Dichiarazione di voto di fiducia
Data: 
Lunedì, 29 Dicembre, 2025
Nome: 
Ubaldo Pagano

A.C2750

Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, a tirarla troppo la corda prima o poi si spezza, e con questa manovra la vostra corda, quella di tutte le bugie che avete raccontato negli ultimi anni, si è spezzata per davvero. Perché non solo siamo davanti a una legge di bilancio priva di ogni logica nei suoi intendimenti, ma siamo anche di fronte a una manovra che sconfessa gli ultimi 10 anni di propaganda che la destra ha innervato nel Paese, dalle pensioni alle tasse, dalla sanità alla sicurezza, dalla crescita all'austerity.

“Tu scendi dalle stelle” bisognerebbe intonare alla Premier, visto il periodo natalizio, per ricordarle i toni sguaiati che usava dai banchi dell'opposizione. Bene, con questa manovra avete coronato il vostro sogno di trasformare il Parlamento in un set cinematografico o in un bivacco, se lo ritenete più conforme alla vostra storiaccia, mentre il luogo della decisione si è trasferito, in maniera stabile, in piazza Colonna, sostituito, senza che la maggioranza battesse ciglio, dal Consiglio dei ministri.

Avete fatto e disfatto il testo 20 volte in 2 mesi, emendamenti piovuti dal cielo, ma rigorosamente di notte. La favola delle solite manine per togliersi dall'imbarazzo, le accuse al povero Ministro dell'Economia, cui prestiamo un pizzico di solidarietà, perché sempre più bistrattato persino dai suoi compagni di partito. La maschera è caduta, signor Presidente, e ora la vostra faccetta la fate vedere a tutti quanti. Il compito principale della legge di bilancio dovrebbe essere quello di affrontare i problemi economici del Paese e individuare le soluzioni migliori per stimolare la crescita.

Qui dentro, però, non c'è nulla di tutto questo. Le nostre imprese fanno i conti da mesi con i dazi statunitensi e da qualche anno con i prezzi dell'energia alle stelle. La Premier aveva annunciato in pompa magna un piano monstre da 25 miliardi di euro, che avrebbe dovuto - così diceva - rasserenare il made in Italy, ma di quel pacchetto di misure non c'è traccia. Sono rimasti solo i titoli dei giornali a ricordarci che qualcosa fu detto, ma nulla fu fatto. Un piano che forse è finito nel cassetto ormai stracolmo delle soluzioni miracolose di Giorgia Meloni, dal decreto per le liste d'attesa ai provvedimenti per azzerare l'immigrazione. Una piccola nota a margine: ne avete autorizzati mezzo milione nei prossimi 3 anni.

Sul fronte energia avete fatto peggio, perché, di fronte all'aumento dei costi energetici che abbiamo registrato negli ultimi anni, questo Governo non ha nemmeno provato a mettere una toppa. Tanto il conto lo pagano sempre e soltanto gli italiani e le italiane, le imprese del nostro Paese, quelle che a parole dite di difendere, mentre con i fatti le state accompagnando verso il fallimento. I dati da quando siete al Governo non mentono, al contrario di quanto fate voi: 32 mesi negli ultimi 36 abbiamo avuto la produzione industriale con un segno negativo.

L'anno scorso hanno chiuso i battenti 340.000 imprese, quasi mille al giorno, e quest'anno i dati rischiano di essere addirittura peggiori. La verità è che, se in questi 3 anni di destra non ci fosse stato il PNRR, che voi non volevate, oggi parleremmo di un'Italia che affonda nella recessione. Diceva qualcuno che l'eredità che non si merita spesso finisce per essere sperperata, ed è quello che avete fatto. L'altro giorno avete festeggiato, anche con grande accelerazione, quello che il PNRR avrebbe dovuto spendere in questi anni.

Un risultato che per un Governo normale dovrebbe essere ordinaria amministrazione, ma che per voi è diventato un fatto storico. Poi però, come se non bastasse, andando a leggere tra le righe della relazione, scopriamo che opere e misure per 24 miliardi di euro, praticamente un quarto di quanto avete speso finora, viene spostato sulle facilities. Una prece al Vicepresidente Rampelli, perché si usa anche qui un inglesismo per non far capire cosa c'è dietro: veicoli finanziari che vi consentono di recuperare tempo e spostare in avanti l'utilizzo di quelle risorse.

Ma quella sul PNRR non è l'unica bugia che raccontate agli italiani. Come detto, l'elenco è lunghissimo e a farlo tutto rischieremmo di passare il Capodanno qui dentro, ma noi non vogliamo abbandonare il Paese all'esercizio provvisorio. Le tasse in primis: ce le ricordiamo le promesse della campagna elettorale del 2022, così come ci ricordiamo delle parole della Presidente del Consiglio, che parlò di pizzo di Stato. Bene, il pizzo, colleghi e colleghe, continua ad aumentare con voi al Governo.

