Relatore
Data: 
Mercoledì, 9 Settembre, 2015
Nome: 
Fabio Porta

A.C. 3155

Grazie, Presidente. Come accennavo, oggi parliamo di due Accordi relativi ai rapporti italo-cileni. 
Questo secondo Accordo, ha lo scopo di favorire la cooperazione scientifica e tecnologica con il Cile, superando un precedente Accordo già datato, risalente infatti al 1991, soprattutto consolidando i legami tra le università e i centri di ricerca dei due Paesi, assicurando, al tempo stesso, la protezione intellettuale e puntando, altresì, alla realizzazione di progetti di ricerca congiunti su temi di reciproco interesse, attraverso lo scambio di esperti, docenti e ricercatori. 
Questa nuova intesa permetterà di rafforzare la fattiva cooperazione che esiste in campo interuniversitario tra i Paesi. Ricordiamo che esistono già 155 accordi, di cui 111 soltanto per il settore tecnico-scientifico; accordi che vedono coinvolte, come dicevo, numerose università italiane. 
Tale cooperazione potrà essere quindi estesa adesso anche ai centri di ricerca e alle loro reti che operano presso dette università, con conseguenti positive ricadute per le imprese, piccole e grandi, che si avvalgono della collaborazione di tali enti per lo sviluppo tecnologico dei propri prodotti, dei processi industriali e per la formazione professionale e la crescita occupazionale nei territori dove sono ubicate. L'Accordo favorirà, inoltre, lo sviluppo e l'ampliamento della cooperazione anche in ambito europeo e internazionale, al fine di reperire i fondi necessari per il finanziamento di grandi progetti di ricerca. 
L'Italia, come dicevo poc'anzi, rappresenta per Santiago e per il Cile uno dei partner principali, anche per il ruolo che il nostro Paese può svolgere per lo sviluppo del sistema educativo, della scienza e della tecnologia in loco, con conseguenti ripercussioni positive anche per l'innovazione e l'internazionalizzazione del sistema produttivo locale, settori dove l'attuale Governo sta investendo per dare delle risposte adeguate alle richieste che vengono dalla società civile. 
L'Accordo definisce gli obiettivi da perseguire nell'ambito di settori di interesse reciproco, stabilisce l'ambito della cooperazione nei settori delle scienze di base e delle scienze applicate allo sviluppo tecnologico, fissa le modalità operative della cooperazione, prevede l'istituzione di una commissione mista preposta all'esecuzione dell'intesa stessa e regola le clausole sulla proprietà intellettuale, come dicevo, nell'ambito dei progetti realizzati. 
Questo disegno di legge, anch'esso approvato dal Senato, il 3 giugno scorso, valuta le spese di missione riguardanti l'esecuzione dell'Accordo in 39 mila euro annui a decorrere dall'anno 2015 ed in 6.300 euro ad anni alterni a decorrere dall'anno 2016, mentre le rimanenti spese sono quantificate in 183.600 euro annui. Su tali profili la Commissione bilancio esprimerà in data odierna il proprio parere direttamente a quest'Aula. 
Concludo auspicando una pronta approvazione di questo disegno di legge, la cui ratifica è stata già lungamente posticipata, un disegno di legge, un Accordo, che potrà promuovere numerose iniziative comuni tra i due Paesi in campo scientifico e tecnologico, rafforzando ulteriormente i nostri legami con uno dei Paesi del Cono Sur più attraenti, anche perché tra quelli più tecnologicamente avanzati e prosperi del sud America, con un livello di reddito pro capite medio-alto in rapporto alla media regionale e con una riconosciuta affidabilità giuridica. 
Voglio solo Presidente, concludendo, fare un altro auspicio, ovvero che questo Parlamento possa ratificare quanto prima un altro importante accordo che sta molto a cuore alla comunità italiana in Cile e a quella cilena in Italia. Parlo dell'accordo di sicurezza sociale tra i due Paesi che nonostante alcune osservazioni del Ministero del lavoro, che noi cercheremo di affrontare spiegando che i costi poi non sono così alti come quelli stimati, andrebbe incontro davvero alle esigenze di una comunità, ricordandoci anche che abbiamo ospitato negli anni Settanta e Ottanta tanti cileni a seguito di una violenta e drammatica dittatura che ha colpito quel Paese.