Discussione sulle linee generali - Replica della relatrice
Data: 
Lunedì, 25 Luglio, 2016
Nome: 
Donatella Ferranti

A.C. 3954-A

Grazie, Presidente. Sarò brevissima, soltanto credo che sia opportuno, alla luce dell'intervento – che dà un colpo al cerchio e uno alla botte – dell'onorevole Sannicandro, una mia precisazione, anche nella qualità di presidente. La Commissione non ha voluto né smentire il Governo, né stare qui a fare il notaio: le Camere non hanno il ruolo di notaio rispetto ai decreti-legge fatti dal Governo. La Commissione giustizia, in relazione ai poteri che le vengono dati anche dal punto vista regolamentare, ha definito la materia del decreto, ai fini del giudizio di ammissibilità degli emendamenti, individuandoli nel processo telematico. Il processo telematico rappresenta l'attuazione della digitalizzazione in tutto il processo: il processo civile, il processo amministrativo, il processo contabile e il processo penale. 
Quindi è una forma moderna di attuazione della semplificazione del procedimento che riguarda tutte le varie forme di processo; e nell'ambito di questo contesto, come risulta dall'iter dei lavori della Commissione, la materia è stata individuata nel processo telematico. Alla luce dell'individuazione di questa materia, ecco che è stato dichiarato ammissibile l'emendamento a firma dell'onorevole Rossomando, poi sottoscritto anche dall'onorevole Mattiello e riformulato dal Governo alla luce anche degli opportuni contatti con il MEF, proprio perché non esiste un procedimento telematico che non veda contemporaneamente anche un adeguato supporto del personale amministrativo.  Sappiamo bene che l'informatica, tutta l'informatica, non regge da sola, ma regge purché vi sia anche un adeguato supporto del personale amministrativo preparato professionalmente. In questo senso, non si è voluto smentire nulla nei confronti dell'azione del Governo, che ovviamente sarà vigile rispetto all'attuazione. Ho detto, nella mia relazione, come passi concreti siano stati fatti recentemente anche con il decreto ministeriale di marzo, quindi attualmente c’è una regolamentazione in via di sperimentazione. È ovvio che – l'onorevole Sannicandro lo sa meglio di me, facendo di professione l'avvocato – per dare certezze ai rapporti giuridici, quindi garantire soprattutto il cittadino e il difensore, occorre che il processo telematico sia adeguatamente supportato non solo dal personale amministrativo, ma anche e soprattutto da norme processuali certe di riferimento. 
Quindi, la materia del decreto è stata delineata come processo telematico e l'emendamento è stato ammesso in quanto strettamente attinente alla materia. Fin qui ho riespresso quello che già avevo detto come presidente, mentre come relatrice dico pure che rimango senza parole, costernata, rispetto al fatto che, dopo vent'anni di assoluta trascuratezza nei confronti del personale amministrativo della giustizia e di fronte alla prima possibilità che ci possa essere un pubblico concorso, aperto quindi ai giovani, che superi l'immobilismo di un personale ormai invecchiato, ci sia qualcuno che provi, attraverso un atteggiamento bizantino e contraddittorio, a criticare l'operato del Parlamento. Credo, come relatrice, che si debba rivendicare con orgoglio l'operato del Parlamento, che si è fatto carico di veicolare, attraverso questo decreto-legge, una misura che non è opportuna, è assolutamente necessaria.