L'anno scorso la pressione fiscale ha toccato il record degli ultimi 12 anni. Avete fatto tornare l'Italia al quarto posto tra i Paesi dell'OCSE, ma non per crescita, ma per le tasse, perché il 70 per cento delle lavoratrici e dei lavoratori italiani, praticamente 12 milioni di persone, non si accorgerà nemmeno della modesta riduzione del terzo scaglione dell'aliquota Irpef. Il regalo di questo Governo è un bel caffè alla settimana per tutti loro. Più che un recupero del potere di acquisto, sembra che abbiate voluto omaggiare il simbolo dell'italianità, cioè il caffè. Sarà mica questo l'epitaffio del Governo Meloni?

Se il popolo ha fame offritegli un caffè! Allo stesso tempo, però, aumenta tutto il resto. Dovevate abolire le accise al primo Consiglio dei ministri, ma con questa manovra arriva un'altra stangata: 600 milioni in più per chi ha l'automobile. Dovevate abolire le odiose tasse sugli immobili, ma retromarcia anche qui: aumenta la cedolare secca sulla seconda casa. Salvini doveva cancellare la Tobin tax: una tassa distorsiva che ostacola gli investimenti, cito lui stesso. Bene, l'avete raddoppiata.

E che dire dell'IRAP, quella che Silvio Berlusconi definì “imposta rapina”? Anche quella, colleghe e colleghi, aumenterà di 2 punti percentuali nei prossimi 2 anni per gli istituti di credito.

Ma solo per quei cattivoni delle banche? No, perché questa scelta incosciente farà ricadere quei maggiori costi direttamente sui cittadini che hanno contratto un mutuo o che semplicemente tengono i loro risparmi su un conto corrente.

Poi c'è il capitolo dello Stato sociale. Servirebbe un minuto di silenzio per celebrarne la memoria, ma non ne abbiamo il tempo. Sulla sanità lo abbiamo già detto: gli italiani hanno scoperto il bluff già da tempo. È servito davvero a poco il tentativo goffo di scaricare il barile sulle regioni. Le liste d'attesa però continuano a essere chilometriche, non solo per incapacità delle regioni, ma perché questo Governo continua a trattare la sanità come un privilegio per pochi, solo per chi se lo può permettere e può pagare. State uccidendo la più grande riforma sociale della nostra storia fatta da una donna, che amava le persone, come Tina Anselmi. State svendendo l'universalità delle cure, regalando ai privati il monopolio della salute dei nostri cittadini. A sconfessare i programmi lunari che ormai fate non basta più neanche l'opposizione, basta ascoltare quello che hanno dichiarato i medici: il Governo Meloni, ostaggio del MEF, ha messo l'austerity davanti al diritto alla salute. Ma mentre i medici scappano dal Servizio sanitario e le persone non riescono più a curarsi, voi fate propaganda con un cumulo di fesserie a buon mercato e numeri senza storia e contesto.

Il contesto ve lo diamo noi: la spesa sanitaria crolla nel nostro Paese. Nel 2028 scenderà addirittura sotto il 6 per cento, mentre in Europa e negli altri Paesi OCSE si supera il 7 per cento. Insomma, state smantellando lo Stato sociale e lo state facendo col sorriso sulla bocca e il dito sempre puntato contro un nemico di turno con la codardia e l'ipocrisia che vi contraddistingue. A proposito di ipocrisia, non si può che chiudere col più grande colpo di teatro che si ricordi nella storia recente: la telenovela sulle pensioni, un capitolo assente quasi fino al gong e che inaspettatamente viene fuori l'ultima notte di lavori in Commissione. Uno spettacolo indecente che descrive alla perfezione la credibilità delle persone che abbiamo davanti e l'affidabilità di chi oggi governa il Paese.

Tajani doveva portare la pensione minima a 1.000 euro al mese: una rivoluzione per i milioni di pensionati che in Italia non riescono neanche a fare la spesa. È aumentata - udite, udite - di ben 3 euro al mese quest'anno. Quindi, riepilogando, avete dato ai lavoratori un caffè a settimana e ai pensionati tre al mese. Insomma, è una buona percentuale per quelli che vogliono consumare il caffè, meno per quelli che devono fare la spesa per arrivare a fine mese.

Ma ancor peggio è ciò che ha detto e fatto il Ministro Salvini. Lo ricordiamo mentre campeggiava sotto casa dell'ex Ministro Fornero, giurando di abolire la riforma delle pensioni. Conosciamo bene l'epilogo: non solo la Fornero non è stata abolita, ma addirittura peggiorata. Allora, le pernacchie, che suggeriva, adesso dovrebbero accompagnarlo rumorosamente ovunque vada in Italia .

 Questa non è una legge di bilancio, è l'atto notarile della vostra resa, una manovra scritta non per cambiare il Paese, ma per galleggiare, prendere tempo e salvare la faccia. Vi interessa solo arrivare vivi alla prossima scadenza, ma il Paese reale non vive di propaganda, vive di salari, sanità, lavoro stabile e sicurezza sociale. Per questo la fiducia che chiedete non è un atto di forza, ma l'ultima scorciatoia in cui state impiccando il Paese. Buona fortuna, ve ne servirà!