Discussione generale
Data: 
Domenica, 28 Dicembre, 2025
Nome: 
Ilenia Malavasi

A. C750​ e A.C. 2750​/I

Grazie, Presidente. Intervengo in Aula, con profondo senso di responsabilità. Quando si parla di legge di bilancio, penso che stia a tutti noi cercare di portare un proprio contributo. Lo faccio con rispetto verso un Paese che credo sia stato letteralmente umiliato da scelte economiche e sociali di un Governo sempre più diviso.

La legge di bilancio, che questa maggioranza infatti si appresta ad approvare, non è semplicemente una manovra sbagliata: è una manovra pericolosa, ingiusta, profondamente regressiva.

È una legge di bilancio che certifica il fallimento politico di un Governo che aveva promesso di cambiare tutto. E dopo tre anni, oltre a non aver cambiato niente, ha scelto di colpire sempre gli stessi: i più poveri, i fragili, chi vive del proprio lavoro, chi non ha voce, né protezioni. Avete dimostrato ancora una volta che siete tutto tranne che patrioti e underdog, siete quelli che proteggono i più forti e puniscono chi non arriva alla fine del mese. Questa legge di bilancio racconta l'idea di un'Italia che non condividiamo, lo diciamo chiaramente, e che consideriamo profondamente sbagliata. Un'Italia in cui i diritti sociali vengono trattati come un costo da comprimere, come una fragilità e la fragilità risulta un problema privato, personale, le disuguaglianze sembrano un destino inevitabile.

Siamo alla quarta legge di bilancio di questa legislatura e gli alibi sono finiti. Non si può più dire che non c'è tempo, che la situazione è difficile, che la colpa è di chi c'era prima. Sono passati oltre tre anni, tutto ciò che leggiamo in questo testo porta una sola firma: la vostra e della vostra responsabilità politica pesante che certifica la distanza abissale tra le promesse elettorali che avete fatto e la realtà delle scelte che avete compiuto, tra voi e il Paese reale.

Non è semplicemente una distanza tra annunci e realtà, è una rottura profonda di un patto di fiducia con il Paese. Anche sulla sanità avete tradito la fiducia degli italiani. Secondo i dati dell'Istat, oltre 6 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi almeno una volta nell'ultimo anno per ragioni economiche o per le liste di attesa. E ricordo, a tal proposito, che i decreti elettorali che avete fatto prima delle elezioni europee sono stati un fallimento e le liste non stanno diminuendo. Parliamo di 6 milioni di persone, non un numero astratto, non una percentuale, non un numero freddo: 6 milioni di cittadini che lo Stato non sta garantendo, a cui non sta garantendo un diritto sancito dalla Costituzione.

E questa legge di bilancio non fa altro che portare la spesa sanitaria in rapporto al PIL sotto i livelli pre-pandemia. Nel 2019 la spesa sanitaria pubblica era pari al 6,6 per cento del PIL. Con questa manovra continua una traiettoria decrescente, un sottofinanziamento costante che nei prossimi anni rischia di portarci ancora più in basso, sotto la soglia del 6 per cento, lontanissima da quella media europea del 7 per cento a cui tutti i Paesi ambiscono. Certo, questo significa portare meno risorse per ospedali, territori, medicina di prossimità, personale, ma non basta, avete fatto di peggio: in questa manovra avete tagliato 140 milioni di euro dal Fondo per i farmaci innovativi. Tagliare i farmaci innovativi significa colpire direttamente i pazienti oncologici, le persone affette da malattie rare, da malattie gravi, le loro famiglie; significa rallentare l'accesso alle cure più avanzate, condannare chi soffre a percorsi più lunghi e più dolorosi. È una scelta che non può essere giustificata né tecnicamente, né moralmente. È una scelta grave che racconta meglio di mille slogan la vostra scala di valori, racconta meglio di mille parole chi siete.

E mentre tagliate sui farmaci non investite nemmeno sul personale sanitario: medici, infermieri, operatori continuano a lavorare in condizioni insostenibili e il tetto alla spesa per il personale resta ancora ancorato a parametri vecchi di almeno vent'anni. Le poche assunzioni che avete previsto non serviranno ad affrontare i problemi cronici della nostra sanità: le liste di attesa si allungano, i pronto soccorso esplodono, la sanità territoriale resta una promessa sulla carta. Questo non significa rafforzare il Servizio sanitario nazionale, significa letteralmente condannarlo e portarlo verso il collasso. Al personale dipendente avete assegnato 450 milioni, senza specificare, tra l'altro, quante saranno le assunzioni e su quali professioni, mentre avete contestualmente destinato 900 milioni alle aziende private.

Mi sembra che questa differenza dica veramente chi siete e dove state portando il sistema sanitario nazionale (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Avete fatto una scelta, è una grande scelta di irresponsabilità sfasciare il sistema sanitario nazionale in un Paese che poteva vantare di avere uno dei migliori sistemi sanitari. Perché la privatizzazione vuol dire questo: le famiglie nell'ultimo anno hanno speso 41,3 miliardi di euro per curarsi. È certo, ormai siamo davanti a un sistema duale: chi può paga, chi non può aspetta, sperando che non sia così urgente.

E, accanto alla sanità, il grande assente di questa manovra è il sociale. Non c'è nulla di strutturale per le persone con disabilità, per le persone non autosufficienti, per le persone che hanno necessità di servizi sociali nei territori. Ci sono 3 milioni di persone che vivono una condizione di disabilità grave o gravissima nel nostro Paese e in questa legge di bilancio non troviamo una strategia, non troviamo risorse adeguate e, tanto meno, una visione.

Cari colleghi, care colleghe, siamo preoccupati perché qui c'è una scelta precisa politica. È la scelta di un Governo che chiede sacrifici sempre agli stessi e non ha il coraggio di investire nel futuro. È una manovra che tiene insieme una maggioranza divisa, facendo pagare il prezzo ai cittadini. Non possiamo accettarla. Non possiamo accettare un'Italia in cui la sanità viene definanziata, in cui le pensioni diventano un bancomat, in cui il sociale viene relegato ai margini. Non possiamo…

. …accettare un Paese in cui la fragilità viene punita e le rendite e i privilegi protetti. Queste sono le nostre priorità e voteremo contro questa finanziaria, perché siamo decisamente dall'altra parte. Siamo dalla parte dei lavoratori, dei pensionati, delle donne, dei giovani… .

. … delle persone con disabilità e dei loro cari e di chi non arriva alla fine del mese. E per questo continueremo a batterci, perché la politica deve avere il coraggio di fare della giustizia sociale la bussola principale del Paese.