Data: 
Mercoledì, 9 Marzo, 2016
Nome: 
Sofia Amoddio

Grazie, Presidente. Il 19 luglio 2015, quattro tecnici italiani della ditta Bonatti dovevano spostarsi via mare per raggiungere l'impianto di Mellitah, ma una telefonata li notiziava che avrebbero raggiunto la destinazione in automobile con l'autista della Bonatti. A fare la telefonata sembrerebbe essere stato Dennis Morson, il responsabile della logistica della Bonatti in Libia. Solamente lui potrà spiegare il perché di questo cambio di programma così pericoloso e contrario ai protocolli di sicurezza, che sconsigliavano i trasferimenti via terra per il pericolo dei sequestri. Molteplici sono i fatti su cui indagare, troppi i punti poco chiari. Chi ha organizzato il sequestro ? Chi è stato il basista ? È stato l'autista libico della Bonatti che, dopo i primi interrogatori, all'indomani del rapimento ha fatto perdere le sue tracce ? Anche se nessuno ha ancora rivendicato il fatto, come ha detto oggi il Ministro in Aula, sorge sempre la domanda: c’è stato un coinvolgimento dell'ISIS, o si è trattato di criminali comuni e perché la stampa ha scritto che nella zona dove sono stati rapiti i quattro tecnici italiani sono stati trovati i passaporti intestati a Chouchane, il tunisino ritenuto la mente delle stragi del Bardo e della spiaggia di Sousse ? Calcagno e Pollicardo sono stati molto chiari: hanno dichiarato di essersi liberati da soli dopo che i sequestratori li avevano abbandonati nella prigione, dividendoli dai loro compagni; Failla e Piano sono stati utilizzati come scudi umani dai sequestratori nello scontro delle milizie Zawadi, come ha dichiarato in un primo momento, o sono stati giustiziati dai sequestratori prima del blitz ? Io sono consapevole che, con la situazione libica sempre più confusa, non sarà facile rispondere a questi interrogativi, ma sono certa che il Governo italiano troverà la verità in questa drammatica vicenda. Lo deve alla famiglia Failla di Carlentini, il territorio che io rappresento, alla famiglia Piano, a tutti i nostri connazionali che sono ancora lì, in zona ad alto rischio, e a tutti i cittadini che hanno il diritto di sapere.