidente. Grazie, signor Ministro per la sua risposta. Il turismo è uno dei settori economici maggiormente colpiti nei 2 anni di pandemia. Da dati Istat la spesa turistica degli italiani in Italia e all'estero è calata di 50 miliardi, abbiamo avuto 207 milioni di presenze straniere turistiche in meno, pari a meno del 55 per cento. Come Partito Democratico sono 2 le necessità impellenti che registriamo. Prima di tutto, a 2 anni dalla pandemia e con le diverse misure di ristoro previste dai Governi succedutisi fin qui, sarebbe opportuno necessario avere uno stato dell'arte più preciso, dettagliato, specifico, ambito per ambito, delle perdite subite dalle varie componenti per poterle aiutare a resistere a far fronte alla flessione registrata. Faccio un esempio pratico: per il settore delle agenzie di viaggio e tour operator il Governo precedente e il Ministro Franceschini, da marzo a luglio del 2020, a fronte di una perdita di 5,8 miliardi, hanno garantito 657 milioni di contributi, mentre da agosto 2020 a dicembre 2021, a fronte di una perdita di 14,7 miliardi, i contributi sono stati pari a zero.

C'è bisogno di nuovi aiuti, e quindi differenziati rispetto alle perdite effettive, c'è bisogno di prorogare per il settore turistico la cassa integrazione e gli sgravi fiscali per i dipendenti. La seconda necessità impellente è quella di aprire un tavolo permanente interministeriale con la presenza di un rappresentante del Ministero della Salute e del MEF, oltre appunto al Ministero del Turismo, perché in questo settore la programmazione strategica e i cambiamenti di condizioni, vedasi per esempio i tamponi in entrata e in uscita, devono essere programmati per tempo. In alternativa, bisognerà prevedere un sistema automatico di rimborso o voucher, come riconosciuti in passato. Non si può andare avanti con ordinanze che cambiano procedure e organizzazioni nel pieno di una stagione che per qualcuno sarà pure di vacanza, di festa, ma per qualcun altro è di lavoro e di sopravvivenza.

Queste, signor Ministro, sono le proposte che ci sentiamo in dovere di avanzare per venire incontro a coloro che vivono il settore del turismo. Oggi noi abbiamo il dovere di mettere in campo tutte le risorse e tutte le soluzioni possibili perché il settore turistico italiano nel suo insieme non venga ulteriormente bombardato e massacrato nella guerra che stiamo combattendo contro il Coronavirus.