Dichiarazione di voto
Data: 
Mercoledì, 2 Dicembre, 2020
Nome: 
Paolo Siani

Presidente, signor Ministro, ci ha annunciato misure dure in un periodo delicato dell'anno che viviamo, che è il Natale. Sappiamo che sono misure dure ma necessarie; e lei sa, signor Ministro, come so io, che tra qualche settimana arriverà anche l'influenza, quella stagionale, che metterà ancora più in crisi il nostro Sistema unitario nazionale, quindi è necessario in questo momento dare delle restrizioni ai nostri concittadini. Bene, io vorrei fare un intervento, signor Ministro, con delle parole chiave, delle parole che devono secondo me guidare il nostro cammino per uscire dalla pandemia. La prima che mi viene in mente, e che molti hanno citato in quest'Aula, è la “scienza”: grazie alla scienza e al lavoro di tante ricercatrici e tanti ricercatori noi usciremo da questa pandemia. E infatti l'enorme varietà di vaccini proposti in questi mesi ne è testimonianza, e sono state messe in campo nuove e moderne tecnologie. Questa è una delle grandi novità e delle grandi opportunità che ci lascia il COVID-19. Perché si aprono nuove prospettive anche terapeutiche: io penso anche ai nuovi farmaci con anticorpi monoclonali, che saranno una svolta per la cura del COVID-19. E allora, signor Ministro, scienza vuol dire tutelare i nostri giovani ricercatori. L'Italia è in uno stato di mancato reclutamento di giovani ricercatori negli ultimi dieci anni: abbiamo pochi ricercatori e con un'età media molto alta. Ecco, il COVID-19 deve consentirci di investire in ricerca e in giovani ricercatori. La seconda parola chiave che mi viene da suggerirle è la “fiducia”. La fiducia della popolazione è una parte fondamentale per vincere questa battaglia. Bisogna essere capaci però di conquistarsela, la fiducia: che si conquista con messaggi chiari, messaggi utili e messaggi “dimostratamente” efficaci e condivisi, guai a far passare messaggi contraddittori. Ma la fiducia si conquista anche senza avere nessun conflitto di interessi. La terza parola chiave che deve guidarci in questo momento è la “trasparenza”. Trasparenza degli studi: è un atto decisivo per comprendere l'efficacia dei vaccini e conquistare la fiducia della gente. Siano pubblici tutti i dati delle varie sperimentazioni. Qui voglio ricordare però un dato piuttosto tecnico, e cioè come viene studiato un vaccino. Esiste una sperimentazione preclinica in laboratorio, in vivo e in vitro, e poi una sperimentazione clinica, che è fatta di quattro fasi, man mano crescenti: nella prima si studiano fondamentalmente su un numero limitato di persone eventuali effetti collaterali; nella seconda, con un più ampio numero di persone, si studia una dose minima efficace; nella terza si amplia il numero di soggetti da testare per valutarne gli effetti collaterali. E a questo punto siamo in questo momento: siamo in fase 3; i risultati della fase 3 saranno valutati dalla EMA e dalla FDA americana, e questi dati devono essere pubblici. Seguirà la fase 4, che è la diffusione su tutta la popolazione: fase questa anche delicata, e dev'essere trasparente.

La quarta parola chiave è “efficacia”: efficacia delle misure di contenimento, efficacia del vaccino, efficacia a breve e a lungo termine. Lei ha accennato ad un sistema di farmacovigilanza, che è necessario nel modo più assoluto, esiste già per i vaccini esistenti: è necessario valutare tutti gli eventuali eventi avversi, discriminando ovviamente i falsi dai veri, e sarà importante mostrare in modo inequivocabile i risultati significativi raccolti su campioni molto ampi di persone. E con efficacia va d'accordo la “sicurezza”: nulla può farci perdere di vista la sicurezza, dovrà essere un vaccino efficace, ma altrettanto sicuro; e neanche lo stato di emergenza può farci rinunciare alla sicurezza di un vaccino.

