Esteri
BISOGNAVA DIRE NO E TENERE LA SCHIENA DRITTA
Elly Schlein, intervenendo in Aula a seguito delle dichiarazioni del Ministro Tajani sul Board of peace, ha detto che "un paese come il nostro, con la sua alta tradizione diplomatica, non può partecipare a un club privato comandato da un capo e costruito solo per fare affari! Si chiede al Parlamento di benedire una presenza da osservatori, per non dire da subordinati, perché lo statuto di Trump non prevede membri osservatori, prevede membri che votano e che non votano. L'Italia potrà quindi ascoltare ma non parlare. Potrà anche pagare, questo sì, ma non potrà decidere. Potrà applaudire, e se fa la brava potrà magari spartirsi qualche appalto nella ricostruzione. Entra chi decide Trump, chi obbedisce agli umori di Trump, chi paga 1 miliardo. Lo statuto è chiaro: lui sarà il capo assoluto a vita di questa organizzazione privata, che sembra più una società immobiliare".
"L'alternativa era dire di no e tenere la schiena dritta. Così dovevate fare, come hanno fatto gli altri, che non è che sono da meno, che vogliano la pace meno di noi. Il Board of peace tenta di normalizzare un'idea pericolosa, e cioè che le sedi multilaterali si possano sostituire con strutture parallele private, in cui la legittimità non discende dal diritto e dell'eguaglianza tra gli Stati, ma dal denaro, dalla cooptazione e dalla prepotenza di un uomo che vuole mettersi a capo di un nuovo ordine mondiale. È la privatizzazione delle relazioni internazionali, una concezione proprietaria degli equilibri mondiali che è inaccettabile per l'Italia repubblicana".
Testo della Risoluzione in Aula

