Grazie, Presidente. Voglio dare all'Aula la notizia, non bella, della morte, avvenuta ieri, del maestro Albino Bernardini, che era proprio un maestro, cioè un maestro di scuola elementare e che è stato anche scrittore.
Lui nacque a Siniscola nel 1917, ma noi lo ricordiamo ancora, appunto, come un maestro giovane, nonostante l'età con cui ci ha lasciato. In modo particolare, voglio ricordare, tra i suoi tanti libri, un primo libro, che era Le bacchette di Lula, dove appunto lui era nato e dove ha avuto la prima esperienza di maestro elementare, della Lula del dopoguerra, povera e ignorante, in cui lui ha sostenuto l'idea di una pedagogia capace di dare ascolto a tutti i bambini e a tutte le bambine.
Una pedagogia capace, cioè, di dare a tutti i bambini e a tutte le bambine il diritto all'istruzione, valorizzando la loro creatività, la loro fantasia e la loro esperienza. Quindi, l'idea di una scuola attiva, di una scuola aperta, di una scuola democratica, perché si batté così come tanti insegnanti in quegli anni, negli anni Settanta, sui decreti delegati e l'idea della partecipazione dei genitori, delle famiglie, alla scuola aveva grande potenza educativa. Poi lui si trasferì in quegli anni a Bagni di Tivoli e, in modo particolare, insegnò in un quartiere popolare di Roma, il quartiere di Pietralata e anche su quell'esperienza scrisse un libro, il libro: Un anno a Pietralata, da cui si trasse, tra l'altro, uno sceneggiato televisivo che ebbe un grandissimo successo, circa 12 milioni di spettatori ogni domenica. Quindi, anche su quell'esperienza ha scritto una storia esemplare, che è stata importantissima e si muoveva tra gli innovatori di quegli anni con un insegnamento straordinario; penso a Don Milani, a Rodari ed a tanti altri. Quindi, io volevo ricordare il maestro Bernardini come un grande che noi dobbiamo ricordare, che ci ha lasciati, ma ci ha lasciato un grande patrimonio educativo e didattico
Data:
Mercoledì, 1 Aprile, 2015
Nome:
Maria Coscia