L'altra parola chiave è il “tempo”: per fare un vaccino che sia efficace e sicuro ci vuole tempo, non può esser fatto prima di un certo periodo. Le nuove tecnologie hanno accorciato i tempi e io qua voglio richiamare il Comitato di bioetica, che ci chiede di accelerare i tempi burocratici e amministrativi, ma non i tempi della tecnologia o i tempi del testare sugli individui. Due aziende, infatti, oggi sappiamo che sono in fase 3 quasi completata e saranno valutati tra poco i risultati. Quindi, il tempo è necessario per valutare tutti gli studi. Infine, “sanità pubblica”: questa è una parola chiave, perché è stata messa a dura prova in questi mesi; io ricordo, come tutti avete fatto in quest'Aula, i miei colleghi medici, i miei colleghi infermieri e tutto il personale sanitario, che ha affrontato una grande prova e ci ha rimesso anche la vita in tante, tante parti d'Italia, ma che ha risposto in modo straordinario a uno stress test mai vissuto prima. Ora c'è bisogno di organizzare bene la campagna vaccinale, che, sappiamo, richiede una doppia dose di vaccino e non bisogna commettere errori. È il momento, questo, di far funzionare al meglio, signor Ministro, l'anagrafe vaccinale, che da pediatra ho chiesto da tanti, tanti anni. Bene il coinvolgimento delle università, bene che i giovani colleghi vadano a somministrare il vaccino, bene che siano messi in campo subito, per dare una mano e testare questa che è la più grande campagna vaccinale mai realizzata nel nostro Paese. Non basta avere un vaccino sicuro ed efficace, se non c'è un piano in grado di somministrare questo vaccino; e perché un piano funzioni c'è bisogno di informare in modo chiaro e semplice i cittadini, che hanno bisogno che sia loro spiegato che è un vaccino sicuro ed efficace e che servirà a sconfiggere il virus; c'è bisogno di una formazione adeguata del personale sanitario, anche per mettere al corrente degli eventi avversi: se i medici non sono convinti che il farmaco serva, non se lo procureranno e non lo faranno mai; è necessaria una gestione della fase post-vaccinale, è necessaria un'attenta sorveglianza delle reazioni avverse, è necessario utilizzare un'anamnesi vaccinale ed è necessario valutare tutte le altre vaccinazioni. Io le segnalo, signor Ministro, che le vaccinazioni della difto-tetano in età pediatrica è in calo preoccupante, quindi questa campagna vaccinale che impegnerà tutto il nostro Paese non deve in nessun modo danneggiare le vaccinazioni che già sono in effettuazione. Il vaccino come “bene comune”: lo ha detto molto bene ieri il Comitato di bioetica e voglio qui rilanciare il loro appello, che impegna la politica a intervenire e a controllare una produzione e una distribuzione del vaccino, che non risponda unicamente, signor Ministro, alle leggi del mercato: sia questo del vaccino, che stiamo adesso sperimentando e provando, un esempio virtuoso di contrasto alle disuguaglianze in salute. E si arrivi a garantire la doppia dose di vaccino, signor Ministro, anche alle popolazioni a rischio: e qui molto bene le unità mobili, che devono recarsi nei quartieri più difficili, dove le persone si vaccinano poco. Chi vaccinare in emergenza? Lo avete detto tutti, io aggiungerei una piccola parolina: gli insegnanti. Pensiamoci, perché questo ci consentirebbe di poter riaprire con più sicurezza anche le nostre scuole. Un'altra parola chiave è l'“obbligo”, obbligo vaccinale, anche qui il Comitato di bioetica: è sempre auspicabile il rispetto del principio che nessuno subisca un trattamento sanitario contro la propria volontà e si facciano tutti gli sforzi perché ci sia una buona copertura vaccinale attraverso una adesione spontanea e consapevole. Chiudo, signor Ministro, dicendole che questa, più che una pandemia, è una sindemia, come ha scritto Richard Horton su The Lancet, a settembre: questo virus colpisce in modo duro le popolazioni in condizioni di disagio sociosanitario, le popolazioni più povere e più disturbate.  E chiudo davvero con due parole chiave, secondo me, che sono “sobrietà” e “collaborazione”: io chiedo che ci sia sobrietà in un momento in cui, anche oggi, contiamo oltre 600 vittime e ci sia una collaborazione fra tutti. Noi siamo pronti per darla.